La Morrigan è sangue, guerra e morte. È la lama che divide la carne dalle ossa, che separa il vecchio dal nuovo, che rimodella, ricrea e ridefinisce tutti noi. Il sangue non deve essere temuto, poiché è sorgente di vita. La battaglia non deve essere temuta, è il prezzo per la sovranità. La morte non deve essere temuta, è la fine del vecchio e un nuovo inizio, senza mai fine.
Chi è La Morrigan?
Tra tutte le dee che nei secoli hanno popolato il mondo celtico, La Morrigan è forse quella che attira ed allo stesso tempo spaventa di più. Appare nei miti come corvo, cornacchia o lupo, infesta i campi di battaglia raccogliendo le anime dei morti ed è presagio di morte per coloro che la vedono lavare le proprie armi al guado prima della guerra. Eppure, la Dea non è solo questo. Ella è anche il potere, la forza, la vita stessa, il sesso, la fertilità e l’amore passionale. Come la natura, Ella ha due facce: può essere una bellissima fanciulla che dona amore e vitalità, ma può anche diventare la strega, che conscia del suo potere distrugge per ricreare.

Origine del Nome
L’origine del suo nome è un mistero. Esso si divide in due parti: Mor e Rígan. Rígan si traduce in "regina", mentre a Mór vengono attribuiti diversi significati e non si sa da quale davvero derivi il nome della Dea. In ogni caso, i significati principali renderebbero la traduzione "Regina del mare", "Regina della morte", oppure "Grande Regina". Il suo nome significa, infatti, "grande regina" dall'irlandese Mór Ríoghain.
Ruoli e Aspetti della Morrigan
La Morrigan è una dea complicata poiché è l’aspetto più incontrollabile e potente della Natura e della donna. Ella è una figura difficile da comprendere, compare nei miti sia come giovane che come vecchia. Talvolta aiuta un eroe e la volta dopo invece lo disprezza, segnandone la morte. È una mutaforma, può assumere le sembianze di corvo, cornacchia o lupo ed è anche una maga, versata nell’uso della magia, che spesso utilizza per distruggere i suoi nemici.
La mitologia celtica è ben ricca di figure misteriose che si pensa abbiano influenzato la nascita o l’accrescere di personaggi fantastici di altre culture. Guerriera e veggente, la Morrigan è la divinità celtica della guerra, della morte e della preveggenza. Negli antichi testi, infatti, si racconta come durante le battaglie i soldati celti fossero accompagnati da carri con sopra le sacerdotesse che invocavano la Morrigan, che per questo è stata spesso associata alla dea romana Diana. La Morrigan, la "Grande Regina" dell’oscurità, amata e temuta al tempo stesso, alla quale ogni guerriero irlandese chiedeva Forza e Coraggio anche di fronte alla morte. Caratteristica peculiare di questa affascinante dea mutaforma (poteva passare da bellissima fanciulla a spaventosa vecchina) era la sua rigorosa scelta degli amanti; ella si concedeva solo ai campioni. Proteggeva attraverso formule arcane e incantesimi i suoi guerrieri favoriti. Alle volte poteva apparire vicino alle rive dei ruscelli intenta a lavare le armature dei futuri caduti in battaglia e questo costituiva un presagio assai certo di morte.
Brigid - La Dea Celtica delle Fiamme - Mitologia Celtica - Storia e Mitologia Illustrate
La Triplice Forma della Morrigan
Ma più di tutto, lei non è una sola Dea, appare nei miti in forma triplice, nei panni delle sorelle Macha, Anu e Badb. Questa triplice manifestazione è ben attestata anche se c'è un po' di confusione tra le singole dee della guerra irlandesi, sulle quali vi è un po' di incertezza. A volte Morrigan appare in una triade di dee con lo stesso nome, altre volte con Badb e Macha. Alcuni studi affermano che Morrigan, Badb e Némain, in alcuni contesti, siano quasi equivalenti, mentre il Glossario di Cormac suggerisce che Morrígan fosse il nome collettivo della triade formata dalle altre tre (Badb, Macha e Némain). Altri studiosi ritengono che si tratti di tre o più nomina di una singola figura. Il nome della Morrígan in alcuni testi si alterna a quello di Badb o Némain e non è incerto che si tratti di figure distinte. Tuttavia, in alcune storie queste dee appaiono ben distinte, in una stessa scena, ma mai più di una. Badb "furia", "violenza", Macha "battaglia" e Némain "panico" sono tutti suoi attributi.
Il nome Morrígan può significare «Grande Regina» (da mor «grande» e rígan «regina») oppure «Regina dei fantasmi» (da mor «fantasma» e rígan «regina»). In gallese, l’originale è però «giumenta».
La Morrigan e il Ciclo Vitale
La Morrigan rappresenta la fase della Luna calante, dell’incantatrice, della strega, della maga. Rappresenta l’inizio dell’autunno, l’aumento dell’oscurità ed ha la capacità di incantare. Ella ha il potere e lo utilizza per sfidare gli uomini. Rappresenta la distruzione e dà inizio alla morte, ma questa non è mai vista come la fine, quanto come la condizione necessaria per la crisi e quindi per la crescita.
Nel nostro ciclo vitale, Ella è l’incantatrice, la maga che detiene il potere della sessualità antica. È strega poiché le conoscenze della Terra le appartengono. Rappresenta le energie della fase premestruale, dove ci sentiamo inquiete e la nostra energia, se non concentrata su qualcosa di creativo, può esplodere sia contro di noi che contro gli altri.
La Festa della Dea
La festa legata alla Morrigan è il 1° agosto, la festa di Lughnasadh, il culmine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
La Morrigan nei Miti Celtici
Il Mito di Cú Chulainn
Nel mito di Cú Chulainn, proveniente dal Ciclo dell’Ulster, uno dei maggiori cicli epici della mitologia irlandese, la Morrigan incontra il suo eroe favorito Cú Chulainn al quale dichiara il suo amore. L’eroe la respinge e la dea per vendicarsi lo assale trasformandosi in anguilla, in lupo e poi in una mucca rossa e senza corna. Cú Chulainn riesce però a sconfiggerla e quando è ormai stremato ella gli appare come una vecchia che munge una vacca. Quando la donna dà da bere a Cú Chulainn, egli la benedice ed la Dea guarisce dalle ferite infertegli dall’eroe.
La Morrigan nel suo Regno
In un altro episodio, sempre il nostro eroe viene nominato ufficialmente guerriero, la nostra Morrigan, sempre innamorata di costui, gli dona protezione ma egli, ancora una volta la rifiuta freddamente. Ella, arrabbiatissima, decide allora di punire la sua arroganza svegliandolo in sogno una notte con un improvviso rumore di armi e battaglia. Ecco allora che Cú Chulainn si precipita, nudo e ancora un po’ assonnato, a cavallo senza sapere dove andare. Da lì a poco gli appare un carro guidato da un cavallo color rosso con tre zampe, a piedi vicino al carro a custodia un uomo con un forcone e sul carro, più bella che mai, la nostra Morrigan, avvolta da un mantello color rosso fuoco che risplendeva alla luce della luna. Cú Chulainn chiede agli sconosciuti di presentarsi, ma loro si prendono gioco di lui, sfidandolo con ardui indovinelli. Per fortuna, Cú Chulainn si rende conto dell’assurdità della situazione e tutto scompare, rimane solo la Dea che ridendo fragorosamente si tramuta in un gigantesco corvo e vola lontano. È solo a quel punto che l’eroe comprende che la Dea gli aveva appena dimostrato che si era comportato da sciocco.

Ulteriori Attributi
La Morrigan è anche una kenning (metafora poetica) che indica la battaglia stessa. Le sidhcairib, le ard-uscib e le inberaiph sono tutte descrizioni del suo agire. L'originale «cavalla» per Morrigan si riferisce al numero di attestazioni e di miti. Badb può assumere la forma di lavandaia, mentre lavava gli abiti insanguinati dei guerrieri.
Interpretazioni e Contaminazioni
Morrigan è una delle divinità celtiche associate al mito della guerra, della morte e quindi della vita celebrate in occasione delle festività di Samhain. Probabilmente all’origine di quella che sarà Morgana nella storia di Merlino e in genere delle streghe protagoniste di mille fiabe e della notte di Halloween, ha una particolarità: è una mutaforma. La sua metamorfosi più famosa è il corvo, ma nelle diverse leggende si trasforma in mucca dalle orecchie rosse, in anguilla, in lupa e in gigantessa che lava i panni sulle sponde del fiume rosso del sangue dei soldati morti in battaglia.
Molto interessante è la contaminazione di alcuni suoi attributi come la mucca che con l’avvento del cristianesimo nell’area celtica nord europea e insulare passa ad essere un simbolo di Brigid. Santa Brigid, secondo la tradizione, viene allevata dalla mucca con le orecchie rosse. Come non riconoscere d’altra parte nella mucca l’allegoria della Grande Dea Madre. Come culto più antico di riferimento la Dea Madre è anche la dea uccello di cui parla M. Gimbutas, la figura della dea simbolo dell’energia dell’Universo dispensatrice di vita e quindi anche di morte il cui simbolo per Morrigan si traduce nel celebre corvo.
Nelle leggende Morrigan è spesso descritta come una seduttrice la cui ira è capace di grande distruzione, somigliando sotto quest’ultimo aspetto alla Durga Kali indù, con cui condivide anche l’aspetto guerriero, vendicativo e spaventoso della sua forza. Morrigan con la sua ira e la sua distruzione ricorda il potere delle nostre passioni sopite e ignorate che quando esplodono diventano distruttive.
Simbologia del Tempo e della Trasformazione
Il mito di Mag Tuired, con il suo carattere antitetico, mostra un’epoca di gioia e prosperità, «fino al cielo», seguita da un’epoca di declino, di crisi e di povertà. Questa trasformazione è stata spiegata in diversi modi, ma le composizioni fanno riferimento a una situazione escatologica e al passaggio dall'età originaria, all'età dell'oro primordiale. Il motivo poetico sulle età del mondo è comune a diverse culture, tra cui la greca, la nordica e l’indiana.
La visione del mondo di un’età dell’oro, come quella di Kṛtayuga nella tradizione indiana, è un’epoca senza dolore, la terra produce spontaneamente i suoi frutti e il clima è temperato. Poi il periodo di perfezione originaria si spezza, con l’avvento di empietà e vigliaccheria, che porta ai Dvāparayuga e Kaliyuga. Attraverso le quattro età, il tempo si modifica, il bene si affievolisce e il male si accresce, portando all'immoralità, al disprezzo per la religione e facendo emergere le peggiori qualità umane. Questo rappresenta l'abbandono dei primordi per entrare nel nostro tempo funesto, dove gli uomini diventano sempre più violenti e lascivi.
I riferimenti tipici di questo stato interiore si riconoscono secondo Joan Kellog e Di Leo, citati da Susanne Fincher (pagg. 158-160 Creating Mandala), nello stadio 10 "i Cancelli della morte" e nell'11 "La frammentazione" del Great Round Mandala - la Grande Ruota ciclica del mandala. In questi stadi il mandala esprime paure, crisi, ansie e depressione, i colori sono spenti o al contrario psichedelici, non hanno un centro ben definito, presentano forme frastagliate, spezzettate ed esprimono la chiusura di un periodo e il bisogno di lasciar andare le esperienze e le emozioni accumulate nel passato in favore di una totale disgregazione e di un ritorno al grembo della Grande Madre. Solo attraverso questa fase di vita e di ritorno alle origini possiamo rigenerarci e trovare un nuovo equilibrio per esprimere noi stessi e le nostre passioni.
La Morrigan Dentro di Noi: Insegnamenti
La Morrigan è la Dea guerriera, la sua vita oscilla tra due opposti: l’amore e la morte. Ella distrugge per ricreare, richiama il cambiamento nella sua vita e in quella degli altri, ma è anche la Dea della sessualità e dell’amore passionale. Ella ci insegna che la rabbia non deve essere temuta, è un istinto che fa parte di noi ed esiste per una ragione. Se si impara ad incanalarla ci può portare alla creazione. Siamo talmente tanto introdotte all’interno di un mondo patriarcale che talvolta non ci rendiamo neppure conto di subire ingiustizie e mancanza di rispetto. Riconosci tutti quei piccoli gesti negativi, svilenti e degradanti che ricevi ogni giorno e smetti di tollerarli. Non siamo asservite a nessuno, non esistiamo per rendere contenti gli altri e non ci deve importare dei pensieri che le persone hanno su di noi. Impara a dare valore a te stessa, a sentirti una dea e a pretendere di venire trattata con il rispetto che tutti meritano. Impara a combattere per le tue idee poiché nessuno lo farà per te ed in questo modo mostra al mondo la tua grandezza e la tua potenza, senza aver paura di venire giudicata.
Una volta che una donna riscopre se stessa come Dea nessuna persona, mai più, potrà utilizzarla, schiacciarla e mancarle di rispetto, poiché lei avrà riacquistato la propria potenza e con essa la forza che ne deriva. Attraverso il rispetto dei nostri aspetti "Morrigan" e il riconoscimento e il ritorno al grembo della Dea Madre siamo in grado di rigenerare noi stessi e compiamo il ciclo del cambiamento.

Principi ispirati alla Morrigan
- Accogli la rabbia: non è un sentimento da eliminare ma da saper gestire per incanalarlo nella creazione.
- Combatti per te stessa: non accettare dalla vita e dagli altri niente di meno di ciò che davvero desideri.
- Ama e lasciati amare: prenditi del tempo per te ed accogli l’amore nella tua vita.
- Impara ad utilizzare un metodo di divinazione: per guardarti dentro.
- Distruggi e ricrea: la morte è sempre seguita dalla rinascita. Distruggi lati di te e della tua vita che non ti vanno più bene e ricreali migliori.
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