Villa Santa Maria: Storia, Tradizioni e Identità Culturale

Villa Santa Maria (in dialetto villese: La Vìlle) è un comune italiano situato nella provincia di Chieti, in Abruzzo. Con una popolazione di 1 079 abitanti, questo centro è rinomato a livello nazionale e internazionale per la sua profonda connessione con il mondo della gastronomia e dell'ospitalità.

La Patria dei Cuochi: Una Tradizione Secolare

L'identità culinaria di Villa Santa Maria affonda le sue radici nel XIII secolo, periodo in cui iniziarono a fiorire le prime botteghe dedicate alla formazione di chef. Per aver dato i natali, nel corso dei secoli, a intere dinastie di "maestri" gastronomi e alberghieri, la località è orgogliosamente conosciuta con l'appellativo di "Patria dei cuochi". Questa vocazione si consolida ulteriormente nel XVI secolo con la nascita di san Francesco Caracciolo, figura che divenne il "patrono" dei cuochi, legando indissolubilmente il nome del santo alla tradizione culinaria del borgo.

Insegna di una scuola di cucina a Villa Santa Maria, che evoca la tradizione dei cuochi.

Origini Storiche e Sviluppo Urbanistico

Le origini di Villa Santa Maria si fanno risalire, secondo il Chronicon Vulturnense, in concomitanza con l'erezione della chiesa dedicata a Santa Maria in Basilica ("…iuxta Sangri fluvium sita"), avvenuta intorno all'VIII secolo. Durante il periodo delle invasioni barbariche e ottomane, il borgo subì ripetute incursioni, costringendo la popolazione a rifugiarsi nei pressi di una roccia comunemente nota come "La Penna". Il sito originario si trovava infatti a breve distanza dalla chiesa della Madonna in Basilica.

Successivamente, Villa Santa Maria divenne feudo di diverse famiglie nobiliari. Il periodo di massimo splendore si ebbe con la famiglia dei Principi Caracciolo nel XVI secolo, sotto il cui dominio venne edificato il castello.

Il nucleo storico del paese si formò intorno al XVII secolo sulla riva opposta alla chiesa della Madonna in Basilica, in prossimità della costa rocciosa denominata "Penna". Verso la fine dell'Ottocento, si manifestò un crescente interesse verso la valle, dove si trovavano terreni più fertili e meno esposti ai pericoli delle invasioni. Questo spinse all'avvio della costruzione della "Via degli Uffici", l'attuale Corso Umberto I, che assunse la sua denominazione attuale il 9 agosto 1900, a seguito dell'attentato che costò la vita al re.

Parallelamente, vennero ampliate le vie Sangrina e Gradini Ponte. Nello stesso periodo, venne realizzata la strada Scesa Valli, che conduceva verso il fiume, portando alla costruzione di edifici fino al Borgo Valle (localmente conosciuto come Lu Uell'), l'unico rione del paese situato in pianura, dove sorge la chiesa della Madonna delle Grazie.

Veduta panoramica del borgo di Villa Santa Maria con le sue antiche costruzioni.

Villa Santa Maria durante il Periodo Fascista e la Seconda Guerra Mondiale

Nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale, tra il 1940 e il 1943, Villa Santa Maria fu designata dalle autorità fasciste come luogo di internamento civile per profughi ebrei stranieri presenti in Italia. Giunsero nel comune, in regime di domicilio coatto, diverse famiglie, per un totale di 27 persone, rappresentando uno dei gruppi più numerosi nella provincia di Chieti.

Gli internati stabilirono rapporti di fraternità con la popolazione locale. All'arrivo delle truppe tedesche nel 1943, il podestà Roberto Castracane negò con fermezza la presenza di ebrei nel paese, nonostante fosse a conoscenza del fatto che almeno una famiglia, gli Steinberg, fosse nascosta presso la famiglia Saccone. Non appena le truppe tedesche lasciarono il paese, un mese dopo, la famiglia Steinberg fu aiutata ad attraversare le linee nemiche per raggiungere gli Alleati, e lo stesso accadde per tutti gli altri ex-internati.

Durante l'epoca fascista, sulla roccia della "Penna" venne incisa la scritta "DUX" a caratteri cubitali in onore di Mussolini, visibile da tutto il paese. Tale scritta fu successivamente distrutta dopo la caduta del regime.

Patrimonio Artistico e Archeologico

All'interno della chiesa della Madonna in Basilica, nella prima cappella a destra, sono conservati alcuni reperti archeologici rinvenuti durante scavi per la realizzazione di un metanodotto. Tra questi spicca una mano bronzea in atto di benedire, con un serpente attorcigliato in direzione del pollice, che termina a forma di pigna. Alcuni studiosi ipotizzano che tale manufatto potesse appartenere al dio Sabazio, il cui culto si diffuse dal II secolo a.C. nel luogo dove sono state individuate tracce di ruderi di fronte alla suddetta chiesa, reperti in parte trasferiti nei giardini pubblici.

Ricostruzione o immagine di un reperto archeologico simile alla mano bronzea rinvenuta a Villa Santa Maria.

Palazzo Spaventa

Presso la chiesa di Sant'Antonio Abate si erge il Palazzo Spaventa, costruito negli anni Trenta del XX secolo su un'area precedentemente occupata da un mulino o un oleificio. La facciata del palazzo presenta uno stile che oscilla tra il Liberty e l'eclettico. L'edificio si sviluppa su due piani. Al pianterreno si aprono tre portoni, mentre al primo piano si trovano tre finestre dotate di una balaustrata di balconi con colonnine digradanti verso l'alto. Ai lati delle finestre, delle decorazioni ad arco sovrastano le aperture. Le finestre sono ulteriormente impreziosite da stucchi laterali raffiguranti figure femminili che sorreggono festoni di fiori.

Palazzo Di Cicco

Situato tra la chiesa di San Nicola e via Gradini Ponte, il Palazzo Di Cicco presenta una facciata stretta. L'ingresso principale è sormontato da un balcone con finestra, il cui prospetto è chiuso da una lunetta.

Fontana Vecchia

All'incrocio tra Corso Umberto I, Via Roma e Via Duca degli Abruzzi, di fronte a una croce situata al centro dell'incrocio, si trova la Fontana Vecchia. Realizzata all'inizio del Novecento, il bassorilievo posto sul coronamento, raffigurante due leoni che sorreggono un fascio littorio, fu aggiunto nel 1926 in ottemperanza a una disposizione fascista che imponeva l'inserimento del simbolo del regime nelle opere pubbliche. Il fascio fu rimosso dopo la caduta del fascismo.

La fontana è addossata a un muro di contenimento in una piazzetta pedonale. Il corpo della fontana è realizzato in calcare, con una trabeazione ornata da modanature classiche.

La Fontana Vecchia di Villa Santa Maria con il suo bassorilievo.

L'Istituto Professionale Alberghiero

Nel 1939 fu fondato il "Regio Corso Biennale di Avviamento Professionale a tipo Commerciale Alberghiero", intitolato a San Francesco Caracciolo. Questo istituto rappresentò uno dei primi in Italia nel suo genere, affiancandosi a quelli di Abano Terme e Stresa. Il decreto istitutivo, emesso dal Regio Provveditorato agli studi di Chieti, sottolineava come tale iniziativa fosse volta a favorire la naturale tendenza della popolazione di Villa Santa Maria a fornire personale alberghiero rinomato in tutto il mondo.

Nel giugno del 1943, il corso fu sospeso a causa degli eventi bellici, per poi essere riattivato l'anno successivo. L'emblema dell'istituto si presenta a forma di scudetto, con la parte superiore dedicata all'intestazione giuridica.

Archivio storico: foto d'epoca degli studenti dell'istituto alberghiero di Villa Santa Maria.

Aspetti Linguistici: Il Dialetto Villese

Il dialetto di Villa Santa Maria presenta alcune peculiarità fonetiche degne di nota:

  • Le vocali "a", "i" e "u" vengono pronunciate come in italiano.
  • La "i" viene allungata quando presente nel dittongo "ie" (es. la piegala piéghe).
  • La vocale "e" si articola in due suoni distinti: un suono aperto, trascritto con l'accento grave ("è"), e un suono chiuso, trascritto con l'accento acuto ("é").
  • Le vocali accentate poste alla fine della parola si pronunciano come in italiano.
  • Per quanto riguarda le consonanti, l'uso della "h" è degno di menzione, come negli esempi: Tu seiTu sî, suo, suoisî, sua, sue, tuo, tuoitî, tua, tue.

Economia Locale e Tradizioni Produttive

Nell'abitato di Villa Santa Maria sono presenti tre liquorifici che producono il punch Abruzzese villese, il Centerbe, l'amaro villese, e liquori alla genziana e alla liquirizia.

Sport

Villa Santa Maria vanta una squadra di calcio che milita in 2ª categoria. La società sportiva, i cui colori sociali sono il nero e il verde, fu fondata il 1º settembre 1955 da Vincenzo Fioriti e iscritta nei ruoli federali della FIGC il 13 dicembre 1962.

41ma Rassegna dei Cuochi di Villa Santa Maria

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