Il Santuario di Lourdes e la Missione dei Cappellani
I cappellani sono sacerdoti al servizio del Santuario di Lourdes. Essi sono i custodi della cappella chiesta dalla Vergine Maria a Bernadette Soubirous durante la 13a apparizione, il 2 marzo 1858. Provengono da diverse comunità religiose e diocesi, giungendo da vari paesi come Francia, Italia, Benin, Argentina o Sri Lanka. Sono custodi dell’edificio di pietra, ma anche della Chiesa nel senso universale di Popolo di Dio. Il sacerdote, la cui missione è l’accoglienza dei pellegrini, è chiamato "rettore".

I Cappellani Italiani: Testimonianze e Servizio
Padre Nicola Ventriglia e i Missionari Oblati di Maria Immacolata
Tra i cappellani che vivono quotidianamente nel Santuario, rivestono un ruolo fondamentale i Missionari Oblati di Maria Immacolata. Essi sono accolti spiritualmente nel Santuario e si dedicano all'accompagnamento dei fedeli. Tra questi spiccano:
- Padre Nicola Ventriglia, coordinatore dei cappellani italiani presso il Santuario Nostra Signora di Lourdes, dove è dal 2012. Egli accompagna spiritualmente i pellegrini italiani e assicura la formazione spirituale degli hospitalier italiani. Padre Nicola si sente come il dottor Dozous, all’epoca della 17a apparizione, affermando: «Non ho visto la Vergine, ma la vedo in ciascuno». È anche la voce italiana del Rosario trasmesso in diretta da Lourdes su TV2000. Spiega che «la conversione comincia sempre dalla confessione, vissuta come una grazia».
- Padre Palmiro Delalio, confessore ed accompagnatore dei seminaristi italiani.
- Padre Roberto Villa, responsabile aggiunto del Servizio Giovani.
Questi tre cappellani animano quotidianamente, alle ore 11:55, l’Angelus e, alle ore 18:00, il Rosario, entrambi trasmessi dalla Grotta su TV Lourdes e TV2000. Molti pellegrini scrivono loro dicendo: «Cari Padri, voi fate parte della famiglia!».
Altri Cappellani Italiani al Servizio di Lourdes
Il Santuario di Lourdes accoglie diversi altri cappellani italiani, ciascuno con ruoli specifici e importanti:
- Padre Emmanuel R. Mvomo, della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, è cappellano presso il Santuario. È inoltre responsabile della Missione Notre-Dame di Lourdes, delle reliquie di Santa Bernadette ed è assistente spirituale dell’Arciconfraternita delle Famiglie di Nostra Signora di Lourdes.
- Padre Giuseppe Serighelli, religioso della Congregazione dei Passionisti (CP), dal 2012 è in servizio presso il Santuario dove svolge il ruolo di cappellano. Accompagna spiritualmente i pellegrini italiani e cura la formazione spirituale dei medici e degli operatori sanitari che prestano il loro servizio di volontariato ai numerosi ammalati che ogni anno si recano a Lourdes.
- Padre Giovanni Atzori, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini (O.F.M. Cappuccini), è a Lourdes da 4 anni. Svolge il servizio di cappellano presso il Santuario Nostra Signora di Lourdes e ogni giorno accompagna i pellegrini, specialmente presso la Cappella della Riconciliazione, per accogliere le persone che desiderano ricevere il sacramento del perdono.
Lourdes al Tempo della Pandemia: Una Speranza che si Rinnova
Il tempo della pandemia ha rappresentato uno spartiacque per tutta l’umanità, e certamente anche per l’Unitalsi. L’esperienza di vedere il Santuario deserto è stata descritta da padre Nicola Ventriglia come «avere una forte stretta al cuore, un grande dolore, qualcosa di assolutamente irreale». Nonostante le restrizioni, la chiamata del popolo di Dio al pellegrinaggio, come momento di incontro con Dio, si rinnoverà sempre e sarà la missione Unitalsi anche in futuro, con la bellezza e la ricchezza delle tradizioni, ma anche con la fantasia nel riconoscere i segni dei tempi e interpretarli in maniera adeguata.
Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, dalla Grotta del Santuario mariano francese sono tornate le celebrazioni eucaristiche internazionali e l’orazione continua. Da lunedì scorso, i cappellani del santuario di Lourdes hanno ripreso l’orazione perpetua accompagnata da celebrazioni eucaristiche in diverse lingue, la recita del Regina Coeli e del Santo Rosario, l’esposizione del Santissimo Sacramento.
Padre Nicola Ventriglia, cappellano e responsabile dell’accoglienza dei pellegrini italiani, definisce questa ripresa un’iniezione di speranza: «È un’iniezione di speranza per tutti i credenti di ogni parte del pianeta». Aggiunge: «Se i pellegrini non possono venire qui a Lourdes, Lourdes va dai pellegrini», ricordando che «le preghiere e le celebrazioni della grotta di Massabielle possono essere seguite anche tramite i social e le tv collegate».
In questo modo concreto, la Madonna si fa sentire vicina alle sofferenze del mondo. I cappellani pregano e chiedono a Maria, Vergine Immacolata, tutte quelle grazie che i pellegrini vorrebbero chiedere ed esprimere con amore alla Madonna, facendolo in loro vece. Le richieste di accendere un cero alla Madonna durante la recita del Santo Rosario sono particolarmente commoventi. Si tratta di ceri enormi che, prima della pandemia, venivano accesi dai pellegrini solitamente alla fine di ogni pellegrinaggio. Le intenzioni sono per un malato, per i propri famigliari o per delle persone guarite, e ogni giorno queste intenzioni vengono portate ai piedi della Madonna.
Attualmente, il Santuario è aperto dalle 8 alle 20, con celebrazioni e confessioni, ed è possibile compiere il cosiddetto "gesto dell’acqua". Tuttavia, in questo periodo, possono accedere solo i pellegrini che abitano nel raggio di dieci chilometri, nella speranza che la pandemia finisca presto e tutto possa essere completamente riaperto.
Gli Insegne Corali dei Cappellani di Lourdes
In segno di riconoscimento della dignità e dell'importanza del clero che opera nella Basilica di Lourdes, Papa Pio X, tramite la Lettera Apostolica del 6 luglio 1909 (pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis, Anno II, Vol. II, Die 15 Mai 1910, Num. 8), ha concesso speciali insegne corali. Tali insegne sono destinate ai Cappellani titolari delle Basiliche della Beata Vergine Maria Immacolata, comunemente dette di Lourdes, all'interno della diocesi di Tarbes.

Le concessioni includono:
- Un amiculo lineo manicato, ovvero un rocchetto.
- Una mozzetta serica di colore nero, con sottostrato, occhielli, bottoni e frange di colore violaceo.
- Una cordula di colore ceruleo (azzurro) pendente dal collo, con un numisma (medaglia) che riporta sul lato anteriore l'immagine della Vergine di Lourdes e sul lato posteriore l'effigie di Pio X con l'iscrizione: «Pius X Pont. Max., instante Francisco Xaverio Schoepfer, Episcopo Tarbiensi, anno Iubilaei Apparitionis expleto, concessit, MCMIX».
Queste insegne possono essere portate dai cappellani titolari all'interno dei limiti della diocesi di Tarbes. Per i Cappellani ad onorem B. M. V. Lapurdensis, ovvero sacerdoti extra-diocesani nominati dal Vescovo di Tarbes senza limitazione numerica e con l'assenso del proprio Ordinario, è concesso l'uso di tali vesti e segni solo nel tempio sacro dedicato alla Beata Vergine Maria nella città di Lourdes.
"La mia vita a Lourdes per Maria": Racconti di Fede
«La mia vita a Lourdes per Maria» è un programma condotto dalla giornalista Ilenia Petracalvina. Questo programma raccoglie e racconta le tante storie di italiani che vivono presso il Santuario Nostra Signora di Lourdes, offrendo uno sguardo profondo sulla loro fede e sul loro servizio.
Breve Storia dei Cappellani a Lourdes
I primi cappellani giunsero a Lourdes poco dopo le apparizioni. Nel 1866, il vescovo di Tarbes, Mons. Laurence, affidò al Padre Rémi Sempé e ai padri di Garaison, missionari dell’Immacolata Concezione, la responsabilità di accogliere i pellegrinaggi, il cui numero e le cui presenze stavano aumentando. Padre Sempé fu il primo rettore del Santuario e per ventitré anni ricoprì la carica di superiore dei cappellani.
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