La Parrocchia Immacolata a Pizzofalcone vanta una storia che affonda le radici nel XVII secolo. Nata originariamente come chiesa per le truppe vicereali stanziate a Pizzofalcone, fu edificata nell'ex villa Carafa, oggi sede dell'Archivio di Stato.
Inizialmente, la chiesa fu designata come "Regia Cappella" e dedicata al Santissimo Rosario. Questo titolo rimase invariato fino al 1859, quando l'intitolazione fu cambiata in Immacolata Concezione. Questo nuovo nome è strettamente legato ai lavori di riedificazione della chiesa, iniziati a metà del XIX secolo e patrocinati da Ferdinando II di Borbone, come testimonia una lapide posta a sinistra dell'ingresso.

L'opera di rifacimento fu affidata all'architetto Francesco Jaoul, che progettò una chiesa a pianta a croce greca. L'edificio presentava cinque altari, arricchiti da tele realizzate da artisti quali Giovanni Girosi, Luigi Rizzo e Raffaele Spanò. Tra queste, spiccava il dipinto di San Francesco di Paola di Spanò, opera che purtroppo è l'unica superstite e oggi è conservata presso la chiesa di S. Maria Egiziaca a Pizzofalcone.
Purtroppo, l'interno della chiesa subì gravi danni durante l'ultimo conflitto mondiale. I bombardamenti causarono la perdita di gran parte delle opere d'arte e degli arredi liturgici.
Architettura e Restauri
L'accesso alla chiesa è caratterizzato da una suggestiva doppia rampa di scale, necessaria per compensare il dislivello del terreno. La facciata, in stile neo-rinascimentale, è ripartita in tre registri e culmina con un timpano triangolare.
L'interno, descritto come luminoso e di gusto eclettico, è scandito da quattro pilastri che non solo dividono gli spazi, ma fungono anche da supporto per i sistemi di copertura. Dopo i danni bellici, la chiesa fu oggetto di un intervento di restauro, la cui efficacia fu però compromessa dal terremoto del 1980.

Trasferimento del Titolo Parrocchiale
È importante notare che, a partire dal 1968, il titolo parrocchiale è stato trasferito alla vicina chiesa di S. Maria Egiziaca a Pizzofalcone.
Le informazioni sulla chiesa sono confermate dalla scheda di catalogo conservata presso l'Ufficio Catalogo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Questa scheda descrive l'interno come caratterizzato da cinque altari in marmo, con il principale "di bel disegno e di forbito lavoro", sopraelevato di due gradini e chiuso da una balaustrata che originariamente includeva un cancelletto in ferro battuto dorato.
Napoli: la Basilica di Santa Chiara com'era...com'è
Per quanto riguarda le opere d'arte, le tele erano attribuite a Giovanni Girosi, Luigi Rizzo e Raffaele Spanò. L'opera di quest'ultimo, il San Francesco di Paola, è l'unico dipinto sopravvissuto ai bombardamenti e si trova ora nella chiesa di S. Maria Egiziaca a Pizzofalcone.
L'architetto Francesco Jaoul, attivo già dal 1844, ebbe una carriera significativa nel campo dell'architettura a Napoli. Oltre al rifacimento dell'Immacolata, partecipò a diversi progetti, tra cui la ristrutturazione del Teatro del Fondo.
La classificazione sismica attuale del territorio di Napoli, secondo l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, vede la zona classificata come "zona sismica 2", indicando una pericolosità sismica media.
tags: #parrocchia #immacolata #a #pizzofalcone