L'Altare dei Vicomagistri: Storia e Collocazione

L'Altare dei Vicomagistri è un reperto archeologico di notevole interesse storico e culturale, la cui rilevanza è sottolineata sia dalla sua provenienza sia dalla sua inclusione in importanti percorsi museali accessibili.

Contesto Storico e Scoperta dell'Altare dei Vicomagistri

L'Ara dei Vicomagistri risale a un periodo compreso tra il 30 e il 40 d.C.. Questo importante reperto proviene dall'area del Campo Marzio, una delle zone più significative dell'antica Roma. Fu rinvenuto nel 1939, durante gli scavi effettuati sotto il Palazzo della Cancelleria Apostolica di Roma.

Ricostruzione o foto dell'Altare dei Vicomagistri come appariva originariamente o delle sue lastre rimanenti.

Il rilievo, di cui rimangono solo due lastre non adiacenti, appartiene probabilmente alla base di un altare monumentale. I Vicomagistri erano funzionari minori dell'antica Roma, responsabili dell'amministrazione dei vici (quartieri) e spesso associati al culto imperiale e alle divinità lares compitales, praticato presso gli incroci stradali (compita) con piccoli altari come questo.

Collocazione e Accessibilità nei Musei

L'Altare dei Vicomagistri nei Musei Vaticani

L'Altare dei Vicomagistri è esposto nel Museo Gregoriano Profano, parte integrante dei Musei Vaticani. Questo museo ospita le antichità e i reperti archeologici dell'ex Museo Gregoriano Lateranense. Nel 1962, il Museo venne trasportato in Vaticano per volontà di Giovanni XXIII, trovando collocazione nel nuovo edificio progettato dallo studio di architettura dei fratelli Fausto, Lucio e Vincenzo Passarelli.

L'itinerario museale del Gregoriano Profano si articola in cinque sezioni espositive, lungo le quali sono presentati reperti archeologici e opere databili dal V secolo a.C. al IV secolo d.C. Nella sezione dedicata alle copie o rielaborazioni romane di età imperiale (I - III secolo d.C.) di originali greci, l'Altare dei Vicomagistri trova la sua collocazione tra altre opere significative del periodo.

L'Altare dei Vicomagistri nel Percorso Tattile degli Uffizi

Forse non tutti sanno che da alcuni anni è possibile visitare gli Uffizi seguendo il percorso tattile per ipovedenti e non vedenti, denominato “Uffizi da toccare”. Dal 2013, questo percorso è stato ampliato e coinvolge la collezione di statue della galleria, consentendo di visitare tutto il palazzo seguendo le indicazioni delle mappe in rilievo presenti nelle sale. Tra le circa 30 opere “da toccare”, che rappresentano il patrimonio di sculture greco-romane (rilievi, are, sarcofagi, ritratti, epigrafi, statue a figura intera), l'Altare dei Vicomagistri è annoverato tra le opere più note e accessibili al tatto.

Foto di persone con disabilità visiva che esplorano sculture in un museo, evidenziando il percorso tattile.

Le sculture greco-romane sono state per molto tempo l’elemento più interessante degli Uffizi, riflettendo una delle prime passioni della famiglia Medici: la scultura antica. Davanti a ogni opera inclusa nel percorso “Uffizi da toccare” si trova un leggio, che sorregge un testo in braille, in inglese e in italiano, realizzato in collaborazione con le maggiori istituzioni del settore.

I visitatori non vedenti ricevono, all’ingresso, un paio di guanti del tipo di quelli usati dai restauratori, che permettono di sentire le forme e le caratteristiche della superficie delle opere. Il personale della galleria è appositamente formato per accogliere i visitatori con disabilità, con il fine di offrire a tutti una visita di qualità. Dal 2013, i visitatori di questo percorso sono costantemente in aumento, a dimostrazione che è possibile aprire i musei anche ai disabili visivi, permettendo loro di vivere la grande esperienza della visita a un museo come gli Uffizi.

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