Gli Atteggiamenti di Gesù nell'Analisi di Silvano Fausti

Celebrare il Giubileo, secondo la prospettiva di Silvano Fausti, è l’opportunità per vivere “oggi” la grande Idiozia, intesa non in senso comune, ma come la sapienza profonda e controintuitiva del vangelo. Fausti, attraverso una rilettura attenta del Vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli, propone una visione radicale della missione di Gesù e delle sue implicazioni per la vita cristiana e la società contemporanea.

L'Anno di Grazia del Signore: La Visione di Gesù Secondo Fausti

Gesù e l'Anno Giubilare

Il vangelo di Luca narra come Gesù ha realizzato “l’anno di grazia del Signore”, l’anno giubilare, che trova compimento nella sua persona e nella sua missione. Il Signore crocifisso ha portato la salvezza annunciata dagli angeli a Betlemme (“oggi è nato per voi il Salvatore”, Lc 2,11). Questa salvezza è risuonata a Nazaret all’inizio della sua missione (“oggi si compie questa parola”, Lc 4,21) ed è echeggiata dalle folle che vedono il suo potere di riconciliazione (“oggi abbiamo visto cose incredibili”, Lc 5,26).

Il compimento continua nel suo viaggio a Gerusalemme (“è necessario che oggi e domani io vada per il mio cammino”, Lc 13,32s) ed è accolta da Zaccheo nella sua casa (“oggi è necessario che io dimori a casa tua”, “oggi la salvezza è entrata in questa casa”, Lc 19,5. 9). Viene compresa da Pietro nel suo rinnegamento (“oggi mi rinnegherai”, Lc 22,34. 68) e donata definitivamente al malfattore crocifisso (“oggi sarai con me in paradiso”, Lc 23,43). Gli Atti degli Apostoli narrano l’interpretazione che gli apostoli stessi danno di questa "Idiozia", trasformando la theoria in prassi: fanno e dicono quanto Gesù ha detto e fatto prima di loro (cf At 1,1).

Dalla Predicazione di Nazaret alla Croce

Espressamente, nel discorso inaugurale a Nazaret, Gesù afferma di essere venuto a liberare il mondo da ogni forma di alienazione e schiavitù (Lc 4,16-21), inaugurando per l'umanità l’“anno di grazia del Signore”. Ciò che lui ha compiuto allora, si compie “oggi” in chi lo ascolta (cf Lc 4,21). La sua vita e la sua morte aprono il cammino per raggiungere l'identità di figli, misericordiosi come il Padre (Lc 6,36).

Relazioni Diaboliche e Divine

Secondo Fausti, esistono due modi opposti di vivere le relazioni. Il primo è diabolico: divide l'individuo da sé stesso, dagli altri e dall’Altro. Il secondo è divino: fa accettare sé stessi come figli amati, gli altri come simili, e il Padre come fonte di libertà e di vita. L’uno è un tentativo di mettere le mani sulla vita propria e altrui; l’altro è una ricerca di affidarsi nelle mani altrui. Di fiducia si vive, di diffidenza si muore. La diffidenza genera un sistema di paura, violenza, concorrenza e distruttività; la fiducia un mondo di desiderio, dono, solidarietà e crescita.

Gesù che predica alla folla o compie un atto di misericordia

Il Vero Significato del Giubileo: Tra Storia e Profezia

Origine e Deviato Significato del Giubileo

La tradizione del Giubileo cristiano nacque nel 1330 sotto la spinta di quei “romei” che in massa accorrevano a Roma. Fu opera di Papa Bonifacio VIII, noto per la sua Bolla Unam Sanctam. L’uomo è di sua natura viator, in viaggio, poiché la sua vera casa non è dove si trova fisicamente, bensì dove il suo desiderio l’ha già preceduto. Dopo il peccato originale, l'umanità vive in esilio da Dio e da sé stessa, nella nostalgia del giardino perduto. L’esule non è di casa in nessun luogo, e per questo cammina, con il rischio di errare, sempre più estraneo a sé e agli altri, senza sapere se è fuggiasco o pellegrino.

L'Appello Biblico all'Economia della Condivisione

Per la Bibbia, l’Anno Santo avrebbe dovuto essere il cuore della legislazione: ogni cinquant’anni si doveva tornare come all’inizio, quando si era entrati nella terra promessa. Ogni debito doveva essere rimesso, ogni servitù abolita, la terra ridistribuita fra tutti - in una parola: si doveva tornare a vivere da fratelli. Questa è la condizione per “abitare la terra” (Lv 25,18). Tutto ciò che esiste al mondo è eredità del Padre da dividere tra i figli. Nonostante ogni buona volontà, si creano inevitabili differenze, con accumulo di miserie sempre maggiore per i poveri e accumulo di ricchezza per i pochi ricchi. Mantenere questa disuguaglianza significa non riconoscersi fratelli e disprezzare il Padre, diventando schiavi di mammona, con il rischio che tutto si dissolva nel caos di una concorrenza spietata, trasformando il giardino in deserto.

L’Anno Santo è il correttivo indispensabile per convertirsi all’economia della condivisione. La prima comunità cristiana, a sua volta, è descritta idealmente come l’Israele che compie l’Anno Santo: nessuno considera proprietà ciò che gli appartiene, ogni cosa è comune (At 4,32) e ognuno riceve secondo i propri bisogni (At 2,45). I credenti hanno compreso che la vita non è garantita dal “possesso”, bensì dalla “condivisione dei beni”.

La Critica al "Turismo Religioso" e l'Urgenza della Conversione

Il Giubileo, se non aiuterà una rinascita spirituale, si esaurirà in un inutile e dannoso turismo religioso. Fausti si interroga: cosa sarà l’Anno Santo? Un fasto di pie cerimonie, un’autocelebrazione rassicurante, un andare a Roma come alla Mecca? Se sarà così, si ricadrà nella critica profetica di Isaia: “Che m’importa dei vostri sacrifici senza numero? Quando venite a presentarvi a me, chi richiede da voi che veniate a calpestare i miei atri?”

Oggi è necessario progettare una ridistribuzione dei beni fra tutti gli uomini. Come può considerarsi figlio di Dio uno che non considera suoi fratelli i terzomondiali, i poveri e gli emarginati - i figli privilegiati di Dio? Se non ci convertiamo a livello personale e comunitario su questo punto, scomparirà dalla terra l'umanità stessa. C'è un “regime globalitario” la cui anima segreta è il dio profitto. Il cristiano è chiamato a “rinascere dall’alto”, a fare giustizia agli oppressi, spezzare il dominio dell’idolo, e rimettere al suo posto l’uomo nella sua dignità di figlio di Dio, partendo dagli ultimi. Il segno di un vero lavoro in questa direzione sarà porre al centro della nostra programmazione colui che è escluso.

È necessario che i paesi ricchi guariscano dal delirio collettivo che fa loro vedere ciò che non esiste e non vedere ciò che esiste. Se l’Anno Santo orienterà gli animi in questa direzione, allora sarà ben accetto, e ogni anno sarà santo. Proponendo il Giubileo, la comunità cristiana è chiamata a convertirsi, affinché non si esaurisca tutto nell'abbellire Roma o le chiese, perché “di tutto questo non resterà pietra su pietra che non verrà distrutta” (Mc 13,2).

Illustrazione di persone che condividono risorse o in atto di solidarietà

Vangelo, Legge e Libertà: Il Pensiero di Fausti

La Superiorità del Vangelo sulla Legge

La vita cristiana dovrebbe essere un "no" alla violenza di ogni tipo, inclusa l'istupidimento generale. Spesso, si ripropone la legge invece del vangelo, o il vangelo stesso come legge. Erroneamente si pensa che il vangelo vada garantito con norme, proponendo leggi accanto o al posto del vangelo. Non si possono avere due padri: la salvezza o è dall’osservanza della legge o è dalla grazia. Sebbene lo stare insieme implichi delle regole, non sono queste a creare unità. Il matrimonio è indissolubile non perché la legge lo vieta, ma perché l’amore è fedele in eterno. Il vino nuovo non si mette in otri vecchi: ha bisogno di cuori nuovi, di carne e non di pietra - di persone libere che sanno amare e rischiare. Spesso, il vangelo viene proposto come legge, presentando le sue “esigenze” invece della sua bellezza, concentrandosi su ciò che dovremmo fare noi per Dio, anziché su ciò che Dio fa per noi.

Giustizia di Dio e Misericordia

Solo chi scopre l’amore ha la gioia di rispondere all’amore con l’amore. Ci sono ancora nella Chiesa, come ai tempi di Matteo, scribi e farisei che legano pesanti carichi di leggi e normative sulle spalle altrui. Non siamo definitori della legge naturale, essa è già nel cuore di ogni uomo che cerca ciò che è giusto. Siamo invece annunciatori del vangelo, che offre all’uomo una vita piena nel perdono. Il perdono suppone la trasgressione della legge, che giustamente ci condanna e dalla quale istintivamente ci difendiamo. Se non c’è perdono, l’ammissione del male è impossibile perché disperante.

Sembra che non si abbia fiducia nell’efficacia della parola evangelica. Si ignora che il cuore si difende davanti all’aggressione e si arrende davanti all’amore. La legge, sebbene indichi la via della vita, è incapace di darla: la “lettera uccide e lo Spirito vivifica”. La legge denuncia il male, è un servizio di morte; il vangelo perdona, è un servizio che dà vita. L'accecamento del cuore davanti alla condanna è tolto solo dalla conversione al Signore (cf 2Cor 3,3-16), che è misericordia. Paolo afferma che dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà (2Cor 3,18), cioè la possibilità di riconoscere il male e aderire al bene. È lo Spirito che ci trasforma nel Figlio, non la legge. La giustizia di Dio si radica nella misericordia e sboccia nel perdono. Le sue leggi non sono intese a punire i trasgressori, bensì a rivelare il loro male per condurli alla riconciliazione con Lui e con i fratelli.

Unità nella Differenza: Contro l'Omologazione

La tendenza attuale è verso l’omologazione generale: tutto deve essere “a norma” per avere diritto di esistere. Il mondo è uno, ma non nell’unità dei figli di Dio, che è tutto in tutti (1Cor 15,28). Se la divisione è morte, la differenza è vita. L’omologazione non è unione che aumenta la vita, ma confusione che la toglie. C’è il rischio, con decreti e leggi, di ridurre la sposa di Cristo, bella, senza rughe e senza macchie (cf Ef 5,27), a una vecchia zitella. Non è forse meglio una “verità sinfonica”? L’illusione originaria di Adamo e Caino consiste nel non accettare l’alterità. Eliminare l’altro significa eliminare sé stessi, togliendo colui che rende possibile esistere come “altro da lui”.

La Vera Libertà e l'Accettazione dell'Alterità

Viviamo nell’epoca della “libertà compiuta”, un sogno antico quanto l’uomo. Possiamo fare tutto e il contrario di tutto: liberi da tutto, ma per che cosa? La libertà è ciò che ci rende simili a Dio, o il contrario. Tuttavia, la libertà, giunta al suo compimento, è come l’uva matura: insidiata da ogni uccello, ovvero vulnerabile. La scelta di condividere la vita sul modello delle prime comunità cristiane è oggi una delle opzioni più significative per la nuova evangelizzazione.

Perché e come leggere i Vangeli

Silvano Fausti: Un Maestro per la Chiesa Contemporanea

Vita e Comunità di Villapizzone

Il padre gesuita Silvano Fausti è stato uno degli autori più letti e influenti del pensiero cristiano contemporaneo. Dopo una lunga malattia, è deceduto a 75 anni, avendo vissuto per 37 anni nella cascina di Villapizzone, alla periferia di Milano. Qui, quattro gesuiti e una comunità di famiglie condividevano risorse, spazi e vita, sul modello degli Atti degli Apostoli. Quando un incendio devastò la cascina, bruciando gran parte dei suoi libri (ottanta metri di scaffali, migliaia di testi in ebraico e volumi rari), Fausti rispondeva con un sorriso: «Fortuna che li avevo letti».

Fausti considerava la periferia come «un luogo privilegiato» per comprendere la polis: «Vivendo con gente che sta di proposito o per necessità ai margini, capisci ciò che la società scarta o butta via». Critico del principio economico dominante, affermava: «Il principio dell’economia è produrre sempre più. Ma cosa mi interessa produrre di più, a me interessa vivere».

L'Influenza e il Metodo di Catechesi

Con studi di filosofia e teologia, e un dottorato in fenomenologia del linguaggio a Münster, Fausti, in jeans, sandali e camicia a scacchi, era un uomo dalla profonda umiltà. Il cardinale Carlo Maria Martini lo aveva scelto come padre spirituale e confessore. Per decenni, ogni settimana, Fausti ha tenuto le sue «catechesi narrative», la lettura e il commento dei quattro Vangeli e degli Atti, i cui libri sono tra i suoi testi più amati. La sua filosofia di insegnamento si rifletteva nelle sue parole: «La gente non ascolta quello che dici, ascolta quello che senti. Per questo durante una lectio non sono mai io a leggere il Vangelo. L’efficacia della parola orale è in questo sentire interiore».

La Visione per una Chiesa Rinnovata

Nel suo libro autobiografico Sogni allergie benedizioni, Silvano Fausti aveva espresso una visione audace per la Chiesa: «Sogno un papa che convochi un concilio. Non un terzo Vaticano ma un secondo Gerosolimitano. Per de-religionizzare la Chiesa in senso barthiano, o almeno de-clericalizzarla in senso cristiano, o almeno de-occidentalizzarla in senso cattolico, o almeno de-curializzarla in senso apostolico». Questo testo fu pubblicato all'elezione di Papa Francesco, che egli commentò nel 2014 con la frase: «”Odorare di pecora” è il motto del pastore di Roma. Il suo odore è lo stesso delle pecore. Sta con loro giorno e notte».

La Riflessione su Gesù e Dio

Una delle sue riflessioni più "vertiginose" riguarda la relazione tra Gesù e Dio: «È la croce di Gesù - distanza che lui ha posto tra sé e le nostre idee su Dio - che lo rivela Dio. Con buona pace di tutti, bisogna dire non: “Gesù è Dio”, bensì: “Dio è Gesù”. Il soggetto infatti è l’incognito di cui è noto il predicato. Ma Dio nessun teologo l’ha mai visto: è il “soggetto” del quale tutto parla, ma solo per analogia».

Ritratto di Silvano Fausti o foto della cascina di Villapizzone

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