Le prime pagine della stampa francese e internazionale hanno dedicato ampio spazio al disastro che ha colpito la cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Il lunedì 15 aprile ha segnato un giorno di tragedia e shock nazionale, con il cuore del monumento semidistrutto dalle fiamme. Una folla compatta e muta si è riversata lungo le rive della Senna, con gli occhi lucidi, per assistere all'evento. Molti, come una parigina di 58 anni, hanno visto in questo disastro un messaggio e un'opportunità per la Francia, sperando che il paese resti unito e costruisca invece di distruggere.
La Cronaca dell'Incendio: Dalle Prime Fiamme al Crollo della Guglia
L'incendio è scoppiato poco prima delle 19.00 di lunedì 15 aprile (le 18:50 ora locale) nell'attico di Notre-Dame, un luogo molto difficile da raggiungere, circondato da impalcature, nel cuore di un vasto progetto di ristrutturazione in corso dall'estate del 2018. Stando alle prime ipotesi, le fiamme si sono sviluppate nella parte centrale, tra il sottotetto e le impalcature.
Alle 18:20 (ora locale) all'interno della Cattedrale era in corso una funzione religiosa e, nonostante il suono dell'allarme, il parroco proseguì. Alle 18:43, tuttavia, i fedeli sono stati evacuati dopo il suono di un secondo allarme e alle 19:10 si è iniziata a formare una colonna di fumo. Nella mezz'ora seguente le fiamme hanno cominciato ad avvolgere il tetto e la guglia della cattedrale: proprio quest'ultima è collassata alle 19:50 circa. Circa un'ora più tardi la torre lignea centrale è collassata su sé stessa.

I vigili del fuoco, circa 400, sono riusciti a domarle solo all'alba del 16 aprile, dopo diverse ore in cui i parigini e il mondo intero hanno temuto di dover dire addio a uno dei monumenti simbolo della Francia. Il viceministro degli Interni Laurent Nuñez aveva ammesso in un certo momento: "Non siamo certi di poter salvare la cattedrale". Fortunatamente, la mattina seguente, ha dichiarato: "Il fuoco è diminuito di intensità. Possiamo pensare che la struttura di Notre Dame sia salva". Centinaia di vigili del fuoco sono intervenuti tra il 15 e il 16 aprile per estinguere l’incendio che ha devastato la cattedrale parigina, pompando acqua dalla Senna e utilizzando droni per cercare di capire dove avevano avuto origini le fiamme. Nelle prime ore, però, non sono riusciti a spegnere l'incendio perché le impalcature non permettevano loro di avvicinarsi e la presenza del legno aveva fatto sì che dopo 20 minuti le fiamme avessero già avvolto tutto il tetto. La proposta di utilizzare canadair, suggerita anche dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è stata esclusa perché il peso dell'acqua avrebbe rischiato di danneggiare ulteriormente la struttura.
Antonio Tajani sull'incendio di Notre Dame - Porta a porta 16/04/2019
I Danni e le Operazioni di Salvataggio
La torre nord è rimasta in piedi, ma la maggior parte del tetto è stata distrutta. La guglia - che sarebbe dovuta tornare al suo antico splendore dopo i lavori di restauro - è crollata. I critici temevano per i rosoni, ma quello a Nord sembra aver retto, mentre le vetrate, con le alte temperature, avrebbero potuto scoppiare. Sono state salvate, invece, tutte le statue dei dodici apostoli che nei giorni scorsi erano state trasportate in un deposito per via dei lavori di restauro. Nell'incidente, per fortuna, non ci sono state vittime, anche se un vigile del fuoco ha riportato diverse ustioni ed è stato portato in ospedale.
Le Indagini Sulle Cause dell'Incendio
Dopo aver esitato per diverse ore, la procura di Parigi ha aperto un'indagine per "disastro colposo causato da incendio", escludendo un movente criminale. Le indagini, affidate alla direzione regionale della polizia giudiziaria, si sono rivelate estremamente lunghe e delicate.
Secondo i primi elementi dell'indagine, al momento dell'inizio dell'incendio non sembra che ci fossero più operai sul luogo. Il blocco tenebroso aveva conquistato rapidamente l’immaginario e aveva avuto subito successo anche nelle grandi scenografie teatrali. L'incendio ha distrutto in gran parte questa sezione della cattedrale e non è stato facile trovare prove materiali per spiegare l'origine delle fiamme. L'ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l'incendio sia scoppiato per via dei lavori di restauro della guglia. I fedeli che nella serata di lunedì 15 aprile erano all'interno della cattedrale per la messa e per primi hanno visto le fiamme, hanno detto che a quell'ora gli operai erano già andati via. Si è sottolineata la necessità di verificare come fosse stato progettato il cantiere e quali misure antincendio fossero state adottate.

In 850 anni, Notre Dame non aveva mai preso fuoco. Il sottotetto, però, aveva una spina dorsale tutta in legno che, all'epoca, era stata costruita con le querce di un bosco di 24 ettari. La foresta, così come è soprannominata, poteva quindi costituire un fattore di rischio. Inizialmente, le indagini avevano puntato il dito contro gli operai che, stando alle ricostruzioni, avrebbero fumato sulle impalcature, gettando mozziconi di sigaretta. Ad oggi si ritiene che la causa principale sia legata ad alcune impalcature installate nel sottotetto: queste avrebbero inavvertitamente danneggiato il sistema che si occupava del movimento delle campane, causandone il cortocircuito e il conseguente incendio.
Allo stesso tempo, però, è stato evidenziato che la cattedrale non era dotata di un idoneo sistema antincendio. Al momento dell'incendio erano solo presenti dei rilevatori che, suonando, avrebbero attivato l'intervento dei pompieri, senza alcun sistema di spegnimento attivo delle fiamme. In più, come segnalato da alcuni dipendenti, questi sistemi vennero anche ricalibrati per suonare il meno possibile, dal momento che i falsi allarmi erano all'ordine del giorno: per questo motivo il loro squillo non venne preso sul serio fino a quando non furono visibili le fiamme e il fumo.
Esclusa la Pista Terroristica
Parigi è stata colpita da attentati terroristici in passato, ma l'incendio di Notre Dame, almeno per ora, non è stato considerato tale. Sebbene l'Isis abbia "festeggiato" la distruzione del monumento, non l'ha rivendicata. Non sembrano essere coinvolte nemmeno altre associazioni terroristiche, i cui esponenti si sono limitati a esprimere commenti come "un colpo al cuore dei crociati".
Un Simbolo Eterno: L'Importanza Storica e Culturale
Notre-Dame, la cattedrale che occupa il centro geografico della capitale francese, è un simbolo potente non solo della Francia ma anche dell'Europa. La sua costruzione, iniziata nel dodicesimo secolo in pieno gotico e terminata nel diciannovesimo secolo, ne ha fatto molto più di un monumento di pietra e legno: Notre-Dame è una costruzione tanto immaginaria quanto reale. La sua facciata, le sue torri, la guglia e i suoi doccioni ne hanno fatto un'icona riconoscibile a livello globale.

Il monumento parigino ha fatto da sfondo alla fantasia dei più grandi artisti. La sua oscurità, raccontata nel grande romanzo di Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, rivela una dimensione profetica dopo l'incendio che ha divorato l'edificio. La grande cattedrale appare anche in alcuni quadri leggendari, come l'Incoronazione di Napoleone di David. Anche Fëdor Dostoevskij ammirava Hugo e aveva fatto la prefazione alla versione russa di Notre-Dame de Paris, citando il suo desiderio di competere a sua volta con le più grandi opere. Notre-Dame ha svolto un ruolo essenziale nella storia della musica, per il suo ruolo nel consolidamento della polifonia.
Questo luogo sacro ha assistito a momenti cruciali della storia francese: Napoleone I vi è stato incoronato, e vi si sono svolti funerali di stato di presidenti come De Gaulle, Pompidou o Mitterrand, oltre a quelli delle vittime degli attacchi terroristici del 13 novembre 2015. È stato il luogo scelto per celebrare la liberazione di Parigi, il 26 agosto 1944, forse il momento più importante nella storia contemporanea della Francia. Ed è, naturalmente, un sito del patrimonio mondiale dell'Unesco. Parigi è nata su un'isola, il cui centro è occupato da Notre-Dame, e da lì è cresciuta, senza mai perdere la sua centralità.
La Reazione Nazionale e gli Sforzi di Ricostruzione
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha pronunciato un discorso in cui ha promesso che la cattedrale sarà ricostruita, in quanto i vigili del fuoco hanno dichiarato che i campanili rettangolari e la struttura dell'edificio erano stati salvati. Macron ha detto che il peggio è stato evitato grazie a centinaia di coraggiosi pompieri che hanno combattuto per ore e che hanno continuato a lavorare tutta la notte. "Notre-Dame è la nostra storia, la nostra letteratura, parte della nostra psiche, il luogo dei grandi eventi, l'epicentro delle nostre vite. Per questo stasera dico solennemente: la ricostruiremo insieme", ha dichiarato. "Abbiamo evitato il peggio grazie al coraggio dei pompieri, abbiamo salvato la struttura, la facciata", ha ribadito il presidente francese. "La ricostruiremo, tutti insieme, è quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita".

Dal mondo intero sono arrivate dichiarazioni di solidarietà. Già prima dell'incendio la cattedrale necessitava di essere restaurata e messa in sicurezza. Il portavoce del monumento André Finot aveva mostrato più volte pezzi di balconate, pinnacoli e teste di gargoyle che si erano rotte, per convincere lo stato ad intervenire. Secondo Michel Picaud, il presidente dell’associazione Friends of Notre Dame, i primi 3,8 milioni di euro erano stati stanziati a fine 2018, dando il via ai lavori di restauro della guglia. Oggi la cifra necessaria per la ricostruzione è molto più alta, anche se solo un sopralluogo nella cattedrale potrà stimare i danni definitivi.
A questo proposito, il miliardario francese Francois Pinault, fondatore del gruppo che controlla, tra gli altri, Gucci e Balenciaga, ha già donato 100 milioni di euro. La French Heritage Society ha lanciato una raccolta fondi sulla sua pagina web, e lo stesso hanno fatto altre persone sulla piattaforma di crowdfunding GoFundMe, dove si sono attivate numerose campagne. Il sindaco di Parigi ha chiesto anche l'aiuto degli investitori internazionali e ha convocato una "conferenza internazionale di donatori". Sui social, intanto, continuano ad arrivare messaggi di vicinanza accompagnati da un disegno che è già diventato un simbolo: Quasimodo, il gobbo di Notre Dame, che piangendo stringe a sé il monumento.
Il Percorso della Ricostruzione e il Futuro della Cattedrale
La ricostruzione è stata uno dei principali argomenti di dibattito già dai giorni successivi all'incendio, vista l'enorme importanza religiosa, artistica e turistica del luogo. Come confermato anche dal portale ufficiale, il progetto di restauro ha avuto una durata stimata di oltre 5 anni, coinvolgendo circa 1000 operai che hanno lavorato sia in loco che nei laboratori artigianali del Paese. Il grande Organo è tornato al suo posto, così come le vetrate e le ringhiere in ferro. Dal punto di vista della protezione dal fuoco, oltre ad aver previsto un più efficiente sistema di protezione incendio, oggi la struttura è anche monitorata internamente tramite un sistema di termocamere.
Dal 1163, anno dell'inizio della sua costruzione, Notre Dame ha sfidato incendi, rivoluzioni, devastazioni e saccheggi. La cattedrale, che era e tornerà ad essere il luogo in cui la Nazione francese si ritrova nei momenti di dolore e di esaltazione collettiva, nella solennità della sua oscurità illuminata dai colori delle vetrate, si è riaffermata come simbolo di coesione e resilienza.