La gratuità nell'annuncio evangelico

La predicazione evangelica nasce dalla gratuità, dallo stupore di una salvezza ricevuta come dono. San Pietro, esempio di apostolo, non basava il suo operato su logiche di investimento o di profitto. Il Pontefice ha ricordato che la Chiesa non deve diventare un'organizzazione imprenditoriale, perdendo così la sua linfa vitale. La vera ricchezza dell'annuncio risiede nella povertà evangelica e nella capacità di donare agli altri ciò che si è ricevuto gratuitamente da Dio.

Schema illustrativo sul concetto di gratuità nella missione cristiana

Chiesa madre: accoglienza e carità

In una celebrazione dedicata ai più bisognosi presso il santuario di Santa Maria della Rotonda, il Papa ha esortato i fedeli a essere una «Chiesa madre». Questa comunità non opera in virtù di una potenza mondana, ma si rigenera attraverso la carità e l'accoglienza.

«Siamo il Corpo di Cristo, la Chiesa di Dio», ha affermato il Pontefice, sottolineando come la vera comunione si realizzi solo quando il fuoco dell'amore di Gesù brucia i pregiudizi e le paure, riconoscendo in ogni persona — specialmente nei più fragili — un dono prezioso per l'intera comunità.

Verso il Sinodo: unità nella diversità

Guardando al cammino dei santi Pietro e Paolo, il Papa ha invitato i fedeli a riflettere sulla comunione ecclesiale. Questa non deve essere intesa come una conquista pacifica o una uniformità forzata, ma come un'armonia di voci, doni e carismi diversi. La vita pastorale e il dialogo devono sempre guardare a questa concordia apostolorum, imparando a superare il rischio di una fede stanca e statica per rinnovarsi continuamente nella ricerca di Gesù Cristo.

Sintesi video degli incontri del Papa con i giovani e i pellegriniApprofondimento sull'omelia del 12 agosto, focalizzato sui temi della gratuità, della missione giovanile, dell'accoglienza dei poveri e dell'unità ecclesiale.Papa Francesco, omelia, 12 agosto, giovani, gratuità, fede, carità, accoglienza, Chiesa, missione, sinodo, Vangelo.">

L'Esortazione di Papa Francesco ai Giovani e il Messaggio dell'Angelus

In un'occasione significativa a Roma, Papa Francesco ha rivolto parole di profonda esortazione alle nuove generazioni, sottolineando l'importanza di essere attivi protagonisti nel bene. L'incontro è avvenuto al termine della messa celebrata dal presidente della Cei, Cardinale Gualtiero Bassetti, il quale nella sua omelia ha richiamato l'attenzione sulle «tante emergenze come la disoccupazione che attraversano l’Italia», ribadendo che «la Chiesa non lascia indietro nessuno» e che «l’accoglienza è sempre un dovere». Il Pontefice ha poi aggiunto che «non basta non fare il male» e ha esortato: «Non basta non odiare, perdonate». Concludendo un momento di dialogo, ha rivolto un pensiero ai sacerdoti: «Ieri ho dimenticato di salutare i sacerdoti che erano con voi. Lo faccio ora: ringrazio i sacerdoti, ci vuole pazienza per lavorare con voi, la pazienza dei sacerdoti».

Il Mandato Missionario e la Giornata Mondiale della Gioventù

Dopo aver dialogato con i giovani italiani al Circo Massimo, Jorge Mario Bergoglio ha conferito loro il «mandato missionario». In seguito, ha benedetto, soffermandosi in preghiera per alcuni minuti, i doni che i ragazzi avrebbero portato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Panama, in programma dal 22 al 27 gennaio 2019, alla quale lo stesso Pontefice avrebbe partecipato. Tra questi doni spiccavano il Crocefisso di San Damiano e la statua della Madonna di Loreto.

Giovani in pellegrinaggio e il Papa che benedice i doni per la GMG

L'Angelus e il Messaggio sullo Spirito Santo

Al termine dell’Angelus, il Papa ha rivolto un ulteriore messaggio ai giovani: «Cari giovani, facendo ritorno nelle vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera». Francesco ha poi evidenziato un pressante invito di San Paolo dalla seconda Lettura del giorno: «Non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione».

Non Rattristare lo Spirito Santo: Rinuncia al Male

Il Pontefice ha approfondito il significato di non rattristare lo Spirito Santo, che tutti abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Cresima. Ha spiegato che per questo è necessario «vivere in maniera coerente con le promesse del Battesimo, rinnovate nella Cresima». Tali promesse, ha aggiunto, hanno due aspetti fondamentali: la rinuncia al male e l'adesione al bene.

«Rinunciare al male», ha affermato, «significa dire no alle tentazioni, al peccato, a satana». In modo più concreto, implica «dire no a una cultura della morte, che si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro». La nuova vita conferita dal Battesimo, che ha lo Spirito come sorgente, «respinge una condotta dominata da sentimenti di divisione e di discordia». Per questo motivo, l’Apostolo Paolo esorta a «togliere dal proprio cuore ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenza con ogni sorta di malignità». Secondo Jorge Mario Bergoglio, «questi sei elementi o vizi che turbano la gioia dello Spirito avvelenano il cuore e conducono ad imprecazioni contro Dio e contro il prossimo».

Simbolo dello Spirito Santo: colomba o lingue di fuoco

Aderire al Bene: Essere Protagonisti

Il Papa ha chiarito che non basta non fare il male per essere un buon cristiano; è altresì necessario aderire al bene e farlo. San Paolo prosegue il suo monito esortando: «siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo». Il Pontefice ha notato come spesso si senta dire: «Io non faccio del male a nessuno». Tuttavia, ha domandato: «D’accordo, ma il bene lo fai?». Molte persone, infatti, «non fanno male, ma nemmeno il bene, e la loro vita scorre nell’indifferenza, nell’apatia, nella tiepidezza». Questo atteggiamento, ha sottolineato, «è contrario al Vangelo, ed è contrario anche all’indole di voi giovani, che per natura siete dinamici, appassionati e coraggiosi».

Papa Francesco ha esortato i giovani ad «essere protagonisti nel bene! Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto». Ha specificato ulteriormente: «Non basta non odiare, bisogna perdonare; non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno».

Camminare nella Carità

Il Pontefice ha ammonito che «se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si oppongono con il bene, camminando nella carità, secondo il monito di San Paolo». Rivolgendosi ancora ai giovani, ha detto: «Cari giovani, in questi giorni avete camminato molto! Perciò siete allenati e posso dirvi: camminate nella carità! Camminiamo insieme verso il prossimo Sinodo dei Vescovi sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”».

Papa Francesco ha poi invocato la Vergine Maria affinché «ci sostenga con la sua materna intercessione, perché ciascuno di noi, ogni giorno, con i fatti, possa dire no al male e sì al bene».

Il discorso di Papa Francesco agli Assistiti delle Opere di Carità a Tallinn

Saluti e Ringraziamenti Finali

Dopo l’Angelus, il Papa ha rivolto il suo saluto «a tutti voi, romani e pellegrini provenienti da tante parti del mondo». Ha salutato in particolare «i giovani delle diocesi italiane, accompagnati dai rispettivi vescovi, dai loro sacerdoti ed educatori». Ha espresso gratitudine per la loro presenza e la loro testimonianza cristiana, affermando: «In questi giorni avete riversato per le strade di Roma il vostro entusiasmo e la vostra fede: vi ringrazio per la vostra presenza e per la vostra testimonianza cristiana!». La sua gratitudine si è estesa anche alla Conferenza Episcopale Italiana, rappresentata dal Cardinale Gualtiero Bassetti, per aver promosso questo incontro dei giovani in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi.

Concludendo il suo messaggio, il Pontefice ha raccomandato: «Cari giovani, facendo ritorno nelle vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione ecclesiale che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera». A tutti ha augurato «una buona domenica e per favore, non dimenticate di pregare per me!».

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