La Corte d'Appello di Roma ha confermato la condanna a 11 anni e 4 mesi di carcere nei confronti di Mirko Campoli, precedentemente segretario nazionale dell’Azione Cattolica Ragazzi, professore di religione e presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Tivoli, per il reato di pedofilia.
Inizio delle indagini e le prime denunce
Le indagini sono scaturite dalla denuncia di due ragazzi, all'epoca dei fatti dodicenni e sedicenni. Il loro percorso è stato supportato dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza nel Lazio, Monica Sansoni. Le violenze denunciate si sono protratte tra il 2018 e il 2020, con oltre 50 episodi contestati dal più giovane delle vittime.

Primi processi e condanne
Nel 2024, Campoli era già stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione e successivamente a 6 anni e 10 mesi per un terzo caso di abusi. Le sentenze si sono susseguite in distinti procedimenti giudiziari.
La tesi di laurea e il contesto degli abusi
La frase di Tertulliano, "Caro cardo salutis" (La carne è il cardine della salvezza), dava il titolo alla tesi di laurea di Mirko Campoli. L'ex professore di religione, vicepreside di un istituto tecnico e dirigente dell’Azione Cattolica, si trovava agli arresti domiciliari e aveva ricevuto condanne in due processi di primo grado. L'ultima condanna, pronunciata l'11 settembre, ammontava a 6 anni e 10 mesi.
Primo processo: abusi su due minorenni
Nel primo processo, Campoli era accusato di aver abusato di due ragazzini di 12 e 16 anni. Le violenze sono emerse grazie alle testimonianze delle fidanzate delle vittime e all'intervento della Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio, Monica Sansoni, che si è costituita parte civile. Campoli avrebbe sfruttato il suo ruolo all'interno dell’Azione Cattolica, la partecipazione a campi estivi e gite per avvicinare i giovani, guadagnare la loro fiducia e poi costringerli a subire abusi sessuali durante la notte.

Secondo processo: nuove vittime e contestazioni
Nella seconda inchiesta, sono emerse testimonianze di altre vittime, rispettivamente di 10 e 12 anni. Uno di questi ragazzi era ospite in una casa famiglia in zona Boccea, mentre l'altro sarebbe il fratello minore di una delle prime vittime. Il giudice, al termine del rito abbreviato, ha condannato Campoli a 6 anni e 10 mesi, a fronte della richiesta di 10 anni formulata dalla Procura. Non tutte le accuse sono state accolte.
L'abuso sul letto di Papa Giovanni Paolo II
Uno degli abusi riconosciuti sarebbe avvenuto sul letto dove aveva dormito anni prima Papa Giovanni Paolo II. Nelle motivazioni, il giudice di Tivoli riporta un passaggio delle ricostruzioni di una delle vittime: "Ricordo bene quando Mirko, abbassandomi del tutto i pantaloni, mi toccò e scattò con il suo smartphone alcune fotografie riprendendomi." Il ragazzo aveva da poco compiuto 16 anni. La denuncia fu spinta dallo sconcerto provato quando, due anni dopo, si trovò ad assistere a un seminario contro la pedofilia tenuto dallo stesso Campoli.

Carriera e continuità degli abusi
Dopo aver lasciato l’Azione Cattolica, Campoli si era fatto assumere come educatore in una casa famiglia di Roma per bambini in difficoltà e abusati, mantenendo così un contatto diretto con i ragazzi.
La difesa e le scuse
Campoli ha tentato di giustificare gli abusi con un momento di fragilità, dichiarando: "Ero depresso, chiedo scusa". Ha ammesso una responsabilità, rispondendo a un messaggio con "hai ragione" appena resosi conto degli episodi.
Parte civile e risarcimento
La Garante per l’infanzia e l’adolescenza nel Lazio, Monica Sansoni, si è costituita parte civile nel procedimento, ottenendo 5.000 euro da destinare a progetti nelle scuole della provincia di Roma.
La rete degli abusi e il contesto diocesano
Le accuse mosse contro Campoli hanno sollevato interrogativi sul clima di omertà ambientale, descritto dal procuratore di Tivoli Francesco Menditto come "molto simile a quello mafioso", con genitori che tendono a coprire e nascondere, talvolta rivolgendosi all'autorità religiosa. La diocesi di Tivoli e Palestrina ha respinto le accuse di omertà, sottolineando le azioni intraprese.
La reazione della Diocesi di Tivoli
Il vescovo di Tivoli, monsignor Mauro Parmeggiani, ha dichiarato che, non appena appresa la notizia di un presunto abuso presso il Consultorio diocesano, di cui è presidente, fu inviata immediata segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza. Ricevuta la denuncia in sede canonica, il Vescovo ha revocato l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica al docente, che da allora non ricopre più alcun incarico pastorale.

Profilo di Mirko Campoli
Mirko Campoli, quarantasei anni, di Tivoli, ha ricoperto incarichi importanti: responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi della Diocesi di Tivoli, responsabile dell’Ufficio Scuola diocesano della Curia tiburtina, insegnante di Religione e vicepreside dell’Istituto tecnico “Enrico Fermi” di Tivoli. È stato responsabile nazionale Azione Cattolica Ragazzi dal 2005 al 2011.
Quattro casi di pedofilia e la confessione di una vittima
Mirko Campoli è ritenuto colpevole per quattro casi di pedofilia. A rompere il silenzio è stata una delle vittime, oggi maggiorenne, che ha raccontato gli orrori subiti in audizione protetta. Successivamente, una seconda vittima, all'epoca diciassettenne, ha descritto nel dettaglio gli abusi sessuali patiti nell'estate del 2017 durante un campo scuola a Loreto. Un terzo caso riguarda un diciassettenne che al tempo delle violenze aveva 12 anni. Un quarto caso, infine, ha coinvolto un ragazzino di 10 anni, vittima di abusi in una casa famiglia di Roma dove Campoli lavorava come educatore.