La Parrocchia di San Marcellino a Piedimonte Matese: Fede, Tradizione e Comunità

La comunità di Piedimonte Matese si stringe attorno al Patrono San Marcellino Prete e Martire, celebrando festeggiamenti che uniscono spiritualità, tradizione e cultura. Queste occasioni sono momenti di profonda riflessione e di rinnovamento della fede, coinvolgendo l'intera cittadinanza e le autorità locali.

Foto della Basilica di Santa Maria Maggiore a Piedimonte Matese durante una celebrazione

Il Parroco e le Autorità Locali Nelle Celebrazioni

In occasione di importanti eventi legati al Patrono, la comunità accoglie Vescovi e sacerdoti, con la partecipazione attiva delle autorità civili e militari. Durante una celebrazione, il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli è stato accolto con le parole: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Il Vescovo ha accolto e rilanciato quel saluto affettuoso e festante, ricordando il sacrificio di Gesù e del martire San Marcellino: “Gesù dopo pochi giorni da quell’accoglienza, salì sulla Croce; il martire San Marcellino che oggi celebriamo ha donato la vita per il Vangelo… Le vostre parole e questo contesto mi ricordano e mi sollecitano al dono della Vita”.

Il Parroco don Domenico La Cerra, insieme al Subcommissario prefettizio Giuseppe D’Aiello e al segretario del Consiglio pastorale parrocchiale Antonio Consola, hanno presentato e consegnato un dono a Mons. Cirulli. A questo breve momento istituzionale erano presenti le autorità militari locali e l’on. Carlo Sarro, deputato della Repubblica, che al termine della Messa ha consegnato le chiavi della Città al Patrono, quale segno di eterna fiducia dei piedimontesi nel loro protettore.

Nel segno della comunione e della condivisione, alla Santa Messa hanno partecipato anche i parroci di Piedimonte Matese, don Emilio Meola e don Emilio Salvatore, padre Massimo Tunno e i Novizi della comunità francescana di Santa Maria Occorrevole, nonché i sacerdoti don Salvatore Zappulo e don Alfonso De Balsi, e un nutrito gruppo di ministranti.

Il Calendario dei Festeggiamenti e la Devozione al Patrono

Le celebrazioni in onore di San Marcellino sono un appuntamento fisso e molto sentito. Dal 22 maggio al 3 giugno 2025, la comunità si prepara a vivere intensamente la festa del suo protettore.

Programma Spirituale 2025

  • Il tempo di preparazione alla festa vera e propria del 2 giugno si aprirà con la Concelebrazione eucaristica del 22 maggio alle ore 19:00, presieduta da don Doriano Vincenzo De Luca dell’Arcidiocesi di Napoli, parroco dell’Immacolata a Capodichino e Prelato della Cappella di San Gennaro, con la presenza dei sacerdoti dell’Unità Pastorale di Piedimonte Matese.
  • Seguirà la traslazione del busto reliquiario del Santo.
  • Il calendario religioso culmina il 2 giugno, giorno della Solennità dei Santi Martiri Marcellino e Pietro. In questa giornata le Messe saranno celebrate alle 6:30, alle 8:00 e alle 9:00.
  • Alle 9:30 il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli verrà accolto presso la Casa Comunale dal sindaco della Città Vittorio Civitillo; in corteo, autorità civili e religiose raggiungeranno la Basilica di Santa Maria Maggiore per la Solenne Celebrazione (ore 10:30) animata dalla corale “Cantate Domino”.
  • Nel pomeriggio, alle 17:30, avrà inizio la Processione che, come da tradizione, avrà una sosta in Piazza Roma per il rito di consegna delle chiavi della Città al patrono da parte del Sindaco.
  • A conclusione dei festeggiamenti, è previsto un concerto dell’orchestra del Liceo Musicale “G. Galilei” di Piedimonte Matese.

Processioni religiose

Il Solenne Pontificale e la Consegna delle Chiavi

Precedentemente, il solenne pontificale presieduto dal vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza, amministratore apostolico della Diocesi di Alife-Caiazzo, ha registrato il “tutto esaurito”, come per le altre messe del giorno. Al termine di tale celebrazione, si è svolta la consueta consegna delle Chiavi della Città al Patrono da parte del Sindaco Luigi Di Lorenzo; un gesto solitamente compiuto in Piazza Roma, nella sera della festa, durante la processione di San Marcellino per le strade di Piedimonte. Prima del gesto, che indica l’affidamento della comunità al Patrono e il suo sentirlo fratello in cammino nella vita di tutti i giorni, il Primo cittadino ha voluto sottolineare il profondo senso di comunità e solidarietà che la Città ha manifestato durante la pandemia da Coronavirus, in risposta all’appello di responsabilità e reciprocità del Vescovo durante l’omelia.

I Messaggi Pastorali: Riflessioni per la Comunità

Le omelie e gli interventi dei Vescovi e dei sacerdoti durante le celebrazioni di San Marcellino offrono spunti di profonda riflessione per la vita della comunità.

Il Messaggio di Mons. Giacomo Cirulli: Fratelli Tutti e la Comunità Fraterna

Mons. Cirulli ha richiamato il tema di Fratelli tutti, l’enciclica di Papa Francesco scelta come riflessione per l’intero novenario in onore del Patrono: “Fratelli tutti sì; perché quando porti la croce dietro Gesù e offri la vita come l’ha offerta lui tu sei portatore di salvezza; tu sei costruttore di comunità fraterne”. Parole quelle del Pastore che hanno coinvolto i fedeli presenti in una riflessione che ha travalicato i confini della solenne Basilica, posandosi sulla Città. “Ci dobbiamo chiedere: la nostra comunità, prima di tutto le nostre comunità ecclesiali che percorso hanno intrapreso e che contributo possono dare alla comunità civile perché essa sia una comunità fraterna?”. Concludendo poi con un appello particolare alle Parrocchie: “L’augurio è che ci sia un risveglio a partire da noi: le nostre comunità cristiane dicano ‘io discepolo di Gesù voglio interessarmi. Voglio dare una mano vera alla mia Città’.”

Mons. Orazio Francesco Piazza: Raccoglimento e Presenza dell'Altro

Mons. Piazza ha offerto uno sguardo d’insieme sulla realtà e sulla capacità di reagire ed affrontare il contesto in cui ci si trova immersi. Questo vale nella vita del martire Marcellino e per la vita del credente: scegliere “il raccoglimento, che”, ha spiegato il Pastore, avviene su due livelli. Il secondo livello di riflessione suggerito dal Vescovo è “imparare a vivere nella presenza dell’altro… Per cui l’altro non è colui da cui prendo la distanza ma diventa la misura. Conta allora la scelta di vivere relazioni improntate sul valore della dignità, del rispetto della salute in un’azione di reciprocità. Siamo di fronte ad un nuovo modo di lettura delle relazioni che chiede ascolto, rispetto, accoglienza”.

Don Doriano Vincenzo De Luca: Fede, Vita e Impegno Civile

Don Doriano Vincenzo De Luca, parroco alla Parrocchia dell’Immacolata di Capodichino e prelato della Cappella di San Gennaro, ha presieduto la Messa in occasione della Traslazione delle Reliquie di San Marcellino. Come ogni anno, la chiesa era gremita di fedeli per uno dei momenti più attesi, quello di un incontro più intenso e sentito con il loro protettore, occasione per riscoprirsi interpreti in questo presente del messaggio forte lasciato da San Marcellino.

San Marcellino è stato definito un testimone vivente, perché i martiri “non sono eroi del passato, ma fari sempre accesi che continuano a illuminare il nostro presente. Non sono statue da venerare con fiori e ceri, ma fiaccole vive che accendono il cammino della Chiesa e delle nostre comunità. Chi guarda ai martiri con fede, non guarda indietro ma guarda avanti!”.

Secondo don De Luca, fede e vita non sono due strade opposte o parallele, ma l’unica corsia su cui scorre il tempo che è dato ad ogni credente. Partendo da questa visione, l’omelia proposta dal sacerdote, attingendo alla Sacra scrittura del giorno, è stata un costante invito a riflettere sull’oggi della comunità: cittadini credenti impegnati a camminare insieme, ad ascoltarsi “per costruire, non per dividere”, superando la rigidità delle relazioni destinate ad essere occasioni di apertura e non di chiusura, fino a toccare il tema sacro dell’amicizia, linfa di ogni comunità: “la partecipazione alla vita civile e sociale - quella vera, quella che si misura nella responsabilità condivisa, non solo nelle dichiarazioni o nelle presenze pubbliche - ha bisogno proprio di questo: del coraggio di sedersi e parlarsi, con pazienza, con rispetto, con autenticità. Senza temere parole diverse, senza arroccarsi in posizioni precostituite. Ma il cuore di ogni azione, per il cittadino credente, resta il Vangelo. Nel richiamare il passo di Giovanni proclamato ‘Rimanete nel mio nome’, don De Luca ha interpellato sulla fedeltà a Cristo, fondamento di ogni gioia, quella che non si improvvisa e neppure nasce da esternazioni occasionali “ma fiorisce nelle piccole fedeltà quotidiane, quelle discrete, silenziose, che costruiscono in profondità”.

Don Doriano De Luca viene da Napoli, ed è impegnato nel mondo della Comunicazione nell’Arcidiocesi di provenienza e in ambito nazionale come vicepresidente della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici. La sua distanza geografica da Piedimonte è stata saldata da quella spirituale manifestata e nella attenta lettura storica della Città matesina, tanto da parlare alla comunità riunita in Santa Maria Maggiore del “nostro patrono San Marcellino” confermando, dopo l’esperienza di un anno fa, di sentirsi parte di una storia di fede che rintraccia le comuni radici nel Vangelo e nella testimonianza di tanti altri martiri per Cristo a cui anche il popolo napoletano guarda.

Ha parlato ai piedimontesi ricordando la storia cittadina: la sua visibilità storico-culturale quale appendice del Regno, la prosperità economica di fine Ottocento al tempo della produzione tessile dei cotonifici qui impiantati dallo svizzero Egg, la ricchezza delle acque e la bellezza ambientale, “Ma guai a trasformare questa memoria in un’autocelebrazione nostalgica!”, perché ha spiegato, “La memoria, se non diventa ponte verso il futuro, diventa un recinto. Non possiamo permetterci di restare chiusi in ambiti ristretti, dove il confronto si esaurisce tra pochi e le voci si rincorrono sempre tra le stesse persone”. Lo sguardo si è poi posato sui giovani e i disagi sempre più palesi “in comportamenti deprecabili, sempre da condannare. Ma dietro certe azioni si nasconde spesso il grido inascoltato di chi non si sente accolto, né parte di un progetto. Serve costruire”, quindi l’invito a lavorare, insieme, sulle coscienze. “San Marcellino - ha poi concluso - ci invita proprio a questo: non a difendere una posizione, ma a donare la vita. E chi dona la vita accende speranza”.

La Chiesa di San Marcello Prete e Martire

La chiesa parrocchiale di San Marcello P. e M. (che si identifica con San Marcellino) presenta uno stile barocco molto carico. Fu semidistrutta dal bombardamento del 15 ottobre 1943, per cui ha dovuto subire restauri affrettati che ne hanno ridotto il valore. (Dal libro: Piedimonte Matese di Dante B. Marrocco, Edizioni A.S.M.V., Piedimonte Matese 1999, pag. 165).

Architettura interna della Chiesa di San Marcello Prete e Martire, con dettagli barocchi

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