La Chiesa cattolica custodisce una profonda fede nel mistero della consacrazione, il momento culminante della Messa in cui, attraverso le parole pronunciate dal sacerdote e per il potere dello Spirito Santo, il pane e il vino vengono trasformati nel Corpo, nel Sangue e nella Divinità di Gesù Cristo. Sebbene questo atto sacramentale sia di breve durata, i fedeli presenti sono invitati a compiere un silenzioso atto d'amore e adorazione verso Dio.
Le parole di una preghiera tradizionale riflettono questo sentimento:
“Ave, Vittima di salvezza! Re eterno! Verbo incarnato, sacrificato per me e per tutta l’umanità! Ave, prezioso Sangue del Figlio di Dio! Ave, sacra carne, lacerata con chiodi, trafitta da una lancia e sanguinante su una croce per noi poveri peccatori! O straordinaria bontà, o amore infinito! Fa’ che quel tenero amore interceda ora per me! Fa’ che tutte le mie iniquità vengano cancellate, e che il mio nome venga scritto nel libro della vita! Credo in te; spero in te; ti amo. Ave, sacro sangue che scorre dalle ferite di Gesù Cristo e che lava via i peccati del mondo! Pulisci, santifica e preserva la mia anima, nulla possa separarmi da te! Guarda, eterno Padre, il tuo santo Gesù, guarda il volto del tuo Cristo, nel quale ti sei compiaciuto. Ascolta la voce del suo sangue che grida a te, non per vendetta, ma per perdono e misericordia.”
Questo invito alla contemplazione divina sottolinea l'importanza di alzare lo sguardo e guardare il Signore risorto, offrendogli amore e adorazione in quel momento sacro.
Il cuore della preghiera eucaristica: l'istituzione e l'elevazione
Al centro della preghiera eucaristica si trova il racconto dell'istituzione, le parole pronunciate da Gesù che consacrano il pane nel suo vero Corpo offerto in sacrificio e il vino nel suo vero Sangue versato in remissione dei peccati. La liturgia post-conciliare, pur recuperando pienamente l'unità celebrativa della preghiera eucaristica, ha mantenuto l'interruzione rituale dell'elevazione del pane e del vino consacrati, una consuetudine che caratterizza la liturgia eucaristica latina almeno dalla fine del XII secolo.

I significati dell'elevazione dopo la consacrazione
L'elevazione del pane e del vino dopo la consacrazione racchiude molteplici significati, che guidano i fedeli in un profondo cammino spirituale:
Invito alla fede e all'adorazione
Mentre gli occhi scorgono ancora i segni sacramentali del pane e del vino, la fede permette di aderire intimamente alle parole di Gesù. Questo porta a riconoscere la vera realtà del cibo e della bevanda consacrati, disponendo i fedeli a «onorare con profonda venerazione il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo Signore». L'invito, spesso segnalato dal suono di una campana, è a partecipare in ginocchio a questo momento cruciale, esprimendo con la postura del corpo un profondo raccoglimento interiore e un sincero atto di adorazione.
Il silenzio sacro della consacrazione
La norma liturgica prescrive che questo momento si svolga nel più rigoroso silenzio, senza invocazioni ad alta voce o suoni di strumenti. Un'eccezione è prevista per le Messe con i fanciulli, dove a scopo pedagogico è concessa la facoltà di intervenire con parole come: «È il Signore Gesù! Si offre per noi!».
Preparazione al banchetto eucaristico
Il pane e il vino consacrati, visti con gli occhi della fede come sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, sono destinati a diventare cibo spirituale che nutre e disseta l'uomo. Le parole «Prendete e mangiatene tutti»; «prendete e bevetene tutti» preannunciano la comunione. Pertanto, la duplice elevazione dopo la consacrazione segna, per ogni fedele, l'inizio della preparazione alla comunione, un momento di attesa e di profonda unione con Cristo.
Preghiere e invocazioni legate alla Consacrazione
La liturgia e la devozione cattolica includono diverse preghiere e invocazioni che accompagnano e approfondiscono il mistero della Consacrazione e la partecipazione all'Eucaristia. Queste formule esprimono la fede nella presenza reale di Cristo e il desiderio di unirsi a Lui.
Invocazioni a Gesù e alla Vergine Maria
Le preghiere spesso invocano la misericordia divina, chiedendo il perdono dei peccati e la protezione contro le insidie del male. Si elevano suppliche alla Vergine Maria, definita "Vita, dolcezza e speranza nostra", rifugio degli esuli figli di Eva.
Particolarmente toccante è l'invocazione:
“O dulcis Virgo Maria! Affinché diventiamo degni delle promesse del Cristo.”
La Preghiera Eucaristica
Esistono diverse Preghiere Eucaristiche, ognuna con una sua specificità, ma tutte accomunate dall'intento di offrire al Padre, nello Spirito Santo, la vittima immacolata. Esse includono:
- L'epiclesi: l'invocazione allo Spirito Santo affinché santifichi i doni.
- Il racconto dell'istituzione: le parole con cui il pane diventa Corpo e il vino diventa Sangue.
- L'anamnesi: il ricordo della passione, morte e risurrezione di Cristo.
- L'oblazione: l'offerta del sacrificio al Padre.
- Le intercessioni: per la Chiesa, il Papa, il Vescovo, i fedeli, i defunti e il mondo intero.
Un momento centrale è l'acclamazione del Santo, in cui l'assemblea si unisce alle creature celesti nel cantare:
“Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore.”
La Preghiera dopo la Comunione
Dopo aver ricevuto l'Eucaristia, il sacerdote recita la preghiera dopo la Comunione, in cui ringrazia Dio per il dono ricevuto e chiede che esso porti frutti spirituali duraturi. L'assemblea risponde con un convinto "Amen".
EUCARISTIA - Vangelo e catechesi, in parole povere
La Preghiera dell'Anima Christi
La preghiera "Anima Christi" è una devozione molto diffusa che esprime il desiderio di essere santificati dal Corpo e dal Sangue di Cristo, protetti dalla sua Passione e uniti a Lui per sempre.
“Anima Christi, sanctifica me.
Corpus Christi, salva me.
Sanguis Christi, inebria me.
Aqua lateris Christi, lava me.
Passio Christi, conforta me.
O bone Iesu, exaudi me.
In vulnus tuis absconde me.
Ne permittas a te me separari.
Ab hoste maligno defende me.
In hora mortis meae voca me.
Et cum sanctis tuis lauda me.
In saecula saeculorum. Amen.”
Questa preghiera riassume il desiderio di una profonda unione con Cristo, chiedendo che la sua presenza trasformi l'intera esistenza del fedele.