Gli Insegnamenti di Padre Pio sulla Famiglia e i Figli

Padre Pio rivolgeva parole profonde alle famiglie, sottolineando che non è possibile vivere in pace se prima non si cerca e non si raggiunge la loro santità. L'amore, secondo il Santo, presuppone la capacità di donarsi totalmente alla persona amata, desiderando che l'uno si disperda completamente nell'altro.

Ritratto di Padre Pio che benedice una famiglia

Il Sacramento del Matrimonio: Doveri e Missione

Consigli agli sposi novelli

In un giorno di marzo del 1960, dopo aver celebrato un matrimonio, Padre Pio volle incontrare gli sposi in sacrestia e disse loro: «Il Signore vi benedica e vi renda meno pesante il giogo della famiglia. Siate sempre buoni. Ricordate che il matrimonio porta dei doveri difficili che solo la divina grazia può rendere facili.»

La missione educativa dei figli: un "ministero"

L’educazione cristiana dei figli, oltre ad essere un dovere, è per Padre Pio una vera e propria "missione" del Matrimonio. Il magistero di San Pio, sottolineando la grave missione dei genitori nell’educare i figli, precorreva quelle che sarebbero state le esortazioni del futuro Giovanni Paolo II nella Familiaris consortio. In essa si esprime con belle e profonde espressioni: «Il compito dell’educazione affonda le radici nella primordiale vocazione dei coniugi a partecipare all’opera creatrice di Dio: generando nell’amore e per amore una nuova persona, che in sé ha la vocazione alla crescita ed allo sviluppo, i genitori si assumono perciò stesso il compito di aiutarla efficacemente a vivere una vita pienamente umana» (FC 36).

E poco più avanti: «Per i genitori cristiani la missione educativa, radicata come si è detto nella loro partecipazione all’opera creatrice di Dio, ha una nuova e specifica sorgente nel sacramento del matrimonio, che li consacra all’educazione propriamente cristiana dei figli, li chiama cioè a partecipare alla stessa autorità e allo stesso amore di Dio Padre e di Cristo Pastore, come pure all’amore materno della Chiesa, e li arricchisce di sapienza, consiglio, fortezza e di ogni altro dono dello Spirito Santo per aiutare i figli nella loro crescita umana e cristiana. Dal sacramento del matrimonio il compito educativo riceve la dignità e la vocazione di essere un vero e proprio "ministero" della Chiesa al servizio della edificazione dei suoi membri» (FC 38).

L’educazione della prole, dunque, non è tanto un obbligo derivante dal Matrimonio, ma una missione scaturita dalla Volontà divina. Per questo «i genitori devono con fiducia e coraggio formare i figli ai valori essenziali della vita umana. I figli devono crescere in una giusta libertà di fronte ai beni materiali, adottando uno stile di vita semplice ed austero» (FC 37).

La fedeltà come fondamento dell'educazione

San Pio insegnava ai genitori la fedeltà a Dio e la loro fedeltà reciproca, considerandola la chiave dell’educazione dei figli. Egli credeva che il Signore illumina e guida i coniugi fedeli alle loro promesse matrimoniali. La materia circa il quarto comandamento è vastissima: riguarda i figli, ma implica anche i doveri dei genitori verso i figli. Ai genitori, Padre Pio insegnava che la fedeltà a Dio e tra loro è la chiave dell’educazione dei figli. Questa missione esige dai genitori una vita veramente cristiana.

Avvertimenti Profetici e Sfide della Famiglia Moderna

Le preoccupazioni di Padre Pio

Già negli anni Trenta il Santo del Gargano si lamentava profeticamente: «Avremo una generazione di mamme che non sapranno educare i loro figli». Nei primi anni Sessanta ripeteva: «I nostri figli non avranno lagrime per piangere gli errori dei genitori... Non vorrei trovarmi nei panni dei vostri figli e dei vostri nipoti.» La coscienza di una tale missione, oggi, è quasi del tutto assente nelle coppie di sposi. La pedagogia attuale nella formazione dei figli, molto legata alla cultura corrente, frutto di una psicologia senza Dio, è ben lontana dalla scuola di Padre Pio.

Il pericolo della televisione

Cosa vedeva San Pio? Vedeva forse la situazione della famiglia odierna, con massimo uno o due figli, ma con almeno due o tre macchine, tre o quattro cellulari, almeno due televisioni e due cani? Vedeva forse i figli lasciati ai nonni, o, spesso, presso amici, o davanti al televisore (con il rischio di vedere di tutto), perché i genitori, giustamente, devono “godersi” la loro vita? San Pio considerava la televisione «il diavolo in casa». Non griderebbe oggi con voce grossa verso tutti quei genitori che lasciano ore e ore i figli davanti a questo “diavolo”, in modo che siano occupati in qualcosa e non “diano loro fastidio”?

Il ruolo dei figli nella famiglia

Ma i figli sono forse un impiccio? Cosa si promette il giorno del Matrimonio? Non si promette forse di collaborare con Dio alla generazione e all’educazione della prole?

La Storia di Padre Pio (parte 2) - RAI Storia

La Vita Cristiana dei Genitori: Fondamento dell'Educazione

L'importanza della preghiera

Padre Pio esigeva dai genitori una vita veramente cristiana per poter adempiere alla delicata e difficile missione di educatori. Insisteva sulla recita delle preghiere del mattino e della sera, ripetendo spesso ai suoi figli spirituali: «Quando si comincia bene una giornata con la preghiera, la si finisce bene.» Si può chiedere quanti coniugi pregano insieme oggi e quanti genitori insegnano ai propri figli, sin dalla più tenera età, le nozioni basilari della Fede cattolica e le preghiere più semplici che ogni Cristiano dovrebbe conoscere.

Il peccato personale e la formazione dei figli

Il Santo ribadiva che il peccato personale nei coniugi è il primo nemico della formazione ed educazione dei figli. I peccati della carne, in particolare, impediscono all’intelletto di conoscere Dio, di amarlo e seguirlo; ingigantiscono altre passioni come l’orgoglio, accentuano l’egoismo, creano divisioni, soffocano il cuore, animalizzano e portano a ogni tipo di violenza, diventando idolo della vita. Padre Pio gridava forte contro i peccati del sesto e nono comandamento, considerandoli tra quelli che Dio perdona più difficilmente, perché il Signore avrebbe potuto creare continuamente uomini e donne, come Adamo ed Eva.

Testimonianze sull'impegno spirituale

Un figlio spirituale del Santo ha raccontato la sua prima Confessione con San Pio: dopo avergli dato l’assoluzione, il Padre gli chiese: «Preghi, figliolo?». Alla risposta: «Non molto, Padre», Padre Pio replicò: «Figliolo, chi prega si salva. Chi non prega si danna. Chi prega poco è in pericolo. Per penitenza dirai 90 Pater, Ave, Gloria, tutti i giorni per 3 mesi». Dopo un certo tempo, ricevendo penitenze via via minori, il nostro amico continua ancor oggi quotidianamente a pregare i suoi 15 Pater, Ave, Gloria, forgiandosi come un vero Cristiano che, nonostante i vari impegni, ascolta la Santa Messa e trova spazio per il suo Rosario in famiglia.

L'Educazione dei Figli alla Fede e ai Sacramenti

L'ammissione precoce alla Prima Comunione

Padre Pio teneva molto che i bambini ricevessero presto la Comunione, appena avessero imparato a distinguere il pane della tavola da quello eucaristico. Era favorevole alla comunione in tenera età, anche a cinque o sei anni. Sono una meraviglia le foto di Padre Pio che dà la prima comunione ai fanciulli, e incisive erano le parole di augurio che rivolgeva loro a fine messa, in sacrestia.

L'esigenza di una preparazione seria

Tuttavia, Padre Pio non transigeva sulla preparazione del fanciullo. È capitato che amministrasse anche la prima confessione prima della Prima Comunione. Un signore di Roma testimonia che, quand’era bambino, Padre Pio non solo gli rifiutò l’assoluzione, ma anche rinviò la sua Prima Comunione già programmata. Il motivo? Non recitava le preghiere al mattino. «Da allora, ogni mattina e ogni sera, accanto al mio letto in ginocchio, le dico ogni giorno», ha raccontato.

La disciplina nella preghiera

In un’altra circostanza, una signora chiese al Padre come comportarsi per far pregare i figli, che si distraevano facilmente o scappavano. Padre Pio rispose risoluto: «Tienili stretti! Tienili stretti!». La signora concluse commentando: «La natura dei figli segue la sua china comoda degli istinti ciechi e i ragazzi ne sono vittime inesperte, se non vengono tenuti a freno con la disciplina. Responsabili siamo noi genitori a cui tocca questo vigile sforzo di "tenerli stretti".»

La Visione di Padre Pio sul Matrimonio e la Procreazione

Il matrimonio come via di santificazione

Padre Pio vedeva il matrimonio come sacramento per la santificazione dei coniugi, elevando all’ascesi matrimoniale e alla spiritualità della vita coniugale. Orientava alla sacramentalità che porta alla santità comune, all’abbandono fiducioso al disegno di Dio e al comportamento fedele nei doveri della famiglia: doveri tra i coniugi, verso i figli e la società.

La Provvidenza divina e la famiglia numerosa

La “sua famiglia” era quella numerosa, benedetta nella Bibbia. I coniugi che si sono affidati alla guida del suo confessionale hanno vissuto il sacramento con fede e soddisfazione. Nella crescita della famiglia, Padre Pio metteva in evidenza che tutto è regolato dalla Provvidenza divina nelle vicissitudini umane, e che Dio è protagonista sia della salute che dell’avvenire dei figli. Infatti i figli appartengono a Lui. Pensare a educare bene i figli è liturgia del sacramento vissuto. La Provvidenza divina e la povertà erano carissime a Padre Pio, che non le separava mai e cercava di farle amare sempre insieme. La Provvidenza fa chinare Dio verso le creature, e la povertà fa elevare i cuori delle creature a Dio. La Provvidenza assicura il pane quotidiano, la salute necessaria, il lavoro indispensabile per la vita. La povertà assicura il distacco da questo esilio, la speranza nella patria dei cieli, il guadagno dei beni celesti, come disse Gesù.

La regolazione delle nascite e la legge divina

Sul matrimonio Padre Pio ha sempre applicato l’insegnamento dei Sommi Pontefici. A proposito della regolazione delle nascite col metodo naturale, riferiva che la continenza periodica è accettabile, come mezzo, purché oltre all’accordo tra marito e moglie, esista una ragione seria, un motivo concreto di difficoltà. Egli incitava sempre all’esatta osservanza della legge divina. La famiglia cristiana di oggi è, in linea di massima, ferma al secondo figlio. Carismi particolari a parte, il metodo di Padre Pio può essere a portata di ogni sacerdote, ed è trascorsa nell’impegno di redimere la famiglia degradata, nel conferirle dignità, nello sforzo costante di rinnovare le famiglie prive di valori autentici. Padre Pio riportava il matrimonio alle radici, rinnovava la potenza divina del sacramento, dava senso cristiano alla vita dei coniugi.

Esempi e Testimonianze di Famiglie Guidate da Padre Pio

La Famiglia Manelli: un modello di fedeltà e fecondità

«Noi 13 viventi…»: così inizia la Prefazione a un opuscolo dal titolo Questa è la mia famiglia, pagine di omaggio di figli e nipoti in occasione delle nozze d’oro dei genitori. Questa è la famiglia Manelli, nata e cresciuta attorno a Padre Pio da Pietrelcina. «Questa è la mia famiglia», disse Padre Pio alla sposa novella al suo primo incontro. «Supererete i venti figli», profetizzò P. Pio al papà, che fu uno dei suoi primi figli spirituali (1924). Dopo cinquant’anni di matrimonio (1926-1976), la famiglia si ritrovò moltiplicata e arricchita: papà e mamma, tredici figli viventi, un figlio sacerdote francescano, sette figli laureati, undici sposati, circa quaranta nipoti.

La testimonianza di Lucia M. Rotondo: la madre "martire"

Le testimonianze di una madre possono dare una sintesi profonda, completa e interessante sul problema dei doveri dei genitori e sulla formazione dei figli secondo Padre Pio. Lucia M. Rotondo racconta di essersi lamentata con Padre Pio della sua stanchezza nella cura di otto figli. Il Padre le disse, con tono forte e affabile: «Ma tu che cosa vuoi… Lo sai che madre è sinonimo di martire?». Questo fu un rimprovero e un conforto al tempo stesso, richiamandola e illuminandola: il buio interiore si dissolse alla luce della missione eroica di madre, e lo sconforto si trasformò in gioia. Ella testimonia il sostegno del Signore e della Madonna in questo martirio quotidiano, specialmente quando i figli diventarono tredici. Quando i figli erano dieci, il Padre la richiamò: «Figlia mia, non credere alle tue forze, perché è tutto l’aiuto di Dio che ti sostiene, altrimenti non ce la faresti per nulla a portare avanti la famiglia con i tuoi dieci figli».

Lucia M. Rotondo confessò a Padre Pio: «Padre, io prego tanto poco, perché mi tocca affannarmi di tante cose. So che dovrei pregare molto, ma come devo fare?». La risposta di Padre Pio fu svelta e sorprendente: «Figlia mia, dalla mattina alla sera stai sempre a pregare i tuoi dieci figli di comportarsi bene, di fare questo e di non fare quello…: non è preghiera quella? Come fai a dire che non preghi?». Così conclude la signora: «Sì, solo il Signore è la nostra forza.»

Ricorda anche una confessione durante la Seconda Guerra Mondiale, lamentandosi della povertà che costringeva i suoi bambini a dormire su tavole. Padre Pio le chiese: «Ma i tuoi bambini stanno tutti bene, sì o no?». Lei rispose: «Sì, Padre stanno veramente tutti bene». E il Padre concluse: «E allora? Ci sono di quelli che tengono i loro figli nell’ovatta, con tutte le comodità, e ne hanno sempre una addosso; i tuoi bambini, invece, non hanno dove dormire, ma stanno sempre bene: che vuoi di più?». La signora concluse: «Giusto. Povertà e Provvidenza, ossia ricchezza di grazia e di salute.»

L'episodio del giovane coniuge padovano

Un giovane coniuge padovano, da pochi giorni divenuto padre, si recò a San Giovanni Rotondo. Durante la messa e durante la giornata, raccomandò la sua creatura al Padre. Finalmente, il giorno dopo, si confessò e disse a San Pio: «Padre, sono papà da pochi giorni. Sono felice, vi raccomando mio figlio, lo affido a voi, Padre». Il Santo rispose: «Figlio mio, è la terza volta che me lo dici. Preoccupati tu, piuttosto, di vivere da buon cristiano!» Padre Pio orientava i genitori alla missione essenziale della famiglia, quella di trasmettere la vita, di allevare i figli come figli di Dio e di condurli in Paradiso.

La scelta del coniuge secondo Padre Pio

Il signor Carlo Z. incontrò Padre Pio fin da giovane. Innamoratosi poi di una ragazza che non andava molto in chiesa, si confidò in confessione: «Padre, ho una ragazza… ma non va troppo in chiesa». Risposta di Padre Pio: «Lasciala!». Carlo: «Padre, io le voglio bene». Padre Pio: «Lasciala! Per il tuo bene». Carlo: «Ma Padre, lei lo sa cosa vuol dire voler bene a una persona?». Padre Pio: «Figliolo, amor con amor si paga. Non è male volersi bene, anzi è Gesù che ce lo insegna. Trovatene una santa che ce ne sta ancora». Carlo Z. tornò a casa, decise di ascoltare Padre Pio e, dopo un po’, conobbe una ragazza veramente praticante. Dopo qualche anno, Padre Pio accettò di sposare Carlo Z. La famiglia così benedetta conta ben 14 figli, tutti vivi, sani e gloria di Carlo e Licia.

Padre Pio accettava con gioia di celebrare le nozze dei suoi figli spirituali. Aveva per le coppie che lo accostavano per la benedizione parole significative per il futuro della loro famiglia: «Il Signore vi benedica, e vi renda meno pesante il giogo della famiglia. Siate sempre buoni. Ricordate che il matrimonio comporta doveri difficili, che solo la divina grazia può aiutare a rendere facili».

Coppia di sposi ricevono la benedizione di Padre Pio

Il Metodo di Padre Pio: Fede, Preghiera e Sacramenti

Strumenti per la santità familiare

Ci si può chiedere quale fosse il metodo pratico di Padre Pio per innalzare il livello della famiglia a tale altezza di vita morale e santificante. Gli strumenti erano due: fede forte e preghiera con i sacramenti. Dapprima coltivava nei coniugi la preghiera, il rosario e la sensibilità all’eucaristia, pressoché quotidiana, e contemporaneamente li guidava all’abbandono alla Provvidenza e alla volontà di Dio. Egli intercedeva e avvenivano svolte prodigiose, guarigioni autentiche, cambiamenti dei quadri clinici nel concepimento dei figli, nel periodo di gravidanza, nel parto. Padre Pio diceva a chi gli chiedeva di essere accettato come figlio spirituale: “va bene ti accetto; ma non farmi sfigurare”. Questo significava imitare la sua vita santa e praticare le sue virtù. Un giorno negò l’assoluzione a un signore senza le dovute disposizioni spirituali e gli disse: “No. Non sei neanche figlio di Dio”. Quando parlava dei suoi figli spirituali, il frate del Gargano usava queste parole: “Amo i miei figli spirituali al pari dell’anima mia e più ancora. Li ha generati a Gesù nel dolore e nell’amore. Posso dimenticare me stesso, ma non i miei figli spirituali, anzi assicuro che quando il Signore mi chiamerà, io gli dirò: “Signore, io resto alla porta del paradiso; vi entro quando ho visto entrare l’ultimo dei miei figli”.”

L'impegno dei sacerdoti nella dottrina del matrimonio

Il Padre inoltre esigeva l’applicazione della stessa dottrina da lui insegnata da parte dei sacerdoti. Nel 1947, chiamò un sacerdote e gli lesse un passo del secondo notturno dell’ufficio delle letture nell’ottava del Corpus Domini, tratto da un commento di san Giovanni Crisostomo: Sanguis Eius exquiretur ex manibus eorum. E proseguì: «Hai capito, figlio mio? Il Sangue di Gesù sarà richiesto dalle mani di noi sacerdoti se avremo dato l’assoluzione a chi non dovrebbe riceverla, in particolare a chi impedisce la prole.»

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