L'Olivastro Millenario di Santa Maria Navarrese: Storia e Caratteristiche

Non c’è nessun’altra località della Sardegna che possa vantare una tale concentrazione di olivastri secolari in così poco spazio, e così vicino al mare, come Santa Maria Navarrese, nel cuore dell’Ogliastra. Questa singolare caratteristica fa del piazzale sottostante la chiesa uno dei siti più importanti dell’Isola dal punto di vista naturalistico. Accanto alla chiesetta di Santa Maria di Navarra, costruita nel 1052, emerge un olivastro millenario (Olea europaea L. var. sylvestris (Miller) Brot) dalle ragguardevoli dimensioni, simbolo della flora mediterranea e autentico monumento naturale.

Veduta panoramica degli olivastri millenari e della chiesa di Santa Maria Navarrese

Un Patrimonio Naturalistico Unico e le Sue Origini

La particolare concentrazione di questi ulivi selvatici (Olea europaea L. var. sylvestris) in poche decine di metri quadri è attribuita dai botanici al clima eccezionalmente mite del sito, riparato dai venti che soffiano da Nord e Nord Est. Già nel 1994, la Regione Sarda ha promosso l'iniziativa di proclamare "Monumenti Naturali" questi patriarchi arborei. L'esemplare maggiore del gruppo è stato dichiarato "Monumento naturale" ai sensi della L.R. 31/89 e successivamente inserito nell'Elenco Alberi Monumentali d'Italia, che ne sancisce la salvaguardia di legge. Il suo valore, oltre che per le dimensioni e l'età, va considerato nell'insieme delle altre piante monumentali che caratterizzano il parco.

Secondo alcuni studiosi, il toponimo "Ogliastra" deriverebbe proprio dagli olivastri tipici della zona. Anche il Valéry, durante il suo viaggio in Sardegna, venne a conoscenza di questa ipotesi etimologica, descrivendo l’Ogliastra come "una provincia montuosa, delimitata dal mare e che deve il suo nome ai boschi di ulivi selvatici".

L'Olivastro Millenario: Dimensioni e Descrizione

L'esemplare più imponente, prescelto a rappresentare il gruppo degli alberi antichi della località, ha un’altezza totale di circa 9-10 metri. Il suo nodoso e possente fusto sviluppa una circonferenza di 8,40 metri, misurata a 1,30 metri dal suolo. Con tale circonferenza, l’albero si pone al settimo posto in campo nazionale per dimensioni, dominando il paesaggio circostante e attirando ammirazione e rispetto.

Nonostante gli evidenti segni del tempo, come il tronco in parte cavo e alcune tracce d'incendio e carie, lo stato vegetativo dell'olivastro è attualmente buono. Il provvedimento istitutivo di Monumento Naturale è stato formalizzato con Decreto dell'Assessorato alla Difesa dell'Ambiente.

Dettaglio del tronco nodoso e possente dell'olivastro millenario

Caratteristiche Botaniche e Altri Esemplari

L'olivastro è un albero sempreverde che si differenzia dall’ulivo coltivato (Olea europaea var. europaea) per le foglie e i frutti più piccoli. Possiede una straordinaria capacità di riprodursi dalla ceppaia, caratteristica che consente agli olivastri di ricrescere abbastanza velocemente se danneggiati dal fuoco.

Nel parco urbano di Santa Maria Navarrese, oltre agli olivastri, sono presenti altri esemplari monumentali di carrubo e bagolaro, insieme ad essenze esotiche. Fra tutti gli olivastri della frazione costiera di Baunei, merita una particolare menzione anche quello cresciuto nell’angolo nord della spiaggia "Centrale", a pochi metri dal bagnasciuga. Le sue ramificazioni orizzontali sono così estese da aver permesso, sin dagli anni Sessanta, di ricavare al riparo delle sue fronde un punto di ristoro ("L’Olivastro") su due livelli, che offre ombra anche nelle giornate più torride.

Il Contesto Storico, Culturale e Archeologico

Accanto agli olivastri sorge la Chiesa di Santa Maria Navarrese. Secondo il Fara e la tradizione popolare, fu fondata nel 1052 da Isabella, figlia del Re di Navarra, in ringraziamento per essere scampata a un naufragio, da cui deriverebbe il nome della località. Attorno alla chiesa si sviluppa l'omonimo parco urbano. La conservazione degli alberi monumentali nel corso dei secoli è probabilmente attribuibile proprio alla costruzione della chiesa, poiché era consuetudine mantenere alberi spontanei o piantarne vicino agli edifici di culto per creare riparo dal sole durante le visite.

L’esistenza degli olivastri si riconduce all’uso di lasciar crescere, presso i luoghi sacri, alberi spontanei o di piantarne, allo scopo di averne riparo contro il sole in occasione della visita. A Baunei, è tuttora vivo l’uso di ricavare l’olio santo dai semi di olivastro. Fino agli anni Cinquanta, durante la festa dell’Assunta, i macellai di Baunei posizionavano i loro banchi vendita all'ombra dell'olivastro millenario nel piazzale della chiesa.

L'Incendio del 1968 e la Reazione della Comunità

Questo albero non è solo una meraviglia naturale, ma anche un simbolo culturale e religioso per gli abitanti di Baunei. L’olivastro millenario è un vero punto di riferimento per gli abitanti di Santa Maria Navarrese, che si sono battuti per proteggerlo anche nei momenti più difficili. Un episodio particolarmente significativo avvenne il 10 febbraio 1968, quando un incendio di origine dolosa rischiò di distruggerlo. La reazione della comunità fu immediata: decine di persone si precipitarono sul posto con secchi d’acqua riempiti alla fontana vicina. Grazie alla loro prontezza e al loro attaccamento a questo "gigante verde", il fuoco fu domato prima che potesse causare danni irreparabili.

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Antiche Tradizioni e Eventi Attuali

Dal 1981, il piazzale degli olivastri, insieme al vicino anfiteatro comunale, è la sede della "Sagra della carne di capra di Baunei" in versione estiva, solitamente in calendario il sabato successivo alla festa dell’Assunta del 15 agosto. Nel parco si tiene anche una festa religiosa tradizionale.

In prossimità degli olivastri, una grande lastra con diverse cupelle testimonia l’esistenza di un antico sito archeologico. La stele, sostenuta da blocchi, è attualmente collocata davanti alla spiaggia principale. Non se ne conosce l’esatta provenienza, ma si ipotizza sia stata trasportata da Triei, dove si conservano steli con cupelle legate ai riti della fertilità del Neolitico e dell'Eneolitico (3000 - 2000 a.C.). Anche i massi e i menhir con cupelle presenti in gran numero nel vicino territorio di Lotzorai e Girasole sono datati tra il Neolitico e la prima età dei metalli. Il periodo Neolitico è attestato da due piccole tombe ipogeiche scavate tra le rocce lungo il lato sinistro della strada che porta a Santa Maria Navarrese, mentre nell’antistante Isolotto dell’Ogliastra sono state trovate tracce di età punica.

Il Territorio e le Vie d'Accesso

Il sito degli olivastri si trova a pochi metri dal lungomare, il che rende l’ubicazione favorevole alla visita, anche per chi giunge via mare. La vicinanza a luoghi di grande interesse naturalistico, come il Monte Santo di Baunei e la costa tra Orosei e Santa Maria, ne fa una località facilmente inseribile in itinerari turistici. Un porto turistico è in costruzione non lontano, e la rada antistante è un punto di partenza e arrivo per escursioni gestite da operatori locali.

Non lontano dagli olivastri si trovano la Marina di Santa Maria Navarrese, la spiaggia di San Giovanni e l'Isolotto dell'Ogliastra. Santa Maria Navarrese ha ripreso la sua funzione portuale, dopo aver perduto la connotazione originaria di luogo di sbarco per pescatori e piccoli battelli. Un tempo, naviganti genovesi, napoletani e siciliani vi attraccavano per imbarcare prodotti agricoli destinati all’esportazione, con un magazzino merci presso la chiesa. Non lontano sono ancora abitate le case in pietra della famiglia Quilici, testimonianza del commercio del carbone che conferiva allo scalo una rilevanza commerciale. In anni recenti, il nucleo è diventato una località turistica, da zona di seconde case a insediamento permanentemente abitato.

Il monumento degli olivastri centenari non ricade in aree protette, ma a poca distanza vi sono l'Area del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu e il S.I.C. Nel territorio di Baunei sono presenti altri monumenti naturali della Sardegna.

Come Raggiungere Santa Maria Navarrese

  • Da Nuoro: è più agevole percorrere la SS389 per Lanusei. Da Lanusei proseguire per Ilbono, Tortolì, Lotzorai e infine Santa Maria Navarrese.
  • Da Olbia: raggiungere Siniscola percorrendo la SS131 diramazione centrale e da Siniscola proseguire lungo la SS125 per Orosei, Dorgali, Baunei e Santa Maria Navarrese.
Mappa della Sardegna con indicazione di Santa Maria Navarrese e delle vie d'accesso

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