Il Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) vanta una presenza centenaria nel territorio di Treviso e del Veneto, un percorso iniziato nel 1922 e caratterizzato da un impegno costante nell'animazione missionaria e nella collaborazione con la Chiesa locale. Questa lunga storia è stata celebrata con una solenne commemorazione che ha ripercorso le tappe fondamentali e le prospettive future dell'Istituto.
Le Origini e l'Evoluzione della Presenza del PIME nel Trevigiano
L'Idea Fondativa e i Primi Anni
La presenza del PIME a Treviso ebbe inizio nel 1922 grazie all'intesa tra il missionario padre Gaetano Filippin e il vescovo di Treviso Andrea Giacinto Longhin. L'idea di aprire una casa apostolica (seminario minore missionario) a Treviso era stata suggerita al vescovo Longhin dal chierico Gaetano Filippin, originario di Castelcucco e formatosi nel seminario di Treviso, per poi passare in teologia al Seminario Lombardo per le Missioni Estere di Milano, che successivamente sarebbe diventato il PIME. Filippin chiese e ottenne di essere ordinato diacono e prete dal suo vescovo di Treviso proprio nel 1922. Monsignor Longhin accolse con favore la proposta di una casa, e così nell'ottobre del 1922 un piccolo gruppo di "apostolini", sotto la guida di un rettore mandato dai superiori delle "Missioni Estere" di Milano e dello stesso padre Gaetano Filippin, si stabilì in città.
Le Sedi Storiche nel Corso del Tempo
L'anno successivo, la piccola comunità fu accolta in una struttura della diocesi in via Zermanesa. Successivamente, si trasferì nella prima sede del Collegio Pio X, in piazza Rinaldi, dove rimase dal 1924 al 1967. Nei secondi anni Sessanta, dopo il Concilio e in un clima di incremento delle attività e delle strutture, fu realizzato il seminario PIME in via Terraglio. Gli ampi locali e gli spazi circostanti ben accoglienti, nonché la facilità di accesso alla casa, contribuirono a fare del PIME di Preganziol un centro pulsante anche della vita diocesana. Con la secolarizzazione e la crisi delle vocazioni e dei seminari minori, la struttura di Preganziol divenne troppo grande per i pochi alunni; così, nel 1996, in accordo con la diocesi, la comunità PIME si trasferì a Vallio di Roncade.

Il Contributo dalla Collaborazione Fidei Donum
Il lavoro pastorale per quella comunità, l'aiuto nelle parrocchie vicine, l'animazione missionaria e anche l'accoglienza di candidati al PIME per periodi di verifica vocazionale hanno caratterizzato i più di 20 anni che i missionari hanno trascorso nell'accogliente Vallio. Una data particolarmente importante è quella del 29 giugno 1967: in occasione della benedizione del nuovo seminario alla presenza del vescovo Mistrorigo e del superiore generale PIME, monsignor Pirovano, furono inviati per la missione ad Ambam in Camerun due sacerdoti diocesani e due del PIME. Questa formula innovativa, che realizzava i voti della Chiesa (fidei donum) e del Concilio Vaticano II, ha proposto a tutto il popolo cristiano un'intuizione pionieristica. Questa collaborazione in terra di missione è durata parecchi decenni e continua ancora oggi in Ciad e in Thailandia con missionari del Triveneto.
Il Ritorno alla Chiesa Votiva di Treviso
Nel 2016 la comunità di Vallio fu informata del ritorno dei padri a Treviso. Il vescovo propose la sede dell'ex convento francescano annesso alla chiesa Votiva. Solo dopo Pasqua 2019 è stato possibile fare i lavori necessari per abitarvi. Alla fine di agosto il PIME si è trasferito, dopo 23 anni di permanenza a Vallio di Roncade, all'ex convento francescano della chiesa Votiva di Treviso. Un vescovo francescano cappuccino, il beato Longhin, e un vescovo francescano conventuale, monsignor Gardin, hanno facilitato la presenza del PIME a Treviso. In questa continuità, si vuole vedere un disegno provvidenziale.
La Celebrazione del Centenario
Sabato 18 giugno, nella chiesa Votiva di Treviso, in via Venier 32, alle ore 9:00, si sono celebrati i cento anni della presenza del PIME a Treviso e nel Veneto. Questa celebrazione solenne ha ricordato i primi cento anni di presenza del PIME in terra veneta, e in particolare a Treviso, proprio nell'adiacente chiesa di mattoni rossi, edificata nel 1925 e ricostruita dopo il bombardamento del 7 aprile 1944. Hanno partecipato missionari, sacerdoti fidei donum, parenti, amici e fedeli rappresentanti di quanti hanno condiviso la missione. Dalle terre del Trevigiano sono partiti 200 missionari del PIME, dei quali 150 sono già in Paradiso e 50 sono attivi in varie parti del mondo.

L'Omelia del Vescovo Michele Tomasi
La celebrazione è stata presieduta da monsignor Michele Tomasi, vescovo di Treviso, assistito dal superiore generale Ferruccio Brambillasca e dai vescovi Bonivento, Pasqualotto del PIME e Bottari fidei donum ad Ambam (Camerun). Durante l'omelia, dopo la lettura del Vangelo di Matteo con l'invito rivolto ai discepoli dal Signore risorto ad andare a testimoniare e battezzare tutte le nazioni, il vescovo Michele ha sottolineato il prezioso ruolo che svolgono i missionari nella Chiesa. "Questo Vangelo è la storia così come è", ha affermato il Vescovo, evidenziando che si tratta di una storia fatta di impegno, attenzione, vicinanza, fedeltà alla Parola di Dio e alla sua missione, ma anche di limite, abisso e peccato. Ha invitato a non concentrarsi solo sulle fatiche, ma ad andare, ad essere missionari, sottolineando che "Questo crea un legame, una storia condivisa di uomini e donne che si sono messi a disposizione, di convivialità delle differenze che non annullano le caratteristiche, ma arricchiscono un mondo che è colorato di usi, costumi e lingue diverse, ma si riconosce nell’unico linguaggio dell’amore."
L'Intervento di Padre Ferruccio Brambillasca
Dopo il Vescovo ha preso la parola padre Ferruccio Brambillasca, superiore generale del PIME. Ha ringraziato a nome di tutto l'istituto non solo il Vescovo, ma anche i numerosi sacerdoti e vescovi emeriti che hanno concelebrato. Ha inoltre ringraziato padre Ferdinand Kouadio, già rettore dell'istituto, in partenza per il Messico, e padre Fernando Milani, nuovo rettore "strappato" dalla sua missione nelle Filippine. "Per noi è un momento particolare", ha affermato padre Brambillasca, "quest'anno stiamo festeggiando il biennio per i 170 del primo seminario lombardo per le missioni estere e oggi siamo qui, a Treviso, per celebrare il centenario della fondazione del seminario per le missioni estere di questo territorio. Oggi celebriamo quindi passato, presente e futuro, perché il passato può dire qualcosa sulla Chiesa e sul mondo intero. Questo centenario dice che la missione è ancora importante, i missionari sono importanti. La missione è ancora centro della Chiesa e del mondo intero."
Attività e Testimonianze durante la Celebrazione
La festa è poi proseguita nella palestra della chiesa Votiva accompagnata dal suono di balafon e da coreografie. È seguita quindi la testimonianza di monsignor Mario Pasqualotto, vescovo ausiliare emerito di Manaus. Per i più piccoli, sono stati organizzati dall'Ufficio Educazione Mondialità dei laboratori. Dopo il pranzo comunitario si è svolta l'esibizione del coro Tata Zambe e in conclusione la narrazione della storia del PIME in Veneto.
La Comunità PIME Attuale alla Chiesa Votiva
Composizione e Diversità della Comunità
La comunità residente presso la sede della Chiesa Votiva è composta da quattro padri. Dal 1° settembre, il rettore è padre Kouadio Ferdinand. Oggi molte cose sono cambiate; basta guardare i volti dei padri seduti attorno alla tavola per il pranzo: oltre al rettore africano, c'è padre Fel Catan, che viene dalle Filippine ed è il responsabile dei cammini di animazione per i giovani. Negli altri posti siedono tre "veterani": padre Silvano Zoccarato, con alle spalle una vita di missione tra Camerun e Algeria, padre Luciano Benedetti, per oltre trent'anni nelle Filippine, e monsignor Cesare Bonivento, vescovo emerito di Vanimo, in Papua Nuova Guinea, dove ha operato per 37 anni. "Siamo una comunità molto variegata eppure bella, unita", esordisce monsignor Bonivento. "Ricordando il nostro fecondo passato e lo spirito pionieristico delle origini, cerchiamo nuove vie e modalità adeguate ai tempi per guardare al futuro."
Attività di Animazione Missionaria e Pastorale
Dalla sede della Chiesa Votiva, santuario di Maria Ausiliatrice, la comunità PIME vuole dare il proprio contributo alla missione della chiesa locale di Treviso e del Triveneto. Padre Ferdinand Kouadio, che ha in curriculum anche sette anni di missione in Messico, spiega: "L’Istituto ha siglato un accordo con la diocesi e così abbiamo ottenuto in uso metà della struttura: noi collaboriamo con il parroco e portiamo avanti l’impegno di animazione missionaria nel Trevigiano e nel Triveneto." Buona parte delle energie sono rivolte al mondo giovanile. Padre Fel, arrivato nella Casa di via Venier a giugno del 2020, racconta: "Eravamo in piena emergenza pandemia, ma abbiamo cercato di mantenere un legame con i ragazzi e di proporre attività compatibili con le restrizioni. È nato in quel contesto, quando non era possibile programmare viaggi in missione, il nuovo gruppo 'In’ Lak Ech' (espressione maya che significa 'tu sei un altro me'), con cui facciamo servizio ai poveri qui in città."

Formazione e Servizio Educativo
Oltre a celebrare regolarmente la Messa per un gruppo di giovani neocatecumenali che si riuniscono in una struttura vicina alla Casa del PIME, padre Fel insegna anche religione al Collegio diocesano Pio X: "Ho otto classi del Liceo", spiega. "È un’occasione preziosa di evangelizzazione, perché ho a che fare con ragazzi spesso confusi sulle loro priorità e i loro desideri, in fase di scelta, a volte di difficoltà. Io parlo con loro e c’è chi decide di aprirsi: di recente due allievi che si dichiaravano atei mi hanno chiesto di confessarsi." Il largo corridoio dell’ex convento francescano risuona spesso di voci giovani, come un gruppo di scout che vive una settimana residenziale lì.
Ufficio Educazione alla Mondialità
Un altro fronte dell'animazione è quello presso le parrocchie. La comunità viene chiamata per tenere giornate e ritiri in preparazione ai Sacramenti. Una delle forme con cui il PIME opera, a livello parrocchiale e nelle scuole del territorio, è l'Ufficio Educazione alla Mondialità, coordinato da Francesca Marangon. "Collaboriamo con molti istituti della provincia, dall’infanzia alle medie, organizzando laboratori su temi come l’intercultura, la custodia del creato, la legalità…", spiega la giovane responsabile. "Portiamo una voce missionaria - oltre ai padri, con noi collabora stabilmente suor Ornella Garzetti dell’Immacolata - e poi cerchiamo di tradurre il nostro messaggio nella vita quotidiana. Per esempio, se presentiamo il progetto dei pozzi in Camerun, spieghiamo le buone pratiche per non sprecare l’acqua, avendo a cuore chi non ne ha a sufficienza." L'Ufficio Educazione alla Mondialità propone anche percorsi rivolti agli insegnanti (negli scorsi mesi hanno partecipato in 150), organizza i sabati di animazione missionaria per le parrocchie - "quest’anno al centro è il progetto “Adottiamoci” con i ragazzi della Thailandia" - la formazione residenziale per gli animatori nella casa del PIME e giornate ad hoc durante gli oratori estivi.
Coinvolgimento degli Adulti e Comunità Coesa
Per quanto riguarda il mondo degli adulti, padre Silvano, appena tornato da una testimonianza alle giovani ospiti scout, sottolinea: "Un tempo la gente era legatissima al nostro seminario di Treviso e in molti avevano contribuito a costruire quello di Preganziol, aperto nel ’67, che era una casa non solo per i padri residenti ma anche per quelli di passaggio e per i fidei donum locali. Oggi, dopo la lunga parentesi di Vallio, dobbiamo tornare a farci conoscere, far sapere che siamo ancora qui!" Eppure - sottolinea padre Ferdinand - "già c’è un gruppo di laici adulti che fanno riferimento al PIME e ci aiutano nelle nostre iniziative. Sta a noi trovare le modalità per rendere significativa la nostra presenza. La testimonianza più forte, prima ancora di andare nelle parrocchie a parlare, è essere una comunità coesa, dove regna la concordia."
Il Centro Missionario Diocesano di Treviso
Via Longhin n.7 è l'indirizzo del Centro Missionario Diocesano di Treviso. Tuttavia, Enrico Vendrame, 53 anni, membro dell'équipe, racconta una realtà che va oltre la porta di un ufficio, orientata non solo a sostenere le missioni in Paraguay, Ecuador, Brasile, Ciad e Thailandia, ma anche a "stimolare la comunità diocesana a crescere nella sua identità missionaria." Un compito facilitato dalla presenza di un direttore, don Gianfranco Pegoraro, che è stato un fidei donum, e di altri cinque membri con esperienze missionarie prolungate. "Dalla formazione dei nuovi preti, si incarna una Chiesa che promuova la missione. Ma non solo." Questa forma di accompagnamento si estende anche ai laici. Come sottolinea Enrico, si tratta di decentrare: al "fare rete", si aggiunge anche il "fare eco".
Prospettive Future e Nuova Evangelizzazione
Oggi molto è cambiato. Il PIME non è solo nell'animazione missionaria. Durante cent'anni lo spirito della missione ha animato diocesi, congregazioni, associazioni, anche all'interno dei carismi di ognuna. Gesù oggi ci vuole insieme, uniti, e prega: "Che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato." Un'altra novità è l'Italia come paese di missione, abitata da una popolazione di etnie, culture e religioni diverse. Si tratta di rendersi conto e di chiedersi: "Chi c’è fuori di casa, della chiesa, della comunità, chi è sulla strada, chi c’è nel condominio?" La comunità PIME vuole contribuire alla missione della chiesa locale di Treviso e del Triveneto ricordando che è la missione che fa la Chiesa; che la nuova evangelizzazione, necessaria in una società fortemente secolarizzata, può avere ispirazioni e modelli della prima evangelizzazione che tanti missionari hanno vissuto nella loro attività ad gentes.

Informazioni Aggiuntive e Eventi Recenti
Sabato 14 settembre, nei locali della comunità PIME (via Venier 32), ci sarà un incontro di conoscenza della nuova casa e di saluto a padre Rino Porcellato, che dopo due anni di servizio come rettore della comunità ritorna in missione. L'incontro inizia alle ore 16. Alle 16:45 è prevista la presentazione della comunità PIME e della nuova casa, alle 17:30 la messa presieduta da padre Rino. La comunità PIME ringrazia il Vescovo e i suoi collaboratori per l'accoglienza fraterna. Padre Ferdinand, nella sua diocesi di Bouaké, ricorda l'operato tra gli altri di padre Giovanni de Franceschi del PIME e di don Michele Stevanato, un fidei donum di Gorizia che era il suo parroco. C'era anche don Paolo Zuttion, per 12 anni in Costa d'Avorio a fianco dei malati di mente. Con le radici che affondano in una ricca storia centenaria e i rami pronti ad allungarsi verso le dimensioni più nuove della Chiesa e della società, i frutti non potranno mancare.
Il PIME è un centro di cultura e animazione missionaria che ha sede a Milano. Attraverso la Fondazione PIME, promuove progetti di sviluppo in tutti i continenti dove operano i missionari dal 1850. In Italia, l'istituto offre percorsi formativi per i giovani, progetti educativi per scuole, parrocchie e famiglie, un’informazione attenta all’attualità con sguardo missionario ed eventi culturali promossi dal Museo Popoli e Culture, dalla Biblioteca, dal Teatro, dalla Libreria e dal Negozio PIME di Milano.
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