Le competenze linguistiche sono al centro della costruzione dello spazio europeo dell'istruzione. La coesistenza di molte lingue in Europa è un simbolo forte dell'aspirazione dell'Unione europea a essere unita nella diversità, uno dei fondamenti del progetto europeo.
Iniziative Europee per la Promozione del Multilinguismo
L'UE promuove da tempo l'apprendimento delle lingue in tutta Europa. Questo impegno si manifesta attraverso vari programmi e iniziative volti a sostenere l'acquisizione di competenze linguistiche fin dalla più tenera età.
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Programmi di Mobilità e Apprendimento
Un programma specifico promuove l'apprendimento delle lingue fin dalla più tenera età consentendo agli alunni, ai gruppi di alunni e alle classi delle scuole e degli istituti di istruzione e formazione professionale di studiare presso una scuola ospitante o di partecipare a un tirocinio in un altro paese europeo. Questi scambi culturali e formativi sono cruciali per l'esposizione a nuove lingue e culture.
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Ricerca e Monitoraggio
La piattaforma MultiMind è un esempio di iniziativa nel campo della ricerca e formazione, puntando a realizzare progressi fondamentali nella ricerca sul multilinguismo adottando un approccio multidisciplinare. Ogni anno, inoltre, la Commissione europea pubblica la relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione, che raccoglie un'ampia gamma di dati per mostrare l'evoluzione dei sistemi di istruzione e formazione degli Stati membri dell'UE.

A partire dal 2018, la Commissione collabora anche con l'OCSE allo sviluppo del modulo di valutazione delle lingue straniere (FLA) del programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA), evidenziando l'importanza di strumenti standardizzati per misurare le competenze linguistiche.
Il Fenomeno del "Native-Speakerism" nell'Insegnamento delle Lingue
Nonostante gli sforzi per promuovere la diversità linguistica e l'apprendimento delle lingue in Europa, negli ambienti di insegnamento dell'inglese come lingua straniera (EFL) e seconda lingua (ESL), c'è spesso un'enfasi eccessiva sulla competenza linguistica nativa degli insegnanti. Questo fenomeno è noto come "native-speakerism".
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Definizione e Implicazioni
Il native-speakerism si basa sull'idea errata che solo i madrelingua anglofoni possano insegnare efficacemente la lingua. Questa concezione porta a credere che i madrelingua possiedano una capacità innata di trasmettere la lingua in modo autentico e corretto, rendendoli intrinsecamente superiori come insegnanti.
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Una Forma di Discriminazione
È fondamentale riconoscere che il native-speakerism è una forma di discriminazione. Esso esclude automaticamente molti insegnanti non madrelingua qualificati, basandosi sulla lingua madre anziché sulle reali competenze didattiche e pedagogiche.

Competenza Linguistica vs. Competenze Pedagogiche
Per superare il native-speakerism, è fondamentale distinguere tra la competenza linguistica e le competenze pedagogiche quando si valuta un insegnante di inglese o di qualsiasi altra lingua.
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La Competenza Linguistica
La competenza linguistica si riferisce alla padronanza della lingua stessa, inclusa la grammatica, il vocabolario e la pronuncia. Sebbene importante, non è l'unico fattore determinante per un insegnante efficace. È importante sottolineare che non tutti i madrelingua sono insegnanti efficaci: essere un madrelingua non garantisce automaticamente la capacità di trasmettere la lingua agli altri.
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Le Competenze Pedagogiche
Le competenze pedagogiche sono, invece, fondamentali per un insegnante di lingua efficace. Queste includono la capacità di spiegare concetti complessi, gestire la classe, motivare gli studenti, adattare i materiali didattici e valutare i progressi. Molti insegnanti non madrelingua hanno ottime competenze pedagogiche acquisite attraverso una formazione specifica e una vasta esperienza, spesso comprendendo meglio le sfide che gli studenti affrontano nell'apprendimento di una nuova lingua.
La didattica per competenze nell'insegnamento delle lingue classiche - seconda parte
Superare il "Native-Speakerism": Verso una Valutazione Equa
È tempo di superare il native-speakerism nell'insegnamento dell'inglese e di altre lingue. Gli insegnanti dovrebbero essere valutati sulla base delle loro competenze pedagogiche e della loro capacità di facilitare l'apprendimento degli studenti, indipendentemente dalla loro lingua madre. Un approccio più equo e meritocratico nell'assunzione e valutazione degli insegnanti di lingua contribuirebbe a valorizzare la diversità di talenti e a migliorare la qualità dell'istruzione linguistica in Europa, in linea con i principi di inclusione e diversità promossi dall'Unione Europea.
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