La preghiera del Padre Nostro è la "preghiera delle preghiere", donata da Gesù stesso ai suoi discepoli. Gli incontri dei cristiani incominciano spesso con questa invocazione, e tante famiglie, alla sera, la recitano insieme, trovando in essa un abecedario della buona speranza a cui aggrapparsi nei momenti di crisi o quando il buio inizia a farsi posto nell’anima.

Il significato profondo dell’invocazione
La preghiera comincia con un’espressione semplice e misteriosa: Abbà, papà. È una parola antichissima, uscita dalla bocca di Gesù nella sua lingua materna, l’aramaico. Quando diciamo «Padre nostro», riconosciamo che apparteniamo a Lui in un modo speciale, che facciamo parte della sua famiglia e che tutti gli esseri umani sono nostri fratelli e sorelle.
Gesù ci insegna a tornare ad essere come bambini (Matteo 18, 1-8). Come per un figlio il papà rappresenta sicurezza, calore e braccia accoglienti, così Dio vuole essere per noi un punto di riferimento costante: «Qualunque cosa capiti, puoi sempre contare su di me».
La preghiera vissuta attraverso il corpo
Insegnare ai bambini il Padre Nostro è più di una ripetizione meccanica: è una strada che porta ogni giorno nella casa del Padre. La preghiera chiede di essere pronunciata con le labbra, ascoltata con le orecchie ed espressa con le mani. Non è una formula astratta, ma un suono a cui dare carne, un ritmo da esprimere con tutto il corpo.
Il gesto delle mani
Secondo l’Ordinamento generale del Messale Romano, l’atteggiamento del corpo è segno dell’unità della comunità. La tradizione della Chiesa riconosce nel gesto di levare le mani al cielo l’atteggiamento dell’orante, di chi si rivolge con fiducia al Padre. Sebbene sia una proposta libera, questo gesto manifesta il desiderio di guardare in alto, alla sorgente di ogni amore e grazia.
Al contrario, non è previsto né opportuno darsi la mano durante la recita del Padre Nostro, poiché questo gesto duplicherebbe il significato dello scambio di pace, che avviene in un momento distinto della celebrazione liturgica.

Un cammino di apprendimento per piccoli e grandi
Il Padre Nostro racchiude in sé le domande fondamentali dell'esistenza: il bisogno di presenza, la necessità del pane quotidiano, la richiesta di perdono e la forza nelle difficoltà. Ogni strofa della preghiera rimanda a una narrazione biblica fondamentale, come la creazione, la parabola del Regno, l'ultima cena o la figura del padre misericordioso.
- Il pane quotidiano: una richiesta che unisce il bisogno fisico al pane eucaristico.
- Il perdono: insegnamento essenziale per vivere come una grande famiglia che si aiuta e si sostiene.
- La liberazione dal male: un gesto di fiducia in Dio, che ci aiuta a cacciare via ciò che è brutto e oscuro.
La preghiera si chiude con un Amen, un suono che, come il battere insieme le mani, chiude la supplica e al tempo stesso fa esplodere la gioia. È il segno di un Dio goduto, sognato, assaporato e finalmente condiviso, che tiene unita la famiglia partendo dal gusto della terra e guardando all’infinito del cielo.