Il Pallio: Storia, Simbolismo e le Scelte Liturgiche di Benedetto XVI

Il pallio, derivato dal latino pallium (mantello di lana), è un paramento liturgico di profondo significato nella Chiesa cattolica. Consiste in una striscia di stoffa di lana bianca, avvolta sulle spalle, che funge da segno distintivo di autorità pastorale e di comunione con la Sede Apostolica.

rappresentazione antica del pallio

Il Pallio: Significato e Storia

Origini e Evoluzione

In origine, il pallio era il mantello indossato dai filosofi, e nell'arte paleocristiana con questo "mantello" venivano raffigurati Gesù e gli apostoli. Nei primi secoli della cristianità, il pallio era un'unica striscia di stoffa avvolta intorno alle spalle e lasciata cadere sul petto dalla spalla sinistra. Esso era portato da tutti i vescovi, come visibile nelle iconografie di santi come Sant'Ambrogio, Sant'Atanasio, San Giovanni Crisostomo e Sant'Ignazio di Antiochia.

In Oriente, la tradizione originaria autentica si è mantenuta nell'omoforion (dal greco, "portato sulle spalle"), proprio di ogni Vescovo e indossato in due diverse modalità: il piccolo omoforion (come uno stolone che scende dritto) o il grande omoforion (che dalle spalle gira attorno e scende di lato), a seconda delle celebrazioni.

Già nel IV secolo, il pallio era un'insegna liturgica propria e tipica del Papa. Il Liber Pontificalis nota che Papa Marco (†336) conferì il pallio al Vescovo suburbicario di Ostia. Nel 513, Papa Simmaco concesse il privilegio del pallio a San Cesario di Arles, e in seguito le concessioni si moltiplicarono a vescovi d'Italia e di fuori Italia.

Nelle rappresentazioni più antiche, il pallio liturgico appare come una sciarpa aperta disposta sopra le spalle, come nella figura dell'arcivescovo Massimiano (498-556) nella Basilica di San Vitale di Ravenna (VI secolo). Questa forma si mantenne fino all'alto Medioevo, quando, con l'uso di spilloni (sostituiti poi da una cucitura fissa), i due capi iniziarono a pendere esattamente nel mezzo del petto e del dorso. Questa forma circolare chiusa si incontra comunemente dopo il IX secolo, come mostrato nelle basiliche romane di Santa Maria Antiqua, Santa Maria in Trastevere e San Clemente.

L'ornamentazione del pallio, illustrata già nel mosaico di Ravenna, si arricchì nel tempo. Nella sua forma più sviluppata, gli estremi lembi delle appendici terminano con piccole lastrine di piombo coperte di seta nera. Il pallio lungo e incrociato sulla spalla sinistra non è stato più indossato dal Papa e dai Vescovi in Occidente dopo l'epoca carolingia, sebbene il dipinto nel Sacro Speco di Subiaco, risalente al 1219 circa e raffigurante Papa Innocenzo III con questo tipo di pallio, appaia come un "arcaismo" consapevole.

Simbolismo Teologico

Il pallio è un semplice lembo di stoffa bianca con un alto valore simbolico: rappresenta l'agnello che il pastore porta sulle spalle. Questo simboleggia il compito "pastorale" di chi guida la Chiesa nei confronti del gregge di anime, e insieme l'agnello crocifisso per la salvezza dell'umanità perduta. Questo spiega l'uso della lana e delle sei croci decorative, che originariamente erano trapassate con spilloni (acicula) a forma di chiodo, raffigurando i tre chiodi della croce di Cristo. Il cerimoniale correlato alla preparazione del pallio e la sua imposizione sul Papa durante la sua investitura rafforza ulteriormente questo simbolismo.

Attualmente, il pallio è decorato con sei croci di seta, una su ogni coda e quattro sull'incurvatura. Le tre spille d'oro gemmate, o chiodi, presenti davanti e dietro, originariamente servivano a tenerlo fermo.

La Fabbricazione del Pallio

La lana destinata alla fattura dei pallii proviene da due agnelli bianchi, allevati dai monaci trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane a Roma. Il 21 gennaio di ogni anno, memoria di Sant'Agnese, gli agnelli vengono benedetti nella basilica romana a lei dedicata, Sant'Agnese fuori le Mura, sulla Via Nomentana. Questo rito risale al 1644, quando venivano benedetti dall'Abate Generale dei Canonici Regolari Lateranensi. La storia racconta che due agnellini erano la tassa che il monastero di Sant'Agnese pagava alla basilica di San Giovanni in Laterano, dove risiedeva il Papa.

Il mattino della benedizione, gli agnelli vengono adornati con mantelli: uno rosso, in ricordo del martirio della santa, e l'altro bianco, in ricordo della sua verginità, con corone di fiori e fiocchetti alle orecchie. Le Suore della Sacra Famiglia di Nazareth si occupano della preparazione degli agnelli dal 1884.

agnelli benedetti per il pallio

La lana degli agnelli, raccolta a Pasqua, viene poi tessuta dalle monache benedettine del monastero di Santa Cecilia in Trastevere. I pallii così confezionati vengono conservati nella Basilica di San Pietro a Roma, in una teca posta ai piedi dell'altare della confessione, vicinissima al luogo della sepoltura dell'apostolo Pietro. Molti fedeli ritengono erroneamente che essa contenga i resti mortali del santo, mentre in realtà conserva i pallii.

Il Pallio e la sua Concessione

Destinatari e Restrizioni

Da oltre 1.500 anni, solo il Papa è autorizzato a indossare il pallio in qualsiasi occasione e luogo. La concessione del pallio è riservata principalmente agli Arcivescovi Metropoliti, ai Primati e al Patriarca Latino di Gerusalemme. Esso è simbolo non solo della giurisdizione papale, ma anche un segno esplicito e fraterno della condivisione di questa giurisdizione con gli Arcivescovi Metropoliti e, mediante questi, con i Vescovi loro suffraganei.

Secondo il diritto canonico (CIC can. 437 § 1 e 2), un Metropolita è tenuto a chiedere il pallio entro tre mesi dalla sua consacrazione episcopale o dalla sua nomina, se già consacrato. I Metropoliti devono ricevere il pallio prima di poter esercitare il loro ufficio nella diocesi a cui sono inviati, anche se erano stati nominati in precedenza in un'altra sede ecclesiastica. Sono autorizzati a indossare il pallio solo nel territorio della propria Arcidiocesi e nelle altre Diocesi della loro provincia ecclesiastica.

Il Papa può eccezionalmente concedere il pallio ad altri vescovi. Ad esempio, nel 2008, l'arcivescovo di Trnava Jan Sokol ha potuto conservare il pallio anche dopo che la sua diocesi ha perso la dignità metropolitica. Giovanni Paolo II concesse il pallio a Joseph Ratzinger nella sua qualità di decano del Collegio cardinalizio e vescovo di Ostia. Il pallio non può essere trasferito ad altri e, quando un metropolita muore, deve essere sepolto con lui.

La Cerimonia di Consegna e il Giuramento

Il pallio viene benedetto dal Santo Padre durante la concelebrazione Eucaristica da lui presieduta ogni anno nella Basilica Vaticana il 29 giugno, Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Alla celebrazione partecipa, come è tradizione, una delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli. La consegna ufficiale è collegata al giuramento di fedeltà al Papa e ai suoi successori da parte dei metropoliti. Un esempio di tale giuramento recita:

«Io (...nome...) arcivescovo di (...nome...) sarò sempre obbediente e fedele al beato Pietro apostolo, alla santa apostolica Chiesa di Roma, a te, Sommo Pontefice, e ai tuoi legittimi successori. Prendano su di sé il giogo evangelico imposto sulle loro spalle e sia per loro così lieve e soave da poter precedere gli altri nella via dei tuoi comandamenti con l'esempio di una perseverante fedeltà, fino a meritare di essere introdotti nei pascoli eterni del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Questo pallio sia per voi simbolo di unità e segno di comunione con la Sede Apostolica; sia vincolo di carità e stimolo di fortezza, affinché nel giorno della venuta e della rivelazione del grande Dio e del principe dei pastori Gesù Cristo, possiate ottenere, con il gregge a voi affidato, la veste dell'immortalità e della gloria. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.»

Modifiche nelle Modalità di Conferimento (Dal 2015)

A partire dall'anno 2015, le modalità di conferimento del sacro segno sono state modificate. Dopo la consegna dei Pallii agli Arcivescovi Metropoliti nella concelebrazione con il Santo Padre del 29 giugno a Roma, sarà cura dei Rappresentanti Pontifici (Nunzi Apostolici) accordarsi con gli Arcivescovi interessati per stabilire la data, l'occasione e la modalità dell'imposizione ufficiale e pubblica dell'insegna nel territorio della loro giurisdizione. È dovere degli Arcivescovi Metropoliti, ai sensi del can. 437 § 3, imporre il pallio in una celebrazione liturgica solenne e alla presenza del Popolo di Dio.

30Settembre 2018 - Imposizione del Pallio a Mons. Rocco Pennacchio

Le Scelte Liturgiche di Papa Benedetto XVI riguardo al Pallio

Nel corso dei secoli, il pallio ha subito diverse trasformazioni nella forma, dimensione e colore delle croci. Papa Benedetto XVI, noto per la sua attenzione alla tradizione e alla continuità liturgica, ha introdotto cambiamenti significativi riguardanti il suo pallio, illustrati dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, monsignor Guido Marini.

Il Pallio Iniziale (2005-2008)

Nel 2005, durante la messa di inizio pontificato, Benedetto XVI adottò una forma antica del pallio. Questo pallio era più lungo e incrociato sulla spalla sinistra, simile all'omoforio orientale, e presentava croci ricamate in rosso. Questa scelta intendeva recuperare una solennità simbolica che collegava la liturgia presente con la sua matrice antica, evocando la vocazione universale e martiriale del ministero di Pietro.

Il rosso liturgico evocava il sangue dei martiri, il fuoco dello Spirito, l'amore ardente di Cristo e il sacrificio della Croce. In questo contesto, le croci rosse sul pallio papale accentuavano la dimensione apostolica e missionaria del ministero petrino.

Il Ritorno alla Tradizione (Dal 2008)

A partire dalla Solennità dei Santi Pietro e Paolo del 29 giugno 2008, Benedetto XVI cambiò il pallio indossato per le solenni celebrazioni liturgiche. Il nuovo pallio, come spiegato da monsignor Guido Marini, riprendeva la forma usata fino a Giovanni Paolo II, sebbene con una foggia più larga e più lunga. Era di forma circolare chiusa, con i due capi che pendevano nel mezzo del petto e del dorso. Fu conservato il colore rosso delle croci che lo adornavano. Monsignor Marini sottolineò che si trattava dello "sviluppo della forma del pallio latino utilizzato fino a Giovanni Paolo II". Questa scelta mirava a evidenziare il continuo sviluppo storico della veste liturgica e a risolvere alcuni problemi pratici che il pallio iniziale aveva comportato.

La differente forma del pallio papale rispetto a quello dei metropoliti, una stretta fascia di circa cinque centimetri tessuta in lana bianca con due lembi neri pendenti e sei croci nere di seta, mette in risalto la diversità di giurisdizione che dal pallio è significata. Il pallio indossato da Benedetto XVI mantenne le croci rosse, distinguendosi da quello tradizionale dei metropoliti.

Il Simbolismo delle Croci: Rosso e Nero

Ogni configurazione del pallio esprime un'intonazione propria. Le croci rosse, scelte inizialmente da Benedetto XVI e mantenute nella sua seconda forma di pallio, manifestavano la vocazione universale e martiriale del ministero di Pietro, parlando di fuoco e martirio. In seguito, Papa Francesco decise che anche le croci del Papa, come quelle dei vescovi, fossero nere e non rosse, segnando un esplicito riferimento alla tradizione liturgica precedente al 2005 e ponendo al centro l'umiltà, la semplicità e l'identificazione quotidiana con il Cristo che soffre per amore. La croce nera parla di umiltà e fedeltà.

Entrambe le scelte convergono su un'unica verità: il pallio rende visibile il Cristo che porta la Chiesa sulle sue spalle, nel fuoco della testimonianza e nella fatica del giorno. L'una proclama con ardore, l'altra custodisce con tenacia.

Il Pallio nello Stemma Pontificio

Benedetto XVI inserì il pallio nel proprio stemma pontificio, una scelta rara negli stemmi papali recenti. Questo gesto intendeva ribadire l'essenza pastorale e universale del suo servizio come Vescovo di Roma.

Il Pallio per il Papa Emerito

In occasione della sua esposizione nella Basilica Vaticana dal 2 al 4 gennaio 2023, la salma del Papa emerito Benedetto XVI non indossava il pallio. Questo dettaglio liturgico spiega chiaramente che, al momento della morte, Joseph Ratzinger non era più il Pontefice regnante. Il pallio, che indica la giurisdizione degli arcivescovi metropoliti, gli era stato concesso in vita tre volte: nel 1977 con la nomina ad arcivescovo di Monaco e Frisinga, nel 2002 quando divenne decano del Collegio cardinalizio, e nel 2005 con l'elezione al papato.

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