Il Significato Profondo della Preghiera nella Chiesa Cattolica

La preghiera è un'esperienza universale, quasi un istinto presente in ogni essere umano, che si manifesta nei momenti di gioia e di difficoltà. Per i cristiani, e in particolare nella Chiesa Cattolica, la preghiera assume un significato ancora più profondo e strutturato, rappresentando l'espressione collettiva della fede e una supplica comunitaria a Dio.

Nel Cristianesimo, essa incarna la ricerca di forza e guida di fronte alle sfide, simboleggiando l'attesa del ritorno di Cristo e il compimento delle Sue promesse. La preghiera è una modalità diretta per entrare in relazione con il sacro, il momento in cui una persona "parla a Dio" e contemporaneamente "ascolta Dio". Dovrebbe interessare tutte le dimensioni che caratterizzano l'umano: spirito, anima e corpo, per vivere una preghiera integrale.

La Preghiera come Dono di Dio e Relazione di Alleanza

Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce ufficialmente la preghiera come "elevare l'anima a Dio" o "la domanda a Dio di beni convenienti" (CCC 2559). Questa relazione con Dio richiede anzitutto la fede nella Sua esistenza, senza la quale non può esserci autentica preghiera.

Dio, per primo, chiama l'uomo alla preghiera. Sia che l'uomo dimentichi il suo Creatore, si nasconda dal Suo Volto, corra dietro ai propri idoli o accusi la divinità di averlo abbandonato, il Dio vivo e vero chiama incessantemente ogni persona al misterioso incontro della preghiera (CCC 2567). Questo passo d'amore del Dio fedele viene sempre per primo nella preghiera; il passo dell'uomo è sempre una risposta.

La meraviglia della preghiera si rivela là dove Cristo viene a incontrare ogni essere umano; egli ci cerca per primo ed è Lui che ci chiede da bere (CCC 2560). La nostra preghiera di domanda è, paradossalmente, una risposta alla sete di Dio che desidera la nostra sete di Lui. La preghiera cristiana è una relazione di alleanza tra Dio e l'uomo in Cristo, un'azione di Dio e dell'uomo che sgorga dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo (CCC 2564).

infografica: La preghiera come dialogo tra la sete di Dio e la sete dell'uomo

La Chiesa: Corpo di Cristo e Luogo della Preghiera

La Chiesa è il corpo di Cristo, come dice san Paolo: "Egli [Cristo] è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa" (Col 1,18). Pur essendo costituita da molte membra, la Chiesa è Una ed è unita inscindibilmente al suo Signore che è il Capo. Il primato di Cristo, questa signoria che è il suo Regno, Egli lo estende a tutto il mondo per mezzo della Chiesa, e in essa dilata la preghiera che è comunione con Lui.

Attraverso la Tradizione, che è comunicazione e trasmissione vivente di Gesù Cristo e del suo insegnamento, lo Spirito Santo insegna la preghiera nella Chiesa. Lo Spirito di Cristo ci suggerisce come pregare e cosa domandare e ci dona la libertà di pronunciare: "Abbà, Padre" (cf. Rom 8,15; Gal 4,6), ponendoci, come figli adottivi, in relazione con Dio.

Questa comunione avviene massimamente nella Liturgia, opera di Dio, in cui "Cristo associa sempre a sé la Chiesa, sua Sposa amatissima, la quale prega il suo Signore e per mezzo di lui rende il culto all’Eterno Padre" (Sacrosanctum Concilium, 7). Non si può cercare e trovare la fonte della preghiera nella Chiesa se non in Gesù Cristo.

Gesù, Modello e Sorgente di Ogni Preghiera

Gesù stesso prega il Padre, spesso nel silenzio della notte e prima di ogni decisione importante o scelta decisiva, e diviene per noi sorgente e modello di preghiera. Pensiamo alla Sua preghiera nel Battesimo (cf. Lc 3,21), prima della vita pubblica nei 40 giorni di deserto (cf. Lc 4), prima della scelta degli Apostoli (cf Lc 6,12-13), prima della sua Passione (cf Lc 22,39-46). Così, in Cristo, Dio manifesta il proprio volto: l’uomo si comprende ed è compreso solo nella relazione personale con Dio e tale relazione ha il suo luogo principale nella preghiera.

Un giorno, mentre Gesù era in preghiera e dopo che ebbe finito, uno dei discepoli gli chiese di insegnare loro a pregare. Gesù pronunciò la preghiera del Padre Nostro, la sintesi di tutto il Vangelo come la chiamerà Tertulliano (De oratione, 1).

Dimensioni della Preghiera: Personale e Comunitaria

La preghiera, scaturita dallo stesso Figlio di Dio, indica che l’autentica preghiera cristiana è personale ma ha anche una dimensione comunitaria ("Padre nostro"). Papa Benedetto XVI ha sottolineato che "nell’atto del pregare, l’aspetto esclusivamente personale e quello comunitario devono sempre compenetrarsi" (Gesù di Nazaret, 158). Anche quando l’uomo prega nel segreto della sua camera, ossia nell’intimo del proprio cuore, è preghiera della Chiesa, perché la nostra vita non può mai essere dissociata dai nostri fratelli, essendo figli dello stesso Padre ed essendo rigenerati dallo stesso Sangue del Verbo incarnato. Chi prega, lo fa anche per chi non prega.

La preghiera può essere privata o pubblica. La prima è svolta dai fedeli a nome proprio singolarmente o in gruppo (es. preghiera personale, gruppo di preghiera), la seconda è invece svolta a nome della comunità ecclesiale, sia da soli che insieme ad altri (es. la liturgia delle ore, la preghiera nella Santa Messa).

Forme e Modalità della Preghiera Cristiana

Esistono tre grandi modi di pregare nella tradizione cristiana: la preghiera vocale, la meditazione e la contemplazione. Ogni Chiesa, in rapporto al contesto storico, sociale e culturale, propone ai propri fedeli il linguaggio della loro preghiera: parole, melodie, gesti, iconografia (CCC 2663).

La Preghiera Vocale

La preghiera vocale è forse quella che abbiamo conosciuto tutti sin da bambini: l’Ave Maria, il Padre Nostro, l’Angelo di Dio, sono tutti esempi. Una delle preghiere vocali più famose è il Santo Rosario. La preghiera vocale è una componente indispensabile della vita cristiana (CCC 2701). Ai discepoli, attratti dalla preghiera silenziosa del loro Maestro, questi insegna una preghiera vocale: il "Padre nostro". Gesù non ha pregato soltanto con le preghiere liturgiche della sinagoga; i Vangeli ce lo presentano mentre esprime ad alta voce la sua preghiera personale, dalla esultante benedizione del Padre, fino all'angoscia del Getsemani. Come san Josemaría sottolineava: "Come non far tesoro della preghiera vocale?" (Cammino, punto 84).

La Meditazione

Con meditazione nella tradizione cristiana si intende la riflessione personale, in dialogo con il Signore, per comprendere più a fondo le cose della fede o la volontà di Dio su di noi. Meditare per i cristiani significa comprendere la Parola di Dio e gli eventi della sua vita, la sua storia, come Maria che conservava tutto nel suo cuore, meditandolo. I metodi di meditazione sono tanti quanti i maestri spirituali, ma un metodo non è che una guida; l'importante è avanzare, con lo Spirito Santo, sull'unica via della preghiera: Cristo Gesù (CCC 2707).

La Contemplazione

Una vita di preghiera costante e aperta all’ascolto del Signore a poco a poco porta alla contemplazione, che è come il guardarsi negli occhi delle persone che si amano, o come l’abbraccio tra due persone che si vogliono bene. Le parole hanno compiuto la loro funzione e si gode semplicemente della presenza dell’altro, con gratitudine. Questa esperienza è ancora più intensa tra due persone, perché ci si scopre uniti da dentro a dentro. L’altro è percepito dentro di noi.

🔵 La Meditazione Cristiana, cos'è e come si fa?

Le Forme Specifiche di Preghiera

La preghiera si attua attraverso diverse forme, che manifestano il dinamismo della relazione con Dio:

  • La preghiera di benedizione esprime l’incontro tra Dio, fonte di ogni benedizione, e l’uomo che risponde nel suo cuore: "bene-dicere".
  • La preghiera di adorazione esprime la nostra creaturalità, la nostra dipendenza da Dio, l’Unico che si deve adorare esaltandone la grandezza, la misericordia, l’onnipotenza. Ma esprime e manifesta anche l’intimità stessa di Dio che è Trinità.
  • La preghiera di domanda (o supplica) è la forma più comune e abituale, in cui l'uomo entra in relazione con Dio per chiedere aiuto per sé e per i fratelli. Gesù stesso invitava a domandare insistentemente: "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto" (Mt 7,7-8). La preghiera di domanda implora anzitutto lo Spirito Santo, vita stessa di Dio e respiro del Suo amore.
  • La preghiera di intercessione ci rende conformi a Cristo, intercessore per noi peccatori presso il Padre. Colui che intercede si preoccupa delle necessità di un altro: è un grande atto di misericordia, e ci avvicina ai Patriarchi e al cuore di Maria.
  • La preghiera di ringraziamento è il primo movimento che scaturisce da un cuore grato e riconoscente per tutti i doni di Dio: "Tutto proviene da Dio" (1 Cor 11,12).
  • Infine, la preghiera di lode. Lodare Dio significa riconoscerlo per ciò che Egli è, lodare è lo stupore per le Sue meraviglie: "Siate ricolmi dello Spirito intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore" (Ef 5,19).

A Chi è Rivolta la Preghiera? La Comunione dei Santi

La preghiera è fondamentalmente rivolta a Dio, la Santissima Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). Essendo col Battesimo inseriti in Cristo e abitati dallo Spirito Santo, siamo fatti "figli nel Figlio" e possiamo rivolgerci a Dio Padre chiamandolo Abbà, con l’amorevole confidenza del bambino. Tuttavia, nella Chiesa Cattolica, la preghiera si estende anche alla comunione dei santi:

  • Possiamo e dobbiamo pregare anche Maria Santissima, che Gesù dalla Croce ci ha dato come madre, affinché interceda per noi presso Dio. I cristiani cattolici hanno sempre sperimentato la Sua potente intercessione, come attestato anche dalle Sue apparizioni che invitano alla recita del Santo Rosario.
  • Allo stesso modo, possiamo e dobbiamo pregare anche i Santi, che ci sono amici e modelli di vita cristiana e che dal paradiso possono intercedere per noi presso Dio.
  • Possiamo e dobbiamo pregare anche gli Angeli, in particolare l’Arcangelo Michele, forte aiuto per il combattimento spirituale, e specialmente il nostro personale Angelo custode.
  • Ovviamente possiamo e dobbiamo pregare anche noi per gli altri, per ogni necessità e specialmente per coloro che hanno particolarmente bisogno della misericordia di Dio, in quanto lontani da Lui o stabilmente nel peccato grave, affinché possano convertirsi e salvarsi.
  • Possiamo e dobbiamo infine pregare per le anime del Purgatorio, cioè per coloro che, pur morti nell’amicizia di Cristo, hanno bisogno ancora di essere purificati per entrare nella piena comunione con Dio nel Paradiso.

La Liturgia: La Preghiera Ufficiale della Chiesa

Tutte queste forme di preghiera nella Chiesa sono realizzate ed espresse dalla Liturgia, in particolare dall'Eucaristia, nella quale rendiamo grazie al Padre per il sacrificio del Figlio che viene offerto e si offre in espiazione per salvarci dai nostri peccati. Nella Liturgia noi adoriamo Dio, lo ringraziamo, lo lodiamo, impetriamo e benediciamo Colui dal Quale siamo amati e benedetti.

La preghiera liturgica, rivolta al Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo, è comunione con la Trinità Santa. La Liturgia è costituita dalla celebrazione dei sette Sacramenti (specialmente l’Eucaristia, cioè la Santa Messa) e dalla Liturgia delle Ore (santificazione del tempo). La Liturgia, seppur formulata dai cristiani, è un’opera stessa di Dio ("opus Dei"), di cui nessuno è padrone, neanche i sacerdoti. Attraverso la Liturgia veniamo progressivamente santificati e diamo gloria e lode a Dio Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo.

illustrazione: sacerdote che celebra l'Eucaristia con la comunità

La Preghiera nella Storia della Salvezza

Antico Testamento: Alleanza e Salmi

La rivelazione di JHWH, unico Dio, al popolo di Israele e la sua elezione carica la preghiera di significati particolari. In Esodo si stabiliscono i soggetti della relazione. JHWH fonda l'esperienza che gli uomini possono fare di Lui e comunica mediante la Parola, che necessita dell'ascolto e determina una relazione definita Alleanza.

Le preghiere fondamentali del fedele osservante erano la recita quotidiana dello Shemà Isra'el (confessione di fede e preghiera) e i Salmi. Questi ultimi, 150 componimenti, occupano un posto di rilievo e manifestano il dialogo uomo-Dio come lode, supplica, benedizione, ringraziamento, domanda, intercessione. I Salmi subiscono di generazione in generazione l'adattamento alle nuove circostanze, trasformandosi da supplica individuale a preghiera comunitaria. Gesù stesso in (Lc 24,44) pregava con le parole del salterio e morendo sulla Croce il versetto di un salmo fu l'ultima preghiera che rivolse al Padre (Lc 23,46).

Nuovo Testamento: La Preghiera di Gesù e le Parabole

Il Nuovo Testamento presenta Gesù come Parola di Dio fatta carne (Gv 1,14). I battezzati, nell'adesione personale a Gesù, Figlio di Dio, si uniscono alla Sua preghiera nell'invocazione al Padre (Rm 8,15; Gal 4,6). Le modalità della preghiera di Gesù sono quelle tipiche dell'ambiente giudaico in cui visse il Rabbì di Nazareth. Particolarmente significative sono tre parabole presenti nel Vangelo secondo Luca:

  • La parabola dell'amico importuno (Lc 11,5-8) presenta un breve quadretto in cui all'insistenza di una richiesta segue necessariamente la sua soddisfazione. L'esortazione diventa un imperativo: chiedere con insistenza al Padre nella certezza di essere esauditi.
  • La parabola della vedova importuna (Lc 18,1-8) ci ricorda che la preghiera richiede perseveranza, una continuità che non va intesa come ripetizione continua di formule, ma come continua esistenza aperta alla comunione con Dio. Il cristiano vive nella vigilanza, nell'attesa e nel ricordo costante dell'amore di Dio.
  • Nella parabola del fariseo e del pubblicano (Lc 18,9-14) troviamo come tema fondamentale l'atteggiamento che il cristiano deve assumere nella preghiera. L'orgoglio, il disprezzo degli altri, la sopravvalutazione di sé stessi sono tutti ostacoli alla preghiera. Mettersi alla Sua presenza, il Dio tre volte santo, implica la conoscenza e il discernimento del proprio peccato e un conseguente atteggiamento di umiltà.
illustrazione: Gesù che insegna a pregare ai discepoli

Ostacoli e Perseveranza nella Preghiera

La preghiera deve superare tante difficoltà - tentazioni, pigrizia, accidia, distrazioni, aridità - ma, alla fine, è una questione di desiderio, di amore, di volontà. I santi ci insegnano ciò che più è importante nella nostra vita e anche nella vita della Chiesa: il rapporto con Dio, il desiderare un’intimità profonda con Lui, il cercarlo con ferma fiducia. Questa è la via alla santità cristiana, cioè alla perfezione dell’amore, al vivere straordinariamente bene le cose ordinarie. Questo procura la vera gioia.

Per essere autentica, la preghiera cristiana necessita per prima cosa dello Spirito Santo che la susciti, la guidi, la orienti, la faccia diventare preghiera di Cristo al Padre. Per questo si può affermare che ogni preghiera è un'epiclesi: lo Spirito fa entrare nella comunione divina, mette in relazione gli uni e gli altri con il Padre. La preghiera diventa in ultima analisi il riflesso della vita personale secondo lo Spirito.

La preghiera non è certo una vuota ripetizione di formule, senza che il proprio cuore corrisponda alle parole pronunciate, cioè senza un vero dialogo con Dio, che è l’essenza della preghiera. Dobbiamo quindi intelligentemente attingere non solo dalla Parola di Dio, ma anche dall’immenso e preziosissimo patrimonio di preghiera che ci giunge dalla storia e dal cammino della Chiesa.

La Preghiera nella Vita Cristiana e la Santità

La preghiera è essenziale per non ridurre la fede cristiana a una teoria, una dottrina o un’etica, ma a un’esperienza viva di Dio, della Sua presenza, del Suo amore e della Sua potenza. Non programmare un tempo per la preghiera - un poco ogni giorno; di più alla domenica; qualche giorno intero ogni tanto, almeno una volta all’anno - significa in fondo non credere davvero in Dio e non fare di Lui la priorità assoluta della vita.

La Chiesa stessa ci offre tutti quei mezzi che ci conducono alla santità e all’incontro con il Signore: la celebrazione della Santa Messa, l’adorazione eucaristica, la devozione alla Madonna (soprattutto la recita del Rosario), la lettura quotidiana della Sacra Scrittura, la confessione frequente e l’esperienza dei Santi. Così, noi membra della Chiesa, possiamo giungere a contemplare quel Dio che desidera unirsi con noi per farci partecipare al banchetto di nozze dell’Agnello (cf. Ap 19,9).

La Preghiera Universale nella Storia Umana

Analizzando la storia, si osserva che la preghiera è parte essenziale e fondamentale della vita in ogni tempo e luogo. Non è mai esistita una civiltà atea, e il rapporto con Dio attraverso la preghiera è sempre stato considerato centrale. Anche nelle religioni antiche, come quelle dell'Egitto, della Mesopotamia, della Grecia e di Roma, si riscontra il desiderio di un contatto con il divino, sia per chiedere aiuto materiale che per una ricerca più disinteressata di conoscenza e miglioramento personale, come testimoniato dalle preghiere di Socrate o Marco Aurelio.

Questa consapevolezza dell’essere umano della sua condizione di creatura e della sua dipendenza da un Altro a lui superiore e fonte di ogni bene, emerge in questi esempi storici. L’uomo di tutti i tempi prega perché non può fare a meno di chiedersi quale sia il senso della sua esistenza, che rimane oscuro e sconfortante, se non viene messo in rapporto con il mistero di Dio e del suo disegno sul mondo. La vita umana è un intreccio di bene e male, di sofferenza immeritata e di gioia e bellezza, che spontaneamente e irresistibilmente ci spinge a chiedere a Dio quella luce e quella forza interiori che ci soccorrano sulla terra e dischiudano una speranza che vada oltre i confini della morte.

mappa concettuale: evoluzione della preghiera nelle civiltà antiche

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