La storia della Divina Misericordia e dei miracoli ad essa associati è ricca di eventi straordinari, che si intrecciano con le vite di santi e persone comuni. Un episodio particolarmente significativo, legato a un'icona di Gesù Misericordioso, si è verificato a Trento, coinvolgendo la figura di Ugo Festa. Contemporaneamente, la provincia di Trento ha dato i natali a una delle figure più venerate del cattolicesimo, Santa Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, la cui vita fu un inno alla carità e alla devozione.
Le Origini della Devozione alla Divina Misericordia
La festa della Divina Misericordia è stata istituita ufficialmente da San Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000, in concomitanza con la canonizzazione di Santa Faustina Kowalska (1905-1938). In quell'occasione, il Santo Pontefice espresse il desiderio di «trasmettere il messaggio di lei al nuovo millennio: a tutti gli uomini perché imparino a conoscere sempre meglio il vero volto di Dio e il vero volto dei fratelli».
Nelle pagine del suo Diario, Suor Faustina descrive lo struggimento di Gesù affinché la sua Misericordia sia conosciuta e accettata senza limiti. Il 4 aprile 1937, Gesù le rivelò: «Scrivi, tutto ciò che esiste è racchiuso nelle viscere della mia Misericordia più profondamente di un bimbo nel grembo materno. Quanto dolorosamente mi ferisce la diffidenza verso la Mia bontà! I peccati di sfiducia sono quelli che mi feriscono nella maniera più dolorosa» (p. 255).
Alla vigilia di Natale dello stesso anno, Gesù aggiunse: «Affinché tu possa conoscere almeno un po' il Mio dolore, pensa alla più tenera delle madri, che ama molto i suoi figli, ma i figli disprezzano l'amore della madre. Immagina il suo dolore, nessuno riuscirà a consolarla. Questa è un'immagine e una pallida somiglianza del Mio amore. Scrivi, parla della Mia Misericordia. Di’ alle anime dove debbono cercare le consolazioni, cioè nel tribunale della Misericordia, lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questo miracolo non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante e confessargli la propria miseria, e il miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un’anima fosse in decomposizione come un cadavere e umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest’anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando sarà troppo tardi!» (p. 326).
Le parole di Gesù a Santa Faustina, cariche di tenerezza infinita, sottolineano l'importanza della confessione sacramentale come "tribunale della misericordia". La giustizia e la misericordia di Dio, come spiegato da Papa Benedetto XVI, non sono in contraddizione, ma coincidono in Lui: «in Lui giustizia e carità coincidono; non c’è un’azione giusta che non sia anche atto di misericordia e di perdono e, nello stesso tempo, non c’è un’azione misericordiosa che non sia perfettamente giusta».
L'Immagine Autentica di Gesù Misericordioso
L'immagine nota come «Gesù Confido in te», realizzata nel 1934 da Santa Faustina Kowalska secondo le indicazioni ricevute direttamente da Cristo, è all'origine di una devozione che coinvolge milioni di persone. Il quadro autentico, venerato anche da Papa Francesco, è conservato a Vilnius, nel Santuario della Santissima Trinità.

Il Miracolo di Ugo Festa a Trento
Nel 1990, un'icona di Gesù Misericordioso si trovava nel Santuario della Divina Misericordia a Trento. Qui si verificò un evento prodigioso che coinvolse Ugo Festa, nato nel 1951 e affetto fin da giovane da sclerosi multipla, distrofia muscolare, epilessia, gravi deformazioni alla spina dorsale e crisi convulsive quotidiane, che lo costringevano alla sedia a rotelle.
La sua situazione era così disperata che i medici non gli davano speranze. Questa sofferenza lo aveva portato a una profonda ribellione verso Dio. Tuttavia, Ugo intuì che l'unica cosa che gli restava era pregare. Il 28 aprile 1990, durante un pellegrinaggio a Roma, incontrò Madre Teresa di Calcutta, che lo consolò.
Il giorno successivo, il 29 aprile, Ugo partecipò all'udienza del Santo Padre, Giovanni Paolo II, portando con sé un'immagine di Gesù Misericordioso. Sulla scalinata di San Pietro, il Papa si fermò, lo guardò, benedisse l'immagine e gli chiese: «Come sta?». Ugo, sopraffatto dalla disperazione, rispose di sentirsi sconfortato e in profonda crisi. Il Papa, con tenerezza, gli sorrise e disse: «Ma come puoi essere in crisi se hai fra le tue braccia Gesù Misericordioso?».
Quelle parole colpirono profondamente Ugo, e qualcosa dentro di lui cambiò. Decise di recarsi al Santuario della Divina Misericordia a Trento. Davanti all'immagine di Gesù a grandezza naturale, pregò per tre giorni. Il quarto giorno, il 2 agosto 1990, accadde l'inspiegabile:
- Ugo notò che l'immagine era diventata viva e Gesù gli stava tendendo le braccia.
- Sentì un calore molto forte attraversargli il corpo e si ritrovò in piedi, con le braccia protese verso il Signore.
- Vide Gesù avvicinarsi a lui con la veste bianca che ondeggiava e sentì pronunciare queste chiare parole: «Alzati e cammina!».
All'improvviso, tutte le gravi malattie che lo affliggevano scomparvero. Ugo Festa era tornato a camminare, l'epilessia era sparita e la sua vista era notevolmente migliorata.
Guarigione miracolosa: testimonianza di Silvia, guarita a Medjugorie
La Conferma del Miracolo
Il 19 agosto seguente, Ugo Festa tornò a San Pietro per un'udienza con il Papa, non più in lacrime di dolore, ma di gioia. Raccontò a Giovanni Paolo II l'immensa grazia ricevuta e lo ringraziò per avergli indicato la via della Divina Misericordia. Da quel momento, per lui, iniziò una nuova esistenza, dedicata a testimoniare la grazia del Signore e a diventare un apostolo della Divina Misericordia.
Gli accertamenti medici furono estesi, e la dottoressa Marcella Piazza, primario del reparto di neurologia dell'Ospedale civile di Trento, che prima non aveva il dono della fede e che a sua volta aveva sperimentato una guarigione da un grave tumore al cervello grazie a Gesù Misericordioso, si adoperò per verificare l'accaduto con criteri simili a quelli usati a Lourdes. La sua carrozzina è ancora conservata nella soffitta della Villa "O Santissima", a testimonianza dell'evento.
Il giornalista Antonio Socci, in un suo articolo, scrisse: «La storia di Ugo Festa è questa. E dimostra come per Dio nessuna vita è inutile e non degna. Anzi, per Cristo la vita più preziosa e amata è quella più derelitta che la mentalità oggi dominante vorrebbe sopprimere. Lui può fare cose grandi in quelle esistenze. E c’è un luogo nel mondo dove l’eccezionale accade quotidianamente: la Chiesa.»
Santa Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù: Dalla Provincia di Trento al Brasile
Amabile Lucia Visintainer (al Battesimo), nata a Vigolo Vattaro, in provincia e diocesi di Trento, il 16 dicembre 1865, fu la prima donna brasiliana canonizzata e la prima nativa del Trentino-Alto Adige a ottenere il massimo onore degli altari. Era la secondogenita di Napoleone Visintainer (o Wiesenteiner), scalpellino e muratore, e Anna Pianezzer, contadina e sarta.
Fin da piccola, Amabile dimostrò una maturità superiore alla sua età, prendendosi cura della nonna e dei fratelli più piccoli a causa delle molte necessità della sua famiglia povera. A otto anni, iniziò a lavorare in una filanda del suo paese natale, occupandosi della cernita dei bozzoli.
L'Emigrazione in Brasile e la Nascita della Congregazione
Nel 1875, all'età di dieci anni, Amabile e la sua famiglia, insieme a un centinaio di compaesani, emigrarono in Brasile, nello Stato di Santa Catarina. Qui, i capifamiglia fondarono i villaggi di Nova Trento e di Vigolo.
In Brasile, Amabile cominciò a frequentare la scuola e, grazie alla sua indole buona, anche il catechismo. All'età di quattordici anni, le fu affidato dal missionario padre Augusto Servanzi il compito d'insegnare il catechismo, visitare gli ammalati e provvedere alla manutenzione della chiesetta intitolata a San Giorgio, patrono di Vigolo Vattaro.
In questo periodo, fu affiancata da Virginia Nicolodi, con la quale iniziò ad assistere anziani e malati. Le due ragazze, desiderose di consacrarsi a Dio, accolsero il 12 luglio 1890 Angela Viviani, un'anziana donna malata di cancro. Il primo parroco di Vigolo, il gesuita padre Luigi Maria Rossi, intuì che le due ragazze, alle quali si era aggiunta Teresa Maule, avevano le credenziali per costituire la prima congregazione religiosa nata in terra brasiliana.
La congregazione fu chiamata Figlie dell'Immacolata Concezione, in onore della devozione che Amabile nutriva per la Madonna di Lourdes. Il 25 agosto 1895, con l'approvazione canonica, Amabile cambiò nome in Suor Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Virginia divenne Suor Matilde dell'Immacolata Concezione e Teresa Suor Agnese di San Giuseppe.

La Vita e l'Eredità di Santa Paolina
Suor Paolina, fondatrice e formatrice delle novizie, si adoperò per sostenere la comunità introducendo in Brasile la coltivazione dei bachi da seta, un'attività che aveva appreso in filanda. Nel 1903 fu eletta superiora generale. Tuttavia, nel 1909, fu deposta d'ufficio dall'arcivescovo di San Paolo, monsignor Duarte Leopoldo e Silva, che cambiò il nome della congregazione in Piccole Suore dell'Immacolata Concezione.
Nonostante la destituzione, Madre Paolina continuò a vivere come una semplice suora, prima a Bragança Paulista e poi a San Paolo, dedicandosi al servizio dei più bisognosi. Affetta da diabete, che le causò la cancrena di un dito e poi l'amputazione del braccio, accettò la sofferenza con profonda fede, affermando: «Ma io gli ho già dato tutto da tanto tempo, e Lui sa di potermi chiedere tutto quello che vuole».
Negli ultimi mesi di vita divenne completamente cieca e morì a San Paolo il 9 luglio 1942, invocando: «Misericordia, Signore, misericordia!». Alla sua morte, la congregazione contava quarantacinque case sparse in cinque Stati del Brasile. Fu beatificata da San Giovanni Paolo II a Florianópolis il 18 ottobre 1991 e canonizzata dallo stesso Pontefice il 19 maggio 2002 a Roma. I suoi resti mortali sono venerati nella cappella della Sacra Famiglia a San Paolo.
Oggi la sua congregazione conta quasi trecentonovanta suore, divise in settantaquattro comunità, presenti in America Latina, e in tre Stati africani (Ciad, Camerun e Mozambico). Continuano a dedicarsi al servizio dei più bisognosi e di quanti si trovano in condizioni ingiustamente trascurate, tramite scuole, ospedali, ricoveri, orfanotrofi ed educandati, ma anche nella pastorale parrocchiale, diocesana e popolare.
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