I Dottori della Chiesa cattolica, figure di spicco nella teologia e nella dottrina cristiana, includono spesso Sant'Agostino e San Gregorio Magno. Questi grandi pensatori sono frequentemente raffigurati insieme ad altri due eminenti Dottori, San Gerolamo e Sant'Ambrogio, in opere d'arte che adornano le chiese, come lunette e sottarchi.
San Gregorio Magno dedicò la sua vita a risolvere le problematiche di governo della Chiesa, a eradicare la corruzione, a guidare il clero nella cura delle anime e a diffondere il Vangelo nei territori dei popoli barbari. Parallelamente, si impegnò nella risoluzione di questioni politiche, economiche, diplomatiche e militari in un'epoca di profonda instabilità. Le sue responsabilità includevano la protezione delle vite umane durante periodi di guerra e invasioni, l'assistenza ai poveri, il mantenimento della concordia civile e la garanzia di giustizia tra diverse popolazioni.
Sant'Agostino, invece, è comunemente rappresentato nelle vesti di vescovo e Dottore della Chiesa. La sua associazione con altri santi, e in particolare con gli altri tre Dottori (Gerolamo, Ambrogio e Gregorio Magno), è ampiamente documentata. Questi quattro Dottori sono stati raffigurati in quasi tutte le chiese cristiane d'Occidente, sui pilastri o sulle volte del presbiterio e della navata centrale. Agostino appare vestito da vescovo, monaco o canonico, talvolta con una chiesa in mano, altre volte con un libro, una penna o un cuore, simboli della sua profonda spiritualità e del suo ruolo intellettuale.
Un episodio significativo nella vita di Sant'Agostino è narrato riguardo al suo desiderio di evitarne l'ordinazione episcopale da parte di altre chiese. Il beato Valerio, ormai anziano e grato a Dio per il beneficio concesso, temeva che Agostino potesse essere richiesto come vescovo da altre diocesi vacanti, sottraendolo così alla sua comunità. Mosso da questa preoccupazione, e consapevole della propria fragilità fisica e dell'età avanzata, Valerio scrisse in modo riservato al primate d'Africa, il vescovo di Cartagine. Esponeva la sua debolezza e chiedeva che Agostino fosse ordinato vescovo della chiesa d'Ippona, non tanto come suo successore, ma come vescovo coadiuvante.
Successivamente, in occasione della visita di Megalio, vescovo di Calama e primate della Numidia, alla chiesa d'Ippona, Valerio presentò la sua intenzione ai vescovi presenti, al clero e al popolo, cogliendo tutti di sorpresa.

Juan de Borgoña, noto anche come il Maestro di San Félix, fu un pittore attivo in Spagna tra il 1495 e il 1534, periodo che coincide con l'Alto Rinascimento. La sua prima opera documentata risale al 1495 ed è stata realizzata per il chiostro della Cattedrale di Toledo. Le sue composizioni si distinguono per l'equilibrio, la finezza del disegno delle figure, l'eleganza e l'armonia, spesso ambientate in paesaggi scoscesi o su sfondi di tendaggi dorati e ricamati.
Un'opera inedita, attribuibile a Juan de Borgoña nel suo periodo di maggiore adesione alla cultura prospettica di Urbino, presenta un'iconografia non immediatamente identificabile. Tuttavia, un'iscrizione su uno dei libri aperti chiarisce che il tema trattato è quello dell'Immacolatezza della Vergine. La gestualità dei personaggi raffigurati rimanda al contesto storico delle dispute teologiche sull'Immacolata Concezione tra domenicani e francescani, che ebbero luogo alla fine del XV secolo. L'opera pone al centro il ruolo del francescano Ximenez Cisneros, arcivescovo di Toledo e fondatore dell'Università di Alcalà nel 1508.
L'inedita tavola è stilisticamente attribuibile a Juan de Borgoña nel momento di maggiore adesione alla cultura prospettica di Urbino. L'iconografia non è di immediata identificazione, ma l'iscrizione riportata su uno dei libri aperti permette di stabilire che il tema trattato è quello dell'immacolatezza della Vergine. La decifrazione della gestualità dei personaggi rappresentati riporta al contesto storico delle dispute sul concetto teologico dell'Immacolata Concezione tra domenicani e francescani alla fine del XV secolo. L'ambito di provenienza dell'opera pone al centro il ruolo del francescano Ximenez Cisneros, arcivescovo di Toledo e fondatore dell’Università di Alcalà nel 1508.
Storia dell'arte #12: Rinascimento 1400
Juan de Borgoña studiò e si perfezionò artisticamente in Italia, frequentando la bottega del Ghirlandaio a Firenze nel 1504 e operando successivamente in Lombardia.
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