La Natività nell'Arte: Dalle Tradizioni Presepiali al Vetro Dipinto

La Natività è da secoli una delle scene sacre più importanti e rappresentative, capace di affascinare e ispirare artisti di ogni epoca e disciplina. Dalla tradizione presepiale più autentica alle imponenti vetrate delle cattedrali, l'evento della nascita di Gesù è stato immortalato attraverso tecniche e stili diversi, spesso con un'attenzione particolare all'uso del vetro, sia come elemento decorativo che come vera e propria tela artistica.

La Natività nella Tradizione Presepiale e le Sue Origini

Nella tradizione presepiale, in particolare quella napoletana, la Natività è il fulcro della rappresentazione. La scena comprende la Madonna e San Giuseppe, spesso dotati di mani e piedi in legno, testa in terracotta, occhi di vetro, corpo in fil di stoppa ricoperto da canapa e abiti in seta di San Leucio. Il Bambinello è realizzato interamente in terracotta artigianalmente, anch'esso con occhi di vetro. Questi dettagli mettono in evidenza l'importanza del vetro nella creazione di un realismo toccante, anche in contesti artigianali tradizionali.

La Natività nell'Arte di Venezia: Tra Pittura e Vetro

Venezia, città d'arte e di maestria, offre numerose rappresentazioni della Natività, alcune delle quali toccano anche il mondo del vetro. Nella Chiesa di San Giuseppe di Castello, sul timpano della facciata, sopra il portale, si può ammirare un bassorilievo raffigurante l'Adorazione dei Magi di Giulio dal Moro. Sull’altare maggiore, la pala Adorazione dei Pastori è opera di Paolo Veronese. La Natività del Tiepolo si può ammirare nel soffitto della Chiesa di Santa Maria del Rosario (Gesuati), mentre alle Gallerie dell’Accademia si trova il Trittico della Natività di Giovanni Bellini e alla Scuola Grande di San Rocco l'Adorazione dei pastori di Tintoretto. Al Museo delle Icone, è possibile ammirare la Natività in un'icona della seconda metà del 1400. In particolare, la Chiesa degli Scalzi, vicino alla Stazione ferroviaria di Venezia, ha ospitato in passato esposizioni di presepi in vetro, come il "Murano Glass Christmas" (dal 16 dicembre al 20 gennaio 2018), evidenziando il legame profondo tra la città lagunare e l'arte vetraria.

Capolavori Pittorici della Natività

Molti dei più grandi maestri della pittura hanno interpretato la Natività con stili e sensibilità unici:

  • La Natività di Giotto

    La scena della Natività dipinta da Giotto è caratterizzata da colori tenui e delicati, e da un paesaggio roccioso che fa da sfondo all’evento: Maria è adagiata su un declivio roccioso, ha appena dato alla luce Gesù, mentre Giuseppe si trova in basso, accovacciato e addormentato per simboleggiare il suo ruolo passivo nella vicenda.

  • La Natività di Botticelli

    Questa Natività di Botticelli è particolarmente interessante perché si distacca moltissimo dalla sua celebre Venere o dalla Primavera. Le figure, infatti, sono rigide, le linee non sono sinuose ma spezzate e nervose e i colori sono quasi violenti.

  • La Natività con angeli del Parmigianino

    Si cambia stile e scenario con "La Natività con angeli" del Parmigianino, conservata nella Galleria Doria-Pamphili a Roma e considerata un dittico insieme alla Madonna Doria.

  • La Natività di Caravaggio

    Una tela di 268 x 197 cm racconta la nascita di Gesù, naturalmente nel modo di Caravaggio: i protagonisti sono persone della strada, mendicanti, poveri, la Madonna è una donna comune dallo sguardo malinconico, il bue e l’asinello si intravedono e ogni personaggio è ritratto in una posa spontanea. Questo dipinto ha anche una storia molto travagliata: venne rubato su commissione della mafia nel 1969, un furto che ha dato origine a molte dicerie sul suo destino nel corso degli anni.

  • La Natività di Chagall

    Lo stile onirico e fiabesco del pittore russo Marc Chagall è inconfondibile anche quando si confronta con un soggetto religioso. Nella sua Natività, Chagall ritrae una Madonna con Bambino eterea, sospesa da un lato del dipinto mentre scorge in lontananza un crocifisso, anch’esso sospeso su un tappeto di rose e simboli variopinti.

    Quadro raffigurante la Natività in stile onirico di Marc Chagall

L'Arte delle Vetrate e il Tema della Natività

Il Natale è la festa della luce, simboleggiata dalle illuminazioni e dalle candele, ma che possiamo ritrovare anche nell’arte delle vetrate, così presente nelle nostre chiese. Nelle cattedrali gotiche, le vetrate policrome corrispondevano alla filosofia neoplatonica secondo cui la luce rimanda a Dio, un’estetica che fece diventare il tema della luce fondamentale nell’arte religiosa. Padre Fiorenzo Gobbo, uno dei grandi artisti friulani della vetrata artistica, affermò che «quando il fedele entra in chiesa, è aiutato dalla luce e dal colore a visualizzare quello che si celebra. La vetrata è un mistero sacro cantato, la predica passa, l’immagine resta e accompagna tutta la celebrazione della liturgia in modo che non solo si vede, ma si capisce ciò che si celebra».

Evoluzione Storica delle Vetrate Artistiche

Anche nella Firenze rinascimentale grandi artisti come Donatello, Paolo Uccello e Ghiberti disegnarono i cartoni per le vetrate di Santa Maria del Fiore. Tuttavia, fu nell'Ottocento, con la rivalutazione romantica dell’arte medievale, che questa arte fu nuovamente apprezzata, raggiungendo nel periodo Art Nouveau un ruolo importante.

Un vero rinnovamento si ebbe soprattutto nella seconda metà del '900, quando architetti e artisti di fama internazionale rinnovarono questo antico artigianato. Matisse ideò la Cappella del Rosario (1949-1951) a Vence con delle vetrate ispirate all’essenzialità dei papiers découpés, e subito dopo Le Corbusier costruì la cappella di Rochamps (1950-1956) con vetrate policrome poste nei profondi strombi delle finestre. Georges Rouault (1871-1958) nei suoi dipinti sembra ispirarsi alle strutture in piombo delle vetrate nei tratti neri che delimitano le figure, mentre Chagall dal 1950 si dedicò all’arte delle vetrate, dove ebbe modo di esprimere i suoi interessi biblici.

Vetrate policrome in una cattedrale gotica

La Tradizione delle Vetrate in Friuli

In Friuli si dovette aspettare la ricostruzione dopo il terremoto del 1976 per accogliere le nuove tendenze artistiche. Per padre Fiorenzo Gobbo le vetrate sono “musica visiva”. Egli usava la tecnica tradizionale con i vetri tagliati e composti entro le intelaiature di piombo nelle chiese dall’architettura tradizionale, mentre i vetri cemento, dai forti spessori sagomati a spacco, venivano preferiti nelle architetture moderne. Nelle sue vetrate combinò la tradizione figurativa, appresa a Roma da un maestro tedesco, e le tendenze innovative conosciute in Accademia.

Sulla parete meridionale di alcune chiese è possibile osservare la Finestra del Natale. In alto, la stella si posa sopra il luogo di nascita di Gesù e con la sua luce lo segnala all’umanità. Questa iconografia ha una lunga tradizione in Friuli e compare anche nel canto del Missus. Giuseppe, Maria e il bambino Gesù sono adorati dai tre Magi (Matteo 2), giunti dall’oriente seguendo la stella. Chiedono notizie a Erode, che li invia a Betlemme dove adorano Gesù bambino e gli offrono oro, simbolo di regalità, incenso, simbolo di ministero sacerdotale, e mirra, simbolo di incarnazione in un vero uomo. In basso si raffigura la scena della Presentazione al tempio (Luca 2,21-39); secondo la Legge mosaica, dopo due settimane dalla nascita Gesù, come tutti i primogeniti, viene consacrato al Signore nel tempio di Gerusalemme. Contemporaneamente, Giuseppe ha in mano le colombe per il sacrificio della purificazione di Maria.

Alessandro Ricardi di Netro: Maestro del Vetro Dipinto

Di nobile famiglia piemontese e lontano discendente di Ippolito Nievo, Alessandro Ricardi di Netro (Torino, 1924 - Strassoldo, 2003) frequentò la sezione di pittura dell’Accademia Albertina di Torino con Felice Casorati. Dapprima in Piemonte realizzò illustrazioni per importanti case editrici italiane e straniere. Giunto in Friuli negli anni Sessanta, dimorò nell’ala settecentesca del castello di Colloredo, dove creò un laboratorio artigiano in cui praticare la sua attività artistica: affreschi, ma soprattutto incisioni, vetrate e piccoli oggetti in vetro dipinto.

Frequentò il pittore Enrico Ursella di Buja e si cimentò nella pittura e negli affreschi, e proprio dipingendo la parrocchiale di Pagnacco (1957) decise di dedicarsi alle vetrate istoriate ispirandosi alle tecniche antiche. Dal bozzetto approvato dal committente, eseguiva il cartone, cioè il disegno a grandezza naturale, che veniva riportato su cartoncini sagomati come le forme disegnate su cui tagliava i vetri, preferibilmente soffiati a mano nelle vetrerie di Francia e Germania. Li dipingeva e per creare il chiaroscuro usava la grisaille, che conferiva tridimensionalità e permetteva di aggiungere particolari minuti. Grazie all'attenzione posta alle antiche tecniche artigianali, la sua ispirazione fu prevalentemente figurativa, con una grande attenzione data ai particolari e alla resa plastica delle figure attraverso i chiaroscuri a grisaille.

corso di vetrate artistiche, velatura di grisaglia

Le Natività di Ricardi di Netro nel Vetro

Notevole fu la sua attività nella ricostruzione post terremoto, tra cui spiccano le ventinove vetrate eseguite negli anni ’80 per la nuova chiesa di Sornico ad Artegna, dove nella parete sinistra dell’abside raffigurò l’Incarnazione. La Madonna, rappresentata in vesti fiamminghe, regge tra le braccia il bambino Gesù avvolto in fasce e che irradia luce come nelle invenzioni di Correggio, mentre Giuseppe illumina la scena con la luce di una lanterna.

La scena della Natività compare anche nel ciclo per la parrocchiale di Bugnins, concepito unitariamente ma eseguito dal 1963 al 1991. Questa vetrata è molto diversa da quella di Sornico per la precisione dei dettagli e l’uso di colori e chiaroscuri, che evidenziano la tridimensionalità delle figure, secondo la tradizione medievale. Con una prospettiva che sale verso l’alto, la Madonna con Gesù nella mangiatoia sono disposti in primo piano, raffigurati nel gesto protettivo di Maria che protegge il figlio con i lembi del mantello.

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