La Preghiera sul Coraggio di Madre Teresa: "Tieni sempre presente"

Madre Teresa di Calcutta, Agnese Gonxha Bojaxhiu, nata il 26 agosto 1910 a Skopje, è stata la fondatrice della congregazione delle Missionarie della Carità. La sua vita, dedicata agli ultimi e ai più bisognosi, è un inno alla fede, alla carità e, non ultimo, al coraggio. Tra i numerosi testi e preghiere a lei attribuiti, uno in particolare, noto come "Tieni sempre presente", si erge come un potente messaggio di resilienza e forza interiore, esortando a vivere la vita con audacia e integrità.

L'Origine e il Contesto della Preghiera

Il testo di questa profonda riflessione rientra in un libro del genere di letteratura cristiana, pubblicato nel 1992. Il suo scopo è quello di raccogliere un gran numero di poesie, frasi, testi e, come dice il titolo stesso, preghiere di Madre Teresa. Quest'opera serve inoltre per rendere più forte il rapporto che si ha con la fede e per rivolgersi in qualsiasi momento a Dio grazie alle parole intense dell'ormai santa.

All'interno di quest'opera, una poesia in particolare ha toccato molte persone per la sua intensità: "Tieni sempre presente". La poesia si rivolge alle donne, esortando il loro spirito e la loro forza contro il tempo, ma il suo messaggio è universale e risuona profondamente in chiunque si trovi ad affrontare le sfide della vita.

"Tieni sempre presente": Il Testo Integrale

Ecco il testo che invita alla riflessione e al coraggio:

"Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni...
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d'arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando non potrai camminare veloce, cammina."

Ritratto di Madre Teresa di Calcutta con sfondo di persone bisognose

Il Profondo Messaggio di Coraggio e Resilienza

Questa poesia è caratterizzata da una forte profondità che mette in risalto il fatto che un giorno dovremo riscontrare l'evidenza fisica dei segni della vecchiaia. Tuttavia, secondo la santa, non bisogna preoccuparsene troppo, poiché ciò che conta è l'anima e la pura essenza di una persona.

Nei primi versi, Madre Teresa invita le persone a non crearsi problemi riguardo la loro bellezza e, soprattutto, il tempo che avanza, riconoscendo che i segni della vecchiaia un giorno appariranno. La poesia esorta a non lasciare che "si arrugginisca il ferro che c'è in te", un'immagine potente che sottolinea l'importanza di mantenere viva la propria forza interiore, la determinazione e la volontà di lottare, anche quando il corpo rallenta o gli altri si aspettano che si abbandoni.

Ciò che è importante non cambia mai: il coraggio, la bontà, la lealtà, la voglia di tentare e di mettersi in gioco. Questi sono valori che tutti condividiamo, indipendentemente dalla propria condizione, e rappresentano la vera essenza che il tempo non può scalfire. La riflessione dopo la lettura dell'opera è particolarmente consigliata, soprattutto per la nostra generazione che, a volte, sembra basarsi fondamentalmente su come una persona appaia agli occhi degli altri. Molti adolescenti, infatti, per i continui giudizi fondati sull'apparenza, si trovano a riscontrare problemi di insicurezza, bassa autostima o bullismo. Il messaggio di Madre Teresa invita a guardare oltre la superficie, a valorizzare lo spirito e a vivere con autenticità e rispetto per se stessi.

Madre Teresa di Calcutta: storia della suora dei poveri

Madre Teresa e la Filosofia della Vita

Madre Teresa di Calcutta ci ha lasciato non solo un'eredità di opere caritatevoli, ma anche un profondo insegnamento su come affrontare l'esistenza. La vita, un libro aperto traboccante di amori, gioie, dolori, sogni, speranze e sofferenze, contiene tutte le nostre vicende amare, belle, coinvolgenti, intriganti, ricche di colpi di scena come un film variopinto. I protagonisti siamo noi, simili alle brillanti stelle che adornano il cielo oppure ai caldi raggi del sole, oppure a una tempesta o a un uragano. La vita è un cammino lungo, tortuoso e ripido, che racchiude i nostri segreti, custodisce i nostri sogni alati, nati o ancora non nati.

La sua intera esistenza è stata la dimostrazione di come la vita sia una grande occasione che non va mai sprecata. Questa donna minuta, una madre coraggiosa e tenace che ha trascorso la sua lunga esistenza tra i poveri, i lebbrosi, i paralitici, gli amputati, le donne stuprate e sfregiate, ci ha lasciato un grande insegnamento:

  • La vita è bellezza, ammirala.
  • La vita è un’opportunità, coglila.
  • La vita è beatitudine, assaporala.
  • La vita è un sogno, fanne una realtà.
  • La vita è una sfida, affrontala.
  • La vita è un dovere, compilo.
  • La vita è un gioco, giocalo.
  • La vita è preziosa, abbine cura.
  • La vita è una ricchezza, conservala.
  • La vita è amore, donala.
  • La vita è un mistero, scoprilo.
  • La vita è promessa, adempila.
  • La vita è tristezza, superala.
  • La vita è un inno, cantalo.
  • La vita è una lotta, accettala.
  • La vita è un’avventura, rischiala.
  • La vita è felicità, meritala.
  • La vita è la vita, difendila.

La vita, dunque, va vissuta con gioia e gratitudine, superando gli odi e i rancori che ancor oggi ci separano, macchiando il libro della vita con il sangue degli innocenti, bambini o adulti, ebrei, cristiani e musulmani, e sporcandolo con l’odio, la violenza, l’ira, il pregiudizio, il razzismo e l’intolleranza.

L'Esempio di Vita di Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta, il cui nome di battesimo era Agnese Gonxha, era figlia di un droghiere albanese cattolico. Nel 1928 entrò nella congregazione delle Suore di Loreto (irlandesi) e venne inviata a Darjeeling, alle pendici dell'Himalaya. Nel 1948, dopo alcuni anni di insegnamento alla Saint Mary High School di Calcutta, le giunse l'autorizzazione da Roma, con la firma di papa Pio XII, a lasciare il convento; iniziò allora la sua opera mirata a salvare i poveri, assistere gli ammalati e gli emarginati.

Nell’arco di due anni, trovò un'umile abitazione per accogliere i bisognosi; nel 1950 ottenne dal Vaticano il permesso di creare la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Realizzò molti progetti benefici, tra cui la “città della pace” per i lebbrosi, destinata a ospitare 4000 famiglie di malati. Madre Teresa, con le sue opere pie e caritatevoli, ha salvato la vita di migliaia di persone, ha accolto e curato nei suoi centri moltissimi poveri, senza distinguere tra Hindu, Sik, cristiani, ebrei o musulmani. Non ha mai chiesto loro la carta d’identità, né le origini né l’appartenenza culturale, etnica o religiosa. Ha invece cercato, in chi aveva dinanzi, il fratello o la sorella da aiutare e salvare.

A tale proposito, un'altra delle sue preghiere recita:

“Signore amatissimo, fa' ch'io possa vederti oggi e ogni giorno nella persona dei tuoi malati, e servirti curandoli.
Se ti nascondi sotto la figura sgradevole del collerico, dello scontento, dell'arrogante, fa' ch'io possa ancora riconoscer-ti e dire: "Gesù, mio paziente, quanto è dolce servirti.
Signore, dammi questa fede che vede chiaro, e allora il mio compito non sarà mai monotono, sempre la gioia zampillerà quando mi presterò ai capricci e risponderò ai desideri di tutti i poveri sofferenti...
O Dio, poiché sei Gesù il mio paziente, degnati anche di essere per me un Gesù che ha pazienza, indulgente con i miei errori e che tiene conto dell'intenzione, perché la mia intenzione è di amarti e di servirti nella persona di ogni tuo malato.”

Per questi nobili e impareggiabili atti di umanità, amore e sacrificio, nel 1979 Madre Teresa di Calcutta ricevette con umiltà il Prestigioso Premio Balzan e l’ambito Premio Nobel per la Pace, e nel 1989 venne proclamata all’unanimità Donna dell’Anno. Oggi, i suoi centri di assistenza si trovano in tutti e cinque i continenti, testimoniando un'eredità di amore e servizio senza confini. In India sono presenti 150 centri, 52 nelle Americhe, in Europa 40, in Asia 30 e in Africa 31. Altre case si trovano nei Paesi dell’Est, a Zagabria e in Russia. Madre Teresa morì da povera tra i più poveri della terra il 5 settembre 1997 a Calcutta. Il 19 ottobre 2003, Giovanni Paolo II la proclamò “beata”.

Agli irresponsabili che commettono violenze ricordo che:

  • Chi ha ucciso un solo bambino ha ucciso tutta l'Umanità,
  • Chi ha calpestato o maledetto un solo bambino, ha spento tutte le candele dell'Amore di Dio nel suo cuore.
  • Chi ha violentato una sola ragazza inerme, ha rabbuiato il cielo, il mondo intero.

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