La storia degli orfanotrofi e delle istituzioni assistenziali nella provincia di Savona, in particolare ad Altare e nella stessa Savona, è complessa e affonda le radici in secoli di impegno comunitario e filantropico. Le vicende di queste strutture, attive per supportare i più vulnerabili, hanno visto evoluzioni significative nel tempo, influenzando il tessuto sociale locale anche nel periodo degli anni '50.
Le Istituzioni Assistenziali ad Altare
Ad Altare, le origini delle istituzioni assistenziali per l'infanzia sono legate a figure di spicco che hanno contribuito alla loro fondazione e sviluppo. Una di queste figure nacque a Cairo Montenotte (SV) il 4 febbraio 1862 da un maniscalco e da una sarta, figlio primogenito di altri sette.
L'Asilo Infantile e le sue Evoluzioni Storiche
Un'importante istituzione fu l'“Asilo Infantile di Altare”, aperto nel 1891. Questa struttura fu in seguito rinominata “Asilo Mons. Bertolotti” nel 1899, quando venne elevato a Ente Morale per decreto di re Umberto I.
Accanto a questo, un secondo stabilimento fu edificato a partire dal 1897 ed inaugurato in pompa magna nel 1901. Queste due costruzioni, poste una di fronte all’altra, sono ancora oggi visibili e hanno assunto diverse destinazioni nel corso dei decenni. A partire dagli anni ‘90, la prima è diventata sede di una casa di riposo, mentre la seconda ospita il Museo del Vetro.

L'Ospizio dei Poveri e l'Orfanotrofio di Nostra Signora di Misericordia a Savona
A Savona, la storia dell'assistenza ai poveri e agli orfani è strettamente legata al Santuario di Nostra Signora di Misericordia, con una cronologia che risale a diversi secoli fa.
Origini e Sviluppo Iniziale (XVI-XVIII Secolo)
L’origine dell'Ospizio dei poveri presso il Santuario di N.S. di Misericordia è connessa all’apparizione della Vergine della Misericordia il 18 marzo 1536 al contadino Antonio Botta nella valle di San Bernardo a Savona.
Con decreto del 21 aprile 1536 del rev. Bartolomeo Zabrera, vicario generale del cardinale Agostino Spinola vescovo di Savona, fu concessa ai savonesi la costruzione di un oratorio nella località del miracolo. Successivamente, con deliberazione del Consiglio grande della città del 24 luglio 1536, furono date disposizioni per l'edificazione non solo dell'oratorio ma anche di un ospizio per i poveri e per i pellegrini in visita al santuario. Il santuario e il primo ospizio sorsero quasi contemporaneamente.
Il pontefice Paolo III, con bolla del 3 agosto 1537, concesse al Comune il pieno e assoluto giuspatronato del Santuario e dell'ospizio, con facoltà di ricevere, amministrare ed erogare le elargizioni, i lasciti e le elemosine per l'assistenza ai poveri. Nel 1538 il Consiglio nominò alcuni deputati per prendere possesso, a nome del Comune, della chiesa, dell'ospizio e dei relativi beni. Il Comune continuò ad amministrare il Santuario senza interruzioni, fino alla caduta della Repubblica democratica ligure e all'annessione della Liguria all'impero francese nel 1805.

Riforme e Strutturazione nel XIX Secolo
Il 1806 vide una significativa riorganizzazione amministrativa quando il Prefetto del Dipartimento di Montenotte pose l'Ospedale S. Paolo e l'Ospizio dei poveri di N.S. di Misericordia sotto un'unica amministrazione, denominata Commissione amministrativa degli Ospizi di Savona, la cui nomina era attribuita al Governo. I due ospedali tornarono a essere posti sotto due amministrazioni distinte nel 1898.
In base allo statuto organico, approvato in quell’anno, l’opera pia comprendeva due distinti stabilimenti: l'ospizio propriamente detto e l'orfanotrofio. Questo passaggio è cruciale per comprendere la specifica evoluzione dell'assistenza all'infanzia orfana all'interno di un'istituzione più ampia.
L'Evoluzione nel XX e XXI Secolo e il Contesto degli Anni '50
Nel corso del XX secolo, e in particolare nel periodo che include gli anni '50, le istituzioni assistenziali come l'orfanotrofio di Savona hanno continuato a svolgere un ruolo fondamentale nella società. Sebbene il testo non fornisca dettagli specifici sulle attività dirette degli orfanotrofi negli anni '50, esso delinea il quadro istituzionale in cui operavano e la loro successiva evoluzione.
Un'importante trasformazione avvenne nel 1964, quando l’opera pia divenne Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (IPAB), ai sensi della l. 17 lug. 1890 n. 6972, assumendo la denominazione “Opere Sociali di Nostra Signora di Misericordia”. Questa modifica legislativa e denominativa rifletteva un'evoluzione nel modo in cui lo stato e le comunità gestivano il welfare e l'assistenza, definendo il contesto anche per il decennio precedente.
Più recentemente, nel 2003, l’IPAB si è trasformata in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP) Opere Sociali di N.S. di Misericordia, dotandosi di un nuovo Statuto approvato dalla Giunta regionale, consolidando ulteriormente la sua funzione di ente erogatore di servizi sociali.