Il Mito Biblico della Creazione

A indagare le origini del mito della creazione non solo in ambito scritturale, ma anche in altri contesti e tradizioni culturali, è Armando Savini - docente di economia e cultore di esegesi biblica - nel suo saggio "Miti, storie e leggende. I misteri della Genesi dal caos a Babele". Secondo Savini, «il linguaggio dei primi capitoli della Genesi è quello del mito, da intendersi come racconto sacro di eventi primordiali, indirizzato all’uomo del suo tempo per la sua edificazione morale».

La Genesi, infatti, viene descritta come «un otre che chiude in sé parole creative, significanti di inesauribile senso, che forgiano immense moltitudini di sostanza». Richiamando soprattutto i termini ebraici, il concetto di creazione divina ‘in principio’ fa riferimento alla Sapienza del Padre, per mezzo della quale viene creato dal nulla ciò che esiste, ovvero le realtà visibili e invisibili cui alludono ‘il cielo e la terra’. Una cosmogonia, dal greco “nascita del mondo”, è un mito o una dottrina sulla formazione dell'Universo, e la Genesi ne rappresenta un esempio fondamentale.

Il Racconto della Creazione nella Genesi

«Questa è la storia dei cieli e della terra quando furono creati» (Genesi 2:4). Con queste parole la Bibbia riassume il racconto della creazione del nostro pianeta e della vita su di esso. All’inizio, la narrazione biblica descrive un grande vuoto: niente terra, niente montagne, niente alberi, niente fiumi, niente animali.

I Sei Giorni della Creazione

Il racconto prosegue delineando gli interventi divini in sei "giorni":

  • Primo giorno: «Dio disse: “Sia la luce!” E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte» (Genesi 1:3-5).
  • Secondo giorno: «Dio disse: “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”. Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo» (Genesi 1:6-8).
  • Terzo giorno: «Dio disse: “Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”. E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie”. E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie» (Genesi 1:9-12).
  • Quarto giorno: «Dio disse: “Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra”. E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre» (Genesi 1:14-18).
  • Quinto giorno: «Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie» (Genesi 1:21).
  • Sesto giorno: «Dio disse: “La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie”. E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie» (Genesi 1:24-25).

    In questo stesso giorno, dopo aver creato animali di ogni genere - dalle antilopi ai leoni, dalle scimmie ai topi - Dio creò l'uomo, che aveva un aspetto diverso da tutti gli altri animali, perché Dio l’aveva fatto a sua immagine e somiglianza. «Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato» (Genesi 2:8). L’uomo, dunque, ha origine dal suolo e non viene creato dal nulla o a priori del mondo. Nel giardino dell'Eden, il Signore Dio fece germogliare ogni sorta di alberi, tra cui l’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, e poi si divideva in quattro corsi: Pison, Ghicon, Tigri ed Eufrate (Genesi 2:9-14). Infine, «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Genesi 1:31).

Rappresentazione artistica dei sei giorni della creazione biblica

Genesi e Scienza: Un Dialogo Complesso

Molti si chiedono se quanto afferma la Genesi sia conciliabile con i modelli cosmologici contemporanei. È fondamentale ricordare che il libro biblico non è un trattato scientifico, ma ciò non vuol dire che esso non racconti la verità, la realtà del mistero della creazione sotto altra forma e linguaggio.

Fino alla seconda metà del XX secolo, molti scienziati di rilievo credevano che l’universo fosse sempre esistito. Tuttavia, le moderne scoperte scientifiche hanno progressivamente evidenziato la necessità di un inizio. Ad esempio, gli scienziati della “teoria del multiverso”, pur sostenendo che «l’universo è eterno e scaturisce dal caso», hanno rilevato, sulla scorta delle osservazioni dell’astronomo belga padre George Lemaître, che «l’inflazione dell’universo può risultare matematicamente infinita solo verso il futuro, ma non verso il passato». Tra questi fisici, Vilenkin ammette: «Se le leggi della fisica descrivono la creazione dell’universo, questo presuppone che esse esistano prima dell’universo. La questione che nessuno è in grado di sollevare è: da dove vengono queste leggi e perché queste leggi in particolare?».

Secondo il filosofo della complessità Morin, al di là dell’esplosione termica del Big Bang, esiste una «disintegrazione organizzatrice, cioè il cosmo si organizza disintegrandosi». La Genesi, dal canto suo, non indica che l’universo o la Terra abbiano solo 6.000 anni, ma afferma semplicemente che furono creati «in principio» (Genesi 1:1).

Le descrizioni bibliche sembrano in accordo con alcune scoperte moderne. Il biologo Patrick Shih, ad esempio, descrive il nostro pianeta primordiale come caratterizzato da «un’atmosfera irrespirabile, priva d’ossigeno [...]. Il paesaggio avrebbe ricordato quelli che fanno da sfondo ai film di fantascienza». La Genesi 1:3-5 suggerisce che, quando la luce cominciò a penetrare l’atmosfera, i corpi celesti non furono subito visibili dalla superficie terrestre. Questa osservazione è supportata dallo Smithsonian Environmental Research Center, il quale sostiene che «la Terra primordiale era avvolta da una foschia composta da particelle di metano sospese nell’aria», permettendo inizialmente solo una luce diffusa.

L'ordine di creazione degli esseri viventi descritto in Genesi 1:20-27 (pesci, uccelli, animali terrestri e, infine, esseri umani) è un altro punto di confronto con le sequenze evolutive.

Infografica che compara il racconto della Genesi con le teorie cosmologiche moderne

Creazione ed Evoluzione

Il dibattito tra creazione ed evoluzione è acceso da anni, con posizioni spesso contrapposte che tendono a ignorarsi a vicenda. Per quanto riguarda la creazione dell’uomo, Papa Francesco ha ribadito durante un discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze che «l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono. Dio ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato a ognuno», riprendendo l’idea agostiniana delle ‘ragioni seminali’ quali princìpi ordinatori voluti dal Creatore. Chesterton, d'altra parte, definisce l'idea che tutto si sia evoluto casualmente un «attacco all’intelligenza», implicando una contraddizione: «come può la legge scaturire dall’assenza di essa?».

La Bibbia non esclude variazioni degli esseri viventi nel corso del tempo. Il libro della Genesi afferma che gli animali furono creati «secondo le loro specie» (Genesi 1:24, 25). Il termine “specie” biblico ha un significato più ampio rispetto al termine scientifico odierno, potendo includere molte varietà. Tuttavia, è importante sottolineare che la Bibbia non insegna, né esplicitamente né implicitamente, la visione darwiniana dell’evoluzione.

Le Interpretazioni dei "Giorni" della Creazione

La Bibbia non afferma che tutte le forme di vita sulla Terra siano state create in sei giorni di 24 ore. Spesso, la parola “giorno” è usata per riferirsi a un periodo di tempo più ampio. Ad esempio, il periodo dei sei “giorni” creativi è definito in Genesi 2:4 come «il giorno in cui Geova a Dio fece la terra e il cielo». Nel corso della storia della chiesa, sono emerse diverse interpretazioni sulla durata dei giorni della creazione:

  1. Creazione 24x6 in senso letterario: Sostiene che Dio abbia creato tutto ciò che esiste in sei giorni di 24 ore ciascuno. Questa è stata la posizione dominante per gran parte della storia della chiesa, supportata dall'esegesi del testo, che interpreta la parola ebraica "Yom" con un modificatore numerico e la combinazione "mattino e sera" come riferimenti a giorni solari, e vede nello schema dei sette giorni l'origine della nostra settimana (Esodo 20:8-11). Tuttavia, con l'avvento della scienza moderna, questa visione è stata sempre più abbandonata dai cristiani, in quanto implica un universo giovane (6.000-30.000 anni), in contrasto con la visione scientifica prevalente di miliardi di anni.
  2. La visione Giorno-Epoca: Anche conosciuta come creazionismo progressivo, tenta di conciliare la creazione della Genesi con un universo antico. Gli eventi della creazione sono avvenuti come descritto in Genesi 1, ma i "giorni" rappresentano periodi di tempo finiti e indeterminati. Questa visione sostiene che Dio abbia creato tutte le cose e rifiuta l’evoluzione darwiniana, distinguendosi dall'“evoluzione teistica” che vede la mano di Dio guidare l'evoluzione darwiniana. Nonostante l'intento di conciliazione, alcuni critici la considerano un "pendio scivoloso" che può portare a dubitare della veridicità della Parola di Dio.
  3. La visione strutturale: I giorni in Genesi 1 rappresentano una struttura teologica all’interno della quale narrare la creazione di tutte le cose, enfatizzando l'ordine e lo scopo divino piuttosto che la cronologia letterale.

Sebbene la visione 24x6 possieda un forte sostegno biblico, le altre due sono considerate valide interpretazioni all’interno dell’ortodossia cristiana, purché non si allontanino dal principio fondamentale che Dio ha creato i cieli e la Terra.

L'Importanza Teologica della Genesi

Molti cristiani tendono a considerare il dibattito tra creazione ed evoluzione una questione secondaria, non direttamente attinente alla salvezza tramite il vangelo di Gesù Cristo. Sebbene in un certo senso sia vero che l'evangelizzazione è prioritaria, ciò che si crede riguardo alla creazione influenza profondamente la teologia generale e il vangelo in particolare.

La dottrina della creazione è d’importanza cruciale perché interroga l’infallibilità, l’affidabilità e l’autorità della Scrittura. Se non possiamo credere alla Bibbia nei suoi primi due capitoli, la sua autorevolezza nel resto del testo può essere messa in discussione. I critici biblici spesso focalizzano i loro attacchi sui primi undici capitoli della Genesi, perché questi preparano il terreno per tutta la storia biblica successiva. Senza comprendere Genesi 1-11, l'intera narrazione della Scrittura, comprese dottrine fondamentali come la creazione, la caduta, il peccato, il giudizio e la necessità di un Salvatore, risulterebbe incomprensibile e irrilevante. La tendenza a considerare questi capitoli come un "antico mito ebraico" anziché una storia primordiale mina le basi del messaggio cristiano.

La Creazione dell'Uomo, il Peccato e la Redenzione

La Genesi si distingue da altri miti della creazione, che spesso vedono la creazione come una lotta tra divinità e pongono la cultura del narratore al centro dell'universo religioso. Il racconto biblico, pur presentando analogie con altre cosmogonie, illustra Dio come l’Unico Sovrano sulla creazione e l’umanità come l’apice della Sua opera e amministratrice del creato. Sebbene ci siano domande senza risposta, come l’esatta data della creazione, lo scopo della Genesi non è fornire un resoconto storico completo in senso moderno, ma narrare la preistoria del popolo ebraico, fornendo loro un'identità e un'origine divine in vista dell'ingresso nella Terra Promessa.

Importanti concetti teologici dipendono dall'accuratezza storica della Genesi. Il concetto di matrimonio, ad esempio, è descritto fin dalla creazione (Genesi 2:24) e Gesù stesso vi fa riferimento, affermando che l’uomo fu creato maschio e femmina «da principio» (Matteo 19:4). Questi riferimenti hanno senso solo se il racconto della creazione è storicamente accurato.

Ancora più cruciale, la dottrina della salvezza dipende dall’esistenza di una persona reale di nome Adamo. Paolo, nelle sue epistole (Romani 5 e 1 Corinzi 15), collega la salvezza in Cristo con l’identificazione in Adamo. In 1 Corinzi 15:21-22 si legge: «Infatti, siccome per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Perché, come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo». L’intera razza umana si trova in uno stato di perdizione in virtù del suo essere «in Adamo» attraverso la nascita e la discendenza naturale. Allo stesso modo, coloro che sono scelti da Dio per la salvezza vengono salvati in virtù dell’essere «in Cristo» attraverso la nascita spirituale. Questa distinzione «in Adamo/in Cristo» è fondamentale per una corretta comprensione della soteriologia (dottrina della salvezza) e non avrebbe senso senza l’esistenza di un vero Adamo.

Paolo rafforza questo argomento in Romani 5:12-21, dove afferma esplicitamente: «Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato». Questo versetto è cruciale per la dottrina della depravazione totale e, come il passaggio in 1 Corinzi, dipende dall’esistenza di un Adamo reale. Senza un Adamo reale, non ci sarebbe peccato in senso letterale e, di conseguenza, nessun bisogno di un Salvatore nel vero senso della parola.

Armando Savini, inoltre, sottolinea che prima della costruzione della torre di Babele i popoli custodivano un unico ‘labbro’, intendendo con ciò un’identità politico-religiosa comune, minata dal sogno idolatrico dell’uomo di sostituirsi al Creatore.

Lezione 2: LA STORIA DELLA CREAZIONE: il disegno e lo scopo di Dio per la creazione. Genesi 1 e 2.

A prescindere dalla posizione che si adotta riguardo alla dottrina della creazione (che sia la visione 24x6, Giorno-Epoca o Strutturale), una cosa è chiara: Dio ha creato i cieli e la Terra. Sebbene alcuni ritengano che la visione 24x6 possegga il sostegno biblico più forte, le altre due sono considerate valide interpretazioni all’interno dell’ortodossia cristiana. È fondamentale sottolineare che la Bibbia non insegna (né esplicitamente né implicitamente) la visione darwiniana dell’evoluzione. Affermare che il dibattito tra la creazione e l’evoluzione non sia importante equivale a sminuire la Scrittura, poiché ciò che crediamo riguardo alla creazione è di cruciale importanza per il resto della nostra teologia e per la comprensione della salvezza.

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