Andrea Pazienza: La Rivoluzione del Segno e l'Eredità Artistica

L'Influenza Artistica e il Parallelo con Giotto

Da quando si pubblicano fumetti online, per lo più vignette "accazzo", l'osservazione più frequente dai popoli del web è: "mi ricordi Pazienza". Questo, pur essendo un complimento, può generare frustrazione, poiché toccava un nervo scoperto, il Maestro. Nessuno, tuttavia, ha mai detto: "mi ricordi Scòzzari", nonostante la sua grande influenza sul gusto e sullo stile nel disegno, soprattutto nei colori. Molteplici influenze plasmano l'artista, che è "quel che mangia", eppure resta unico e se stesso.

Andrea Pazienza, un autore dalla grandezza innegabile, è paragonabile a figure come Giotto, la cui importanza viene insegnata fin dalle scuole elementari. Su Giotto si apprendono spesso cose grossolane, o almeno lo era ai tempi passati. Un classico aneddoto elementare su Giotto riguarda la sua capacità di disegnare cerchi perfetti a mano libera, una prodezza più adatta a "rimorchiare" che a definire il suo genio artistico. Come diceva Scòzzari, sorseggiando il suo Martini, cercare di emulare Giotto in questo modo sarebbe stato un tentativo vano.

La Rivoluzione di Giotto nella Rappresentazione della Crocifissione

La vera rivoluzione di Giotto, quella che non era grossolana e che Scòzzari avrebbe apprezzato, fu l'innovazione di rappresentare di spalle alcuni personaggi negli affreschi. In scene come la crocifissione, Giotto osò mostrare figure come la Madonna o Maria Maddalena non rivolte verso lo spettatore, ma chine e straziate dal dolore, con le spalle curve, i volti nascosti nelle mani, completamente assorte nel supplizio di Gesù.

Giotto, che si dice abbia iniziato come pittore "en plein air" 600 anni prima degli impressionisti, desiderava dipingere i fatti come li avrebbe visti un testimone diretto. Immaginando una crocifissione, intuì che i cari del Cristo avrebbero guardato il supplizio, non lo spettatore. E che le persone nella realtà non sono "intirizzite e rigide come dei cartonati". Di conseguenza, Giotto innova, rappresentando i dolenti di spalle, accasciati, chini, diversi tra loro, con forme di persone reali. Si intuisce che sono santi dall'aureola, ma ciò che si vede sono le nuche. Il dolore sui volti, il pianto, lo si deve immaginare dalle spalle curve e dai volti intuiti nascosti nelle mani. Questa intuizione, oggi quasi ovvia, compì una rivoluzione che cambiò l'arte del suo tempo, facendo un passo avanti verso la "verità" e squarciando uno dei numerosi sipari nella storia dell'arte.

Rappresentazione di una crocifissione di Giotto con figure di spalle che esprimono dolore

Andrea Pazienza: Un Superpotere del Disegno

A differenza di Giotto, Andrea Pazienza sarebbe difficile da insegnare alle elementari. Le sue innovazioni paradigmatiche sono inafferrabili, non riducibili a semplici "cerchi perfetti" o a una specifica posa. Con Pazienza non si trattava semplicemente di "bravo e arguto"; aveva il superpotere del disegno, una capacità di creare tavole che lasciavano sempre un senso di meraviglia e ignoto. Ogni vignetta era un viaggio lunghissimo o un piccolo salto verso l'ignoto, capace di far ridere o piangere, o entrambe le cose. La sua arte era dippiù, inafferrabile nel suo essere. Makkox (Marco Dambrosio), fumettista, illustratore e autore televisivo, ha pubblicato diversi libri, tra cui Le [di]visioni imperfette e Ladolescenza.

L'Inafferrabile Verità nel Fumetto di Pazienza

Le opere di Pazienza non lasciano fuori chi le guarda, ma trascinano dentro, lasciando trapelare emozioni vissute a intensità stellari nei gesti, nelle parole e nelle opere. Il suo segno esce sempre oltre il bordo, la parola sempre oltre il necessario, la vita sempre oltre il ragionevole. È questo che non tramonta della sua arte: non la leggenda, non il mito precoce, non la giovinezza cristallizzata. Pazienza è una moltitudine: ogni opera ridefinisce le regole, ogni tavola è linguaggio e insieme rottura, ogni personaggio un dispositivo che deforma e amplifica il reale. Attraversa un tempo convulso, intrecciando dimensione politica, esistenziale e linguistica, senza limitarsi a raccontarlo ma incorporandone le contraddizioni. La sua opera resta uno strumento vivo per leggere il presente.

Il Murale Monumentale della Mostra d'Oltremare: La "Guernica" di Pazienza

Creazione e Contesto Storico

Tra le opere più attese, il murale che Andrea Pazienza realizzò dal vivo, in appena tre ore, nel 1987 alla Mostra d'Oltremare di Napoli, durante la quarta Fiera del Fumetto. Questa opera monumentale - otto metri di lunghezza per due metri e mezzo di altezza - raffigura una venatio, una lotta di guerrieri e animali, ambientata in un'antichità classica che proprio in quel momento storico stava appassionando Pazienza. Questa performance artistica, rimasta nella memoria dei fortunati che poterono assistere, fu una straordinaria prova di energia creativa, in cui l'artista dipinse senza disegno preparatorio una scena popolata da guerrieri, cavalli, leoni e avvoltoi, dando vita a un'opera di grande impatto visivo e narrativo. Molti l'hanno definita la sua personale "Guernica".

La Restituzione al Pubblico: Storia e Restauro

L'opera, custodita per quasi quarant'anni dalla Mostra d'Oltremare, ha avuto rare occasioni di essere ammirata dal pubblico dopo un primo restauro nel 2013, quando il dipinto venne staccato dalla parete su cui era stato realizzato. Oggi, grazie al contributo del Comune di Napoli e al finanziamento di un nuovo restauro da parte del MAXXI, il murale torna finalmente accessibile al pubblico.

Remo Minopoli, presidente della Mostra d'Oltremare, ha spiegato: "L'opera di Pazienza è tra le più apprezzate dell'arte del fumetto a Napoli. Purtroppo negli anni non è sempre stato possibile garantire ai cittadini e ai turisti la possibilità di visitarla. Per questo siamo estremamente felici di poterla restituire alla collettività, una volta rientrata dalla mostra romana, in esposizione presso la Mostra d’Oltremare. Mettere a disposizione un'opera artistica così importante è per noi motivo di vanto e di orgoglio".

Maria Caputo, consigliera delegata della Mostra d'Oltremare, ha aggiunto: "È una grande soddisfazione per noi che l’opera che Andrea Pazienza ha creato alla Fiera del Fumetto del 1987 in Mostra d’Oltremare varchi i confini regionali per una mostra organizzata dal MAXXI a Roma. Grazie all’impegno del Comune di Napoli e al restauro finanziato dal MAXXI, il murale di uno dei più grandi fumettisti italiani torna a nuova vita. Un pezzo unico del patrimonio artistico della Mostra d’Oltremare che, una volta rientrato a Napoli, troverà una nuova collocazione permanente che consentirà a tutti di ammirarlo".

Il murale sarà esposto prima a Roma, come parte di un progetto espositivo del MAXXI, e successivamente a Napoli, dove troverà una nuova collocazione permanente alla Mostra d'Oltremare, restituendo alla città uno dei suoi tesori artistici più sorprendenti.

Foto del murale

L'Eredità Viva di Andrea Pazienza

Un Autore e il Suo Impatto

Andrea Pazienza (1956-1988), considerato uno degli autori più innovativi del fumetto italiano, ha segnato in modo radicale il linguaggio del disegno narrativo. Ha creato personaggi diventati iconici come Pentothal, Zanardi e Pompeo e ha collaborato con riviste che hanno fatto la storia della cultura visiva italiana come Cannibale, Il Male e Frigidaire. Le sue opere sono finestre aperte su un tempo che non vuole stare fermo, con un'esposizione pensata per atmosfere, dove al pieno si alterna il vuoto, come nelle sue tavole, dove il segno non riempie mai lo spazio per abitudine, ma lo abita con una consapevolezza compositiva che ha pochi equivalenti nella storia del fumetto italiano.

Ritratti dei personaggi iconici di Andrea Pazienza: Pentothal, Zanardi, Pompeo

L'Istituzionalizzazione del Fumetto al MAXXI

Il MAXXI non si limita a ospitare l'opera di Pazienza, ma lo celebra. Il suo lavoro dialoga con la stessa intensità con il mondo dell'arte, con i giovani creativi che oggi ne scoprono la forza visiva e con chi, nelle sue tavole, ritrova frammenti della propria esperienza. Raggiungere pubblici diversi non significa semplificare, ma ampliare le possibilità di accesso alla bellezza. Il MAXXI è uno spazio in cui le generazioni si incontrano, si contaminano e si interrogano: un luogo dove chi è abituato alle geometrie dell'architettura di Zaha Hadid può lasciarsi sorprendere dal tratto vibrante di Zanardi o da quello spiazzante di Pentothal. Questo progetto espositivo, il più vasto e completo mai dedicato ad Andrea Pazienza, segna anche un passaggio importante: l'istituzionalizzazione del medium fumetto, per la prima volta nel corpo principale del museo MAXXI, con l'artista che più ha contribuito al suo sdoganamento. Pazienza è ancora vivo: nei capolavori che non tramontano, nei fogli inediti che continuano ad affiorare, nelle tavole che non smettono di parlare al presente. La mostra romana rappresenta il secondo capitolo di un ampio progetto celebrativo dedicato all'artista nel settantesimo anniversario della sua nascita.

Logo MAXXI e immagine di archivio della mostra dedicata ad Andrea Pazienza

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