Il giornale domenicale tedesco Welt am Sonntag, collegato al quotidiano tedesco Die Welt, e L’Osservatore Romano hanno pubblicato una delle omelie, finora inedite, tenute dal Papa emerito Benedetto XVI durante le celebrazioni domenicali private nella Cappella del Monastero Mater Ecclesiae dopo la sua rinuncia. Come ha spiegato il p. Federico Lombardi nell’intervista che accompagna il testo pubblicato su Welt am Sonntag, esiste una raccolta di tali omelie “private” di Benedetto XVI, registrate e trascritte dalle “Memores Domini” - le consacrate che abitavano con lui - e che sono state recentemente affidate dall’esecutore testamentario, S. E. Mons. Georg Gänswein, al Dicastero della Comunicazione (Libreria Editrice Vaticana), in collaborazione con la Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, in vista della loro possibile pubblicazione.
Di queste omelie e della loro trascrizione aveva già dato notizia in alcune occasioni lo stesso Segretario del Papa Benedetto, mentre lo stesso Papa aveva parlato tempo prima del modo in cui le preparava nel corso della settimana precedente. La raccolta contiene oltre trenta omelie “private” degli anni del pontificato e oltre un centinaio dei primi anni successivi alla rinuncia. Esse sono in italiano e coprono un’ampia parte - ma non la totalità - dei cicli liturgici festivi, commentando i testi proposti dal lezionario. La preparazione della loro pubblicazione da parte della LEV sarà curata dal p. Federico Lombardi nel corso dei prossimi mesi.
La Porta Stretta: Un Messaggio Illuminante e Sconcertante
L'odierna liturgia ci propone una parola di Cristo illuminante e al tempo stesso sconcertante. Durante la sua ultima salita verso Gerusalemme, un tale gli chiede: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?". E Gesù risponde: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno" (Luca 13, 23-24).
Che significa questa "porta stretta"? Perché molti non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio riservato solo ad alcuni eletti? In effetti, questo modo di ragionare degli interlocutori di Gesù, a ben vedere è sempre attuale: è sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà, il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è "stretta". Non ci sono privilegiati.

Universalità della Salvezza e Condizioni per Entrarvi
Ancora una volta, come nelle scorse domeniche, il Vangelo ci invita a considerare il futuro che ci attende e al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio sulla terra. La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli è l'unico redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un'unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli. Unica e universale, dunque, è questa condizione per entrare nella vita celeste.
26 ottobre La chiamata universale alla santità (5 minuti con Padre Pio)
La Vera Amicizia con Gesù
Nell'ultimo giorno - ricorda ancora Gesù nel Vangelo - non è in base a presunti privilegi che saremo giudicati, ma secondo le nostre opere. Gli "operatori di iniquità" si troveranno esclusi, mentre saranno accolti quanti avranno compiuto il bene e cercato la giustizia, a costo di sacrifici. Non basterà pertanto dichiararsi "amici" di Cristo vantando falsi meriti: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze" (Luca 13, 26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l'umiltà, la mitezza e la misericordia, l'amore per la giustizia e la verità, l'impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione.
L'Esempio di Umiltà di Maria
Cari fratelli e sorelle, se vogliamo anche noi passare per la porta stretta, dobbiamo impegnarci ad essere piccoli, cioè umili di cuore come Gesù. Come Maria, sua e nostra Madre. Lei per prima, dietro il Figlio, ha percorso la via della croce ed è stata assunta nella gloria del cielo, come abbiamo ricordato qualche giorno fa. Il popolo cristiano la invoca quale "Ianua Coeli", porta del cielo.