Santuario di Santa Maria delle Grazie e San Giacomo della Marca a Monteprandone

Il Santuario di Santa Maria delle Grazie e San Giacomo della Marca, situato a Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, è uno dei maggiori santuari delle Marche. Noto soprattutto per il secondo dei due titoli, il santuario è parte integrante di un convento francescano fondato dallo stesso San Giacomo della Marca nel 1449.

Veduta esterna del Santuario di Santa Maria delle Grazie e San Giacomo della Marca

Storia e Architettura della Chiesa

La chiesa di Santa Maria delle Grazie fu edificata per volontà di San Giacomo della Marca, il quale ottenne il permesso per la costruzione da Papa Nicolò V. Il Santo volle dedicare la chiesa alla Madonna delle Grazie e la fece costruire a nord del convento.

L'attuale chiesa, ricca di opere d'arte, si definì nelle forme attuali tra la metà del Cinquecento e la metà del Settecento. Fu edificata verso la metà del XVI secolo. Nella prima metà dello stesso secolo, si decisero numerosi interventi di restauro della chiesa. Nel 1712 fu ricostruita la torre campanaria e riedificata l'abside. Il portico antistante la chiesa ed il chiostro cinquecentesco furono rimaneggiati nel XIX secolo.

L'Interno della Chiesa

L'interno della Chiesa è costituito da un'unica navata. Al centro dell'abside è situato l'altare, ricavato da un vecchio pulpito. Sopra il coro è collocata una crocifissione lignea da attribuire a Cola d'Amatrice. In basso è situato il coro ligneo in noce massello del 1721 e il tabernacolo in legno intarsiato del XVII secolo, proveniente dall'ex chiesa degli osservanti di Fermo. All'interno della chiesa si possono ammirare anche alcune pitture di Vincenzo Pagani e un trittico del XIV secolo.

Le Cappelle Laterali

La chiesa presenta una serie di cappelle laterali. Entrando, subito a destra, si accede alla cappella del Crocifisso. Questa struttura costituisce l'antica cappella del Santo, costruita nel 1543 e restaurata nel 1826.

Avanzando nella Chiesa, sempre a destra, si incontra la cappella della Madonna delle Grazie. Al suo interno è conservata, entro una cornice di legno, l'immagine in terracotta policroma della Madonna, donata dal cardinale Francesco della Rovere allo stesso San Giacomo. Pitture a tempera, eseguite dall'artista Arturo Cicchi nel 1956, riempiono le pareti della cappella e narrano episodi della vita di Maria.

A seguire, sempre sulla destra, si accede alla nuova cappella di San Giacomo della Marca. La prima costruzione risale agli anni 1889-1892. Al suo interno, sotto l'altare in travertino, si trova l'urna contenente il corpo incorrotto di San Giacomo della Marca, qui traslato da Napoli nel 2004 e meta di continui pellegrinaggi.

Interno della chiesa con l'altare e le cappelle laterali

Vita e Opere di San Giacomo della Marca

San Giacomo della Marca, al secolo Domenico Gangale, nacque a Monteprandone, provincia di Ascoli Piceno, il 1° settembre 1393, diciottesimo figlio di Antonio e Antonia Gangali. I suoi primi anni furono segnati dalla povertà, ma fu allevato nella vicina Offida da un parente sacerdote.

In gioventù intraprese gli studi ad Ascoli Piceno e successivamente a Perugia, dove si laureò in diritto civile ed ecclesiastico. Esercitò dapprima il ruolo di notaio a Firenze e in seguito di giudice a Bibbiena. Tuttavia, l'ambiente delle corti di giustizia, lontano dalle sue aspirazioni spirituali, lo indusse ad abbandonare il mondo giudiziario ed entrare nel convento di Santa Maria degli Angeli di Assisi. Il 13 giugno 1420 fu ordinato sacerdote.

San Giacomo si distinse subito per l'efficacia delle sue prediche, che attraevano numerosi fedeli in ogni luogo egli si recasse. La sua predicazione trattava i temi basilari della fede cristiana e si estese contro i gruppi di eretici, principalmente i Fraticelli (o Spirituali), che attentarono più volte alla sua vita. Nelle sue omelie, attaccava le superstizioni, il lusso ostentato, il gioco, la bestemmia e l'usura, cui contrappose la fondazione dei Monti di Pietà. Per far cessare le lotte di fazione, proponeva in ogni comune l'istituzione di un "paciere", svolgendo egli stesso talvolta questa funzione.

Papa Eugenio IV gli conferì incarichi speciali per la predicazione contro le eresie oltre l'Adriatico e per missioni diplomatiche nell'Europa centro-orientale. Fu un convinto assertore delle Crociate e, grazie al suo intervento in veste di pacificatore, le città di Fermo ed Ascoli, eterne nemiche, stipularono una storica pace nel 1446 e poi nel 1463. Nello stesso anno risolse ancora una volta una questione di confine tra Monteprandone e Acquaviva. Il santo si prodigò a dare Statuti Civili ad undici città. La sua autorevolezza era tale che nel 1439 fu chiamato a partecipare al Concilio di Firenze, che sancì la riunione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, e vent'anni dopo, al Concilio di Mantova. Dal 1440 tornò a esercitare il suo apostolato in Italia, passando di nuovo per diversi centri delle Marche.

Scrisse diciotto libri e istituì nel Convento di Santa Maria delle Grazie, da lui fondato, una ricca libreria per l'istruzione dei religiosi e di quanti coltivassero l'amore per lo studio.

Morì a Napoli il 28 novembre 1476, all'età, eccezionale per l'epoca, di 83 anni. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Fu beatificato nel 1624 da Urbano VIII e dichiarato santo da Benedetto XIII nel 1726.

Interventi di Consolidamento e Restauro

Negli ultimi anni, sull’immobile sono stati eseguiti interventi di consolidamento delle fondazioni con pali e micropali, di restauro del campanile, delle cappelle laterali e del portico antistante l'ingresso principale. I progetti per l’esecuzione dei lavori sono stati autorizzati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ancona con note prot. 4011 del 20/07/2005, prot. 11012 del 13/07/2010 e prot. 10109 del 21/06/2012.

Dai sopralluoghi effettuati emerge che i lavori di consolidamento delle fondazioni eseguiti negli anni passati hanno, ad oggi, risolto i problemi di dissesto legati ai cedimenti degli strati superficiali del terreno, prevalentemente costituito da argille alterate. Lungo le pareti interne ed esterne della chiesa e delle cappelle laterali, non si evidenziano lesioni di recente costituzione, e tale situazione è riscontrabile anche in corrispondenza del portico.

Dall’analisi della volta in camorcanna emergono, invece, evidentissimi segni di infiltrazioni di acqua piovana dalla copertura con struttura portante costituita da capriate in legno. Il sopralluogo effettuato nel sottotetto ha permesso di constatare il pessimo stato di conservazione di gran parte delle strutture lignee; un puntone di una capriata ha subìto, in passato, un intervento di riparazione a seguito di cedimento strutturale e molti altri elementi risultano in più parti lesionati e in generale sottodimensionati. L’orditura secondaria del tetto è costituita da arcarecci e travicelli in legno di abete con sovrastanti tavelline in cotto e manto di copertura in coppi.

I lavori in progetto prevedono l’eliminazione delle infiltrazioni di acqua piovana dalla copertura della chiesa, del portico ed il restauro delle facciate attraverso un intervento organico volto anche a migliorare il comportamento statico delle strutture di copertura dell’aula, danneggiate dalle infiltrazioni, comprensiva di ripresa di intonaci deteriorati e preparazione dei supporti.

Il Museo del Santuario di San Giacomo della Marca

Il Museo del Santuario di San Giacomo della Marca di Monteprandone è allestito presso il chiostro del Convento di Santa Maria delle Grazie, luogo fondato da San Giacomo della Marca. L'itinerario museale presenta opere e suppellettile liturgica, databili dal XIII al XX secolo. La sede espositiva raccoglie in prevalenza oggetti legati alla figura del santo.

Tra le opere esposte, è possibile ammirare:

  • Il calice e gli abiti del santo.
  • Sigilli e manoscritti di notevole valore di culto.
  • Un trittico in avorio degli inizi del secolo XV, con intarsi in legno e osso, opera della bottega degli Embriachi.
  • Uno splendido Busto reliquiario di San Giacomo in legno scolpito, dorato e dipinto, opera di impressionante realismo eseguita a Napoli tra il 1612 e il 1615.
  • Una Via Crucis del primo Settecento, tolta dalla chiesa francescana.
  • Oggetti di fabbricazione cinese (paramenti liturgici in seta e una cassapanca in legno intagliato), importati da missionari francescani agli inizi del secolo XX.
Interno del Museo del Santuario con le reliquie di San Giacomo

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