Natuzza Evolo, Padre Pio e le Anime del Purgatorio

Nella storia della spiritualità cattolica, le apparizioni di anime del Purgatorio sono state documentate nella vita di numerosi mistici e santi, tra cui Natuzza Evolo e Padre Pio. Anche a Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, donna semplice, quasi analfabeta e umile, sono comparse le anime del Purgatorio in numerose occasioni durante la sua vita.

Natuzza non si è mai fatta tramite di richieste o domande ai defunti, ma ha sempre invitato tutti a pregare il Signore e a far celebrare suffragi e sante Messe. In questo mese a loro dedicato, continuiamo a parlare della devozione alle anime bisognose di suffragio, una pratica fondamentale nella fede cattolica.

Le Visioni di Natuzza Evolo e il Purgatorio

Ritratto di Natuzza Evolo in preghiera

Nel nostro tempo, anche molti cristiani devoti non credono all’esistenza di Paradiso, Purgatorio e Inferno. Le numerose testimonianze sulle visioni di Natuzza, raccolte nel testo “Natuzza Evolo”, offrono un contributo significativo a questa tematica. Luciano Regolo, condirettore di “Famiglia Cristiana” e di “Maria con te”, ha conosciuto Natuzza Evolo, la “Mistica di Paravati”, che tra i suoi carismi aveva quello di parlare alle anime dei defunti che le si manifestavano per chiedere preghiere.

Le Esperienze del Professor Valerio Marinelli

Lo scienziato Valerio Marinelli, che a lungo ha studiato i fenomeni paranormali di Natuzza raccogliendo varie testimonianze, ricorda un episodio significativo: “Nel 1985 la signora Jolanda Cuscianna, di Bari, mi incaricò di chiedere a Natuzza della mamma Carmela Tritto, morta nel settembre del 1984. Questa signora era stata testimone di Geova e la figlia era preoccupata per la sua salvezza. Già Padre Pio, quando la mamma era ancora in vita, le aveva detto che si sarebbe salvata, ma la signora Cuscianna voleva la conferma di Natuzza.”

Marinelli continua: “Natuzza, alla quale non parlai del responso di Padre Pio, ma dissi solo che era stata testimone di Geova, mi disse che quell’anima era salva, ma che aveva bisogno di suffragi. La signora Cuscianna pregò molto per la mamma e le fece celebrare anche le Messe gregoriane. Quando fu richiesto a Natuzza, un anno dopo, ella disse che era andata in Paradiso.”

La Natura delle Sofferenze nel Purgatorio

La dottrina del purgatorio

Sempre il professor Marinelli ricorda, riguardo alla tematica del Purgatorio, un dialogo con Padre Michele: “Padre Michele la interrogò dopo su questo tema, e Natuzza gli ribadì che effettivamente le sofferenze del Purgatorio possono essere molto acute, tanto che si parla di fiamme del Purgatorio, per farci capire l’intensità del loro dolore.”

Le anime del Purgatorio possono essere suffragate dagli uomini vivi, ma non dalle anime dei defunti, nemmeno da quelle del Paradiso; soltanto la Madonna, tra le anime del cielo, può aiutarle. E durante la celebrazione della Messa, disse Natuzza a padre Michele, molte anime si affollano all’interno delle chiese, aspettando come mendicanti la preghiera del sacerdote a loro vantaggio.

Intensità delle Pene e Valore delle Sofferenze Terrene

Il 1° ottobre del 1997, Marinelli ebbe l’occasione di incontrare Natuzza presso la Casa Anziani, alla presenza di padre Michele, e tornò ancora con lei su questo argomento. Le chiese se fosse vero che le sofferenze della terra sono poca cosa rispetto a quelle del Purgatorio, e lei gli rispose che le pene del Purgatorio sono sempre commisurate ai peccati compiuti dalla singola anima; che le sofferenze terrene, se accettate con pazienza ed offerte a Dio, hanno grande valore, e possono accorciare di molto il proprio Purgatorio.

Un esempio riportato da Natuzza è che un mese di sofferenza terrena potrebbe evitare, ad esempio, un anno di Purgatorio, come capitò a sua madre. Natuzza ricordò che con la sua malattia avuta prima di morire, sua madre ebbe risparmiata una parte di Purgatorio e andò quasi subito al Prato Verde, dove non si soffre pur non avendo ancora la visione beatifica.

Le sofferenze del Purgatorio, aggiunse Natuzza, possono essere talvolta più aspre perfino di quelle dell’Inferno, ma le anime le sopportano volentieri perché sanno che prima, o dopo, avranno la visione eterna di Dio e sono sorrette da questa certezza; inoltre arrivano a loro i suffragi che mitigano ed abbreviano le loro pene. Qualche volta hanno il conforto dell’angelo custode. Tuttavia, a qualche anima che aveva gravemente peccato, ha raccontato Natuzza, è capitato di essere rimasta per molto tempo in dubbio sulla propria salvezza, stando sopra un precipizio da dove da una parte c’era il buio, dall’altra il mare, e dall’altra il fuoco, e l’anima non sapeva se fosse in Purgatorio oppure all’Inferno.

Schema che illustra il concetto di Purgatorio nella dottrina cattolica

L'Incontro tra Natuzza Evolo e Padre Pio

Un momento significativo è l'incontro tra Padre Pio e Natuzza. Era il 20 settembre 1968, il giorno della dipartita di Padre Pio. Quello non fu l’unico incontro tra Padre Pio e Natuzza. Al termine della messa, la mistica chiese al Santo di confessarla e Padre Pio le rispose: “Ma cosa vuoi confessarti tu, ti sei già confessata e hai ricevuto l’eucaristia. Ricordati di quello che ti ha detto la Madonna.”

Questo evento è stato interpretato come un passaggio di testimone, infatti, Natuzza ha sofferto molto fino al giorno della sua dipartita, l’1 novembre 2009. Don Pasquale evidenzia anche un’altra “coincidenza” tra la donna e il frate. “Quando a San Giovanni Rotondo hanno saputo che Padre Pio voleva realizzare quelle cose, hanno detto che era pazzo.” E Natuzza replicò: “È qua siamo pure pazzi.” Tutti sappiamo come è andata a finire per le opere di Padre Pio.

Le esperienze di Natuzza Evolo, dunque, arricchiscono la comprensione del Purgatorio e della comunione dei santi, sottolineando l'importanza della preghiera e dei suffragi per le anime dei defunti, temi cari anche a Padre Pio.

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