Il ruolo del coro parrocchiale è fondamentale all'interno della comunità cattolica. Lo scopo principale del nostro coro è di animare le sante Liturgie, aiutando i fedeli a viverle con piena e consapevole partecipazione. È altresì forte il desiderio di servire l’assemblea liturgica, assistendola nel pregare e nell’offrirsi a Dio con rendimento di grazie.
La musica, tra le manifestazioni dello spirito umano, svolge una funzione elevata, unica ed insostituibile. Quando è veramente bella ed ispirata, essa ci parla più ancora di tutte le altre arti della bontà, della virtù, della pace, delle cose sante e divine. Non per nulla essa è sempre stata e sempre sarà parte essenziale della liturgia, come possiamo rilevare dalle tradizioni liturgiche dei popoli cristiani di ogni continente. Oggi, è doveroso riscoprire i tesori dimenticati, per fare ciò occorre intelligenza, gusto e grande rigore stilistico.

Il Repertorio del Coro Liturgico
Spesso viene rivolta a coristi o direttori la domanda: «Quali canti eseguite? Che cosa avete in repertorio?». Il termine «repertorio» proviene dal latino tardo repertorium e significa propriamente «lista, catalogo», portando con sé l’idea della completezza. In ambito liturgico, il repertorio è l’elenco dei canti necessari per ogni momento rituale di tutte le celebrazioni liturgiche in cui il coro svolge il proprio servizio.
In un contesto ricco di possibilità, può essere difficile orientarsi. È fondamentale che il repertorio di un coro non sia statico, ma costituisca un insieme stabile e vario, che possa essere percepito come «il repertorio» della comunità. Non si possono utilizzare sempre e irrimediabilmente gli stessi brani per tutte le stagioni liturgiche, poiché alla fine risulterebbero inadeguati e insignificanti. È necessario avere a disposizione una serie di brani per ciascun tempo nell’Anno liturgico (almeno tre o quattro per i periodi più lunghi) che, soprattutto nel canto d'ingresso della Messa domenicale, introducano nello spirito del tempo.
Il repertorio di un coro deve tenere presenti le diverse celebrazioni che fanno parte della vita liturgica della comunità e che lo vedono impegnato nel suo servizio, tenendo conto anche del repertorio richiesto per celebrazioni specifiche che si svolgono più raramente e chiedono al coro una dedizione straordinaria, in quanto i canti sono specifici per quei determinati riti liturgici.
Per la costituzione del repertorio occorre ancora tenere presenti le diverse situazioni rituali delle celebrazioni liturgiche e il tipo di canto corrispondente, come i canti processionali (ingresso, presentazione dei doni, comunione) rispetto alle acclamazioni (Alleluia, Mistero della fede, Amen) o i salmi. Le caratteristiche del repertorio determinano ovviamente il servizio del coro nella liturgia.

L'Arricchimento del Repertorio
Quando il repertorio di un coro rimane staticamente uguale a se stesso, al direttore giunge puntuale la domanda dei coristi: «Ma quando impariamo qualche nuovo canto?». Questa è una domanda giustamente mal sopportata, perché nella pratica corale l’apprendimento di nuovi brani risponde a una salutare varietà ed è sempre occasione di crescita.
Una prima esigenza è quella di avere a disposizione i canti per tutte le celebrazioni dell’Anno liturgico e tutte le possibili situazioni rituali. È quindi necessario arricchire il repertorio con i brani mancanti secondo le diverse forme liturgico-musicali, considerando i tempi liturgici, le celebrazioni e i tipi di canto.
È importante non ricercare la novità per se stessa, che anzi può essere controproducente soprattutto se si possiede un repertorio già equilibrato e di buona qualità. L’inserimento di nuovi canti è sicuramente in vista di una certa varietà, ma questo non può essere l’unico criterio.
Nell’apprendimento è fondamentale tenere ben presente che i ritmi del coro non coincidono con quelli dell’assemblea. Un canto può dirsi acquisito dall’assemblea solo quando è diventato parte della capacità di interiorizzarlo e farlo proprio; in caso contrario, l’assemblea potrebbe trovarsi disorientata. Tuttavia, non bisogna precludersi la possibilità di proporre brani di maggiore impegno in occasioni particolari nel corso dell’anno (festa del patrono, celebrazioni straordinarie), raggiungendo un traguardo importante e sicuramente impegnativo, adatto ad un’assemblea ben abituata al canto.
Linee Guida per il Servizio del Coro nella Liturgia
Per stare in un coro non è importante solo cantare bene, ma serve anche una formazione liturgica. La Messa ha la sua forma e la sua sequenza, e la Chiesa, oltre che madre, è anche saggia maestra perché da duemila anni ci guida sulla retta via per la nostra santificazione. È la Chiesa che insegna come si deve realizzare un atto liturgico. Di seguito, alcuni punti fondamentali per riflettere e offrire un miglior servizio al Signore:
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Rispettare i Tempi Liturgici
L’Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR) afferma al numero 37 che ci sono canti che sono riti in se stessi (come il Gloria, il salmo responsoriale, l’Alleluia, il Santo) e canti che accompagnano un rito (come il canto d’ingresso, della presentazione delle offerte e di Comunione). Il coro deve rispettare questi tempi e non estendere i canti più del necessario. Il canto d’ingresso, ad esempio, ha la funzione di accompagnare la processione d’ingresso dei ministri (cfr. OGMR, 47), e deve quindi durare quanto dura la processione e l’atto di incensare l’altare (quando c’è). Una volta terminato questo rito, il canto d’ingresso si deve concludere, evitando di aggiungere strofe superflue.
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Appropriatezza Liturgica del Canto
Ci sono canti estremamente belli che sembrano molto adatti alla situazione o anche al Vangelo, ma il nostro compito come coro è quello di verificare se ciò che cantiamo è appropriato alla liturgia. La Chiesa ci dà un suggerimento nel documento intitolato Musicam sacram, dove al n. 4 si legge: “Musica sacra è quella che, composta per la celebrazione del culto divino, è dotata di santità e bontà di forme”. Bisogna allora evitare canti che, pur essendo cattolici, non avevano questa finalità e intenzione quando sono stati creati, e ancor di più canti di altre denominazioni cristiane.
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Fidelità al Testo Liturgico
Il fatto che un canto dica “Gloria a Dio” o “Alleluia” o “Agnello di Dio” non significa che si possa usare nella Santa Messa. Il canto dev’essere fedele al testo che presenta. Non possiamo modificare preghiere antichissime della Chiesa perché il canto suoni meglio o sembri più bello (cfr. Sacrosanctum concilium, n. 121).
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Il Dono della Pace
Nell’agosto 2014, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha diffuso un documento intitolato Il significato rituale del dono della pace nella Messa, in cui al sesto punto si dichiara espressamente che al momento dello scambio della pace bisogna evitare “abusi” come l’introduzione di un canto per la pace, inesistente nel rito romano.
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Il Canto “Agnello di Dio”
Il canto “Agnello di Dio” non accompagna la pace, ma la frazione del pane. L’OGMR dice al riguardo al n. 83: “L’invocazione accompagna la frazione del pane, perciò la si può ripetere tanto quanto è necessario fino alla conclusione del rito”.
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Partecipazione Attiva all'Eucaristia
Chi partecipa a un ministero musicale o a un coro parrocchiale deve ricordare che sta anche partecipando all’Eucaristia. Non ci si può distrarre o fare altre cose stando dietro o al lato della chiesa, perché davanti a noi si sta verificando il miracolo d’amore più grande. Si partecipa non solo cantando, ma anche ascoltando Dio nel Vangelo e nell’omelia.
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Umiltà nel Servizio
Il servizio che offre il coro dev’essere svolto con umiltà, perché non siamo lì perché siamo i migliori o perché vogliamo spiccare. Al centro della Messa c’è Cristo, non la nostra voce.
Questi consigli non impongono idee personali, ma mostrano ciò che insegna la Chiesa, che è incredibilmente saggia. L'obiettivo è motivare a crescere e a offrire un servizio migliore. È raccomandata la lettura dei documenti citati nel testo e la loro condivisione, non dimenticando che, come ha detto Joseph Ratzinger, il destino della fede e della Chiesa si decidono “nel rapporto con la liturgia”.

Attività del Coro Oltre la Liturgia
Il coro liturgico può dedicarsi anche ad altre attività oltre l’animazione liturgico-musicale delle celebrazioni, esprimendosi in altre possibili situazioni che derivano dal servizio che il coro svolge. Un altro ambito in cui il coro liturgico può esprimersi al di fuori delle celebrazioni è la vita stessa della comunità, senza che si debba solo cantare nella liturgia o proporre un concerto. Tali attività possono allietare l’animo dei fedeli, sollevandoli, col fascino del canto sacro, al pensiero ed al gusto delle cose celesti, anzi, della stessa vita eterna, giacché è classica l’idea secondo cui il cielo risuona eternamente di musiche celestiali!
Esempi di Cori Parrocchiali e le Loro Attività
Il Coro della Cattedrale
Il Coro della Cattedrale, apprezzato da S.E. Mons. Gino Reali per la crescente qualità delle esibizioni e l'arricchimento del proprio repertorio, anima soprattutto le celebrazioni domenicali e, in particolare, la Santa Messa presieduta dal Vescovo, con il quale apre il nuovo anno liturgico. Questa attività rientra nelle animazioni musicali e corali delle celebrazioni svoltesi, ad esempio, nell’anno 2014-2015.
Il coro è diretto dal Maestro Tomassini e dal direttore Tonino Pirocci. Se si desidera unirsi al gruppo, è possibile contattarlo la domenica al termine della Santa Messa per esprimere i propri desideri al riguardo.
Il coro della Cattedrale ha partecipato a diversi eventi significativi:
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Convegno Nazionale “Schola Cantorum” ad Assisi
Il 30 settembre, il coro della cattedrale ha partecipato al convegno nazionale “Schola Cantorum” che si è tenuto ad Assisi nella Basilica di S. Maria degli Angeli. L'esperienza, che si ripete una volta l’anno e vede coinvolte le corali di tutta Italia, ha visto la partecipazione di 1500 cantori che hanno animato la Santa Messa presieduta da S.E. Domenico Sorrentino Arcivescovo, Vescovo di Assisi - Gualdo Tadino - Nocera Umbra. Un pullman da 65 posti, riempito anche da famigliari e amici, ha permesso al gruppo di raggiungere Assisi. All'arrivo, si è visitata la Basilica di S. Francesco dove si trovano le spoglie del Santo, per poi pranzare all’hotel Domus Pacis, vicino alla Basilica di S. Porziuncola. Prima della S. Messa, il direttore della Schola Cantorum M° M. Manganelli e il M° Padre M. hanno diretto i canti. Si è creata un’atmosfera magica in cui i canti (eseguiti da soprani, contralti, tenori e bassi) entravano in risonanza con i gesti liturgici del celebrante, rendendo l'esperienza molto emozionante. Dopo aver visitato le bancarelle antistanti la basilica e acquistato qualche ricordo, si è ripartiti per Roma. È stata una domenica particolare e diversa, che ha reso tutti contenti soprattutto per aver partecipato a questo evento.
Il coro canta davanti la Basilica a Roma
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Rassegna di Canti e Altre Celebrazioni
Il coro della Cattedrale, nel Santuario di Santa Maria in Celsano, ha animato con canti mariani la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Gino Reali.
La chiesa madre de La Storta ha ospitato dodici cori, accolti da quello della cattedrale, che hanno animato un concerto prima della celebrazione in cattedrale per la festa di Cristo Re dell'universo, assieme a don Giuseppe Colaci.
Il coro ha inoltre partecipato alla sua XII edizione della rassegna che si è tenuta nella nuova chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Il tema della rassegna dei canti è stato: “Lo Spirito Santo”, e ha visto la partecipazione di 20 gruppi provenienti dalle varie parrocchie della diocesi. L’invito del vescovo Mons. Gino Reali, a rapportarsi tra parrocchie su realtà canore e musicali diverse che animano le liturgie domenicali, è stato accettato da tutti con grande entusiasmo. L’evento, iniziato con un saluto di gratitudine e una catechesi sul tema del raduno da parte di S.E. Mons. Gino Reali, ha dato il via ai canti. Ogni coro ha avuto circa tre ore il proprio turno, e la chiesa era gremita in ogni posto. Un canto, nato casualmente su un’immagine dal direttore musicale Tonino Pirocci e musicato insieme al maestro Stefano Scartocci, è stato eseguito in ogni celebrazione per il conferimento delle cresime.
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Momenti Comunitari
Martedì 2 luglio, con l’ingresso dell’estate e la chiusura dell’anno pastorale 2018/2019, il coro parrocchiale si è incontrato al ristorante per una cena comunitaria. Alla cena, tutta a base di pesce e molto gradita, assieme ai famigliari dei coristi c’erano anche don Giuseppe e Luciano.
Durante un'altra bella serata allietata dalla musica e da numerose e gustose pietanze, è stato ringraziato il coro per l’impegno e la costanza profusi durante tutto il 2014, riconoscendo un notevole salto di qualità nelle esibizioni. In tale occasione è stato festeggiato anche il compleanno della corista Angela.
In un momento di dolore, in occasione del funerale di Renato celebrato nella chiesa cattedrale de La Storta, la moglie Carol e i figli Francesco e Cristina sono stati accolti dall’affetto di tanti. Le esibizioni del coro, per la loro profondità, hanno cercato di esprimere cantando quanto Renato era apprezzato ed amato, e i pensieri dei figli hanno commosso tutti.
Il Coro della Parrocchia di S. Vincenzo de’ Paoli
Il Coro della Parrocchia di S. Vincenzo de’ Paoli ha il compito di animare la messa domenicale. Il suo repertorio attinge da numerose fonti: Canto gregoriano, polifonia sacra rinascimentale e contemporanea, gospel e spirituals. Le prove del coro si svolgono di norma il martedì sera dalle ore 19:00.
La Corale Sacra Famiglia a Villa Troili
La “Corale Sacra Famiglia”, presso la Parrocchia “Sacra Famiglia a Villa Troili” in Roma, affidata ai Servi del Cuore Immacolato di Maria, nasce ad ottobre 2010 da un’idea dell’allora viceparroco, Padre Nicola Radomile icms, con l’intento di coinvolgere i laici nell’animazione liturgica delle celebrazioni eucaristiche. Inizialmente il coro è formato da una decina di volonterosi, i primi ad accogliere con entusiasmo la proposta di Padre Nicola, che è anche il primo direttore del coro. In questo periodo iniziale l’accompagnamento all’organo vede alternarsi una religiosa Serva del Cuore Immacolato di Maria o un Seminarista dei Servi del Cuore Immacolato di Maria. La prima Messa importante animata dalla Corale è stata quella del Natale 2010.
Nel gennaio 2012, dopo il trasferimento di P. Nicola Radomile in altra comunità, la direzione passa a Suor Paola Lucco icms, mentre l’accompagnamento all’organo vede la presenza stabile di Suor Caterina Gatti icms. Il gruppo si arricchisce di nuovi membri, arrivando ad una ventina di persone in un paio d’anni. Nel periodo pasquale del 2016 la Corale passa sotto la direzione di Suor Caterina Gatti icms, mentre l’accompagnamento musicale è affidato a Suor Salvatorina Amato icms.
Ad ottobre 2016 il coro è invitato dal M° Temistocle Caponi ad animare una celebrazione eucaristica domenicale in San Pietro, rappresentando il primo evento significativo che dà modo di esibirsi anche al di fuori della parrocchia. Nel frattempo la Corale inizia a cimentarsi con brani di maggior spessore e difficoltà, quali l’Ave Verum di Mozart o il Veni Creator arrangiato dal M° Domenico Bartolucci. L’evento dell’animazione corale a San Pietro si ripete ad un anno di distanza, nel novembre 2017. L’11 maggio 2018, in seguito al restauro dell’organo Mascioni avvenuto su iniziativa del nuovo parroco Padre Alessandro Ricciardi icms, la Corale si esibisce nel Concerto a Maria, organizzato proprio con lo scopo di “inaugurare” l’organo messo a nuovo, lasciando spazio per qualche brano cantato dai bambini dell’oratorio.

Il Coro Polifonico “S. Giuseppe all’Aurelio”
Il Coro Polifonico “S. Giuseppe all’Aurelio” fu fondato nell’anno 1982 in quella Parrocchia romana, su base amatoriale di volontariato e per destinazione principalmente liturgica, da padre Fiorenzo Cavallotto O. S. J., coadiuvato da p. Leo Alati O. S. J. quale vicedirettore. Allorché p. Fiorenzo venne trasferito, p. Leo diresse il coro per un breve periodo. Il complesso vocale fu poi diretto da fr. Jesùs dei “Fratelli delle Scuole Cristiane” e successivamente da Juliàn Sanchez-Cobos, quindi da Sr. Teresa Simionato e poi da Emiliano Esposito.
Dal 1998 Monia Ruggeri assunse la direzione del coro, che poi mutò il titolo in “Corale Polifonica ’Voci dal mondo’” e si dedicò anche a repertorio etnico africano. Nel 2005 fu terzo classificato al Concorso per cori parrocchiali presso la chiesa di S. Matteo all’Anagnina in Roma. Ha partecipato a numerose manifestazioni corali e culturali, con un impegno speciale nell’ambito religioso e della solidarietà tra i popoli. Dalla fine del 2010 subentrò nella direzione Roberto Liso.
Il complesso vocale riassunse il nome di Coro Polifonico “S. Giuseppe all’Aurelio” e, giunto a 25 elementi, continua a cimentarsi nello studio di musica sacra polifonica liturgica tratta anche da grandi opere sinfonico-corali. Si sta ora impostando, su base parimenti amichevole e volontaria, anche un programma didattico di base nella prospettiva dell’educazione delle voci al canto lirico per l’attività corale. Importante si rivelò la collaborazione musicale della pianista Mara Morelli fino al 2014.
Il gruppo corale è sovente corroborato da voci soliste e da organismi strumentali (organo, formazioni orchestrali da camera). In occasioni determinate, la sua attività è orientata alla solidarietà sociale soprattutto nei luoghi della sofferenza (ospedali o cliniche mediche, residenze per anziani, carceri) nonché alla sensibilizzazione popolare su fatti sociali, attraverso la musica intesa come ancilla nobilis per scopi umanitari ancor più nobili. Ciò avviene anche in collaborazione con altri Cori polifonici e, per momenti speciali, con una grande Orchestra sinfonica organizzata di volta in volta a cura di Liso.
Tra gli impegni artisticamente ed organizzativamente più laboriosi si annoverano:
- Il concerto del 28 aprile 2012 per il 50° della parrocchia, in collaborazione col Coro “S. Gregorio VII - Vox angelorum” e con coriste/coristi detenuti nel carcere di Roma-Rebibbia, insieme alla grande orchestra sinfonica ACIMIB di Roma integrata dalla John Cabot Chamber Orchestra (circa 150 musicisti in totale). Le musiche di J. S. Bach, Haendel, Verdi ed altri Autori erano volte alla sensibilizzazione sul problema-carceri nella dialettica tra il destino e la libertà.
- Il “Concerto per l’Infanzia del Mondo” del 26 ottobre 2013, nella medesima chiesa, sullo sviluppo del tema “destino/libertà” con musiche di J. S. Bach, Mozart ed altri Autori nonché la Sinfonia n. 5 di Beethoven, a favore di bambini del Burundi ed in collaborazione con le onlus “Kamar” ed “Oltre la Vita”, insieme al Coro “S. Gregorio VII - Vox angelorum”, al Coro “Iubilate Deo” ed al Coro “Gino Contilli” e parimenti con coriste/coristi del carcere di Roma-Rebibbia, nuovamente insieme alla grande orchestra sinfonica ACIMIB di Roma integrata dalla John Cabot Chamber Orchestra (circa 180 musicisti in totale).
- Un altro esempio “forte” di quest’attività solidale è costituito dal concerto sinfonico-corale, tenuto per un ospedale africano del Bénin nella Basilica romana di S. Gioacchino ai Prati di Castello il 24 novembre 2019, dove è stato presentato, tra le altre musiche, il “Te Deum” di Giuseppe Verdi.
Tutti questi sono stati momenti importanti ed unici e motivanti, vere esperienze di crescita personale oltreché di gruppo. Per informazioni parziali è possibile consultare Roberto Liso su YouTube.
Attualmente il Coro-base è composto da 14 elementi (6 soprani, 3 contralti, 3 tenori e 2 bassi; altri 11 elementi sono temporaneamente assenti dalla fine del marzo 2020). Per ora, si dedica alla sola attività liturgica. L'età media è di circa 50 anni. Ha servito 11 Messe solenni e altre Messe straordinarie. Gli autori cantati includono: Canto gregoriano, Adam, S. Alfonso, Arcadelt, J. S. Bach, F. Couperin, Durante, Franck, Frisina, Gabrieli, Grossi da Viadana, Gruber, Haendel, W. A. Mozart.

Il Coro Polifonico “MUSIPAX di S.”
Il Coro polifonico “MUSIPAX di S.” è responsabile dell’animazione dei canti per la Messa delle ore 10:00 tutte le domeniche, sotto la direzione di Suor Monica.