Padre Lino Iacobucci: Una Vita al Servizio degli Ultimi e della Speranza

“È come aver scalato una montagna e ora essermi fermato a guardare la strada fatta per arrivare. Tanta.” Con queste parole Padre Lino Iacobucci ha definito i suoi cinquant'anni di sacerdozio, un percorso interamente dedicato al servizio della Chiesa, di Cristo e, soprattutto, degli ultimi. La sua missione si è rivolta in particolare ai giovani, spesso persi nel tunnel della droga e dell’alcool.

Chi lo incontra percepisce subito la profondità delle sue esperienze: ha gli occhi di chi ne ha viste tante, di chi ha assistito a cadute e rinascite, ma anche a chi non ce l’ha fatta. Il suo sorriso è vissuto e il suo carattere schietto e diretto riflette la sua autenticità.

Ritratto di Padre Lino Iacobucci in un momento di riflessione

Un Giubileo Sacerdotale per Cinquant'anni di Dedizione

I cinquant'anni di sacerdozio di Padre Lino sono stati celebrati con una messa solenne il 28 dicembre 2024 nel Convento di Santa Maria di Loreto, a Toro (CB), dove si è formato. L'evento ha visto la partecipazione commossa di fedeli, autorità civili e militari, e in particolare dei ragazzi delle comunità che Padre Lino ha fondato e sostenuto per oltre trent'anni. La celebrazione è stata officiata dallo stesso Padre Lino, visibilmente emozionato ma sempre composto, e animata dalle melodie del coro dei ragazzi della comunità “La Valle”, diretti dal professor Marco Messore.

Tra le personalità presenti spiccavano il ministro provinciale dei frati minori, padre Alessandro Mastromatteo, l’arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano, monsignor Biagio Colaianni, e fra Gaetano Jacobucci, fratello minore di Padre Lino, che ha concelebrato la messa.

Le Radici di una Vocazione: Infanzia e Formazione Francescana

Padre Lino Iacobucci è nato a Toro il 28 marzo 1948, penultimo di sei figli, da Nicola e Assunta Serpone. La sua decisione di intraprendere la vita monastica è stata profondamente influenzata dalla madre, iscritta all’ordine francescano secolare e sempre attenta ai bisogni dei poveri. La loro casa era frequentata spesso da frati, e Padre Lino rimase profondamente colpito dalla loro gioia, attenzione, disponibilità e generosità, tanto da desiderare di essere e agire come loro.

Un episodio di fanciullezza fu particolarmente significativo per la sua vocazione. «Rientrando a casa da scuola, vidi uno sconosciuto seduto alla nostra tavola. Chiesi a mia madre chi fosse e lei rispose che era un povero, al quale aveva offerto ospitalità». Questo evento lo ha spinto a diventare frate minore e a dedicarsi ai poveri e agli emarginati. Con fierezza, ha dichiarato: “In questo convento mi sono formato seguendo i passi e l’esempio dei Frati Minori. Di San Francesco. Sono uno di loro.”

L'Impegno per i Giovani e la Nascita delle Comunità di Recupero

Nel 1988, quando era già parroco nella chiesa di Sant’Antonio di Padova, Padre Lino sentì il desiderio impellente di fare qualcosa per i tossicodipendenti. Fondò un gruppo di alcolisti anonimi e si avvicinò ai genitori che sospettavano l'uso di droghe da parte dei figli. Fu l'accompagnamento di un ragazzo alla comunità terapeutica di padre Eligio a ispirarlo profondamente: il loro modo di vivere, quasi francescano, lo affascinò al punto da voler creare qualcosa di simile anche in Molise.

Sempre nel 1988, Padre Lino fondò la comunità “La Valle” a Toro, dove da oltre trent'anni si dedica al recupero di chi è finito nel tunnel della droga e delle dipendenze. Attualmente, questa comunità ospita venti giovani di diverse età che affrontano percorsi di recupero e reintegrazione. Ha poi esteso il suo operato fondando la comunità “Il Girasole” a Rotello, che segue altri venti ragazzi, e Casa Martina. Il suo impegno si estende anche al contrasto di altre dipendenze, come la ludopatia e il gioco d’azzardo, promuovendo azioni di prevenzione nelle scuole in collaborazione con la Prefettura di Campobasso.

Padre Lino ammette con rammarico di assistere a una crescente povertà interiore nei giovani, un senso di solitudine che cercano di colmare con l'uso di sostanze stupefacenti. La sua figura carismatica insegna che "fare il bene ripaga e appaga", e ha saputo asciugare le lacrime di molte madri, mogli e figli, contribuendo a curare ferite e a ridare speranza a chi credeva di averla persa.

Schema delle attività delle comunità di recupero di Padre Lino Iacobucci

Testimonianza e Riconoscenza: Parole dal Giubileo

Durante la cerimonia giubilare, diversi interventi hanno evidenziato la profondità dell'operato di Padre Lino. Padre Alessandro Mastromatteo, ministro provinciale, che lo conosce dal 1999, lo ha definito il “frate della carità”, impegnato nelle periferie esistenziali, riprendendo un'espressione di Papa Francesco. Ha sottolineato come Padre Lino abbia saputo trasformare la verità del Vangelo in vita vissuta, prendendosi cura dei giovani disagiati. La comunità francescana lo ha festeggiato con gioia e riconoscenza per la sua testimonianza, espressa non solo a parole, ma con "mani operose, occhi attenti, piedi missionari e il cuore palpitante" in favore dei ragazzi problematici del Molise e delle regioni limitrofe.

Monsignor Biagio Colaianni, arcivescovo di Campobasso-Bojano, intervenuto con umiltà e delicatezza, ha voluto che Padre Lino stesso celebrasse la messa della sua festa. Il presule ha rimarcato come il frate abbia manifestato la sua fedeltà a Dio rendendosi sempre disponibile verso coloro che sono nel bisogno, vivendo fragilità di vario tipo. Padre Lino, ha aggiunto Colaianni, è stato un vero sacerdote perché scelto da Dio per la salvezza degli uomini e postosi al Suo servizio, trasformando questo in un progetto di bene per l'umanità.

Fra Gaetano Jacobucci, il fratello di Padre Lino, ha dedicato al festeggiato una raccolta di poesie intitolata “Fiore selvatico. Profumo di nardo”, prodotta per l'occasione. L'opera si articola in un inno all’amore in tutte le sue forme nella prima parte, e una rielaborazione del Cantico dei Cantici nella seconda. Dopo la cerimonia, Padre Lino ha voluto trascorrere un momento conviviale con la fraternità, gli amici e soprattutto con i suoi ragazzi, un segno tangibile del suo legame indissolubile con loro.

Padre Lino, comportandosi come Giuseppe che porta in salvo Maria e Gesù in una terra più sicura, ha saputo guidare tante generazioni di giovani verso la salvezza, facendoli ritrovare la speranza. Auspica un maggiore lavoro in rete tra le istituzioni per fortificare l'intero operato di recupero e reintegrazione.

Parla Padre Lino Iacobucci e Maurizio ideatore dell'altare per Papa Francesco

Un Nuovo Capitolo, la Stessa Missione

Nonostante i cinquant'anni di sacerdozio, la missione di Padre Lino Iacobucci è tutt'altro che conclusa. Su indicazione della provincia monastica di Puglia e Molise, dal 30 agosto, Padre Lino ha lasciato il Convento Santa Maria di Loreto a Toro. È stato trasferito al Convento di San Giovanni dei Gelsi a Campobasso, dove continuerà a occuparsi della comunità terapeutica La Valle. Ha infatti proposto al ministro provinciale dei frati minori di poter essere impiegato per le attività legate alla sua comunità di recupero, garantendo così la continuità della presenza francescana in questo fondamentale servizio. Questo trasferimento segna l'inizio di un nuovo capitolo, mantenendo salda la sua dedizione indefessa al recupero e al benessere dei giovani.

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