Il Miracolo Eucaristico di Lanciano: Origini e Contesto Storico
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano è un evento che si ritiene sia avvenuto intorno all'anno settecento. Questa datazione si desume da circostanze e concomitanze storiche legate alla persecuzione in Oriente da parte dell'Imperatore Leone III l'Isaurico, il quale iniziò una feroce persecuzione contro la Chiesa e il culto delle immagini sacre (iconoclastia). In concomitanza con la "lotta iconoclasta" nella Chiesa orientale, molti monaci greci, tra cui i monaci basiliani (discepoli di San Basilio, Vescovo di Cesarea di Cappadocia, 329-379), si rifugiarono in Italia.
Un giorno, un monaco basiliano di rito orientale, mentre celebrava la Santa Messa, fu assalito dal dubbio circa la presenza reale di Gesù nella Santa Eucaristia. La tradizione non ha tramandato i dati anagrafici del monaco-sacerdote tra le cui mani si è verificato lo straordinario e inatteso mutamento.
Di fronte a questa inattesa mutazione che coinvolse le specie sacramentali, la sua reazione fu di profondo stupore. Attingendo da un documento citato, leggiamo: "Da tanto e così stupendo miracolo atterrito e confuso, stette gran pezzo come in una divina estasi trasportato; ma, finalmente, cedendo il timore allo spirituale contento, che gli riempiva l’anima, con viso giocondo ancorché di lacrime asperso, voltatosi alle circostanti, così disse: ‘O felici assistenti ai quali il Benedetto Dio per confondere l’incredulità mia ha voluto svelarsi in questo santissimo Sacramento e rendersi visibile agli occhi vostri. Venite, fratelli, e mirate il nostro Dio fatto vicino a noi'". Questo esprime il sentimento comune che si accompagna ad ogni esperienza di Dio e del suo misterioso agire con i figli degli uomini.
Nonostante la scarsità di materiale documentario su un evento che risale al 700 d.C., sappiamo per certo che in Oriente, sotto l'Imperatore Leone III, si scatenò virulenta la lotta iconoclasta contro il culto delle immagini sacre, un culto ritenuto legittimo e teologicamente ineccepibile dalla Chiesa romana. Purtroppo, la frequentazione archivistica e altre fonti rivelano la scomparsa e la distruzione sconsiderata di documenti e pergamene avvenuta a Lanciano e altrove.
Custodia delle Reliquie e Struttura della Chiesa
Le Reliquie del Miracolo furono custodite nella chiesetta originaria di San Legonziano sino al 1258, passando successivamente dalle mani dei Basiliani a quelle dei Benedettini. La chiesa del Miracolo fu poi affidata al clero locale, nella persona dell'arciprete, fino all'arrivo dei Francescani il 3 aprile dell'anno 1252. Nel 1258 i frati Francescani ricostruirono la chiesa e la dedicarono a San Francesco.
Questi religiosi, a loro volta, dovettero lasciare il luogo nel 1809, quando Napoleone I soppresse gli ordini religiosi. Le reliquie, chiuse in un reliquiario d'avorio, furono custodite prima nella chiesa di San Legonziano, poi in quella di San Francesco. Al tempo delle incursioni dei turchi negli Abruzzi, un frate minore, Giovanni Antonio di Mastro Renzo, per salvarle, il 1 agosto 1566, partì portandole con sé. Capì allora che lui e i suoi compagni dovevano rimanervi per conservare le reliquie, che furono chiuse in un vaso di cristallo, deposto in un armadio di legno, chiuso con quattro chiavi. Nel 1920, le reliquie furono poste dietro il nuovo altare maggiore.
Sorta intorno alla metà del 1200, la chiesa venne completamente ristrutturata nel 1737 con la ricostruzione dell'edificio suddiviso in aula, presbiterio e vano con cupola, arricchita da una ricca decorazione interna, opera di Michele Clerici. Dell'edificio originario restano la metà inferiore della facciata e la base del campanile che venne completato, insieme alla cella ottagonale e alla cupola, nel XVI secolo. Nella chiesa di San Francesco è custodito il Miracolo Eucaristico, sacra reliquia che rende Lanciano una delle mete più visitate nel turismo religioso abruzzese.

Ricognizioni e Analisi Scientifiche
Il primo documento scritto riguardante il Miracolo è del 1631 e riferisce nei minimi particolari l'accaduto al monaco. Diverse Ricognizioni sul Miracolo sono state effettuate nel corso dei secoli. La prima Ricognizione avvenne nel 1574 ad opera dell'Arcivescovo Gaspare Rodriguez, il quale constatò che il peso totale dei cinque grumi di sangue equivaleva al peso di ciascuno di essi. Questo fatto straordinario non fu verificato ulteriormente. Il peso attuale complessivo dei grumi è di g. 16,505, mentre quello di ciascuno di essi è di g. 8; di g. 2,45; di g. 2,85; di g. 2,05 e di g. 1,15. A ciò si aggiungono 5 mg di polvere di sangue.
Nel novembre 1970, su istanza dell'Arcivescovo di Lanciano, Monsignor Perantoni, e del ministro provinciale dei Conventuali d'Abruzzo, e con l'autorizzazione di Roma, i Francescani di Lanciano decisero di sottoporre a un esame scientifico queste "reliquie" che risalivano a quasi 12 secoli. Il compito fu affidato al dott. Edoardo Linoli, capo del servizio all'ospedale d'Arezzo e professore di anatomia, di istologia, di chimica e di microscopia clinica, coadiuvato dal prof. Ruggero Bertelli dell'Università di Siena.
Il 4 marzo 1971, il professore presentò un resoconto dettagliato dei vari studi fatti:
- La "carne miracolosa" è veramente carne, costituita dal tessuto muscolare striato del miocardio.
- Il "sangue miracoloso" è vero sangue: l'analisi cromatografica lo dimostra con certezza assoluta e indiscutibile.
- Lo studio immunologico manifesta che la carne e il sangue sono certamente di natura umana e la prova immunoematologica permette di affermare con tutta oggettività e certezza che ambedue appartengono allo stesso gruppo sanguigno AB.
Questa identità del gruppo sanguigno può indicare l'appartenenza della carne e del sangue alla medesima persona, con la possibilità tuttavia dell'appartenenza a due individui differenti del medesimo gruppo sanguigno. Le proteine contenute nel sangue sono normalmente ripartite, nella percentuale identica a quella dello schema siero-proteico del sangue fresco normale. Nessuna sezione istologica ha rivelato traccia di infiltrazioni di sali o di sostanze conservatrici utilizzate nell'antichità allo scopo di mummificazione. Certo, la conservazione di proteine e dei minerali osservati nella carne e nel sangue di Lanciano non è né impossibile né eccezionale: analisi ripetute hanno permesso di trovare proteine nelle mummie egiziane di 4 e 5.000 anni.
Il prof. Linoli scarta anche l'ipotesi di un falso compiuto nei secoli passati, affermando che "solamente una mano esperta in dissezione anatomica avrebbe potuto ottenere un 'taglio' uniforme di un viscere incavato (come si può ancora intravedere sulla 'carne') e tangenziale alla superficie di questo viscere, come fa pensare il corso prevalentemente longitudinale dei fasci delle fibre muscolari, visibile, in parecchi punti nelle preparazioni istologiche."
Santuario di Lanciano: la storia del Miracolo Eucaristico
Il Miracolo Eucaristico di Morne-Rouge e l'Eruzione del Monte Pelée
L'8 maggio del 1902, festa dell'Ascensione, il vulcano della montagna Pelée, situato sull'isola caraibica, cominciò ad eruttare lava e cenere. La popolazione di Morne-Rouge, molto devota al Sacro Cuore di Gesù, si riversò subito nella chiesa parrocchiale per implorare Nostra Signora della Déliverance di risparmiare il villaggio dalla catastrofe. Nell'imminente pericolo, la gente cominciò a riconciliarsi e a confessare i propri peccati.
Il parroco, Padre Mary, impartì l'assoluzione generale a tutti i fedeli, distribuì la Santa Comunione ed espose poi il Santissimo Sacramento per la pubblica adorazione. A un certo punto una donna cominciò a gridare: "Il Sacro Cuore di Gesù è dentro l'Ostia!". Un grandissimo numero di persone furono testimoni dell'apparizione di Gesù nell'Ostia che mostrava il suo Sacro Cuore coronato di spine. Altri dissero di aver visto anche colare del Sangue dal Cuore di Gesù. La visione durò parecchie ore, e cessò solo quando l'Ostensorio venne riposto nel tabernacolo.
Così, l'8 maggio il villaggio di Morne-Rouge venne risparmiato dalla furia devastatrice del Vulcano, e ciò consentì alla popolazione di riconciliarsi con Dio e ricevere i Santi Sacramenti, preparandosi così a morire in grazia di Dio.
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