La chiesa parrocchiale di Carrè ospita un significativo esemplare di organo, costruito da De Lorenzi, uno strumento di rara fattura che riveste un'importanza notevole nel panorama organario locale e oltre.
Storia e Peculiarità dell'Organo De Lorenzi a Carrè
L'organo De Lorenzi fu costruito nel 1875 e successivamente installato all’interno dell’attuale cassa decorativa, la quale in precedenza conteneva un organo preesistente. Questo strumento è considerato rarissimo, data la sua unicità: nella Diocesi di Verona, infatti, esiste un solo altro organo "De Lorenzi" con caratteristiche simili.

La sua imponente facciata è strutturata in 5 campate e presenta 35 canne di stagno. All'interno, lo strumento è ancora più complesso, con un totale di 1069 canne: la maggior parte di esse è in metallo, mentre le restanti sono in legno, contribuendo alla ricchezza timbrica dell'organo. La tastiera, composta da 58 tasti, è un capolavoro di ebanisteria, con tasti bianchi realizzati in avorio e tasti neri in ebano, e la sua estensione va dal DO 1 al LA 5.
Dettagli Costruttivi e Caratteristiche Tecniche
L'analisi degli organi storici rivela una serie di dettagli costruttivi affascinanti. Molte canne antiche, spesso realizzate in lega povera, mostrano una buona progressione dei suoni. È comune trovare canne di ben due provenienze diverse, caratterizzate da numerazioni distinte e talvolta fuse su sabbia.
Queste canne presentano spesso corpi e anime molto sottili, con sezioni cilindriche di misura stretta, capaci di produrre armoniche ricche e complesse. Durante gli interventi di recupero, in molti casi è stato possibile un recupero completo delle canne, a parte qualche eccezione (ad esempio, la prima canna). Altri elementi tecnici includono canne stagnate saldate su noci di piombo, linguette e grucce di ferro, tutte componenti essenziali per la produzione del suono.

La parte superiore dei corpi delle canne gioca un ruolo cruciale nella definizione del timbro. Tra i registri a pedale di particolare rilevanza, si segnala il Trombone al pedale di 10 piedi. Elementi come i crivelli, e talvolta le stampe tecniche originali, offrono preziose testimonianze delle tecniche costruttive dell'epoca.
La precisione nella taratura è fondamentale: la frequenza di accordatura è di 439,1 Hz a 23°C con una specifica umidità relativa (U.R.), e la pressione del vento si attesta a 63 mm in colonna d'acqua, valori che garantiscono l'emissione sonora desiderata.
L'Organo Storico della Chiesa della Beata Vergine a Cerea (La Cesolina)
Parallelamente all'organo di Carrè, un altro importante strumento storico si trova nella provincia di Verona: l'organo più antico di Cerea, situato nella chiesa dedicata alla Beata Vergine, nota come "la Cesolina". La sua consacrazione potrebbe risalire al 1774.

Nonostante la mancanza di poche canne, questo strumento è il meglio conservato nella sua integrità. La facciata del piccolo organo si distingue per il suo stile neoclassico, composta da 25 canne di stagno disposte a piramide. Al suo interno sono presenti altre 484 canne, che contribuiscono alla sua ricca sonorità.
Un Esempio di Organo Moderno: L'Opera di Piccinelli (1981)
Un altro esempio significativo nell'ambito della costruzione e restauro di organi è l'opera di Piccinelli di Padova, datata 1981. Questo strumento presenta caratteristiche distintive.

Il prospetto è realizzato in un'unica campata, con una cuspide centrale affiancata da ali laterali ascendenti. È formato da 23 canne in stagno, con il labbro superiore a mitria, appartenente al Principale 8. La canna maggiore è il Do1, e sia l'andamento delle bocche che il profilo planimetrico sono rettilinei.
La consolle è a finestra, con un sistema di trasmissione meccanica. È dotata di una tastiera originale, con la prima ottava corta, composta da 54 tasti e un'estensione dal Do1 al La5, ricoperta con materiali pregiati come osso ed ebano.
La pedaliera è a leggio, in sesta, e comprende 17+2 pedali, con un'estensione dal Do1 al Sol#2, per un totale di 12 note reali. Questa pedaliera è costantemente unita alla tastiera. Include inoltre un 18° pedale per la "Terza Mano" e un 19° pedale per il "Timballone"; i pedali cromatici non sono ricoperti.