Biografia di Padre Pio da Pietrelcina: La Vita di un Santo

La vita di Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, rappresenta una straordinaria storia di fede e di profonda devozione. È stato un frate e sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, canonizzato il 16 giugno 2002. La sua esistenza fu segnata da una missione grandissima, quella di rinnovare la Passione di Gesù Cristo per la redenzione dell’umanità, e dai doni mistici che Dio gli ha concesso.

Nascita e Vocazione Giovanile

Il 25 maggio 1887, a Pietrelcina, provincia e diocesi di Benevento, nacque Francesco Forgione, quarto figlio di Grazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio. Il giorno successivo fu battezzato con il nome di Francesco. Già all'età di cinque anni, Francesco sentì la vocazione religiosa, promettendo di consacrarsi per sempre al Signore. In questi anni giovanili, la sua scelta si delineò con chiarezza: voleva diventare un "frate con la barba", come fra Camillo da Sant’Elia a Pianisi, il cappuccino questuante che spesso vedeva nel suo paese a chiedere la carità. A quella stessa età, si sottopose a dure penitenze, si difese dagli attacchi dei diavoli ed era consolato da estasi e celestiali apparizioni.

Ritratto di Padre Pio da giovane

Ingresso nell'Ordine e Ordinazione Sacerdotale

Il 6 gennaio 1903, Francesco Forgione entrò nel noviziato dei Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo-Foggia (oggi denominata di Sant’Angelo e Padre Pio), a Morcone, in provincia di Benevento, a pochi chilometri da Pietrelcina. Il 22 gennaio successivo vestì l’abito da novizio e prese il nome di fra Pio. Più volte, per motivi di salute, il giovane frate fu costretto a lasciare il convento e gli studi, con i medici che gli consigliavano di tornare in famiglia per respirare l’aria del paese natio, non riuscendo a individuare rimedi più efficaci. Il 10 agosto 1910, nel Duomo di Benevento, il cappuccino appena ventitreenne fu ordinato sacerdote dall’arcivescovo monsignor Paolo Schinosi, grazie a una dispensa della Santa Sede. Quattro giorni dopo, Padre Pio celebrò la sua prima Messa solenne nella chiesa parrocchiale di Pietrelcina. Nell’immaginetta-ricordo scrisse a Gesù: «Per Te sacerdote santo... vittima perfetta», un’offerta al Signore «vittima per i poveri peccatori e le anime purganti».

Le Stimmate e i Primi Anni a San Giovanni Rotondo

A distanza di poche settimane dalla sua ordinazione, sotto un olmo, nel podere dei suoi genitori, nella contrada rurale di Piana Romana, si verificò la prima apparizione delle stimmate, «visibili, specie in una mano». Poiché quest’anima a tal fenomeno restava «assai esterefatta», Padre Pio chiese al Signore di ritirare «un tal fenomeno visibile». La preghiera venne esaudita: scomparvero «le trafitture», ma non il «dolore acutissimo che si fa sentire, specie in qualche circostanza ed in determinati giorni». Nello stesso periodo, Gesù gli concesse di condividere la sua coronazione di spine e la sua flagellazione.

Il 6 novembre 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, Padre Pio iniziò la sua esperienza militare, segnata da tre lunghi periodi di convalescenza a causa del riacutizzarsi della sua misteriosa malattia con febbre fino a 52 gradi. Durante uno di questi periodi, il 28 luglio 1916, il guardiano del convento di San Giovanni Rotondo, padre Paolino da Casacalenda, lo portò con sé nel paesino garganico, dove il giovane cappuccino trovò refrigerio. Per questo ottenne l’autorizzazione a tornarci «provvisoriamente» dal 4 settembre successivo, rimanendovi poi per tutta la vita.

Tra il 5 e il 7 agosto 1918, Padre Pio visse il fenomeno mistico della trasverberazione. Il 20 settembre del medesimo anno, nel coro dell’antica chiesa conventuale di San Giovanni Rotondo, si rinnovò la stimmatizzazione, questa volta in modo permanente: gli apparve «un misterioso personaggio, simile a quello visto la sera del 5 agosto», ma con «le mani ed i piedi ed il costato che grondavano sangue». Le stimmate rimasero sul suo corpo aperte, fresche e sanguinanti, per mezzo secolo.

Padre Pio con le stimmate

Prove, Restrizioni e Riammissione al Ministero

La notizia delle stimmate si diffuse già dall’anno successivo, e con essa cominciò l’afflusso dei pellegrini. La fama dell’uomo di Dio però diede fastidio a chi viveva nell’ombra del peccato. Lettere, anonime e firmate, furono inviate in Vaticano per diffamare il frate. Il Sant’Uffizio seguì la linea della prudenza, con tale rigore da apparire punitiva. Nel 1931, giunse persino a sospendergli ogni facoltà sacerdotale, a eccezione della Santa Messa, che però poteva celebrare solo in privato, nella cappella interna del convento. Clamore e calunnie produssero anche tentativi di trasferimento di Padre Pio ad altro convento, ma la reazione popolare ne impedì l’attuazione. Due anni dopo, Papa Pio XI, lo stesso Papa che aveva approvato le restrizioni, gradualmente lo riammise alla pienezza del ministero. I divieti decaddero il 14 luglio 1933. Il santo Frate tornò alla sua vita di sempre: la Santa Messa al mattino, poi in confessionale, fino a 16 ore al giorno, per «prosciogliere i fratelli dai lacci di satana».

Opere di Carità: La Casa Sollievo della Sofferenza e i Gruppi di Preghiera

Alla fine di quel travagliato periodo, si delineò in Padre Pio l’idea di fondare un ospedale diverso dagli altri, un «tempio di scienza e di preghiera», che chiamò Casa Sollievo della Sofferenza. La prima pietra fu posata il 16 maggio 1947. Il 5 maggio 1956, la Casa Sollievo della Sofferenza venne inaugurata. L'anno successivo, Padre Pio chiese a Papa Pio XII che, alla sua morte, la Sede Apostolica accettasse in donazione tutti i beni della sua opera ospedaliera. Il Santo Padre accolse la richiesta. Padre Pio aveva anche espresso il desiderio che la gestione dell'ospedale fosse affidata alla Congregazione del Terz’Ordine Francescano e che le azioni fossero depositate presso lo IOR.

Immagine dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza

Nello stesso periodo nacquero i Gruppi di Preghiera. Il cappuccino fece proprio il desiderio di Papa Pio XII di vedere «falangi di uomini e di giovani» che, almeno una volta al mese, si riunissero in preghiera, «ricevessero il pane di vita e inducessero anche altri a seguire il loro esempio». Su sollecitazione del frate, gruppi di fedeli di ogni parte d’Italia spontaneamente cominciarono a incontrarsi mensilmente «con l’assistenza di un sacerdote». Nel febbraio 1951, il dottor Guglielmo Sanguinetti scrisse il primo statuto.

Nuove Sfide e gli Ultimi Anni

Nel 1952, il ministro generale dei Cappuccini si rese conto che la chiesa del convento era troppo piccola rispetto al numero di fedeli che partecipavano alle liturgie. Nel 1954, Padre Pio cominciò a celebrare all’aperto, sul sagrato. A gennaio 1955, iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova chiesa, più grande, consacrata il primo luglio 1959 dal vescovo di Foggia, monsignor Paolo Carta, e intitolata, come la precedente, a Santa Maria delle Grazie.

Nel 1960, nuove calunnie spinsero il Generale dei Cappuccini a chiedere al Papa, Giovanni XXIII, una visita apostolica al convento di San Giovanni Rotondo e a Casa Sollievo della Sofferenza. L’incarico fu affidato a monsignor Carlo Maccari. «Ultimato l’esame degli atti della visita apostolica», scattarono alcune disposizioni, fra cui il divieto «ai Sacerdoti, ed a maggior ragione agli Ecc.mi Vescovi, di servire la Messa del Padre» e l’obbligo, per il Cappuccino, di celebrare «la S. Messa nei limiti di tempo che sogliono impiegarvi i sacerdoti devoti, vale a dire in mezz’ora o al massimo 40 minuti» e «di non celebrare invariabilmente ogni giorno allo stesso orario». Provvidenzialmente, in un incontro con il Pontefice, l’arcivescovo di Manfredonia, monsignor Andrea Cesarano, chiarì ogni questione proprio alla vigilia della riunione del Sant’Uffizio, già convocata per discutere il caso del frate stigmatizzato.

Nel 1966 si aggravarono le condizioni di salute dell’anziano cappuccino, che ottenne la facoltà di poter celebrare la Messa seduto. A marzo del 1968, fu costretto a muoversi su una sedia a rotelle.

Padre Pio: l'uomo, il frate, il santo. (La vera storia di Padre Pio - 26 settembre 2023)

La Morte e la Veneratione Postuma

Alle cinque del mattino del 22 settembre 1968, in una chiesa gremita di fedeli giunti da ogni parte per il 50° anniversario della stimmatizzazione e per il Convegno internazionale dei gruppi di preghiera, il frate ottantunenne celebrò la sua ultima Messa, durante la quale stette per svenire a causa di un collasso. Portato in sagrestia, ripeté con affanno: «Figli miei, figli miei!». Alle due e trenta del mattino del 23 settembre 1968, Padre Pio morì pronunciando ripetutamente i nomi di Gesù e Maria. Durante il controllo ispettivo sul corpo del cappuccino, appena spirato, si scoprì che le stimmate erano scomparse senza lasciare neppure una cicatrice. Per quattro giorni, la salma fu esposta all’omaggio di tanti figli spirituali, devoti o semplici fedeli. La sera del 26 settembre, la salma venne tumulata nella cripta della nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Il sepolcro venne aperto quarant’anni dopo, il 2 marzo 2008, per la ricognizione canonica sul corpo di Padre Pio, già proclamato santo da sei anni. Al termine di un adeguato trattamento conservativo, il suo corpo, ormai “insigne reliquia”, fu esposto per 17 mesi (24 aprile 2008 - 23 settembre 2009) alla venerazione dei fedeli. Richiuso in un sarcofago, il 19 aprile 2010, venne traslato nella nuova grande chiesa a lui intitolata, realizzata su progetto dell’architetto Renzo Piano e consacrata il 1° luglio 2004. Qui, accontentando le continue richieste dei fedeli, l’ostensione si rinnova dal 1° giugno 2013 e diventa permanente. Nel 2016, questa “insigne reliquia” ricevette un onore unico: nel mese di febbraio, nel cuore del Giubileo straordinario della misericordia indetto da Papa Francesco, i corpi di Padre Pio e Leopoldo da Castelnuovo di Cattaro furono esposti alla pubblica venerazione nella basilica di San Pietro.

Il Processo di Beatificazione e Canonizzazione

Il processo diocesano cognizionale sulla vita e le virtù del Servo di Dio, iniziato il 20 marzo 1983, si concluse il 21 gennaio 1990. Tutta la copiosa documentazione, contenuta in ben 104 volumi, fu consegnata alla Congregazione per le Cause dei Santi. Il 12 febbraio 1990, presso la sala “San Lorenzo da Brindisi” della Curia Generale dei Frati Minori Cappuccini in Roma, venne aperto il processo di beatificazione e canonizzazione.

Riconoscimento delle Virtù Eroiche e primo miracolo

Il 13 giugno 1997, la Commissione teologica, all'unanimità, espresse parere favorevole sulla eroicità delle virtù di Padre Pio. Il 21 ottobre seguente, lo stesso parere favorevole, egualmente all'unanimità, fu emesso dalla Commissione cardinalizia. Papa Giovanni Paolo II gli conferì il titolo di Venerabile, con la pubblicazione del "Decretum super virtutibus" avvenuta il 18 dicembre 1997.

Dopo la pubblicazione del Decreto, la Postulazione per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione presentò alla competente Congregazione vaticana un fatto ritenuto miracoloso. La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi, riunitasi il 30 aprile 1998, esaminò la guarigione della signora Consiglia De Martino da "rottura traumatica del dotto toracico al collo", avvenuta il 3 novembre 1995, giudicandola "scientificamente inspiegabile". La Commissione teologica, il 22 giugno 1998, si espresse con un chiaro affermativo, qualificando il fatto come miracolo. Lo stesso parere favorevole fu espresso dalla Commissione cardinalizia nell'ottobre dello stesso anno. Infine, il Papa lo riconobbe ufficialmente come miracolo con il Decreto del 21 dicembre 1998, e celebrò la Beatificazione di Padre Pio il 2 maggio 1999 in Piazza San Pietro.

Il secondo miracolo e la Canonizzazione

Il secondo fatto miracoloso, avvenuto per intercessione di Padre Pio, fu la guarigione di Matteo Pio Colella di sette anni, colpito da meningite acuta nel gennaio 2000. Il 20 gennaio, mentre si trovava a scuola, Matteo si sentì male e in serata fu ricoverato presso Casa Sollievo della Sofferenza, dove gli venne diagnosticata una “Meningite iperacuta in forma setticemica con una insufficienza funzionale multiorgano”. Il 21 gennaio, il piccolo Matteo venne incubato e posto in respirazione assistita; il quadro clinico precipitò e la prognosi fu infausta. La madre pregò e chiese preghiere. Ponente l’eccellentissimo mons. Andrea M. Erba, vescovo di Velletri-Segni, il 20 ottobre, si riunì la Congregazione ordinaria degli eminentissimi padri Cardinali e Vescovi per l’esame del miracolo. Il Papa riconobbe ufficialmente anche questo miracolo con il Decreto del 21 dicembre 2000, e Padre Pio fu dichiarato Santo. La Canonizzazione di Padre Pio avvenne il 16 giugno 2002 in Piazza San Pietro, con la partecipazione di più di trecentomila fedeli provenienti da ogni parte del mondo. Il 1° luglio 2004, a San Giovanni Rotondo, fu consacrato il Santuario San Pio da Pietrelcina.

tags: #padre #pio #puttaniere