Il film "Tutti i Santi Giorni" di Paolo Virzì, uscito nel 2012, si immerge nelle dinamiche di una giovane coppia a Roma, esplorando con tenerezza e realismo le sfide della vita e del desiderio di genitorialità. La pellicola, definita da alcuni come una commedia proattiva, drammatica e sentimentale, si ispira al romanzo "La generazione" di Simone Lenzi, offrendo uno sguardo intimo e profondo sulla quotidianità di due personaggi apparentemente agli antipodi.

Trama: Il Desiderio di un Figlio e la Vita di Coppia
Il cuore profondo del film è racchiuso nello scambio di battute tra Guido e Antonia: "Stammi vicino sempre però, perché io non ce la faccio…". Questo scambio, rapido e diretto, contiene il senso ultimo della storia di questo piccolo uomo e questa piccola donna che, nella loro spontaneità e autenticità, si fanno racconto di tante altre coppie e situazioni che è possibile incontrare in una città rutilante e densa come Roma, dov’è ambientata questa storia. Il film, infatti, ci chiede di amarli e volergli bene.
La storia segue Guido e Antonia, una coppia affiatata ma dalle abitudini inconsuete. Lei, Antonia, impiegata in un autonoleggio, aspira a diventare cantautrice rock ed è in continua ricerca di scritture in locali notturni e pub. Lui, Guido, è un portiere di notte in un albergo, una sorta di Candido fuori tempo massimo e costantemente pesce fuor d’acqua, un coacervo di contraddizioni serenamente risolte nell'aver messo insieme un lavoro come portiere di notte e la passione per la storia antica, in particolare per il periodo paleocristiano. I due si vedono solo la mattina presto, quando Guido torna dal lavoro e la sveglia con la colazione, spiegando nel dettaglio vita, morte e miracoli del santo del giorno. Dopo questo rito, i due possono abbandonarsi all'amore, prima che la ragazza monti sul motorino e sfrecci verso l'autonoleggio in cui è impiegata, e lui possa finalmente riposare in attesa di tornare all'albergo dove fa il portiere di notte. La routine attecchisce poco e male nel nido di questa giovane coppia spaiata, che si ama "tutti i santi giorni".
La loro routine, forse troppo "perfetta", viene spezzata dall'improvviso desiderio di Antonia di concepire un figlio. Si ritrovano così a ingaggiare una battaglia drammatica, tenera e a tratti comica per avere un bambino, mentre l'orologio biologico scorre inesorabile. La trafila per la procreazione è lunga e dolorosa, partendo dalla visita di un luminare, "il ginecologo del papa", per passare per l'approdo a un improbabile centro di medicina naturale, e finire dalla brusca dottoressa che li introduce nel mondo della fecondazione assistita. Le difficoltà nel rimanere incinta mettono inevitabilmente in crisi l'unione tra i due. È difficile reggere a tutto questo, quando la volontà di avere un bambino si scontra con la realtà, con i vicini di casa impiccioni e volgari, con i genitori che non capiscono proprio cosa abbiano fatto di male a quella figlia un po' sopra le righe.
Il film esplora la totalità dell'amore dei due aspiranti genitori, trascendendo il dato più evidente della storia di un figlio che non arriva. Virzì sonda la vita quotidiana di questa originale coppia, e, quasi come in un dramma uscito dalla New Hollywood, fa vivere la vicenda attraverso piccoli gesti, situazioni ordinarie e quotidiane, attraverso cui si ride (come lo spermiogramma di Guido o i buffi medici che assistono Antonia durante i suoi tentativi di rimanere incinta), si piange, ci si identifica. Sebbene il finale sia lieto e quietamente ottimista, in linea con la tradizione della commedia all'italiana, esso non cancella il retrogusto amaro di questa commedia in cui, "nonostante tutto", la vita va avanti e va presa così com'è. Il film doveva restare all'altezza delle vicende quotidiane, esili e banali, avendo il coraggio fino in fondo di fermarsi al piccolo dramma sentimentale, fatto di gioie e dolori.
Personaggi e Cast: Tra Cultura e Ribellione
I protagonisti, Guido e Antonia, sono personaggi complessi e profondamente umani, che Virzì descrive con pochi tocchi ma di grande precisione, leggeri in apparenza ma capaci di grande peso specifico, di lasciare un segno, di scavare in profondità.
- Guido, interpretato da Luca Marinelli, è un trentenne toscano timido, riservato e coltissimo. Figlio di intellettuali, con una laurea in filologia classica, aveva la possibilità di lavorare in prestigiose università americane, ma invece fa il portiere notturno in un grande hotel di Roma. È un po' statico, quasi passivo nel suo idealismo che a volte usa la cultura per sublimare nella bellezza astratta le spigolature della realtà e della sua Antonia. Marinelli si adatta con sicurezza al suo personaggio di proletario colto, facendone una conferma del suo talento.
- Antonia, interpretata da Thony (Federica Victoria Caiozzo), è una ragazza sicula irascibile, irrequieta e orgogliosamente ignorante. È un'aspirante cantante folk dalla voce suadente e malinconica, ma lavora come impiegata in un autonoleggio. La sua passione musicale è fragile e intensa al tempo stesso, e la porta a una continua, sfuggente movimento di cui spesso Guido non capisce le traiettorie. Thony, debuttante nel cinema e cantante nella vita, è stata una rivelazione nel ruolo, dimostrando una dolcezza di moti e una verità di sentimenti che restano impresse su pellicola. Il suo personaggio è descritto come naif punk, mista a forme di ribellione sincera e sprazzi di lucidità, ed è più credibile nella sua immediatezza.
Il cast di supporto include numerosi attori che contribuiscono a dipingere il contesto sociale in cui si muove la coppia. Tra questi, figurano Benedetta Barzini (Sig.ra Donatella), Claudio Pallitto (Marcello Caiozzi), Daniel Interlenghi, Fabio Gismondi (Sig. Lorenzo), Franco Gargia (Professore), Frank Crudele (Domenico), Gaia De Angelis, Giovanni La Parola (Jimmy), Giulia Sondali, Hiroshi Sakai, Katie McGovern (Katherine), Lucia Bodenizza, Micol Azzurro (Patrizia Caiozzi), Mimma Pirré (Rosetta), Raffaele Vannoli, Robin Mugnaini (Duccio), Stefania Felicioli (Ginecologa Progressista) e Valeria Colangelo. La colonna sonora, spesso intradiegetica, è curata dalla stessa Thony.
Lo Stile di Paolo Virzì e l'Ispirazione Letteraria
Il cinema di Paolo Virzì, regista livornese, è noto per la sua capacità di mappare il panorama sociale e politico italiano. La sua poetica è tesa a una riscrittura, continua e non priva di crepe, del significato della commedia all'interno dei percorsi produttivi italiani. Con "Tutti i Santi Giorni", Virzì, dopo i fasti con cui furono ricevuti "Tutta la vita davanti" (2008) e "La prima cosa bella" (2010), sceglie di percorrere una via più minimale e intimista, abbandonando i nomi altisonanti per puntare su una coppia pressoché sconosciuta al grande pubblico, una scelta considerata apprezzabile e forse l'aspetto più interessante e convincente del film.
Il film è liberamente ispirato al romanzo "La generazione" di Simone Lenzi, leader della rock band Virginiana Miller (che qui si prodigano nella canzone che accompagna i titoli di coda). Lenzi ha anche partecipato alla sceneggiatura insieme a Virzì e Francesco Bruni. Il romanzo, una sorta di lungo diario in forma di monologo interiore, era "sostanzialmente infilmabile", ma Virzì lo ha adattato mantenendo intatto il nucleo, rinunciando alla voce over che avrebbe decisamente semplificato le cose, e talvolta citando alla lettera, altre tentando parafrasi iperboliche.
Virzì è sempre in grado di leggere la realtà con occhio curioso e intelligente. In questo nuovo adattamento, il regista prende un libro dai toni grigi e novembrini e lo rappresenta con colori saturi al limite del fluo, con un calore interiore più sfacciato e diretto. Il suo cinema è sempre teso a cogliere e restituire l'essenza dei suoi personaggi con pochi, densissimi tratti. Tuttavia, in "Tutti i Santi Giorni", questo approccio ha portato i personaggi a "mostrare la corda", esponendosi a uno sguardo prolungato dal quale non escono compiutamente tridimensionali o pienamente credibili nel contesto narrativo scarnificato che li rende struttura portante. La "coda" che segue il "vero" finale del film, definita confusa e raffazzonata, stride con l'impostazione precedente, quasi come se Virzì avesse sentito, in extremis, la necessità di fare un passo indietro e chiosare affidandosi al suo cinema più oliato e collaudato.
Il film, comunque, rimane interessante nel suo tentare strade nuove per il regista, un tentativo, sebbene non perfettamente riuscito e parzialmente abiurato fuori tempo massimo, che è indice di vitalità e che apre nuove prospettive per la futura filmografia dell'autore livornese. L'ipertrofia narrativa, tratto caratterizzante del cinema di Virzì, qui si risolve in momenti dalla densità narrativa elevata e/o ridondante, ma il regista ha saputo tirare fuori da se stesso quel nucleo di calore e ruvidezza, quella viscerale, disperata fame di vita e la disillusa consapevolezza di quanto a volte il mondo intorno possa essere spaventoso e violento.
Produzione e Dettagli Tecnici
Di seguito la scheda tecnica del film:
| Dettaglio | Descrizione |
|---|---|
| Titolo Originale | Tutti i santi giorni |
| Paese/Anno | Italia | 2012 |
| Regia | Paolo Virzì |
| Sceneggiatura | Francesco Bruni, Paolo Virzì, Simone Lenzi |
| Soggetto | Liberamente ispirato al romanzo "La generazione" di Simone Lenzi (ed. Dalai) |
| Fotografia | Vladan Radovic |
| Musiche | Thony |
| Montaggio | Cecilia Zanuso |
| Scenografia | Alessandra Mura |
| Costumi | Cristina La Pàrola |
| Suono | Alessandro Bianchi (II) |
| Genere | Commedia, Drammatico, Sentimentale |
| Produzione | Motorino Amaranto, Rai Cinema, in associazione con Banca Monte dei Paschi di Siena |
| Distribuzione | 01 Distribution - DVD e Blu-Ray: 01 Distribution Home Video (2013) |
| Durata | 102 minuti |
| Data di uscita | 11/10/2012 |
| Specifiche Tecniche | 35 MM, Colore (C) |
Accoglienza Critica e Temi
"Tutti i Santi Giorni" ha generato un dibattito nella critica, dividendo le opinioni ma confermando la capacità di Virzì di esplorare nuove vie. Molti hanno elogiato la sua scelta coraggiosa di realizzare una "piccola commedia italiana" a basso costo e senza nomi roboanti in un momento di crisi del cinema italiano. Il film è ambientato ad Acilia, una periferia romana, una scelta che contribuisce a rendere i personaggi e le situazioni più realistici e a presentare un'Italia "fuori raccordo".
Alcuni critici hanno definito il film come un Paolo Virzì "più sentimentale e meno graffiante" rispetto alle sue opere precedenti, mentre altri lo hanno visto come un'opera che si interroga profondamente su ciò che sta diventando l'Italia, ritraendo una società "pazza e volgare". L'amore tra Guido e Antonia è stato spesso messo in risalto come un punto di forza, con Marinelli e Thony capaci di creare un feeling naturale e credibile, che trascende le loro differenze. La loro interpretazione è così reale e intensa da coinvolgere lo spettatore e "fare il tifo" per la loro relazione nello squallore e nelle difficoltà della vita quotidiana.
Tuttavia, il film non è stato esente da critiche. Alcuni hanno ravvisato una "narrazione bulimica" da parte di Virzì, che inonda uno script piuttosto esile di una serie infinita e ingiustificata di piccoli dettagli, caratterizzando i personaggi più dal punto di vista dialettale che psicologico. Si è parlato di un'opera a tratti "profondamente irritante", incapace di gestire in più punti i diversi registri e con qualche scena di dubbio gusto. Nonostante queste riserve, il potenziale della tenera storia d'amore e l'ambientazione ad Acilia sono stati generalmente riconosciuti come ben riusciti. Il naturale feeling che viene a crearsi con la coppia protagonista risulta talvolta svilito, impoverito, rabberciato, e le situazioni più riuscite finiscono inevitabilmente per sfibrarsi.
I temi centrali del film includono il desiderio di maternità e paternità come tirante narrativo per raccontare due "diversi", l'amore incondizionato e la difficoltà di realizzarsi in una società che sembra negare costantemente le ambizioni individuali. La pellicola offre una riflessione sulla "santità" di una coppia che il Cielo non corona con la prole, un calvario per procreare che porta alla crisi sentimentale. Guido e Antonia si stagliano su un panorama umano/antropologico devastante, fatto di romani trucidi e di stranieri completamente folli. Virzì, infatti, ama i suoi protagonisti e usa i personaggi che ruotano attorno alla coppia come simpatiche macchiette (dai vicini "coatti" e volgari ai genitori di Antonia, esemplificazione dei parenti meridionali iperprotettivi) per sottolineare l'unicità e la solidità del legame tra Guido e Antonia, in contrasto con una realtà fatta di personaggi svitati, sopra le righe, e una società che sembra costantemente negare la realizzazione delle proprie ambizioni. Il film è stato accolto come un passo "sofferto e serio" verso una commedia civile e sentimentale della quale il cinema italiano ha assoluto bisogno per comunicare al suo pubblico.
Riconoscimenti
Il film "Tutti i Santi Giorni" ha ricevuto i seguenti riconoscimenti e candidature:
- David di Donatello 2013:
- Vincitore per la Miglior Canzone Originale.
- Candidature per la Miglior Attrice Protagonista (Federica Victoria Caiozzo in arte Thony) e il Miglior Attore Protagonista (Luca Marinelli).
- Nastri d'Argento 2013:
- Candidature per il Miglior Attore Protagonista (Luca Marinelli) e la Colonna Sonora.