Le Traslazioni e la Vita di Padre Pio da Pietrelcina

Ben prima che la Chiesa lo proclamasse Santo, il frate di Pietrelcina godeva già di una devozione popolare sterminata che lo rende uno dei Santi più amati e venerati dell’età contemporanea. È uno dei Santi del Novecento più popolari e amati in ogni parte del mondo. Taumaturgo, sacerdote fedele, confessore infaticabile, nel 1918 ricevette le stigmate, simbolo della Passione di Cristo, che restarono sul suo corpo per 50 anni.

Ritratto di Padre Pio da Pietrelcina

La Vita e il Ministero di Padre Pio

Francesco Forgione era nato a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. I suoi genitori, Grazio e Giuseppa, erano poveri contadini, ma assai devoti: in famiglia il rosario si pregava ogni sera in casa tutti insieme, in un clima di grande e filiale fiducia in Dio e nella Madonna. Il soprannaturale irruppe assai presto nella vita del futuro santo: fin da bambino egli riceveva visite frequenti di Gesù e Maria, vedeva demoni e angeli, ma poiché pensava che tutti avessero queste facoltà non ne faceva parola con nessuno.

Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra’ Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Voleva partire missionario per terre lontane ma il destino fu un altro. I primi anni di sacerdozio furono compromessi e resi amari dalle sue pessime condizioni di salute, tanto che i superiori lo rimandarono più volte a Pietrelcina, nella casa paterna, dove il clima gli era più congeniale. Padre Pio era malato assai gravemente ai polmoni e i medici gli davano poco da vivere.

L'Arrivo a San Giovanni Rotondo e le Stimmate

Nel 1916 i superiori pensarono di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano. Qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ebbe inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Un numero incalcolabile di uomini e donne, dal Gargano e da altre parti dell’Italia, cominciarono ad accorrere al suo confessionale, dove egli trascorreva anche quattordici-sedici ore al giorno, per lavare i peccati e ricondurre le anime a Dio. Questo suo ministero attingeva la propria forza dalla preghiera e dall’altare, e Padre Pio lo realizzava non senza grandi sofferenze fisiche e morali.

Il 20 settembre 1918, infatti, il cappuccino ricevette le stigmate della Passione di Cristo che rimasero aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni, scomparendo dal suo corpo solo alla sua morte, il 23 settembre 1968, all'età di 81 anni.

Illustrazione delle stigmate di Padre Pio

Le Prove e la Sospensione "a Divinis"

Per le stigmate, Padre Pio fu sottoposto a numerose ispezioni del Vaticano e visitato da un gran numero di medici, subendo incomprensioni e calunnie per le quali dovette sottostare a infamanti ispezioni canoniche. Il frate delle stigmate si dichiarava “figlio dell’obbedienza” e sopportava tutto con serafica pazienza. Infine, venne anche sospeso “a divinis” e solo dopo diversi anni, prosciolto dalle accuse calunniose, poté essere reintegrato nel suo ministero sacerdotale.

L'Eredità Spirituale: "Gruppi di Preghiera" e "Casa Sollievo della Sofferenza"

La sua celletta, la numero 5, portava appeso alla porta un cartello con una celebre frase di S. Bernardo: “Maria è tutta la ragione della mia speranza”. Maria è il segreto della grandezza di Padre Pio, il segreto della sua santità. Alla Vergine Maria, nel maggio 1956, dedicò la “Casa Sollievo della Sofferenza”, una delle strutture sanitarie oggi più qualificate a livello nazionale e internazionale, con 70.000 ricoveri l’anno, attrezzature modernissime e collegamenti con i principali istituti di ricerca nel mondo.

Foto della Casa Sollievo della Sofferenza

Negli anni ‘40, per combattere con l’arma della preghiera la tremenda realtà della seconda guerra mondiale, Padre Pio diede avvio ai Gruppi di Preghiera, una delle realtà ecclesiali più diffuse attualmente nel mondo, con oltre duecentomila devoti sparsi in tutta la terra. Con la “Casa Sollievo della Sofferenza” essi costituiscono la sua eredità spirituale, il segno di una vita tutta dedicata alla preghiera e contrassegnata da una devozione ardente alla Vergine.

Da Lei il frate si sentiva protetto nella sua lotta quotidiana col demonio, il “cosaccio” come lo chiamava, e per ben due volte la Vergine lo guarì miracolosamente, nel 1911 e nel 1959. Padre Pio esortava sempre i suoi figli spirituali a pregare il Rosario e a imitare la Madonna nelle sue virtù quotidiane quali l’umiltà, la pazienza, il silenzio, la purezza, la carità. Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: “Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario”.

Il Processo di Canonizzazione e i Miracoli

Davanti alle circa centomila persone arrivate sul Gargano, in Puglia, per partecipare ai suoi funerali il 23 settembre 1968, ebbe inizio quel processo di santificazione che ben prima che la Chiesa lo elevasse alla gloria degli altari lo collocò nella devozione popolare dei fedeli di tutto il mondo. Le pratiche giuridiche preliminari del processo di beatificazione iniziarono un anno dopo la morte del Padre, nel 1969, ma incontrarono molti ostacoli, da parte di coloro che erano stati suoi nemici dichiarati. Furono ascoltati decine di testimoni e raccolti 104 volumi di disposizioni e documenti, e nel 1979 tutto il materiale fu inviato a Roma al vaglio degli esperti del Papa.

Il procedimento che portò alla canonizzazione ebbe inizio con il nihil obstat del 29 novembre 1982. Il 20 marzo 1983 iniziò il processo diocesano per la sua canonizzazione. Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile, fu beatificato il 2 maggio 1999 e proclamato santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da papa Giovanni Paolo II come san Pio da Pietrelcina. La sua festa liturgica viene celebrata il 23 settembre.

CANONIZZAZIONE DI PADRE PIO.mp4

Segni Miracolosi e Carismi

Tra i presunti segni miracolosi che gli vengono attribuiti, oltre alle stigmate, troviamo il dono della bilocazione, la profezia e la scrutazione dei cuori e delle coscienze (capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone, carisma noto come cardiognosi). Tra i molti miracoli che gli sono attribuiti c'è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha poi portato alla sua elevazione agli altari.

Intorno alla sua figura in questi anni si sono scritti molti fiumi di inchiostro: un incalcolabile numero di articoli e tantissimi libri; si conta che approssimativamente sono più di 200 le biografie a lui dedicate soltanto in italiano. «Farò più rumore da morto che da vivo», aveva pronosticato lui con la sua solita arguzia. Come spiegato da Padre Raniero Cantalamessa: «Se tutto il mondo corre dietro a Padre Pio - come un giorno correva dietro a Francesco d’Assisi - è perché intuisce vagamente che non sarà la tecnica con tutte le sue risorse, né la scienza con tutte le sue promesse a salvarci, ma solo la santità. Che è poi come dire l’amore».

Le Traslazioni del Corpo di San Pio

La storia post-mortem di Padre Pio è stata segnata da diversi spostamenti e traslazioni delle sue spoglie, avvenuti sia per ragioni di culto e di spazio, sia per eventi straordinari e persino per motivi pratici, generando talvolta anche dibattiti e polemiche.

La Traslazione nella Nuova Chiesa di Renzo Piano (2010)

Dopo quasi 42 anni, il corpo di San Pio da Pietrelcina ha lasciato il vecchio santuario della Madonna delle Grazie, dove era stato tumulato al momento della morte avvenuta il 23 settembre del 1968. Il 19 aprile 2010 la salma del santo è stata traslata nella cripta della nuova Chiesa di Padre Pio, progettata dall'architetto Renzo Piano, e decorata con i mosaici del sacerdote gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik e con il soffitto ricoperto di foglia d’oro, ricavato dalla fusione degli ex voto che i fedeli negli anni hanno donato a San Pio. Dal 1º giugno 2013 la salma è permanentemente esposta alla pubblica venerazione.

Veduta esterna del Santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo progettato da Renzo Piano

Questa traslazione aveva diverse motivazioni, spiegate dai frati minori Cappuccini della provincia di Foggia sul loro sito internet. In primo luogo, l'esistenza di una chiesa dedicata specificamente al santo. In secondo luogo, la nuova cripta, con una superficie di 500 metri quadrati, quasi il doppio di quella del santuario precedente, è in grado di accogliere meglio le migliaia di pellegrini che ogni giorno si riversano da tutto il mondo a San Giovanni Rotondo. Infine, la nuova cripta è diventata «uno splendore di arte che parla allo spirito con il linguaggio della teologia», grazie ai mosaici di tessere di terracotta rivestite di foglia d’oro che illustrano la vita di Gesù ma ripercorrono anche, lungo le rampe di accesso, le vite parallele di san Francesco d’Assisi e san Pio da Pietrelcina.

Dettaglio dei mosaici di Marko Ivan Rupnik nella cripta del Santuario di Padre Pio

La decisione della traslazione è stata autorizzata con rescritto dalla Congregazione per le Cause dei Santi, nel «rispetto del tradizionale culto delle reliquie che ha caratterizzato la devozione dei fedeli fin dai primi secoli della storia della Chiesa e delle norme canoniche». L'urna con le reliquie è stata portata in processione sino alla chiesa nuova, per poi essere collocata nella cripta inferiore, sua sede definitiva, dopo una breve sosta per la venerazione dei fedeli nella cripta superiore.

Il Trasloco Temporaneo per il Giubileo della Misericordia (2016)

Dall’8 al 14 febbraio 2016, le spoglie del Santo sono state esposte alla venerazione dei fedeli nella Basilica di San Pietro a Roma, nell’ambito del Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco. Questo spostamento straordinario del corpo a Roma, in Vaticano, ha visto la partecipazione di decine di migliaia di fedeli.

Gli Spostamenti Invernali a San Giovanni Rotondo (2016-2018)

Dal 26 novembre 2016 e fino al 18 marzo 2018, il corpo di san Pio da Pietrelcina è stato esposto alla pubblica venerazione nella cripta del santuario di Santa Maria delle Grazie, a San Giovanni Rotondo, nella stessa chiesa dove le sue spoglie erano state custodite per 42 anni. Il motivo di questo trasloco temporaneo fu la difficoltà di raggiungere la nuova chiesa d’inverno, quando San Giovanni Rotondo è spesso coperta da neve. Molti fedeli si lamentavano del lungo tragitto dal parcheggio alla nuova chiesa. Per questo, si è deciso che «se i fedeli non riescono ad andare da padre Pio, allora è Padre Pio che andrà dai fedeli»: la chiesa di Santa Maria delle Grazie è molto più vicina alle aree attrezzate per gli automobilisti.

Urna con le spoglie di San Pio durante una traslazione

Polemiche e Controversie

La traslazione del corpo di Padre Pio non è stata esente da polemiche. L'architettura del santuario di Renzo Piano, fin dal giorno della sua inaugurazione, ha fatto storcere il naso a moltissimi fedeli, sia per le sue forme diverse da quelle di un tempio tradizionale, sia per la sua opulenza, giudicata poco "francescana".

Il presidente dell’associazione 'Pro Padre Pio - l'uomo della sofferenza', l’avvocato Francesco Traversi, ha chiesto invano a papa Benedetto XVI e all’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, di impedire la traslazione, così come aveva chiesto inutilmente di impedire la riesumazione del corpo del frate cappuccino. Giuseppe Saldutto, vicepresidente dell’Associazione Pro Padre Pio, ha affermato: «Chi autorizza, chi approva, chi vuole il trasferimento del simulacro raffigurante Padre Pio da Pietrelcina, nel nuovo tempio che è un inno alla massoneria, non ama Padre Pio, che in vita aveva chiesto: "i frati vengono seppelliti al cimitero ed io voglio essere messo sotto terra"».

Una critica significativa riguarda la ricchezza della nuova tomba: «Chi ama Padre Pio - dice Saldutto - non può umiliare il voto che il Santo fece in vita, quello della povertà, stipandolo in mezzo a 120 kg di oro, che è un’offesa alla povertà, a tutti i poveri del mondo, a tutte quelle persone che in questo momento di crisi economica, vengono licenziate e vivono in gravi difficoltà economiche. La nuova tomba d’oro è un insulto a chi ama i poveri, è un insulto a Padre Pio, che amava i poveri e i sofferenti».

Inoltre, è stato rivelato che le spoglie di Padre Pio sono ormai ridotte al minimo. Quella che i fedeli vedono non è altro che una testa ricostruita in silicone, con la stessa tecnica del museo delle cere di Madame Tussaud, mentre le vere spoglie mortali sono poste all’interno di un’imbottitura per dare maggior consistenza al corpo. Questo è stato descritto come un "abile artificio" o un "innocuo trucco" per evocare la commozione dei fedeli e consentire alle persone di sentirsi più vicine al santo di Pietrelcina.

tags: #padre #pio #spostato #dal