Nuove Scoperte a Saqqara: Una Finestra sull'Antico Egitto
Archeologi hanno aperto un sarcofago dissotterrato a Saqqara, a sud del Cairo, in Egitto. In questo sito è stata scoperta la mummia più antica mai trovata fino a oggi, ricoperta di foglie d'oro e appartenente a un uomo chiamato Hekashepes. Era chiusa in un sarcofago che non veniva aperto da circa 4.300 anni. Saqqara, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, è stato un luogo di sepoltura attivo per più di 3.000 anni e si trova nei pressi dell'antica capitale egizia Menfi, ospitando diverse piramidi, come quella a gradoni situata vicino al pozzo in cui è stato trovato il sarcofago con la mummia di Hekashepes.

Nello stesso luogo sono state rinvenute anche altre tre tombe di persone la cui identità è stata già scoperta dagli esperti. Una pare appartenere a un "custode segreto", mentre la più grande delle mummie emerse da tutta l'antica necropoli sarebbe di un sacerdote, ispettore e supervisore di nobili chiamato Khnumdjedef. La terza, invece, si pensa sia appartenuta a un giudice e scrittore di nome Fetek e nella sua tomba è stata scoperta una collezione di statue, le più grandi mai trovate nella zona. Dagli scavi condotti in questa cittadina, già famosa per le sue piramidi, sono emersi non solo tombe, ma anche oggetti di vario tipo e ceramiche, tutto risalente, secondo l'ex ministro delle Antichità egiziano Zahi Hawass, a un periodo compreso tra il XXV e il XXII secolo A.C. circa. "Questa scoperta", ha spiegato Ali Abu Deshish, archeologo coinvolto negli scavi, "è molto importante perché mette in relazione i re con le persone che vivevano intorno a loro."
La Visione Egizia dell'Aldilà e la Nascita della Mummificazione
Nell'Egitto antico nacque il culto più illustre e colossale dei morti che l'uomo abbia mai celebrato sulla terra. Le case e i palazzi dei vivi sono scomparsi, ma le tombe dei re, dei nobili e dei lavoratori restano a testimoniare come vivevano gli uomini nell'antico Egitto e come venivano sepolti. L'antico egiziano credeva che ogni uomo avesse molte anime: solo il corpo moriva, ma le anime, Ka, Ba e Ankh, vivevano come creature spirituali. Il Ka è il gemello doppio della morte e deve nutrirsi come il corpo umano. Per il Ba, la casa dei morti deve essere a ovest, così il Ba può viaggiare nel mondo inferiore con il sole in declino e tornare con il sole nascente nel corpo umano. L'Ankh custodisce la morte e segue come fantasma vendicatore chiunque disturbi il silenzio della tomba. Dopo la morte questi spiriti venivano liberati dal corpo, con i Ba che visitavano la famiglia e gli amici e il Ka che viaggiava avanti e indietro dal corpo agli inferi.

Gli antichi egizi avevano elaborati preparativi per la morte. Se una morte avveniva inaspettatamente, la persona poteva essere sepolta in una tomba destinata a un altro membro della famiglia, oppure le decorazioni della tomba potevano essere completate dai bambini del defunto. La bara poteva essere decorata con le ali di un avvoltoio protettivo, con collane floreali per simboleggiare la rigenerazione o con immagini dei quattro dei a cui era stata affidata la protezione degli organi interni rimossi durante il processo di mummificazione: Quebehsenuef, il dio dalla testa di falco che custodiva gli intestini; il Duamutef dalla testa di sciacallo, che custodiva lo stomaco; l'Imseti di origine umana, che custodiva il fegato; e il dio scimmia Hapy, che custodiva i polmoni.
Il Complesso Processo di Mummificazione
L'imbalsamazione e la mummificazione, inizialmente riservate solo ai faraoni, alla fine si diffusero in tutti i gruppi sociali, permettendo così a Ba e Ka di trovare il corpo corretto. Il processo di mummificazione era complesso e dipendeva fortemente dallo status sociale della persona deceduta: chiaramente più alto era il rango sociale, migliore era la mummificazione. Il "mummia-master" iniziava la vera mummificazione del defunto. Per settanta giorni sacerdoti e imbalsamatori erano impegnati con la preparazione del cadavere.
Il morto era posto su un tavolo alto 30 cm con un foro, si pensava che i liquidi corporei potessero defluire. Dapprima il corpo veniva lavato con vino di palma e acqua del Nilo, in seguito avveniva la rimozione degli organi interni attraverso una fessura nell'addome. Il cervello veniva rimosso attraverso il naso e scartato, mentre il cuore veniva lasciato nel corpo. Gli organi mummificati venivano collocati separatamente in quattro vasi canopici. In periodi successivi, gli organi interni disidratati furono avvolti e rimpiazzati nel corpo prima della sepoltura, e i vasi canopici rimasero vuoti.

Il corpo veniva quindi imballato e coperto di natron (carbonato di sodio idrato) e lasciato asciugare per 40 giorni. Dopo questo periodo, la mummia veniva nuovamente lavata, cosparsa di profumo con oli e avvolta in strisce di lino. Le dita, anche quelle dei piedi, e gli arti venivano avvolti separatamente e gli amuleti collocati tra gli involucri. Una copia di versi del Libro dei Morti veniva messa tra le mani e più strisce di lino avvolte attorno a tutto il corpo. Ad ogni strato, veniva applicata resina liquida per incollare le bende.
Rituali Funerari e Preparazione per l'Eternità
I sacerdoti facevano cerimonie e rituali religiosi durante il processo di mummificazione e sepoltura per preparare i defunti all'aldilà. Gli antichi egizi credevano che il defunto dovesse superare alcune prove stabilite dagli dei e che il Libro dei Morti che portava con sé lo avrebbe aiutato in questo transito. Il più importante di tutti era la pesatura dell'ib (cuore) - che era rimasto nel corpo - contro la piuma di Maat (verità). Un sacerdote travestito da Anubi, il dio con la testa di sciacallo, aveva la supervisione di questa sacra cerimonia.
Prima dell'internamento, l'artigiano della città dei morti produceva la maschera della morte raffigurante il volto della persona morta. La maschera della morte non copriva solo il volto, ma anche la parte superiore del seno e la schiena. Per i faraoni e le persone importanti le maschere erano realizzate in oro puro e intarsiate con pietre preziose.

Mummie Illustri e Studi Avanzati
Il Sacerdote Nesyamun: Una Voce dal Passato
Il corpo mummificato di Nesyamun, un uomo egiziano che visse durante il regno del faraone Ramses XI (1099 - 1069 a.C.), ha rappresentato il soggetto ideale per un innovativo progetto di ricerca. Per Nesyamun, sacerdote del tempio di Karnak a Tebe, nell'Antico Egitto, la voce era uno strumento di lavoro fondamentale: sosteneva i canti, le preghiere e le funzioni del suo ruolo di leader religioso e di scriba. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Londra e dell’Università di York, con la collaborazione del Leeds Teaching Hospitals e del Leeds Museums and Galleries, ha ricostruito il tratto vocale di Nesyamun.
I MISTERI DI UNA MUMMIA EGIZIA DI TREMILA ANNI FA'...
Secondo lo studio pubblicato su Scientific Reports, le dimensioni precise del tratto vocale di un individuo producono un suono unico. Se le dimensioni del tratto possono essere scientificamente stabilite, i suoni vocali possono essere sintetizzati utilizzando un suono della laringe elettronico e un tratto vocale stampato in 3-D. Il progetto "Voices from the Past" è stato istituito per indagare questa possibilità, specie su coloro che sono morti da tempo e nei casi in cui i loro resti sono sufficientemente ben conservati.
Nel 2016 l'equipe ha spostato la mummia dal museo per trasferirla presso il vicino Dipartimento di Tomografia Computerizzata (TC) del Leeds General Infirmary, dove sono iniziate le ricerche. Le immagini TC hanno rivelato un'ottima conservazione del suo tratto vocale grazie alla mummificazione, nonostante il sacerdote sia morto a un'età stimata attorno ai 55 anni, con gengive malate e denti consumati. I ricercatori hanno realizzato una copia 3D del tratto vocalico del sacerdote compreso tra labbra e laringe, che hanno connesso a un altoparlante. Il tutto è stato collegato a un computer che ha permesso di produrre un'onda sonora elettronica e di generare il suono vocalico che si sarebbe sentito. Nella ricostruzione del suono, i ricercatori hanno dovuto riempire con un software le lacune create dal tempo e dalla lunga sepoltura, poiché il palato molle era scomparso e la lingua, che la mummia esibiva fuori dalla bocca, era raggrinzita. Si pensa che a uccidere Nesyamun possa essere stata la puntura di un insetto avvenuta proprio sulla lingua, che suscitò una reazione allergica dagli esiti fatali. L'assenza di questi elementi essenziali rende difficile produrre suoni più articolati di una singola vocale. Chi superava il test della pesatura del cuore si guadagnava l'epiteto di maat kheru, "giusto di voce", "giustificato": un termine che compare sulle iscrizioni del sarcofago di Nesyamun.
Amenhotep I: Il Faraone Avvolto nel Mistero
La mummia dell'antico faraone egiziano Amenhotep I era avvolta con tale attenzione - decorata con ghirlande di fiori e sepolta con una maschera facciale realistica - che gli scienziati hanno esitato a lungo prima di dare un'occhiata da vicino ai resti. Gli studiosi hanno scoperto che il faraone, che regnò dal 1525 a.C. al 1504 a.C. circa, aveva 35 anni ed era alto 169 cm quando è morto. Era anche circonciso e aveva una buona dentatura. La mummia di Amenhotep I indossa un gioiello chiamato cintura, poiché gli antichi egizi indossavano gioielli come questo intorno alla vita.
La mummia di Amenhotep fu scoperta nel 1881, insieme a molte altre, in una tomba sulla riva occidentale di Tebe (l'odierna Luxor). La sua mummia era stata posta nella tomba durante la 21ª dinastia (dal 1070 a.C. al 945 a.C.). I ricercatori hanno scoperto che i ladri avevano danneggiato il corpo del faraone. La maggior parte delle mummie di faraoni è stata liberata dal suo involucro o ampiamente studiata utilizzando le scansioni di tomografia computerizzata; Amenhotep I era una delle poche mummie reali a non essere stata ancora esaminata in dettaglio.
Altre Importanti Scoperte di Mummie Reali e Nobili
- Il nascondiglio di Deir el-Bahari: Nel 1870, presso la riva ovest di Luxor, fu scoperto per caso dalla famiglia Abdel Rassul un nascondiglio che conteneva due gruppi di mummie in semplici e spessi sarcofagi di legno. Questo gruppo comprendeva mummie della XVII e XX dinastia come Seqenenre, Ahmose, Amenhotep I, Tutmosis I, II, III, Ramses I, Seti I e Ramses II, oltre a otto mummie di principesse. Nel 1881, una delegazione ufficiale trasportò le 40 mummie appena scoperte al Cairo.
- La tomba di Amhotep II (KV35): Più avanti, un altro nascondiglio reale fu scoperto dall'egittologo francese V. Loret all'interno della tomba di Amhotep II (KV35) presso la riva occidentale di Luxor e comprendeva 11 mummie reali.
- Missione archeologica svizzera nella Valle dei Re (2014): Un deposito della XVIII dinastia contenente quasi 60 mummie reali fu rinvenuto sulla riva ovest a Luxor. La tomba contiene anche i resti di sarcofagi in legno e maschere di mummia di cartonnage raffiguranti le caratteristiche facciali del defunto. Tra i reperti c'erano mummie ben conservate di bambini piccoli e una vasta collezione di oggetti funerari. Anche i resti di sarcofagi in legno sono stati portati alla luce, dimostrando che la tomba fu riutilizzata dai preti come cimitero.
- La mummia di Pasherienaset: Presso il Museo di Archeologia Ligure si trova la mummia di Pasherienaset, completamente avvolta da bende, eccetto per alcune zone lacerate in corrispondenza del capo e dei piedi. Le ossa del cranio e dei piedi sono disarticolate dal resto del corpo. L'assenza di artrosi, osservabile tramite radiografia, porta a pensare che si tratti di un individuo adulto intorno ai trentacinque-quarant'anni d'età. Le braccia sono incrociate nella classica posizione osiriana. All'interno delle bende sono stati recuperati amuleti e una corazza magica. La mummia è stata datata all'età tarda, XXVI dinastia egizia.
- Mummia femminile con gioielli d'oro (Luxor, 2014): Un'antica mummia egizia femminile che indossava gioielli d'oro è stata rinvenuta nel tempio di Thutmose III ad Al-Gorna sulla riva occidentale di Luxor. La mummia è in cattive condizioni di conservazione a causa di saccheggi, ma i gioielli, tra cui una collana in oro decorata con pietre semi-preziose e piatti d'oro, con un ciondolo conchiglia dorata finemente lavorato, sono in perfette condizioni.
- Mummie umane e di coccodrilli (Giovanni Miani): Questa mummia umana, affiancata da due mummie di coccodrillo, fa parte di una ricca collezione etnografica di reperti africani raccolti dall'esploratore Giovanni Miani a metà dell'Ottocento. Miani racconta che le mummie furono rinvenute in Egitto in una grande grotta sulla Catena Arabica nei pressi di Manfalut, dove moltissimi coccodrilli imbalsamati erano stati deposti insieme ad alcune mummie umane. Il corpo, perfettamente conservato al momento del ritrovamento, aveva il corpo avvolto da bende di lino e il viso coperto da una maschera d'oro. Miani suppose fosse una delle sacerdotesse descritte da Erodoto, che avevano il compito di nutrire i coccodrilli ritenuti l'incarnazione del dio Sobek. Sia le sacerdotesse che i sacri rettili dopo la morte venivano imbalsamati e avvolti in bende come le persone di alto rango.
L'Arte del Restauro e la Conservazione delle Mummie
Cinzia Oliva, esperta di mummie e restauratrice di tessuti antichi, alterna insegnamento accademico e lavoro in laboratorio, affrontando manufatti che vanno dagli Inca agli stendardi del ‘600. Ha restaurato le mummie di Rovigo, Meryt e Baby, e ha lavorato al cantiere di restauro della mummia dal sudario rosso aperto al pubblico al museo civico Archeologico di Bologna. Formatasi al Victoria and Albert Museum di Londra, è libera professionista presso musei e istituzioni come il Museo Egizio di Torino, i Musei Vaticani e le collezioni archeologiche di Milano, Bologna, Venezia e Napoli. Il suo lavoro di restauratrice contribuisce in modo significativo alla conservazione e allo studio di questi preziosi reperti.
Il Museo Egizio di Torino: Tra Vita, Morte ed Etica dell'Esposizione
Il Museo Egizio di Torino ha aperto la nuova sala "Alla ricerca della vita" con una teca allestita per contenere 91 mummie. Tra queste, sei sono state scelte per raccontare le varie fasi dell'esistenza, dalla gravidanza all'età avanzata, nell'Antico Egitto. Si tratta di tracce di storie intime e frammenti di esistenze lontane nel tempo, che riaffiorano dal passato attraverso sei individui che hanno cessato il proprio cammino terreno a età diverse, ma accomunati dall'averlo proseguito per l'aldilà affidando il proprio corpo al rito della mummificazione.

A costituire il fulcro dell'esposizione è una teca speciale che assolve alla doppia funzione di vetrina e deposito, garantendo i massimi standard conservativi per resti umani e organici estremamente fragili. Questo progetto nasce da un'esigenza conservativa ma intende fornire un "affaccio" sui reperti qui custoditi e sulle ricerche condotte su di essi, ripercorrendo una vita ideale dalla nascita all'età avanzata.
La sala "Alla ricerca della vita" non si confronta solo con lo studio dei resti umani, ma anche con il tema della loro esposizione e le implicazioni etiche che la caratterizzano. Questa è una questione di grande complessità, che vede il Museo impegnato in un confronto costante con il proprio pubblico e con la comunità scientifica nazionale e internazionale. Il Museo Egizio ha scelto di esporre alcune mummie e resti umani della collezione, sviluppando una segnaletica specifica che potesse avvertire i visitatori della presenza di resti umani in una vetrina e invitandoli ad accostarsi ad essi con il dovuto rispetto. Un sondaggio è stato commissionato per investigare l'opinione dei propri pubblici riguardo al tema dell'esposizione dei resti umani in un contesto museale. Il Museo Egizio di Torino, partner della conferenza internazionale "Human remains: ethics, conservation, display", affronta queste delicate questioni, consapevole che non esiste una risposta unica sull'accettabilità dell'esposizione umana.
La mostra propone un percorso attraverso sei storie. Ci parlano dell'infanzia le informazioni che emergono dal corredo funebre e dalla mummia di un bambino di circa 4-5 anni. Si passa poi a Meres, una ragazza di circa 13 anni, per la quale si ipotizza l'accesso ai primi rudimenti della scrittura o l'avvio a professioni femminili. La mummia di Meres risale al 2100 a.C. circa ed è adagiata sul fianco sinistro, adornata da una maschera funeraria in cartonnage.
L'età adulta è rappresentata da una sedicenne, il cui sarcofago e la mummia, datati rispettivamente al V e II secolo a.C., testimoniano due donne diverse. Tra le mummie di età adulta conservate al museo, alcune appartengono a personaggi con ruoli di particolare importanza, come Imhotep, alto funzionario della corte del faraone Thutmosi I, deceduto a circa 40 anni. La sua tomba, purtroppo saccheggiata, fu ritrovata nella Valle delle Regine nei primi mesi del 1904. A chiudere l'esposizione è la mummia di una donna di circa 50 anni, appartenuta quasi certamente a un'alta classe sociale, risalente alla XXII Dinastia e probabilmente proveniente dall'area di Tebe.
Uno spazio particolare è dedicato all'imbalsamazione e ai suoi significati simbolici e religiosi: tale pratica serviva a far sì che il defunto giungesse nell'aldilà completo di tutte le componenti di cui era costituito in vita, in quanto alla morte tale unità si perde. Per garantire l’eterna esistenza del defunto nell’aldilà e per consolidare la sua identità nelle tre sfere del cosmo (il cielo, la terra e l’aldilà) queste componenti devono essere nuovamente riunite: ecco l’obiettivo della mummificazione.
Prospettive Future: Ulteriori Scoperte a Saqqara
La necropoli di Saqqara non finisce mai di stupire. In tempi recenti, la missione egiziana ha scoperto 100 sarcofagi inviolati e sigillati di 2500 anni fa, 40 statue dorate di Ptah Soker, 20 scatole di legno di Horus, e poi statuette, amuleti, ushabti e 4 maschere in cartonnage dorato. I sarcofagi, ancora in ottime condizioni e contenenti mummie ben conservate, risalgono all'epoca delle dinastie dal VI al IV secolo a.C. e alla dinastia dei Tolomei (IV-I sec. a.C.).
I MISTERI DI UNA MUMMIA EGIZIA DI TREMILA ANNI FA'...
Il ministro Khaled el Enani ha sottolineato che questa nuova scoperta rappresenta una continuazione di quelle precedenti e che non siamo affatto alla fine della ricerca. Altri ritrovamenti saranno annunciati a breve. Durante la presentazione della scoperta archeologica, è stato aperto un sarcofago e la mummia al suo interno è stata scansionata con una radiografia. I cento sarcofagi appena scoperti saranno distribuiti tra il Grand Egyptian Museum, il National Museum of Egyptian Civilization, il museo della Nuova Capitale Amministrativa e il museo Egizio di piazza Tahrir. Il governo egiziano, inoltre, spera che l'apertura del Grande Museo Egizio possa attirare circa 30 milioni di turisti all'anno entro il 2028.