Santuario Madonna di Bonora: Storia, Arte e Contatti

Il Santuario Madonna di Bonora, situato a Montefiore Conca, poco fuori dal centro abitato, rappresenta il santuario mariano più noto e frequentato della Diocesi di Rimini. La sua origine è legata a un elemento di grande attrazione: l'immagine della "Madonna del latte", un tempo conservata in una celletta e ritenuta miracolosa. È proprio attorno a questa celletta che è stato costruito l'intero Santuario.

Vista esterna del Santuario Madonna di Bonora, con la strada che conduce alla chiesa.

Storia del Santuario

La storia del Santuario affonda le sue radici nel XIV secolo, con la figura di un eremita laico, Ondidei di Bonora. Attraverso un testamento redatto nel 1409, egli lasciò ai terziari francescani i suoi beni e la cella in cui aveva fatto dipingere l'immagine della Madonna del latte. Attorno a questa immagine, che si rivelò miracolosa, è cresciuto il santuario, successivamente completamente ristrutturato nei primi decenni del Novecento.

L'immagine mariana conserva ancora un arcaico sapore trecentesco e domina dall'altar maggiore la modesta chiesa. La sua origine è legata a Ondidei di Bonora, che in una stanza della sua umile casa aveva fatto dipingere un'Immagine Sacra: la Madonna che allatta il Bambino. Nel 1911 venne eretto il campanile.

Dal 1927 al 1935 furono realizzate numerose opere artistiche, tra cui l'affresco raffigurante Bonora orante davanti al dipinto della sua Madonna, del pittore Brici di Rimini, posto all'ingresso della porta laterale. Nel 1913 don Pio Sanchini, con l'aiuto del fratello don Tommaso, assunse la direzione del Santuario.

Durante l'ultima guerra mondiale, dal 7 marzo 1944, i locali adiacenti alla Cella ospitarono il seminario diocesano, sfollato dal centro di Rimini. Dal 1949 al 1956 il Santuario fu affidato ai Padri Minimi di San Francesco di Paola di Rimini, per poi ritornare sotto la responsabilità del Seminario diocesano, che vi costruì la villa estiva.

Affresco di Bonora orante davanti alla Madonna di Bonora.

Architettura e Decorazioni

L'interno del Santuario, a tre navate, sorprende per la sua luminosità e la ricchezza di decorazioni. Il soffitto piano a cassettoni, con rosoni dorati su sfondo celeste, è opera di Ugolini di Urbino, allievo del Catalucci. Il pavimento in mosaico è una riuscita opera della ditta Montesi di Senigallia.

I quattro grossi pilastri e i mezzi pilastri che dividono le navate sono rivestiti di marmoridea gialla. Un cornicione a fortissimo rilievo sorregge le lesene che raggiungono il soffitto. Negli spazi si aprono ampi finestroni, in attesa delle loro vetrate artistiche, e sono ricavati sei grandi quadri incorniciati, tre per lato, che ospitano affreschi narranti le glorie della Vergine di Bonora.

Nella fascia del cornicione, in grandi caratteri romani dorati su fondo blu antico, è incisa l'iscrizione: "Beatam me dicent omnes generationes quia ancillam humilem respexit Deus". I sottarchi sono decorati con grottesche in chiaroscuro.

La chiesa presenta quattro altari laterali dedicati a S. Martino (con un quadro proveniente dall'antica chiesa di S. Martino in Liceto), a S. Cristoforo (la cui immagine decorava in antico la Cella), al S. Cuore di Gesù e a S. Giuseppe.

Interno del Santuario con le tre navate e il soffitto a cassettoni.

L'Abside e la Cupola

L'abside, che incornicia l'altare, è su pianta quadrata e presenta otto esili colonne rivestite di marmoridea. Queste colonne sorreggono il tamburo che porta la calotta della cupola, anch'essa su pianta quadrata. I quattro pennacchi sono decorati da angeli in altorilievo con iscrizioni mariane del Maltoni di Ancona.

Nella stretta cornice di base corre la leggenda, in oro su fondo blu: "Hic saeculo XIV ad Cellam Mariae Dei Matris sistit Bonora de Undedeis - Hic contemplans Virginem vixit beati - obitque laetus eius succensus amore - hic gratias a Pia Matre innumeras habent innumeri".

Le pareti del tamburo sono coperte da una decorazione raffigurante un damasco quattrocentesco, oro su fondo rosso scuro, con emblemi vari. La calotta della cupola è interamente in oro, con nuvolette e angeli in stile arcaico, bordata da gigli stilizzati e mazzi di rose. Al sommo della calotta, al centro, si trova l'emblema dello Spirito Santo all'interno di una raggiera dorata. Tutta questa decorazione è opera del prof. Trainini di Brescia.

Dettaglio della cupola con decorazioni in oro.

La Madonna di Bonora

Una maestosa ancona racchiude il pezzo di muro su cui è dipinta la Madonna di Bonora, unico avanzo dell'antica Cella. Nel dipinto, la Vergine appare con un volto sereno, stringendo maternamente Gesù a sé mentre lo allatta. La sua candida pelle è evidenziata dal manto azzurro che copre la veste rossa damascata.

La devozione e il culto a questa immagine sono testimoniati dal gran numero di ex voto presenti nella sagrestia dell'edificio. Papa Pio X arricchì il Santuario di privilegi e indulgenze speciali, stabilendo nel 1910 la festa della "Mater Divinae Gratiae" nella seconda domenica di agosto.

Il dipinto della Madonna di Bonora sull'altar maggiore.

Come Raggiungere il Santuario

Il Santuario Madonna di Bonora è raggiungibile anche a piedi, partendo dal centro storico di Montefiore Conca. Una bella strada panoramica offre una passeggiata di circa venti minuti, conducendo al santuario che sorge poco lontano dal paese.

Indirizzo e Orari

Indirizzo: Via Cella di Bonora, 910

Orari:

  • Estivo: tutti i giorni 8:00-19:00

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