Nel luglio del 1923, un annuncio solenne gettò un'ombra gelida sul convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo. I cardinali avevano decretato che le stimmate non erano soprannaturali. "La Suprema sacra Congregazione del Santo Uffizio, cui spetta di provvedere all’integrità della Fede e dei Costumi, premessa una inchiesta sui fatti che vengono attribuiti al P. [Padre Pio]", così recitava la comunicazione, apparsa su un giornale del 5 luglio. I frati erano scossi.
La Prova della Fede: Le Stimmate Sotto Esame
Padre Pio, rientrando nella sua cella, si sentiva solo come non mai. Dalle finestre aperte entravano i rumori della vita quotidiana: i cinguettii degli uccelli, le grida dei ragazzi del paese saliti al convento per il catechismo, il muggito di una mucca, il belato di un gregge, i richiami dei contadini che stavano falciando. Ma padre Pio non percepiva nulla di tutto ciò. Le parole dei cardinali erano per lui come bastonate. Per i rappresentanti di quella Chiesa di Cristo che Pio amava come la sua stessa madre, nulla di ciò che lo riguardava veniva dal Cielo.
Entrando nella sua cella e posando gli occhi sul crocifisso appeso alla parete, sussurrò piano: «Non ho mai chiesto di essere un esempio. Mai ho voluto essere guardato come qualcuno di speciale ma solo come un tramite per rivolgere la mente e il cuore all’Altissimo. Questo sarebbe il conforto che desidero.» In quei momenti difficili, una voce roca e catarrosa gli si insinuò, dicendo: «Ti hanno lasciato solo.» Padre Pio reagì con forza: «No!», gridò, e i suoi occhi velati di pianto mandarono scintille come quando si tocca col ferro il ceppo sul fuoco. «No!»
Si lasciò cadere sul letto, si chinò in avanti e si coprì il viso con i guanti. Le lacrime irruppero come da una fontana e si mescolarono al sangue che filtrava dalle bende, lasciandogli sulle guance una tinta rosata. Ma di colpo, alzò la testa. Si asciugò gli occhi con la manica del saio, allungò la mano e prese il Vangelo, appoggiato sulla sedia accanto. La sua preghiera, come quella di Cristo nell'orto, fu: «Padre, se vuoi allontana da me questo calice. Però non la mia volontà sia fatta, ma la tua.»

L'Angelo Custode di Padre Pio: Una Confidenza Straordinaria
In ogni vita, ci sono angeli che vegliano sugli uomini; li chiamiamo "Angeli Custodi". Essi vegliano su di noi, presentano a Dio le nostre preghiere e ci esortano al bene. Padre Pio ebbe una confidenza e una familiarità straordinarie con il proprio Angelo Custode, l’angelo al quale il Signore aveva affidato l’oneroso compito di proteggere e custodire quest'uomo eccezionale. Egli dovette salire spesso in cielo per chiedere consiglio.

Il Ruolo e l'Intervento dell'Angelo nella Vita di Padre Pio
Padre Pio spesso affidava all’Angelo il compito di andare a consolare le anime afflitte. In una sua lettera a Padre Benedetto (Epist. I, 394), scrive: “Lo sa il buon Angelo mio custode, a cui tante volte ho affidato il delicato ufficio di venirmi a consolare”. I consigli dell’Angelo Custode erano preziosi, specialmente nelle insinuazioni diaboliche.
Quanto lirismo e quanta delicatezza emergono nelle espressioni di Padre Pio riguardo al suo Angelo: “.. dormo di un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra… aspettando che il mio piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al Diletto dei nostri cuori.”
Dialoghi e Tenerezza: Le Parole dell'Angelo
Un episodio significativo narra di come San Pio, una volta, sgridò il suo Angelo custode perché si era fatto attendere mentre i demoni lo percuotevano. Finalmente, l'Angelo arrivò. Il santo lo "pulì" evitando il suo sguardo. Ed ecco le parole dell’Angelo, dense di "cielo" e di tenerezza: “Ti sono sempre vicino, mio diletto giovane…, io mi aggiro sempre a te d’intorno con quell’affetto che suscitò la tua riconoscenza verso il Diletto del tuo cuore… Io so che il tuo cuore batte per il nostro comune Diletto. Io so che tutto faresti …per riabbracciarlo… per non essere più separato da lui… Ma devi aspettare ancora un poco.”
L'Angelo continuò, con parole quasi poetiche: “Egli per adesso nulla può darti come il raggio di una stella, il profumo di un fiore, Il gemito di un’arpa, la carezza del vento.” Padre Pio commentò: “Com’è poeta questo angelo custode! Povero Angiolino!”

Gli Angeli Custodi: Protettori e Intercessori
Gli angeli custodi, tutti uniti, presentano a Dio le preghiere dei Santi. Essi proteggono la Chiesa e combattono costantemente per la salvezza delle anime.