L'Oratorio Don Tonino Bello a Squinzano rappresenta un importante punto di riferimento per la comunità, incarnando i valori di accoglienza, pace e riscatto sociale promossi dal suo illustre ispiratore, il Venerabile Antonio Bello. La sua storia è legata alla trasformazione di un bene confiscato e alla costante attività di associazioni e volontari che ne animano lo spazio.
L'Oratorio di Squinzano: Da Bene Confiscato a Centro di Comunità
Tra i numerosi beni confiscati sparsi sul territorio nazionale, restituiti alla collettività e gestiti dall'Associazione Libera per promuovere campi estivi di formazione e lavoro, si annovera anche l'ex Centro Sportivo “San Vito” di Squinzano, oggi rinominato Oratorio “don Tonino Bello”. Questo spazio sociale, situato in via Goldoni, è un esempio tangibile di come un bene sottratto alla criminalità possa diventare un motore di legalità e aggregazione.
Attività e Iniziative dell'Oratorio
L'Oratorio Don Tonino Bello è un fulcro di attività educative, ludiche e formative. Tra le iniziative più significative si annoverano:
- E!State Liberi!: Un programma di campi estivi che coinvolge giovani dai 18 ai 35 anni, provenienti da diverse regioni, per affrontare temi cruciali legati alla legalità e alla cittadinanza attiva. Dal 27 agosto al 2 settembre 2018, diciassette giovani provenienti da Puglia e Lombardia hanno preso parte a incontri e attività incentrate su:
- Accoglienza e Ambientamento
- Dal bene confiscato al bene comune: la legge 109/96
- Mafie ed ecomafie: storia ed evoluzione della Sacra Corona Unita
- Costituzione e cittadinanza: la formazione per una cultura libera dalle mafie
- La memoria delle vittime innocenti di mafia
- Legami e corresponsabilità
- Restituzione e impegno civico
- La “Partita del Buongiorno”: Un'iniziativa che ha riscosso grande successo nei primi tempi dall'apertura dell'Oratorio e che è stata riproposta con entusiasmo. Questa partita è aperta a ragazzi interni ed esterni all'Oratorio, a intere famiglie e anche ad altri Oratori e gruppi di ragazzi provenienti, ad esempio, da Cellino San Marco e San Pietro Vernotico. L'obiettivo è garantire quella condivisione esterna perseguita e voluta da chi si occupa quotidianamente e con costanza dello spazio sociale.
Queste attività evidenziano l'impegno costante dello staff e del gruppo di persone che gestiscono l'Oratorio, trasformandolo in un luogo di incontro, formazione e crescita per la gioventù e l'intera comunità.

Don Tonino Bello: Il Pastore Profeta di Pace e la Sua Eredità
L'Oratorio di Squinzano prende il nome da Antonio Bello, comunemente conosciuto come don Tonino, una figura di riferimento per la Chiesa e la società civile italiana. La sua vita e il suo ministero sono stati un esempio di dedizione agli ultimi, di impegno per la pace e di profonda spiritualità.
Nascita, Formazione e Sacerdozio
Antonio Bello nasce ad Alessano, nel "sud del sud" del Salento, il 18 marzo 1935. La sua infanzia, segnata da fame e incertezze, e la prematura scomparsa del padre e dei fratelli durante la guerra, plasmano il suo animo e alimentano in lui un profondo desiderio di pace. Già da bambino, la sua intelligenza e bontà non sfuggono al Parroco don Carlo Palese, che gli propone la vita del seminario. Dopo il seminario di Ugento, si distingue in quello di Molfetta e prosegue gli studi a Bologna presso il seminario ONARMO (Opera di Assistenza Religiosa e Morale degli Operai), dove approfondisce il pensiero sociale della Chiesa, la storia del movimento sindacale e frequenta le fabbriche, leggendo il Vangelo con gli operai, in un percorso formativo che lui stesso definirà una "vera rivoluzione formativa".
Il 7 luglio 1957, a Montesardo, don Tonino riceve il diaconato e l'8 dicembre dello stesso anno è ordinato presbitero nella sua Alessano da Mons. Ruotolo. Dopo il conseguimento della Licenza alla Facoltà teologica di Milano nel 1958, si trasferisce a Ugento, dove per diciotto anni ricopre ruoli di insegnante, prefetto, vice rettore e infine rettore del seminario, mettendo in luce le sue eccezionali capacità educative e pastorali.

Il Concilio Vaticano II e le Prime Missioni Pastorali
Nel 1962, don Tonino accompagna Mons. Ruotolo a Roma per il Concilio Vaticano II, di cui diventa teologo personale. L'aria di rinnovamento conciliare condizionerà profondamente la sua già ricca cultura pastorale. Successivamente, si impegna attivamente per applicare gli insegnamenti del Concilio nella diocesi di Ugento. Nonostante la nomina a "monsignore" a soli ventotto anni, egli preferisce continuare a farsi chiamare "don" Tonino, anche dopo l'episcopato, a sottolineare la sua vicinanza alla gente. Durante gli anni a Roma, si laurea in Teologia all'Università Lateranense nel 1965.
Oltre all'impegno teologico e pastorale, don Tonino dimostra una grande passione per lo sport, ottenendo il patentino di arbitro di calcio e fondando una squadra di pallavolo del seminario che raggiunge risultati importanti a livello nazionale.
Nel 1978, lascia il seminario per diventare amministratore parrocchiale del "Sacro Cuore di Ugento", dove ricostituisce il Consiglio parrocchiale, dedica attenzione al canto sacro e alla preparazione delle letture domenicali, e si distingue per la sua capacità di conoscere e chiamare per nome ogni parrocchiano. Nel 1979, è eletto parroco della "Natività di Maria" a Tricase, dove in soli tre anni "rivoluziona" il paese con il suo impegno dinamico e innovatore, attirando folle alle sue omelie, talvolta usate per lanciare "sferzate" ai politici locali.
L'Episcopato a Molfetta e l'Impegno per la Pace
Dopo aver declinato per due volte la nomina a vescovo per non lasciare Tricase e la sua anziana madre, il 10 agosto 1982 don Tonino accetta la terza proposta e viene nominato vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, e successivamente anche di Ruvo di Puglia. La sua consacrazione episcopale avviene a Tricase il 30 ottobre, seguita dall'incontro con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che rimane colpito dalla sua semplicità e dalla croce pettorale in legno, simbolo della sua umiltà e della sua scelta di stare dalla parte degli ultimi.
Il 21 novembre 1982, festa della Presentazione di Maria al Tempio, don Tonino fa il suo ingresso nella diocesi di Molfetta. La sua omelia d'ingresso rivela subito la sua visione di una Chiesa "in uscita" e vicina al popolo.
Nel 1985, don Tonino viene nominato Presidente nazionale di Pax Christi, diventando un "profeta di giustizia sulle vie della pace" fino all'ultimo respiro. La malattia lo colpisce improvvisamente, ma non gli impedisce di partecipare, nel dicembre 1992, alla "Marcia dei 500" pacifisti a Sarajevo, città assediata, testimoniando il suo coraggio e la sua incrollabile fede nella pace. Muore a Molfetta il 20 aprile 1993, lasciando una vasta eredità spirituale. Il suo corpo riposa nel cimitero di Alessano.

L'Eredità e le Celebrazioni
L'eredità di don Tonino Bello continua a vivere attraverso numerose iniziative. L'11 aprile 2017, la Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede ha ufficialmente eretto l’ISSR Metropolitano Don Tonino Bello di Lecce, un istituto che per nove anni ha offerto percorsi di laurea per approfondire il rapporto tra fede e cultura, formando persone che oggi portano questi valori in scuole, parrocchie e comunità.
Tra gli eventi celebrativi del suo 90° compleanno, sabato 22 marzo 2025, sarà presentato per la prima volta nella Cattedrale Santa Maria Assunta in Molfetta l’Oratorio sacro dal titolo “Testimone dell’Amore”. Questo genere musicale antichissimo, scelto per descrivere i temi cari a don Tonino quali la Santissima Trinità, la Chiesa, gli ultimi, Maria, la pace, i giovani e la convivialità, è nato da un'idea del maestro Nicola Petruzzella, subito dopo la promulgazione del decreto di venerabilità del Pastore, il 25 novembre 2021. I testi sono stati curati da don Michele Amorosini, direttore dell’Ufficio Beni Culturali e del Museo Diocesano, selezionando tra gli autografi di don Tonino e realizzandone di nuovi. Durante la serata si esibiranno il soprano Monica Paciolla, il baritono Emanuel Gatta, le voci recitanti Stanislao Lasorsa, Graziana Marchionna, Stefano Siciliano con l’Orchestra Luigi Capotorti e i cori “Luigi Capotorti” e “Harmonia Mundi”.