La figura di Aldo Gastaldi, noto come “Bisagno”, figura centrale della Resistenza italiana e medaglia d’oro al valore, è oggi al centro di un significativo percorso spirituale: l'avvio della sua causa di beatificazione. Questo processo, promosso dal cardinale Angelo Bagnasco, mira a riconoscere ufficialmente la straordinaria testimonianza di fede e la dirittura morale di un uomo che seppe coniugare l'impegno civile con una profonda spiritualità cattolica.

Il significato della causa di canonizzazione
La causa di canonizzazione del laico Aldo Gastaldi mira a proporre un autentico modello di virtù cristiane e di piena maturità umana. Come sottolineato dal postulatore, il ricordo di Bisagno è rimasto vivo nel tempo tra i genovesi, alimentato dalle numerose testimonianze che mettono in luce la sua fede vissuta come impegno totale per il bene.
L'iniziativa intende rafforzare, soprattutto nei giovani, il convincimento che la santità non sia riservata a pochi, ma sia una chiamata universale. Come insegna Papa Francesco, siamo chiamati a diventare santi in ogni stato di vita, aprendoci alla grazia che ci lavora dentro. In questo contesto, il Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Genova ha invitato i fedeli a comunicare qualsiasi notizia o scritto - manoscritti, diari, lettere - che possa contribuire alla valutazione della sua fama di santità.
La figura di Bisagno: tra Resistenza e fede
Aldo Gastaldi, nato a Granarolo nel 1921, fu il prestigioso comandante della divisione partigiana “Cichero”. La sua esperienza bellica fu segnata da una profonda umanità: pur essendo un valoroso combattente, non si fece mai dominare dall'odio, mantenendo sempre un senso di giustizia che gli permetteva di vedere un uomo anche nel nemico.
Il suo agire fu contraddistinto da una fede religiosa che si traduceva in servizio verso il prossimo. Molti ricordano come interpretasse il comando non come potere, ma come responsabilità: era il primo a esporsi ai pericoli e l'ultimo a mangiare, riservando a se stesso i turni di guardia più pesanti. Questa integrità lo portò a opporsi con fermezza ai tentativi di politicizzazione delle formazioni partigiane, dichiarando: “Noi non abbiamo un partito, noi non lottiamo per avere un domani un ‘careghin’, vogliamo bene alle nostre case, vogliamo bene al nostro suolo”.

Cerimonie commemorative e memoria storica
Il centenario della nascita di Aldo Gastaldi ha visto numerose celebrazioni, tra cui l'apposizione di una targa commemorativa sulla sua casa natale a Granarolo, benedetta dall'arcivescovo Monsignor Marco Tasca. Durante gli eventi, figure istituzionali come il sindaco di Genova, Marco Bucci, hanno definito Bisagno un "faro" per la capacità di agire con cuore e intelligenza, sottolineando come il suo esempio resti attuale per affrontare le sfide contemporanee.
Momenti salienti delle celebrazioni:
- Celebrazione Eucaristica: Presieduta dal Vescovo Ausiliare Mons. Nicolò Anselmi, che nell'omelia ha riflesso sulla Giustizia di Dio, intesa non come retributiva, ma come amore e riconciliazione.
- Orazione ufficiale: Il sindaco Bucci ha ripercorso la storia di un uomo libero, che non si piegò mai alle logiche di potere.
- Testimonianze: Il nipote Aldo ha ricordato la strenua integrità morale dello zio, leggendo brani dell'epistolario che rivelano una profondità di pensiero straordinaria per un ragazzo di poco più di vent'anni.
Aldo Gastaldi morì il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda, poco dopo la Liberazione, dopo aver personalmente garantito il ritorno a casa dei suoi uomini. Oggi, il suo percorso verso la beatificazione rappresenta la conferma del contributo fondamentale offerto dai cattolici alla Resistenza, testimoniando come la fedeltà ai principi di libertà e dignità umana possa elevarsi a un cammino di santità vissuto nel quotidiano.
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