Padre Giacomo Filon: Il Santo Confessore di Lourdes

La figura di Padre Giacomo Filon da Balduina, noto come il "santo confessore", è profondamente legata al Santuario di Lourdes, luogo dove concluse la sua vita terrena. La sua storia è un esempio di fede, sacrificio e dedizione al ministero sacerdotale, culminato nel riconoscimento delle sue virtù eroiche da parte della Chiesa.

Ritratto di Padre Giacomo Filon

Le Origini e la Vocazione

Beniamino Filon, ottavo di dieci figli, nacque a Balduina di Sant’Urbano, in provincia di Padova, il 2 agosto 1900. Fu battezzato il 5 agosto con i nomi di Beniamino Angelo. Dopo aver frequentato le prime tre classi delle scuole elementari tra il 1906 e il 1909, il giovane Beniamino cominciò a frequentare il convento dei Frati Cappuccini a Lendinara, colpito dall’esempio dei frati questuanti. Guidato dal parroco, il 13 ottobre 1917, entrò nel Seminario Serafico dei Cappuccini di Rovigo, trovandosi, diciassettenne, in mezzo a un gruppo di undicenni.

Scoppiata la Prima Guerra Mondiale, fu chiamato sotto le armi, rimanendovi fino alla primavera del 1921. Una volta congedato, dopo una breve visita in famiglia, fu inviato nel Seminario Serafico di Verona per frequentare la terza ginnasiale. Il 28 settembre 1922, Beniamino entrò in Noviziato a Bassano del Grappa, dove gli fu dato il nome di fra Giacomo da Balduina. Al termine della professione temporanea, emessa il 29 settembre 1923, il padre Maestro dichiarò alla madre di fra Giacomo che suo figlio non sapeva far nulla “eccetto pregare”.

Il Sacerdozio e la Malattia

Nonostante una situazione clinica che suscitava seri dubbi sulla possibilità e l’opportunità di procedere verso l’ordinazione sacerdotale, i Superiori, temendo una morte prematura, decisero di dispensarlo dall’ultimo anno di teologia. Fu ordinato sacerdote a Venezia il 21 luglio 1929. Dopo un breve soggiorno di quindici mesi a Capodistria, nel 1931 padre Giacomo fu destinato al convento di Udine, dove rimase per sedici anni, fino alla morte. Poco dopo il suo arrivo a Udine, il 28 novembre 1931, fu sottoposto a una visita accurata. La diagnosi fu però impietosa: parkinsonismo post-encefalitico, con una prognosi infausta di pochi anni di vita, che nel 1932 suonava come una sentenza di morte.

Contrariamente al parere dei medici, Padre Giacomo visse ancora per molti anni. Le sue condizioni di salute declinarono costantemente, ma questo non gli impedì di vivere con fedeltà la Regola e di esercitare il suo ministero di confessore. Sebbene affetto da una grave e fastidiosa infermità, rinchiuso nel suo confessionale, attendeva ogni giorno i penitenti che accorrevano a lui numerosi. Divenne il confessore preferito dei sacerdoti non solo di Udine, ma anche dei paesi circonvicini. Un testimone lo descrisse così: "Semplice, sereno nonostante la grande infermità che lo travagliava, sorridente con tutti, affabile, buono, tanto buono, egli adempiva il suo sacerdotale ministero con zelo mirabile, senza risparmio di energie." Per la sua devozione alla Madonna, il frate si recava spesso nei santuari di Loreto e a Lourdes. Fu conosciuto come il «santo confessore» e il «frate della perfetta letizia».

Immagine storica di Udine o di un confessionale dell'epoca

L'Ultimo Viaggio a Lourdes e la Morte

Amantissimo della Madonna, Padre Giacomo volle andare a morire a Lourdes. Sapendolo così duramente colpito dalla malattia, Mons. Pietro Baldassi, sacerdote molto attivo che in quegli anni stava dando vita alla UNITALSI udinese (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), lo invitò a un pellegrinaggio. Il 19 luglio 1948, il Servo di Dio partì in pellegrinaggio con il treno dell’UNITALSI, giungendo a Lourdes dopo trentacinque ore di viaggio. Sebbene desiderasse andare subito alla Grotta, gli fu impossibile. Verso sera, le sue condizioni peggiorarono drasticamente, tanto da essere ricoverato all’Asyle, dove morì il 21 luglio 1948, solo poche ore dopo essere arrivato, «canterellando il Magnificat».

Il frate presente alla sua morte scrisse: «nella città di Maria, terminava la vita di un santo ed iniziava quella di un intercessore». I funerali si svolsero alla presenza di molti pellegrini e sacerdoti. La salma venne tumulata nel cimitero degli stranieri, in un angolo del camposanto di Lourdes. Il 15 ottobre 1949, venne celebrata la traslazione della salma al più dignitoso monumento funebre. La sua tomba a Lourdes è visitata continuamente da tanti pellegrini di diverse parti d'Europa, un fenomeno particolare che testimonia la sua continua venerazione.

Foto della tomba di Padre Giacomo Filon nel cimitero di Lourdes

Il Processo di Beatificazione

Il processo diocesano per la Causa di santificazione di Padre Giacomo Filon fu aperto a Udine il 25 febbraio 1984 e si concluse nel 1989 con la consegna degli Atti alla Congregazione per le Cause dei Santi. Il 21 luglio 2001 è stata consegnata la Positio. Si è atteso il parere previo su una presunta guarigione attribuita al Servo di Dio per poter iniziare l’Inchiesta diocesana, e i Consultori Teologi, il 13 ottobre 2016, hanno dato parere favorevole. Nel settembre 2016 è stata avviata l’Inchiesta diocesana su questa presunta guarigione straordinaria, e la prima sessione è stata fissata per l’11 febbraio 2017.

Nella Sessione Ordinaria del 6 giugno 2017 sono state riconosciute le virtù eroiche del Servo di Dio, e il Santo Padre ha autorizzato il decreto super Virtutibus, dichiarandolo Venerabile. L’Inchiesta sul presunto miracolo si è chiusa il 19 luglio 2017. Ricevuto il Decreto di Validità giuridica, è stato allestito il Summarium sul presunto miracolo, che è stato presentato in Congregazione per il giudizio dei due Periti medici d’Ufficio (Roma, 16 giugno 2017). Il miracolo attribuito a fra Giacomo vede protagonista una donna di Rasa di Lendinara che, dopo aver pregato Padre Giacomo, non ha più trovato traccia di linfonodi al controllo oncologico.

Fra Giacomo Filon sarà presto proclamato Beato. Papa Francesco ha annunciato la promulgazione del decreto che ne riconosce le virtù eroiche. Quanto prima sarà resa nota la data della funzione solenne di beatificazione, che potrà unire le diocesi di Padova, dove è nato, quella di Rovigo, dove ha deciso di farsi frate cappuccino, e quella di Lourdes, dove è sepolto.

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