Frate Angelo Gatto: Un Missionario Cappuccino tra la Gente

Dall'Intervento d'Emergenza alla Vocazione Religiosa

Fr. Angelo Gatto, classe 1970, originario di Reggio Calabria, ha avuto un percorso di vita straordinario. Per tanti anni ha fatto parte del nucleo speciale dei vigili del fuoco NBCR, acronimo che indica nucleare, biologico, chimico, radiologico, intervenendo quando si disperdono sostanze pericolose. Ha svolto questo lavoro con passione, impegno e dedizione nel Comando di Torino, dando il meglio di sé in modo puntuale. Nonostante la fatica e la delicatezza del compito, che lo obbligava a indossare tute scafandrate dotate di autoprotettori per la respirazione in ambienti contaminati, era un uomo realizzato e felice. Aveva un fisico da atleta, sviluppato naturalmente e attraverso la pratica di molti sport, in particolare il calcio e i 100 metri, disciplina di velocità pura.

Frate Angelo Gatto in una foto che lo ritrae giovane o nel periodo da vigile del fuoco

La stessa velocità con cui, il giorno della festa di San Giacomo, il 25 luglio, ha cambiato repentinamente vita. Quella notte, infatti, sogna la Chiesa di San Giacomo di Međugorje, in Bosnia ed Erzegovina. Essendo Angelo un tipo concreto, prende e parte. Lì ha avvertito qualcosa che non aveva mai provato prima: un mistero insondabile tra lui e Dio. Questa esperienza lo ha spinto a lasciare tutto, perché ha intravisto il “Tutto”. Il 3 ottobre del 2005, alle 18 di sera, si è trasferito ad Assisi, trovando la sua strada e decidendo di diventare un frate cappuccino.

Il Percorso nella Vita Consacrata

Nel 2006, seppur a malincuore, ha lasciato la divisa del pompiere per seguire la sua vocazione e indossare il saio del frate cappuccino. In 20 anni di vita religiosa, si è messo in gioco con docilità, fantasia, creatività e dedizione, la stessa disposizione che aveva quando faceva il vigile del fuoco. L’uomo non è cambiato, ma ha trovato una pienezza maggiore, quella che cercava, un dono di Dio. Uno dei motti dei vigili del fuoco è «dove tutti scappano noi andiamo».

Frate Angelo Gatto svolge la sua missione nel Convento dei Frati Minori Cappuccini di Terni. Per il completamento del suo percorso sacerdotale, il 5 gennaio 2016, nella straordinaria cornice della Basilica inferiore di San Francesco d’Assisi, ha ricevuto l’ordinazione presbiterale con l’imposizione delle mani di S. E. R. Mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza Bisignano. La chiesa era gremita di tantissimi parenti e amici, giunti da ogni parte d’Italia, inclusi oltre cinquanta suoi amici pompieri di Torino, che hanno condiviso con lui la commozione del momento. Tra i presenti figuravano anche il Comandante dei Vigili del Fuoco di Terni, Dott. Ing. Paolo Mariantoni, il Dirigente Addetto del Comando di Torino, Dott. Ing. Vincenzo Bennardo, il Questore di Terni e molte altre personalità civili e religiose. Molti i momenti di intensa emozione, come il saluto a diversi ecclesiastici, tra cui Don Tonino, il Cappellano del Comando di Torino.

Frate Angelo Gatto durante la sua ordinazione sacerdotale nella Basilica di San Francesco d'Assisi

Targa Giuseppe Schillaci Benedizione del Cappellano Frate Angelo Gatto

Il Ministero di Cappellano Ospedaliero e Missione tra la Gente

Frate Angelo Gatto va dove i confratelli e Gesù gli chiedono di andare: in ospedale, quello di Terni, in Umbria, come cappellano. Tra i malati e i sofferenti, agisce come san Francesco, lenendo i “lebbrose” che oggi sono coloro che non trovano un orizzonte di senso nella malattia. Lui porta una nuova speranza, che nasce anche dal dolore amato e dall’accogliere la malattia per mettere in evidenza i doni del Signore come “perfetta letizia”.

«In un giardino - spiega - ci possono essere delle spine, ma quello che conta è che gli alberi portano frutto». Non spegne più un fuoco, ma accende un incendio dentro di sé, perché «fuoco sono venuto a portare sulla Terra». Questa scintilla nasce da un sorriso, dalla vicinanza, dalla tenerezza nell’accompagnare, dal farsi prossimo e dal capire chi soffre. Un’identificazione possibile solo con Cristo, che illumina ogni esperienza umana avendola lui per primo sperimentata.

Frate Angelo Gatto in un contesto ospedaliero, conversando con pazienti o personale medico

Ogni giorno, nell’ospedale dove “opera”, transitano 5 mila persone, ognuno con una propria storia. La sua missione si svolge in corsia e la vive «come san Francesco perché stare accanto a chi soffre fa sentire la presenza dell’amore di Dio». Cerca di attivare le risorse interne che tutti possiedono, «per rianimare il medico che c’è in ognuno di noi perché i primi sostenitori della vita siamo noi stessi». I momenti più difficili sono quando un bambino muore «nel reparto intensivo neonatale dove faccio tanta fatica. Mi tocca il cuore ed è uno strazio il dolore dei genitori».

Impegno Sociale e Solidarietà nelle Emergenze

L’esperienza di Frate Angelo tra le fila dei vigili del fuoco è stata preziosa anche quando i frati cappuccini sono accorsi per aiutare la popolazione terremotata de L’Aquila e di Amatrice. Fr. Angelo, infatti, sa come muoversi nelle emergenze e funge da tramite con i soccorsi. «Molti pensano - chiosa - che la missione sia nei luoghi più sperduti del pianeta, ma nella mia esperienza è incontrare il cuore della gente dove si vive per condividere, accompagnare chi soffre e testimoniare l’incontro personale con Dio».

Frate Angelo Gatto in un'area di emergenza o soccorso, magari con altri frati o volontari, in contesto post-terremoto

Realizzare i propri sogni e mettere in gioco i propri talenti produce gioia, ed è ciò che Frate Angelo cerca di fare con le molteplici iniziative che ha intrapreso. Accanto all’ospedale di Terni, ad esempio, sta nascendo “L’Oasi della speranza”, un progetto con laboratori di falegnameria, teatro e terreni da coltivare, volto ad aiutare tante persone «a realizzare i propri talenti, a sperimentare la gioia e la speranza in Dio».

Da anni ha anche costituito la Confraternita di San Giuseppe e San Francesco di Paola per rappresentare e recitare nel presepe vivente. Ha collaborato al progetto “Bambini liberi”, una casa per accogliere mamme detenute con i loro figli piccoli. «Il giorno della mia ordinazione non ho chiesto regali ma offerte con cui siamo riusciti a costruire un luogo dove i bambini potessero stare con le loro mamme senza essere in carcere», in particolare con il contributo e l’aiuto dei suoi ex colleghi vigili del fuoco.

Fr. Angelo si è anche scoperto camminatore, come san Francesco, e ha attraversato a piedi mezza Europa, iniziando dal pellegrinaggio a Santiago de Compostela, cioè San Giacomo, perché «Dio è passato per la mia vi(t)a». Il suo cuore ha sempre battuto anche per i pompieri, instaurando un nuovo e speciale rapporto con loro.

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