Il Conclave: Cardinali Elettori e Profili dei "Papabili"

Il Conclave, derivante dal latino cum clave (chiuso a chiave), è l'assemblea riservata dei cardinali elettori della Chiesa cattolica, incaricata di eleggere il nuovo pontefice. È un rito segreto e per questo misterioso, seguito con grande attenzione dai media di tutto il mondo. Sebbene teoricamente qualsiasi uomo battezzato possa essere eletto, nella pratica la scelta ricade quasi sempre su un cardinale.

Cappella Sistina durante il Conclave

Regole di Partecipazione al Conclave

Non tutto il Collegio cardinalizio - cioè l'insieme dei cardinali della Chiesa cattolica - può partecipare al Conclave. In base a una decisione presa da Papa Paolo VI nel 1970, possono votare solo coloro che non hanno ancora compiuto 80 anni. Se un cardinale compie gli 80 anni durante la sede vacante o il Conclave, non perde il suo diritto di voto. La Costituzione apostolica "Romano Pontifici Eligendo" del 1975 di Papa Paolo VI aveva inizialmente limitato il numero di elettori a 120, una norma che non sempre è stata osservata dai pontefici successivi, incluso Giovanni Paolo II.

Il Numero e la Composizione dei Cardinali Elettori

Alla morte di un Papa, si apre ufficialmente la sede vacante, periodo in cui il governo della Chiesa passa temporaneamente al Collegio dei Cardinali. In questo contesto viene convocato il Conclave. In totale, i cardinali elettori teoricamente sono 135. Tuttavia, ad oggi, i cardinali che parteciperanno effettivamente al voto sono 133, a causa di due defezioni per motivi di salute: lo spagnolo Antonio Cañizares Llovera e il keniota John Njue. Per l'elezione del nuovo Pontefice sarà necessaria una maggioranza qualificata dei due terzi, ovvero circa 90 voti su 135.

Nomine Papali e Internazionalizzazione

Il Conclave che si riunirà per eleggere il nuovo Papa è il più internazionale di sempre. Papa Francesco ha compiuto uno sforzo significativo per nominare cardinali che non provenissero soltanto dai paesi occidentali, ampliando la rappresentanza di vescovi di paesi africani, sudamericani e orientali. La maggior parte dei cardinali elettori è stata nominata proprio da Papa Francesco, che ne ha designati 108 su 135 (circa l'80%). Dei rimanenti 27 cardinali, 22 sono stati indicati da Benedetto XVI e solo 5 da Giovanni Paolo II. Questo ha reso il Collegio cardinalizio meno eurocentrico e più orientato verso le periferie del mondo, con una Chiesa sempre meno a trazione italiana e occidentale.

Rappresentanza Geografica

I cardinali elettori provengono da 71 paesi e sei continenti. Ecco la suddivisione geografica:

  • Europa: 53 cardinali elettori (l'Italia è il Paese più rappresentato con 19 cardinali, seguita dagli Stati Uniti con 10 e il Brasile con 7).
  • Americhe: 37 cardinali (16 dall'America del Nord, 4 dall'America Centrale, 17 dall'America del Sud).
  • Asia: 23 cardinali elettori.
  • Africa: 18 cardinali elettori.
  • Oceania: 4 cardinali elettori.
Mappa della distribuzione geografica dei cardinali elettori

Età dei Cardinali Elettori

Oggi l'età media dei cardinali elettori è di 72 anni. Quella dei cardinali nominati da Papa Francesco è di 62 anni, segno di un ringiovanimento parziale del Collegio. La maggior parte dei cardinali elettori ha più di 70 anni, mentre sono pochi - solo 16 - quelli con meno di 60 anni. Ciò è dovuto al fatto che solitamente sono i vescovi a essere nominati cardinali, e tali cariche si ottengono dopo anni di servizio nella Chiesa cattolica.

  • Il cardinale più giovane: Mykola Byčok (Ucraina), 45 anni (classe 1980, nominato cardinale nel Concistoro del 7 dicembre 2024).
  • Il cardinale più anziano elettore: Carlos Osoro Sierra (Spagna), che compirà 80 anni il 16 maggio prossimo. Il Cardinale Celestino Aós Braco, nato in Spagna nel 1945, ha compiuto 80 anni ad aprile 2025 e di conseguenza ha perso il diritto di voto.

Rappresentanti degli Ordini Religiosi

Tra i cardinali elettori, 34 provengono da ordini religiosi, tra cui:

  • 5 Salesiani
  • 4 Gesuiti (l'ordine di Bergoglio)
  • 4 Francescani
  • 3 Francescani Conventuali
  • 2 Domenicani
  • 2 Vincenziani
  • 2 Redentoristi
  • 2 Verbiti
  • 1 Frate Cappuccino
  • E altri, fino al Missionario della Consolata Giorgio Marengo.

Il Profilo dei "Papabili": I Possibili Successori

Fare previsioni attendibili sull'esito di un Conclave è molto complicato, come dimostra l'elezione di Jorge Mario Bergoglio nel 2013, un nome che sorprese molti. Le discussioni e i calcoli fatti da esperti, vaticanisti e commentatori spesso vengono meno una volta che i cardinali sono chiusi nella Cappella Sistina. Finora si sono fatti diversi nomi di possibili candidati, o "papabili", creando notevole incertezza.

La scelta dei cardinali e le attese dei fedeli

Candidati di Continuità e Riforma

Molti dei profili papabili sono affini alla linea di Papa Francesco, che ha promosso una Chiesa più vicina agli "ultimi". Tra questi:

  • Pietro Parolin (Italia): Attuale Segretario di Stato della Santa Sede, considerato uno dei favoriti. Noto per le sue abilità diplomatiche, l'esperienza e il ruolo di primo piano nella Santa Sede. È ritenuto un candidato di continuità, favorevole a un approccio pastorale e al dialogo per la stabilità internazionale, avendo migliorato i rapporti tra Vaticano e Cina. È considerato un progressista con una visione globalista.
  • Luis Antonio Tagle (Filippine): Già presidente di Caritas Internationalis e Prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione. Acclamato come "il Francesco asiatico" per la sua vasta formazione teologica e storica e l'ampia esperienza pastorale e amministrativa. Considerato un progressista, incline a un atteggiamento più misericordioso della Chiesa su questioni come le coppie omosessuali e la comunione per i conviventi non sposati.
  • Matteo Maria Zuppi (Italia): Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e Arcivescovo di Bologna, vicino alla Comunità di Sant'Egidio e molto legato a Papa Francesco. Noto per la sua mediazione in conflitti internazionali e il suo impegno per i migranti.
  • Fridolin Ambongo Besungu (Repubblica Democratica del Congo): Arcivescovo di Kinshasa, noto per essere un appassionato promotore della giustizia sociale, delle politiche per i poveri e per chi non ha voce. Le sue lotte dal carattere progressista sulle questioni sociali si combinano con posizioni piuttosto ortodosse sulla fede, generando qualche punto interrogativo sulla sua candidatura.
  • Jean-Marc Aveline (Francia): Arcivescovo di Marsiglia, tra i più giovani (66 anni) e considerato un protetto di Francesco. Promuove una Chiesa accogliente con gli emarginati e aperta al dialogo interreligioso.
  • Wilton Gregory (Stati Uniti): Primo cardinale afroamericano nella storia della Chiesa cattolica, noto per il suo impegno nella giustizia razziale e sociale. Considerato un "outsider" con un profilo simile a Bergoglio nel 2013, sebbene con un diverso ruolo politico.
  • Pierbattista Pizzaballa (Italia): Patriarca Latino di Gerusalemme. Ha una lunga esperienza in Terra Santa, che gli consente di coinvolgere entrambe le parti nei conflitti. Disprezza il clericalismo e manifesta interesse per i migranti, il dialogo interreligioso e l'ambiente.

Candidati Tradizionalisti

In contrasto con i profili riformisti, emergono anche figure legate a una visione più tradizionale della Chiesa:

  • Willem Jacobus Eijk (Paesi Bassi): Cardinale olandese, conservatore e tradizionalista, seguace di Joseph Ratzinger. È un convinto sostenitore della dottrina cattolica su moralità sessuale, matrimonio e vita familiare, e si oppone alla contraccezione, all'unione tra persone dello stesso sesso e all'eutanasia.
  • Raymond Burke (Stati Uniti): Considerato un esponente della frangia più ortodossa e intransigente, ha avuto un rapporto teso con Papa Francesco, criticando spesso il suo pontificato.

Altri Nomi Rilevanti

Tra gli altri nomi che circolano, troviamo:

  • Peter Erdo (Ungheria): Apprezzato per la sua preparazione teologica e giuridica, Arcivescovo di Budapest.
  • Robert Francis Prevost (Stati Uniti): Prefetto del Dicastero dei Vescovi.
  • Marc Oullet (Canada):

Il Processo di Elezione del Pontefice

La Sede Vacante e le Congregazioni Generali

Alla morte del Papa si apre la "Sede Vacante". Il governo della Chiesa passa temporaneamente al Collegio dei Cardinali, guidato dal decano Giovanni Battista Re, dal sottodecano Leonardo Sandri, dal cardinale elettore anziano Pietro Parolin, dal camerlengo Kevin Joseph Farrell, e dal protodiacono Dominique Mamberti (che annuncerà il nome del nuovo Papa).

Nei giorni successivi si tengono i "Novendiali", messe in suffragio del Pontefice. Contemporaneamente, si svolgono le Congregazioni Generali, riunioni preparatorie di tutti i cardinali (elettori e non) per discutere questioni formali, logistiche e le sfide che attendono il nuovo Papa.

La Messa "Pro Eligendo Pontifice"

La mattina del giorno fissato per l'inizio del Conclave, viene celebrata la Missa Pro Eligendo Romano Pontefice nella Basilica di San Pietro, presieduta dal decano del Collegio.

L'Ingresso in Cappella Sistina e il Giuramento

Prima di entrare in Conclave, tutti i cardinali elettori si riuniscono nella Cappella Paolina per pregare. Al canto delle Litanie dei Santi, si dirigono processionalmente alla Cappella Sistina, dove intonano il Veni Creator Spiritus, un inno che invoca lo Spirito Santo. All'interno, i cardinali emettono il giuramento posizionando la mano su un Vangelo, pronunciando la formula latina: "Spondeo, voveo ac iuro. Sic me Deo audivet et haec Sancta Dei Evangelia, quae manu mea tango" (Prometto, mi obbligo e giuro, così Dio mi aiuti e questi Santi Vangeli, che tocco con la mia mano).

Cardinali in processione verso la Cappella Sistina

Le Votazioni e la Fumata

Dopo il giuramento, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie intima l'Extra omnes ("Fuori tutti"), e gli estranei devono lasciare la Cappella Sistina, che viene chiusa a chiave. All'interno, i cardinali scrivono il nome del prescelto sulla scheda, sotto la frase "Eligo in Summum Pontificem" ("Eleggo come Sommo Pontefice"). Ogni elettore si avvicina all'urna pronunciando: "Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto", e depone la scheda.

Le schede vengono poi scrutinate, forate, legate e bruciate in una stufa appositamente installata. Se nessuno raggiunge i due terzi dei voti (circa 90), si procede con la fumata nera. Se il Pontefice viene eletto, la fumata è bianca. Ogni giorno, a parte il primo, si tengono quattro votazioni (due al mattino e due al pomeriggio). Dopo la 33esima o 34esima votazione, si può passare a un ballottaggio tra i due cardinali più votati, sempre richiedendo i due terzi dei voti.

La stufa per le fumate del Conclave

L'Accettazione e la Scelta del Nome

Se un candidato ottiene i due terzi dei voti, l'elezione è canonicamente valida. Il cardinale elettore anziano si avvicina all'eletto per chiedergli: "Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?" (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?). Se la risposta è affermativa, segue la domanda: "Quo nomine vis vocari?" (Come vuoi essere chiamato?). Solo a quel punto, tutte le schede vengono bruciate con una miscela che produce la fumata bianca.

L'Annuncio "Habemus Papam!"

Il Conclave si conclude ufficialmente con la scelta del nuovo Vescovo di Roma, che vestirà i paramenti bianchi nella "Stanza delle Lacrime". Il cardinale protodiacono si reca sulla Loggia centrale della Basilica di San Pietro per dare l'annuncio solenne: "Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum… dominum …Sanctae Romanae Ecclesiae, cardinalem… Qui sibi imposuit nomen…" (Annuncio a voi una grande gioia: abbiamo un Papa! L'eminentissimo e reverendissimo signore... signore... Cardinale di Santa Romana Chiesa... Il quale si è imposto il nome di...). Il nuovo Papa rivolgerà poi alcune parole ai fedeli radunati in Piazza San Pietro.

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