Biografia del Cardinale Pietro Parolin

Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede dal 2013, è una figura di spicco nel panorama ecclesiale e diplomatico vaticano. La sua biografia è caratterizzata da una precoce vocazione, una solida formazione accademica e una brillante carriera al servizio della diplomazia pontificia, che lo ha portato a ricoprire ruoli di crescente responsabilità fino all'attuale incarico sotto Papa Francesco.

Ritratto del Cardinale Pietro Parolin in abiti cardinalizi

Infanzia, Famiglia e Vocazione

Pietro Parolin è nato a Schiavon, in provincia di Vicenza, il 17 gennaio 1955. È cresciuto in una famiglia semplice e profondamente cattolica; suo padre Luigi era un commerciante di ferramenta che andava a messa tutti i giorni, e sua madre Ada Miotti era una maestra elementare. Il Cardinale ha una sorella, Maria Rosa, di professione insegnante, e un fratello, Giovanni, oggi magistrato.

La sua infanzia è stata segnata dalla tragica perdita del padre, morto in un incidente stradale nel 1965, quando Pietro aveva solo dieci anni. La sua vocazione è stata precoce: già a sei anni giocava a dire messa sul balcone, e a soli quattordici anni, nel 1969, è entrato in seminario a Vicenza. «La mamma mi aveva confidato di essersene innamorata colpita dal suo modo di pregare in questa chiesa, cose che oggi non accadono più», ha raccontato al Corriere della Sera parlando dei suoi genitori. Al funerale della madre, Ada, celebrato a Schiavon, il figlio Cardinale ha detto: «Grazie mamma, sulle tue ginocchia abbiamo imparato a conoscere il Vangelo».

Formazione Accademica e Inizio della Carriera Ecclesiastica

Pietro Parolin ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale il 27 aprile 1980 a Vicenza, sua Diocesi di origine. Dopo alcuni anni di ministero pastorale come vice parroco a Schio, si è trasferito a Roma per proseguire gli studi.

Nel 1983 è entrato alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, l'istituzione che forma i diplomatici vaticani, e ha avviato gli studi giuridici. Questi si sono conclusi nel 1986 con la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha discusso una tesi dedicata al Sinodo dei Vescovi, e un diploma in scienze diplomatiche. Ha inoltre compiuto studi in filosofia e teologia.

La Carriera Diplomatica nella Santa Sede

Assunto nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 1986, Parolin ha iniziato una brillante carriera. Ha prestato la propria opera presso le Rappresentanze Pontificie in:

  • Nigeria (fino al 1989)
  • Messico (dal 1989 al 1992)

Tornato a Roma nel 1992, ha prestato servizio per diciassette anni nella Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, collaborando con i cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone. Il 30 novembre 2002, Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati. Per quasi sette anni, ha testimoniato l'attenzione della Santa Sede a temi cruciali come la pace, i diritti essenziali della persona umana, lo sviluppo economico e sociale mondiale, e le questioni riguardanti l'area mediorientale e la realtà geopolitica del continente asiatico, contribuendo anche a rilanciare il dialogo tra israeliani e palestinesi.

In questo ruolo, Parolin è stato in prima linea negli sforzi vaticani per superare uno stallo con Israele riguardante l'accordo del 1993, che stabiliva relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Ha avuto maggiore successo nell'approvare e implementare il Trattato di Non Proliferazione Nucleare e nel cercare una soluzione diplomatica al programma nucleare iraniano. La sua accessibilità è stata particolarmente apprezzata in un momento in cui l'efficienza delle comunicazioni tra la Santa Sede e i diplomatici stranieri a Roma aveva raggiunto un punto critico. Ha anche contribuito a spianare la strada per l'instaurazione di relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Vietnam, e ha compiuto diversi viaggi in Corea del Nord nel tentativo di migliorare i rapporti.

Il 17 agosto 2009, Papa Benedetto XVI lo ha nominato Arcivescovo titolare di Acquapendente e Nunzio Apostolico in Venezuela. In Venezuela, l'arcivescovo Parolin ha dovuto guidare la Chiesa con attenzione negli ultimi e turbolenti anni della presidenza di Hugo Chávez, e affrontare la sua ostilità verso la Chiesa.

Mappa che illustra i paesi in cui il Cardinale Parolin ha svolto missioni diplomatiche

Segretario di Stato di Papa Francesco

Il 31 agosto 2013, Papa Francesco, poco dopo la sua elezione, lo ha nominato Segretario di Stato di Sua Santità, in sostituzione del Cardinale Tarcisio Bertone. Giunto in Vaticano il 16 novembre 2013, ha iniziato la sua missione il 18. Con i suoi cinquantotto anni, Parolin è stato il Segretario di Stato più giovane dopo il Cardinale Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII.

L'anno successivo, Papa Francesco lo ha aggregato al Collegio cardinalizio nel Concistoro del 22 febbraio 2014, e Parolin è diventato membro a pieno titolo del Consiglio dei Cardinali dal luglio 2014, un organismo che coadiuva il Papa nella riforma della Curia. Il 26 giugno 2018, è stato cooptato nell’Ordine dei Vescovi.

Visione e Riforme della Curia

Parolin è un fermo sostenitore delle ampie riforme della Chiesa promosse da Papa Francesco. Richiamando l'espressione latina Ecclesia semper reformanda, ha affermato che «la Chiesa ha sempre bisogno di riforma» e che «la Chiesa deve essere sempre riportata a forma propria». Nel 2013, in risposta a domande sulla riforma della Curia, dichiarò: «Spero davvero che ci sia una vera riforma dello spirito».

Nonostante abbia mantenuto un profilo pubblico discreto riguardo alla riforma della Curia Romana, Francesco ha fatto grande affidamento su di lui. Sotto la sua supervisione, la Segreteria di Stato ha riconquistato il proprio ruolo di guida e coordinamento della Curia Romana, agendo anche come una sorta di “regolatore” delle riforme di Papa Francesco, con Parolin che emette decreti Papali (rescripta) a nome del Papa per rendere più rapide le riforme.

Nel 2017, Papa Francesco ha riorganizzato la Segreteria di Stato istituendo una “Terza Sezione”, intesa a manifestare «l’attenzione e la vicinanza» del Papa nei confronti del personale diplomatico. Questa creazione ha esteso l’influenza di Parolin, permettendogli di esercitare un controllo più diretto su tutto il personale della Segreteria di Stato, consolidando il suo ruolo centrale nelle riforme.

Nel 2014, Parolin ha inviato una lettera a tutti i capi dei dicasteri vaticani, notificando l’immediata cessazione di nuove assunzioni, aumenti salariali e straordinari, nel tentativo urgente di ridurre i costi e compensare i deficit di bilancio.

Diplomazia e Mediazione Internazionale

Il Cardinale Parolin è particolarmente interessato alla mediazione dei conflitti. Per lui, «la ragione per cui la Santa Sede ha un corpo diplomatico è per adoperarsi per la pace» e la diplomazia vaticana «si occupa del bene comune dell’umanità», senza «interessi di potere, né politici, né economici, né ideologici».

Tra i suoi risultati più importanti come Segretario di Stato si annoverano:

  • Accordo provvisorio con la Cina: Sottoscritto il 22 settembre 2018 e più volte rinnovato, prevede che le nomine dei vescovi delle diocesi cinesi debbano essere approvate dall’autorità civile, ma che l’ultima parola spetti al Papa.
  • Ristabilimento delle relazioni USA-Cuba: Nel 2014, ha avuto un ruolo centrale nella mediazione tra Stati Uniti e Cuba per la fine dell'embargo.
  • Crisi in Venezuela: All’inizio del suo mandato, nel 2014, è stato chiamato a mediare i colloqui tra il governo del Presidente Nicolás Maduro e l’opposizione.
  • Guerra in Ucraina: Ha ripetutamente offerto la mediazione della Santa Sede per aiutare a risolvere il conflitto tra Ucraina e Russia. Nel 2022 si è recato a Kiev come rappresentante di Francesco e nel 2024 ha partecipato a una videoconferenza con il commissario ai diritti umani della Federazione russa per ottenere la liberazione di due preti ucraini.
  • Conflitto Israele-Hamas: Ha cercato spesso di mediare nel conflitto tra Israele e Hamas.
  • Guantánamo: Nel dicembre 2014, Parolin e il segretario di Stato americano John Kerry concordarono di trovare “soluzioni umanitarie adeguate” per i reclusi del centro di detenzione di Guantánamo, portando a una significativa riduzione del numero di prigionieri.

Il Cardinale italiano ha una visione della diplomazia vaticana che più di altre si avvicina a quella del Cardinale Agostino Casaroli, segretario di Stato vaticano durante la prima parte del pontificato di Giovanni Paolo II, adottando una strategia di collaborazione pragmatica attraverso il compromesso e la conciliazione, piuttosto che di confronto.

Il Racconto - La diplomazia vaticana

Posizioni su Riforme e Liturgia

Pietro Parolin ha espresso posizioni di relativa apertura a proposito delle riforme della Chiesa, non escludendo che si possano modificare le disposizioni sul celibato dei preti e ammettendo che la gestione ecclesiastica in futuro potrà basarsi su meccanismi più democratici. Non ha assunto una posizione esplicita sull’omosessualità e sulla dichiarazione Fiducia Supplicans del 2023, affermando che la Chiesa non rifiuta a priori il cambiamento, ma deve essere sempre fedele al dettato del Vangelo.

Riguardo alla liturgia, Parolin ha chiarito in privato di essere fermamente contrario alla liturgia tradizionale. Non solo ha sostenuto pienamente il motu proprio Traditionis Custodes del 2021, che ha imposto severe restrizioni alla Messa Tradizionale in Latino, ma ha avuto un “ruolo chiave” nella sua creazione. Considera il motu proprio come parte di un “ritorno al ‘vero’ Concilio” e lo collega ad altre riforme di Papa Francesco, come Amoris Laetitia. Ciò indica il suo allineamento con la visione di Papa Francesco per un’implementazione più completa di un’idea specifica del Vaticano II e riflette l’ecclesiologia del Cardinale, che vede il Concilio Vaticano II come centrale per un nuovo paradigma - una Chiesa pienamente globalizzata che incorpora diverse lingue ed estende la propria influenza oltre l’Europa. Secondo numerose fonti, avrebbe persino dichiarato: «Dobbiamo porre fine a questa Messa per sempre!» e lamentato che il Vetus Ordo fosse popolare tra i giovani e che gli istituti ex-Ecclesia Dei si rifiutassero di accettare il cambiamento. Nel giugno 2024, è emerso che il Cardinale Parolin starebbe sostenendo restrizioni ancora più severe, forse persino un divieto totale sulla Messa tradizionale.

Il "Papabile": Un Profilo di Compromesso

Oggi, il Cardinale Pietro Parolin è considerato tra i "papabili", in virtù delle sue eccezionali capacità diplomatiche e delle sue posizioni politiche, che potrebbero costituire un punto d'incontro tra cardinali progressisti e conservatori. Si tratta di un nome di continuità con Papa Francesco, con il quale c'era fiducia e collaborazione, ma anche di compromesso: troppo progressista per i conservatori, troppo conservatore per i progressisti. Se non dovesse esserci convergenza su altri nomi, il suo potrebbe essere quello capace di mettere d'accordo tutti.

Le sue posizioni politiche “intermedie” e il grande prestigio in Vaticano, unito alle sue capacità diplomatiche, lo rendono una figura molto utile in una fase storica caratterizzata da numerosi conflitti. Il suo carattere umile e riservato è spesso citato come un ulteriore elemento a suo favore. La sua profonda esperienza diplomatica, accumulata anche nei "confini del mondo" tanto cari a Papa Francesco, lo rende una figura nota a molti cardinali elettori.

Se fosse eletto, sarebbe il quarto Segretario di Stato ad ascendere al soglio pontificio; l’ultimo è stato Eugenio Pacelli, diventato Pio XII nel 1939. Sarà proprio lui a presiedere il Conclave, sostituendo il Decano e il Sottodecano, entrambi non elettori perché ultraottantenni.

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