Giuseppe Cutrone e il Cinema Piccolo di Santo Spirito: una storia di comunità e passione

Nascosto in una stradina di appena due isolati, a cinquanta metri dal mare e ad altri cinquanta dalla chiesa, tra le case basse del paese di Santo Spirito - inglobato dalla città di Bari nel suo processo di espansione metropolitana - sorge il Cinema Piccolo. Piccolo di nome e di fatto, un luogo periferico ma non marginale.

Insegna del Cinema Piccolo di Santo Spirito

La nascita di un progetto: l'arrivo di Don Cutrone

La storia del Piccolo è raccontata da Don Peppino Cutrone, il parroco del paese, un uomo concreto dai modi a volte ruvidi, ma fermamente convinto della necessità di rimboccarsi le maniche per offrire alla comunità uno spazio vitale. La sua avventura inizia tredici anni fa, quando Don Cutrone giunge a Santo Spirito e scopre la sala cinematografica pressoché inutilizzata.

Spinto da una passione personale per il cinema e da esperienze pregresse, incoraggiato dai giovani della parrocchia e sostenuto da alcuni amici, tra cui un ingegnere, si decide di intraprendere la rischiosa ma necessaria ristrutturazione dello spazio. L'obiettivo era trasformarlo in quello che è oggi: una sala cinematografica moderna, accogliente, dotata di tecnologie all'avanguardia che permettono una programmazione continua e versatile.

Le sfide continue del Cinema Piccolo

Secondo Don Cutrone, ciò che contraddistingue la storia del Cinema Piccolo è la sfida continua che lo anima fin dalle origini. Inizialmente, la sfida era quella di riuscire a creare una sala cinematografica "vera". Successivamente, si è posta la necessità di affermarsi come un'alternativa credibile nel panorama dell'offerta cinematografica cittadina.

Altre sfide importanti sono state il superamento dei pregiudizi diffusi riguardo alla matrice cattolica della programmazione e, infine, la trasformazione del Piccolo in un luogo di incontro aperto a 360 gradi e di confronto tra persone.

Interno del Cinema Piccolo con pubblico

Il cuore del Piccolo: i giovani volontari

La storia del Cinema Piccolo di Bari, sottolinea Don Cutrone, è intrinsecamente legata alla storia delle persone che vi hanno lavorato. La sua crescita è parallelamente cresciuta con quella dei ragazzi della parrocchia, che oggi dedicano il loro tempo e il loro carisma alla gestione della sala.

C'è chi si occupa dell'organizzazione, chi dei cineforum con le scuole, chi della parte tecnica e tecnologica, chi della presenza online e chi della gestione del bar. Sono circa dieci giovani volontari a cui il Cinema Piccolo deve la sua esistenza. Grazie al loro impegno, il Piccolo ha ampliato il suo raggio d'azione, evolvendosi da cinema parrocchiale a cinema di tutti.

Questo significa anche saper stare sul mercato con un'identità ben definita, che viene progressivamente riconosciuta e apprezzata dal pubblico. Il clima accogliente e una programmazione che non scende a compromessi commerciali, ma mira a offrire un contributo alla riflessione culturale della comunità, sono i tratti distintivi del Piccolo.

Un luogo di incontro e confronto

La sala diventa così non solo un punto d'incontro per persone con idee differenti, ma anche uno strumento di provocazione culturale. L'obiettivo è incrinare la mentalità secondo cui la fede sia un fatto strettamente privato, restituendole piuttosto lo status di un punto di vista originale, capace di favorire l'incontro autentico tra le persone.

Se si consultano i quotidiani locali, si parla con giornalisti, universitari, docenti o cinefili che influenzano l'opinione pubblica barese, è evidente che il Piccolo ha vinto la sua battaglia, guadagnandosi il riconoscimento di cinema d'essai credibile e accreditato.

Riconoscimenti e collaborazioni

Un segnale importante di questo successo è stato l'affidamento dei cineforum dello storico Cinema ABC di Bari, una vera istituzione per l'intellighenzia cittadina, proprio al team di giovani volontari di Don Cutrone. Inoltre, l'ingresso del Piccolo nel Circuito d'Autore della Apulia Film Commission, che comprende venti sale, di cui quasi un quarto sono "Sale della Comunità", testimonia ulteriormente le potenzialità della sala e la dedizione delle persone che la animano.

Questi successi, spesso sottostimati nel contesto di una provincia del sud, dimostrano la capacità di creare qualcosa di speciale anche in contesti difficili.

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Le iniziative del Cinema Piccolo

Paola, volontaria responsabile dei cineforum con le scuole, e Rosalba, responsabile di contabilità e logistica, raccontano delle numerose iniziative che caratterizzano l'attività del Piccolo da diversi anni.

Cinescuola

Giunta alla sua 13ª edizione, questa iniziativa propone una rassegna cinematografica pensata appositamente per gli studenti, dalle scuole materne alle superiori. L'obiettivo è guidarli nella riflessione sui temi dei film e sul linguaggio cinematografico attraverso dibattiti in sala e approfondimenti in classe, avvalendosi di materiale fornito ai docenti.

  • Per l'anno 2010-11, la rassegna si è estesa anche al Cinema ABC di Bari, coordinata dal Piccolo Principe (Circolo Ancci), ovvero dai volontari del Cinema Piccolo.
  • Bacino d'utenza: scuole provenienti da tutta la provincia.
  • Scuole coinvolte: 30.
  • Proiezioni previste: 100.
  • Presenze registrate nelle edizioni precedenti: dalle 6.000 alle 12.000.
  • Punto di forza: la fidelizzazione dei partecipanti grazie al rapporto di stima che si instaura con gli insegnanti.

Premio David Giovani

Il Piccolo ha aderito al progetto di Agiscuola, offrendo a una giuria di 100 studenti di Bari e dintorni la possibilità di votare il film vincitore del David Giovani nell'ambito del Premio David di Donatello. Una commissione regionale seleziona le migliori recensioni e premia gli autori con la partecipazione alla giuria del Leoncino d'oro di Venezia e a un corso Agis a Roma. È motivo di orgoglio per il Piccolo che, per due anni consecutivi, i ragazzi premiati provenissero proprio dalla giuria della sala barese.

Rassegna estiva

Durante l'estate, vengono proposti titoli della stagione invernale che non hanno avuto proiezioni al Piccolo. Inoltre, una volta a settimana, viene offerta la proiezione di opere liriche.

  • La localizzazione geografica della sala, situata in un paese di mare meta di vacanze per molti, unita al comfort offerto (come l'aria condizionata), contribuisce a registrare una discreta affluenza anche durante il periodo estivo.

L'Opera

Aderendo al circuito Microcinema, il Piccolo propone una volta al mese la trasmissione di un'opera lirica, spesso in diretta. Queste serate vengono arricchite da buffet, ampliando l'offerta cinematografica standard.

  • L'evento caratterizza il profilo della sala, risponde a un bisogno non soddisfatto nel contesto di riferimento e individua una specifica fetta di pubblico.

Prime nazionali alla presenza dei registi

Un'abitudine inaugurata con il film "Radiofreccia" di Luciano Ligabue, la sala organizza frequentemente anteprime nazionali con la presenza del regista. Questo offre al pubblico l'opportunità unica di interagire direttamente con gli autori.

Volontari del Cinema Piccolo durante un evento

Un nuovo incarico per Don Marino Cutrone a Bitonto

Un evento significativo, seppur distinto dalla storia del Cinema Piccolo, riguarda la nomina di un altro sacerdote con lo stesso cognome, Don Marino Cutrone, come nuovo parroco della Cattedrale di Bitonto. La cerimonia di inizio del suo ministero si è svolta il 30 ottobre 2022, presieduta dall'arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, Mons. Giuseppe Satriano.

Don Marino Cutrone, nato a Palo del Colle nel 1961, è stato ordinato presbitero il 12 settembre 1987. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi, tra cui vice direttore del Seminario di Bari, parroco della chiesa San Sabino di Bari, vicario zonale, consigliere ecclesiastico provinciale e diocesano della Coldiretti, parroco-priore della chiesa San Nicola di Toritto e padre spirituale di nove confraternite.

Durante la cerimonia, Don Marino Cutrone ha espresso la sua emozione e la sua volontà di guidare la nuova comunità con spirito di comunione. Il teologo prof. Giuseppe Cannito ha elogiato Don Marino Cutrone, definendolo un sacerdote dotato di un carisma evangelico lungimirante e stimato per la sua sensibilità umana, morale, religiosa e sociale.

L'arcivescovo Satriano ha sottolineato l'importanza di questo momento come segno di impegno e responsabilità, invitando alla preghiera per il nuovo cammino pastorale. Ha inoltre evidenziato le sfide che la Chiesa sta affrontando, come l'invecchiamento del clero e la scarsità di vocazioni, e l'importanza di un ripensamento delle strutture parrocchiali.

Le parole del Santo Padre, indirizzate ai presbiteri e al Popolo di Dio, ricordano l'importanza della misericordia, della compassione e della vicinanza ai fratelli, riflettendo il cuore del pastore che si sente parte del suo popolo e lo serve con umiltà e semplicità.

Mons. Giuseppe Satriano durante la cerimonia a Bitonto

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