Il Perdono di Assisi, celebrato ogni anno tra il 1° e il 2 agosto, è un evento spirituale di profonda importanza per la Chiesa cattolica, che affonda le sue radici nella storia di San Francesco e della Porziuncola. Questa indulgenza plenaria rappresenta un dono straordinario di misericordia e riconciliazione, capace di rigenerare le anime e di offrire un cammino verso la salvezza. Le omelie e le celebrazioni di questi giorni, in particolare quelle del 2 agosto, riaffermano il valore universale di questo perdono, invitando i fedeli a riflettere sul significato della grazia divina e sulla necessità di aprirsi ad essa.
La Porziuncola: Culla del Francescanesimo e del Perdono
A quattro chilometri da Assisi sorge la maestosa Basilica di Santa Maria degli Angeli, edificata a partire dal 1569. Al suo interno è racchiusa l'antica e umile cappella della Porziuncola, il cui nome deriva dalla "piccola porzione di terreno" su cui essa sorge. Questa chiesina, già appartenuta ai monaci benedettini di Subasio, fu restaurata dallo stesso Poverello e divenne un luogo di fondamentale importanza per la nascita e lo sviluppo dell'Ordine francescano.

Un Luogo Santo e Fonte di Grazia
Fu qui, nel 1209, che fu fondato l'Ordine dei Frati Minori. Nella notte tra il 27 e il 28 marzo 1211, Chiara di Favarone di Offreduccio ricevette da San Francesco l'abito religioso, dando origine all'ordine delle Clarisse. Qui si riunì, nell'anno 1221, il famoso "Capitolo delle stuoie", al quale presero parte ben cinquemila frati provenienti da ogni parte d'Europa, per pregare, ragionare della salute dell'anima e discutere la nuova Regola francescana.
Lo stesso San Francesco raccomandava ai suoi frati: «Guardatevi dal non abbandonare mai questo luogo. Se ne foste scacciati da una parte, rientratevi dall’altra, perché questo è luogo santo e abitazione di Dio. Qui, quando eravamo pochi, l’Altissimo ci ha moltiplicato; qui ha illuminato con la sua sapienza i cuori dei suoi poverelli; qui ha acceso il fuoco del suo amore nelle nostre volontà. Qui, chi pregherà con devozione, otterrà ciò che ha chiesto, e chi lo profanerà sarà maggiormente punito».
L'Origine del Grande Perdono di Assisi
Fu proprio in tale santo luogo che San Francesco d'Assisi ebbe la divina ispirazione di chiedere al Papa l'indulgenza che fu poi detta, appunto, della Porziuncola o Grande Perdono di Assisi. In una imprecisata notte del luglio del 1216, mentre era in ginocchio dinanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, San Francesco vide improvvisamente una luce sfolgorante e gli apparvero, seduti in trono e circondati da uno stuolo di angeli, Gesù e Maria.

La Richiesta di San Francesco al Signore
San Francesco umilmente rispose loro: «Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro tormenti, il perdono delle colpe commesse». Il Signore gli disse: «Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai».
Alle prime luci dell'alba, il Santo d'Assisi si mosse alla volta di Perugia, dove allora si trovava il Papa Onorio III, prendendo con sé solo frate Masseo di Marignano. Il Papa gli fece notare che «non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile». Ma Francesco ribatté: «Quello che io domando, non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo». Le Fonti francescane raccontano che il 2 agosto 1216, poco dopo aver ottenuto da Papa Onorio III l’Indulgenza per la visita alla chiesetta della Porziuncola, frate Francesco pronunciò davanti ad una grande folla e alla presenza dei vescovi dell’Umbria queste parole: “Io vi voglio mandare tutti in Paradiso e vi annuncio una Indulgenza che ho ottenuto dalla bocca del sommo pontefice”.
Il Significato Teologico dell'Indulgenza e del Perdono
Il perdono è un "iper-dono", cioè un dono straordinario da chiedere in ginocchio a Dio; un dono da invocare, per cui ringraziare, da custodire con la grazia dello Spirito.
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La Definizione di Indulgenza Plenaria
Paolo VI, nel riordinare le indulgenze nella Costituzione Apostolica Indulgentiarum doctrina del 1° gennaio 1967, ha chiarito che «l’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi».
Il peccato ha due conseguenze: la pena eterna (se grave), cancellata dalla confessione sacramentale che ripristina lo stato di grazia, e la pena temporale. Quest'ultima consiste nelle sofferenze e nelle penitenze necessarie per rimediare al male commesso e purificarsi dall'attaccamento malsano a sé stessi e alle creature. Non basta chiedere perdono, è necessario rimediare al male. La pena temporale può essere scontata sulla terra con preghiere, penitenze, opere di carità e accettazione delle sofferenze della vita. Con l'indulgenza plenaria, Dio stesso interviene annullando in un istante tutta la pena temporale, permettendoci di arrivare alla felicità il più presto possibile.
La Necessità del Perdono nel Mondo Contemporaneo
Un'omelia pronunciata nella Chiesa della Porziuncola sottolinea come l'uomo moderno si interroghi ancora sul bisogno di essere perdonato e salvato. Il secolarismo diffuso, dal quale nessuno è immune, spinge l'uomo a vivere senza Dio. Non predica la morte di Dio, ma una vita senza Dio, tollerando la fede ma annunciando un orizzonte terrestre da godere oggi, poiché il domani è incerto. In questa visione, non c'è posto per il perdono, per la grazia della rigenerazione dalle macerie del male morale. Questo "pensiero unico" dice di volerci liberare da tabù religiosi, ma in realtà ci isola dagli altri e da noi stessi.
Le parole severe di Nietzsche ("Migliori canzoni dovrebbero cantarmi, per insegnarmi a credere nel loro Salvatore; più redenti dovrebbero apparirmi i suoi discepoli") risuonano come un monito. Non dobbiamo dimenticare che il cristiano non è un brav'uomo, ma è un uomo redento! Egli è nel mondo ma appartiene al mondo di Cristo, per questo dev'essere segno della differenza cristiana; deve lasciar trasparire il volto di Gesù, portare la Parola di Dio e la gioia vera, eterna, il per sempre e il tutto di Dio.
Maria: Esempio di Fede e Umiltà nel Perdono
L'esempio di Maria è illuminante. Ella si affida al mistero grande, all'ombrosa luce che l'avvolge e le chiede di abbandonarsi. L'obbedienza di Maria è la misura della sua fede: ella si affida al mistero di Dio perché si fida di Dio, e questo le basta. Il Magnificat della Vergine rilegge la tormentata storia dell’antico Israele riconoscendo il dito del Dio misericordioso e fedele, giusto e paziente. Ci vuole un occhio umile per riconoscere ovunque la presenza del Risorto, sapendo che l’altro nome dell’amore è sacrificio e umiltà: senza, non c’è amore ma ricerca di sé. L’umiltà non è conclamata, non è uno slogan, vive nella verità.
Ritorna la voce di Gesù: “Voi siete miei amici se obbedite alle mie parole”. È questa la via regale della libertà, le ali che portano in alto per camminare sui monti e attraversare i mari dell’esistenza; è questa la porta del cielo. Dio non solo esiste, ma ci ha anche rivelato il nostro destino e ci ha detto come raggiungerlo. Ci parla, ci dice chi siamo, ci indica la meta e come arrivarci: ci accompagna.
Condizioni per Ricevere l'Indulgenza della Porziuncola
Il Perdono di Assisi si può ottenere dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto in tutte le chiese francescane o parrocchiali, osservando le seguenti condizioni, valide sia per sé stessi che per un caro defunto:

- Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti il 1-2 agosto).
- Partecipazione alla Santa Messa e Comunione eucaristica.
- Visita a una chiesa: Può essere la Porziuncola ad Assisi, una chiesa francescana nel mondo o una qualsiasi chiesa parrocchiale. Durante la visita, si rinnova la professione di fede mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana.
- La recita del Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo.
- Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (ad esempio, un Padre Nostro, un'Ave Maria, un Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.
Oltre a quella della Porziuncola, esistono altre indulgenze plenarie che, alle solite condizioni, si possono acquisire ogni giorno (ad es. con l’adorazione eucaristica per almeno mezz’ora, con la recita del Rosario mariano, con l’ascolto o la lettura della Sacra Scrittura per almeno mezz’ora, ecc.), in determinati giorni e in circostanze particolari.
Omelie e Riflessioni sul 2 Agosto
È una grande gioia partecipare al Perdono di Assisi in questo cenacolo che poggia sulla piccola chiesa della Porziuncola: il candore e la luminosità della Basilica sembrano riflettere la luce degli angeli che, in una notte del 1216, hanno circondato il Signore Gesù e la Santa Vergine.
Le Riflessioni di Monsignor Beschi
Nella mattinata di venerdì 2 agosto, nella Basilica di Sant’Alessandro in Colonna, il vescovo Francesco Beschi ha presieduto una solenne Concelebrazione eucaristica nella festa del Santo Perdono d’Assisi. La festa è iniziata con l’accoglienza della Croce, quindi le riflessioni di fra Giovanni Amisano, guardiano del convento dei Cappuccini di Borgo Palazzo, e il cammino penitenziale «del Santo Passaggio» nelle vie attorno alla basilica. Quindi il rientro per la Messa del vescovo, che all’omelia ha ricordato il dono dell’indulgenza annessa alla festa del Santo Perdono d’Assisi a determinate condizioni.
Il vescovo ha poi parlato della Porziuncola, proponendo tre riflessioni: l'immagine, la porta, il tesoro. Parlando dell’immagine, monsignor Beschi ha ricordato l’origine della festa del Perdono, risalente a una notte dell’anno 1216. L’immagine è la visione avuta da San Francesco nella Porziuncola: il santo è preoccupato per il mondo, apre i suoi occhi al mondo e la sua richiesta di perdono al Signore è destinata a tutti gli uomini. Solitamente siamo tentati di pensare soltanto alle nostre sofferenze e non a quelle degli altri. Invece la visione di San Francesco è per tutto il mondo.
La seconda riflessione riguarda la porta: «Alla Porziuncola la porta è sempre aperta, perché la porta del perdono e della misericordia di Dio resta sempre aperta». Monsignor Beschi ha ripreso le parole di Papa Francesco, quando sottolinea che il Signore non si stanca mai di perdonarci, ma siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono. Inoltre, l’assenza di perdono apre il terreno alla violenza e alla vendetta. Per tutta la giornata sono stati circa 3.000 i fedeli entrati nella basilica per il Perdono d’Assisi, provenienti da tutta la Bergamasca e dalle province limitrofe.
Le Parole di Fr. Massimo Fusarelli e Papa Francesco
Anche il santuario della Porziuncola, ad Assisi, è pronto ad accogliere i pellegrini, con iniziative e celebrazioni che si svolgono dal 29 luglio al 4 agosto. Tra queste, Fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’OFM, presiederà le Sante Messe del 1° e del 2 agosto. Fr. Massimo ricorda come San Francesco, attraverso il Cantico delle Creature, ci ha insegnato a contemplare il creato con occhi nuovi, riconoscendo in ogni essere l’impronta del Creatore: Francesco loda il Creatore e invita al perdono reciproco per amore Suo, concludendo significativamente il Cantico proprio con il perdono.
Lo scorso anno Fr. Massimo, nella sua omelia a Santa Maria degli Angeli, sottolineò come il Perdono di Assisi sia “un’esperienza di grazia e misericordia che nasce dalla richiesta di San Francesco e trova il suo fondamento nella misericordia del Padre, nella mediazione della Vergine Maria e nel sacrificio di Cristo Crocifisso”.
Durante la sua visita alla Porziuncola, il 4 agosto, Papa Francesco disse: «Il perdono di cui san Francesco si è fatto “canale” qui alla Porziuncola continua a “generare paradiso” ancora dopo otto secoli. Offrire la testimonianza della misericordia nel mondo di oggi è un compito a cui nessuno di noi può sottrarsi. Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace. Chiediamo a san Francesco che interceda per noi, perché mai rinunciamo ad essere umili segni di perdono e strumenti di misericordia».
Il Perdono oggi: Un Passo verso il Cielo
Attraversare la piccola porta della Porziuncola e lasciarci rigenerare dalla divina misericordia, è fare un passo verso il Cielo, un passo che chiede i passi quotidiani dei nostri doveri, della nostra vocazione: passi di leggerezza anche quando costano sangue, passi lieti anche quando il cuore pesa, passi gravi ma con gli occhi rivolti verso l’alto, là dove siamo guardati con uno sguardo che è presenza. Lasciamoci allora guardare da Cristo.
La festa del Perdono è un giorno che mostra un prodigio e una sorpresa, perché parla del perdono e della misericordia di Dio, che ci unisce anche ai fratelli che ci hanno preceduto. Il Perdono di Assisi rappresenta un dono spirituale molto prezioso, simbolo della misericordia e del desiderio di salvezza universale voluto da San Francesco per tutti i fedeli. Questa indulgenza continua a essere un segno attuale di speranza, misericordia e riconciliazione, ricordando che nessuno è escluso dalla possibilità di essere perdonato e che la misericordia di Dio supera ogni limite umano.