La Cattedrale di Santiago de Compostela, celebre meta del Cammino di Santiago e patrimonio mondiale dell'UNESCO, custodisce al suo interno non solo secoli di storia e fede, ma anche magnifici organi a canne, testimoni silenziosi delle evoluzioni architettoniche e musicali della basilica. Questi strumenti, con la loro storia e le loro peculiarità, rappresentano una parte integrante del ricco patrimonio della cattedrale.
Contesto Storico e Posizionamento
Nel XVII secolo, il coro capitolare occupava una posizione centrale all'interno della basilica, formando un unico insieme armonico con gli organi e la cappella maggiore. Di questo vasto complesso, oggi restano solamente i due organi, posizionati ai lati della navata centrale. La loro presenza è documentata anche da un'importante commissione del 1709, quando l'organo situato sul lato opposto a quello esistente fu affidato a Miguel de Romay, un artista che avrebbe avuto un ruolo significativo nelle attività della basilica anche in epoche successive.
Le decorazioni barocche originali delle due casse d'organo furono scolpite proprio da Miguel Romay (nato a Forcarey -Pontevedra, c. 1670 e deceduto a Santiago de Compostela - La Coruña, c. 1745). La loro collocazione fu diretta dall'architetto A. Alfonsín (Santiago de Compostela - La Coruña, seconda metà del XVII secolo - ?, 1730 ?). Questi interventi conferirono agli strumenti l'imponente aspetto che ancora oggi li caratterizza.

Evoluzione e Interventi Successivi
Nel corso dei secoli, gli organi della Cattedrale di Santiago sono stati oggetto di continue cure e modifiche. Successivamente ai lavori iniziali, sullo strumento hanno operato altri famosi organari spagnoli, tra cui figure come Martínez de Montenegro, Ortega, Alaraz, i Machados e M. Questi interventi hanno assicurato la manutenzione e l'adattamento degli organi alle esigenze liturgiche e musicali dei tempi.
Caratteristiche Peculiari degli Organi Iberici: le Canne "en Chamade" e l'Arca degli Echi
Gli organi della Cattedrale di Santiago de Compostela, pur non essendo descritti in dettaglio in tutti i loro registri, mostrano caratteristiche tipiche della tradizione organaria iberica barocca. Una delle peculiarità più scenografiche e distintive è il posizionamento delle canne “en chamade”, che nel XVIII secolo era comune in Spagna e Portogallo. Queste canne, anziché essere disposte verticalmente all'interno della cassa, sporgono orizzontalmente dalla facciata dello strumento.
Oltre alle ance del coro come la Trompeta e il Clarín, si potevano trovare altri registri montati in questo modo, tra cui Bajoncillo, Chirimía e Dulzaina. La frase "en chamade" ha origine in Francia e il significato fa riferimento forse al suono di una tromba di un araldo medievale, evocando il timbro potente e squillante che queste canne producono.
Ci sono diverse ragioni per montare un'ancia orizzontalmente. La ragione più importante, probabilmente, è di tipo tonale: suonando direttamente in chiesa o in sala, un numero notevole di armoniche acute viene percepito con particolare chiarezza dall'ascoltatore, armoniche che altrimenti andrebbero perse per riflessione o assorbimento. Va notato che tutti questi vantaggi, ad eccezione dell'impatto visivo, possono essere ottenuti posizionando le ance all'interno della cassa, con un notevole risparmio di costi. Tuttavia, l'effetto estetico e sonoro delle chamade resta un marchio distintivo.

Un'altra caratteristica rilevante, spesso presente negli organi dell'epoca, è l'"arca degli echi". Inizialmente, nel 1659, questa "arca" poteva avere due o tre registri di tiple ed era posta in una cassa sopra l'organo maggiore. Con tale apparecchio si possono realizzare effetti di "crescendo" o "diminuendo", ossia la "sospensione", oltre che l'eco e il contro eco. Per questo dispone di una leva o un pedale.
Il termine "sospensione" è stato adottato dagli organari a causa dello stimolo originato dall'interesse e dalla sorpresa che produce nel nostro udito il va e vieni graduale del suono. Per conseguire questi effetti viene modificata l'apertura del coperchio dell'arca degli echi, potendo aprirsi questa di colpo tra un estremo e l'altro (creando effetti di "pianissimo" o "fortissimo") o variando gradualmente la sua apertura (per ottenere effetti di "crescendo" o "diminuendo").
Il Ruolo dell'Organista nella Basilica
Fin dai primi tempi, l'organista era una figura di riguardo all'interno della comunità ecclesiastica e della vita musicale della basilica. Il suo incarico era considerato il secondo per importanza dopo quello del maestro di cappella. La carica veniva assegnata attraverso un concorso pubblico e dopo una serie di impegnativi esercizi, a testimonianza dell'elevata professionalità e competenza richieste per ricoprire questo ruolo prestigioso.