La Quaresima nell'esperienza spirituale di San Francesco d’Assisi

La Quaresima, per San Francesco d’Assisi, non rappresentava un mero obbligo liturgico, ma un pilastro fondamentale del suo cammino di conversione. Essa era la "porta stretta" della conformazione a Cristo, vissuta attraverso il deserto dell'anima, il digiuno e l'ascolto profondo della Parola.

Il senso della Quaresima per il Poverello

Francesco visse le sue Quaresime nella modalità del “deserto”, inteso come condizione di intimità con Dio attraverso la preghiera solitaria. Un altro elemento essenziale era la “povertà”, intesa come nudità spirituale: il Santo cercava luoghi spogliati di tutto, come grotte o anfratti, dove l'esperienza del “Dio presente” si faceva palese nello spirito e nella natura.

Illustrazione o miniatura medievale raffigurante San Francesco in preghiera in una grotta, immerso in un paesaggio naturale austero.

Il Santo stesso descriveva così il suo inizio: “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia”. È proprio attraverso questo atto di umiltà che l'amarezza si trasformò in dolcezza di animo e di corpo.

Le pratiche quaresimali di San Francesco

Oltre alla Quaresima prevista dal calendario liturgico, Francesco ne visse altre che non impose come obbligo ai frati, lasciandole al loro discernimento e alla loro libertà. Le Fonti Francescane attestano che Francesco dedicò ben 160 giorni l'anno a questo rigore spirituale.

Periodo Occasione o intitolazione
Dall'Epifania Quaresima di quaranta giorni continui
Da SS. Pietro e Paolo all'Assunta In preparazione alla festa mariana
Tra Assunzione e San Michele (29 sett) Quaresima di San Michele (La Verna)
Da Ognissanti al Natale Quaresima di Avvento

Tra queste, la Quaresima di San Michele, trascorsa spesso a La Verna, segnò profondamente la sua vita, portandolo al dono delle stimmate. Come riportano i Fioretti, Francesco cercava spesso luoghi isolati, come l'isola del lago, per digiunare quaranta giorni e quaranta notti, cacciando da sé il veleno della vanagloria sull'esempio di Cristo.

Mappa storica o schema geografico del Monte della Verna con i luoghi legati alla vita di Francesco.

La lacrima e la conversione

La preghiera di Francesco era intrisa di sofferenza partecipata. “Piango la passione del mio Signore. Per amore di lui non dovrei vergognarmi di andare gemendo ad alta voce per tutto il mondo”, diceva Francesco. Spesso, dopo l'orazione, i suoi occhi apparivano arrossati e gonfi a causa delle lacrime versate per l'“Amore non Amato”.

Queste lacrime lo portavano a una conformazione totale con Cristo povero, Crocifisso e Risorto. La Quaresima diventa così un tempo di verità: non bisogna "suonare la tromba" come gli ipocriti, ma rientrare in se stessi, senza bugie o finzioni, per rimettere al centro ciò che ha valore davanti a Dio.

Alessandro Barbero e la spiritualità francescana

L'eredità spirituale

L'uomo Francesco, incontrando il "Totalmente Altro", è stato capace di scrivere le Lodi di Dio Altissimo. In questa dimensione di ascolto, egli ci insegna che il Signore vuole attraversare con noi il deserto dell'anima per guarire le nostre "stimmate-ferite". Questa esperienza di misericordia è destinata a essere donata ai fratelli, a tutti noi, fragili e limitati, ma amati fin dalla creazione del mondo.

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