Informazioni sull'Altare della Consolazione

La chiesa di Santa Maria della Consolazione è un edificio di grande importanza storica e religiosa, la cui origine e il nome sono strettamente legati a eventi di giustizia e devozione popolare.

Origini e storia della Chiesa di Santa Maria della Consolazione a Roma

La chiesa di Santa Maria della Consolazione è situata ai piedi della Rupe Tarpea, un luogo tristemente noto dove venivano eseguite le condanne capitali. Per questa ragione, era conosciuta anche come "locus Iustitiae" (ovvero "luogo di giustizia"), fino al 1550, anno in cui le esecuzioni furono trasferite in piazza Giudea.

Ricostruzione storica della Rupe Tarpea e dell'area circostante

Eventi Fondativi

  • Il Testamento di Giordanello degli Alberini (1385)

    L'origine della chiesa è legata a due eventi significativi. Il primo risale al 1385, quando Giordanello degli Alberini, un nobile condannato a morte, lasciò nel suo testamento due fiorini d'oro. Il suo desiderio era che fosse qui dipinta un'immagine della Vergine Maria per "consolare" gli ultimi istanti dei condannati. Da questo gesto ha origine il nome dell'edificio.

    La piccola icona fu realizzata sul muro esterno di un granaio appartenente alla famiglia Mattei, che si trovava proprio sotto la Rupe Tarpea, e vi rimase per quasi un secolo.

  • Il Miracolo del 1470

    Il secondo avvenimento risale al 1470. Secondo la tradizione, un giovane innocente, condannato a morte per omicidio, fu impiccato. Tuttavia, quando la corda gli strinse il collo, si constatò che non stava soffocando. Per questo motivo, venne immediatamente liberato. Il giovane raccontò che la Madonna gli aveva parlato, dicendo: "Vai, perché sei consolato!", e che una mano invisibile lo aveva sostenuto. L'evento suscitò un'impressione tale che ben presto fu avviata una raccolta per ospitare il dipinto all'interno di una chiesa. Questa chiesa venne costruita in quello stesso anno con l'approvazione di Papa Paolo II (1464-1471) e il contributo finanziario della famiglia Della Rovere.

    La chiesa, molto piccola e con un solo altare, fu realizzata su progetto di Baccio Pontelli (1450 ca. - 1492 ca.).

Evoluzione della Struttura e degli Istituti

Nel 1506, l'Ospedale di Santa Maria delle Grazie e quello della Consolazione si unirono a quello vicino di Santa Maria in Portico, formando l'Arcispedale di Santa Maria della Consolazione.

Nel 1583, su sollecitazione del cardinale Alessandro Riario (1543 - 1585), fu dato inizio alla costruzione della nuova chiesa, in sostituzione dell'edificio originario quattrocentesco. La chiesa, riedificata da Martino Longhi il Vecchio tra il 1583 e il 1606, ha una facciata che fu completata con l'ordine superiore nel 1827 da Pasquale Belli. L'ordine inferiore è diviso da lesene corinzie in cinque campate, con tre eleganti portali tardo rinascimentali: quello principale al centro con timpano triangolare, gli altri due con timpano semicircolare. L'ordine superiore presenta un finestrone inquadrato da due colonne, mentre sulla balaustra si trovano le statue dei quattro profeti: Isaia, Zaccaria, Ezechiele e Geremia. Un timpano triangolare sormontato da una croce conclude la facciata.

La chiesa ha una pianta basilicale, divisa da pilastri rettangolari in tre navate absidate con cappelle laterali, ma è priva di transetto.

La "Madonna delle Grazie" e il suo ruolo nella devozione

Dietro l'abside della chiesa è situata una bella edicola dove è dipinta la "Madonna delle Grazie", opera di Niccolò Berrettoni, risalente al 1658. Questa immagine, definita "Consolatrix Afflictorum" come recita anche l'iscrizione, fu qui posta a memoria e riconoscenza per la liberazione della città da una terribile pestilenza, come si legge nell'epigrafe: "CHR(ist)O REDEMPTORI AC SANCTISSIMAE EIUS GENITRICI MARIAE URBE A PESTILENTIA LIBERATA GLORIA SEMPITERNA".

Il dipinto, racchiuso da una cornice quadrata sotto un vetro tripartito, rappresenta la "Madonna col Bambino" con il braccio alzato benedicente. Sopra la cornice vi è un baldacchino a spicchi orlato con frange, e al di sotto vi è dipinta, direttamente sul muro, una raggiera con nuvole e cherubini. Si tramanda che le parole chiave in questi 550 anni siano sempre state: Fede, Carità e Consolazione.

La chiesa della Consolazione al Foro Romano è anche la dimora di San Leopoldo Mandić a Roma, un frate cappuccino e un confessore misericordioso molto benvoluto, patrono dei malati oncologici dall'11 febbraio 2020.

Dettaglio dell'edicola con la Madonna delle Grazie

Il Tempio di Santa Maria della Consolazione a Todi

Il Tempio di Santa Maria della Consolazione a Todi, opera architettonica di importanza internazionale, è considerato uno degli edifici-simbolo dell'architettura rinascimentale. La sua costruzione cominciò nel 1508 per concludersi dopo cent'anni. Per chi proviene da Orvieto, la chiesa è visibile in lontananza prima di entrare nella città. Il tempio resta ancor oggi in posizione relativamente periferica, ma è soprattutto a partire dall'epoca del Rinascimento che edifici del genere vennero collocati al di fuori delle mura di cinta, secondo le teorie architettoniche proposte da Leon Battista Alberti.

Tempio di Santa Maria della Consolazione a Todi raccontato da Claudio Strinati [PODCAST]

La leggenda del miracolo e il finanziamento

La leggenda racconta che a Todi, all'inizio del XVI secolo, avvenne un miracolo. Un addetto alla pulizia di un affresco della Madonna si sarebbe infatti miracolosamente guarito da una grave malattia ad un occhio. Accorso il popolo, le autorità cittadine ed il vescovo, si decise di innalzare alla Madonna, detta appunto 'della Consolazione', un tempio bellissimo e di grandi dimensioni. L’antica immagine è ancora oggi conservata nell’occhio centrale del fastoso altare barocco.

Dal punto di vista politico, il comune di Todi si trovava in rapporto di concorrenza con altre città vicine. Diverse di esse avevano alle loro spalle la costruzione di prestigiose cattedrali medievali: per il comune di Todi era vantaggiosa la prospettiva di costruire una chiesa assai rappresentativa in stile rinascimentale, dunque da considerarsi moderno. La posizione periferica della chiesa offriva inoltre il vantaggio di presentare la città con un oggetto di prestigio visibile già da lontano. Il finanziamento del progetto fu possibile grazie a diverse fonti; tra queste, grande importanza dovevano avere le offerte versate dai pellegrini malati.

Architettura e attribuzione

La paternità del progetto architettonico non è sicura. Fin dal Cinquecento è stata attribuita a Donato Bramante, ma non vi sono documenti che possano comprovare tale attribuzione. Anche altri architetti hanno dato il loro contributo alla costruzione: tra questi Antonio da Sangallo il Giovane, Galeazzo Alessi e Michele Sanmicheli. Il progetto iniziò ad avvicinarsi al traguardo nel 1586, quando iniziò la costruzione del tamburo seguito dal resto della cupola. L’antica immagine, "La Madonna con Bambino e Lo sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria", è un dettaglio artistico che potrebbe sfuggire a un occhio distratto dalla curiosa pianta centrale dell’edificio, a croce greca chiusa da tre absidi poligonali e uno semicircolare. Ma è l’immagine la vera “star” di questo tempio appena fuori le mura perimetrali della città: secondo un’antica leggenda, sarebbe stata infatti rinvenuta sporca e coperta di ragnatele da un muratore in una cappella in rovina nel centro storico medievale. L’uomo l’avrebbe pulita con un fazzoletto, con cui poi si sarebbe asciugato la fronte, guarendo all’istante da una grave malattia a un occhio.

La Chiesa "Maria Ss. della Consolazione" a San Valentino Torio

La Chiesa "Maria Ss. della Consolazione" a San Valentino Torio ha origini antiche e la sua costruzione risale a diversi secoli fa, sebbene non ci siano informazioni precise sulla data di fondazione. È una delle principali testimonianze della devozione religiosa e della tradizione cristiana di questa comunità. All'interno della chiesa, l'atmosfera è di grande tranquillità e spiritualità. L'altare maggiore è dedicato alla Vergine della Consolazione e ospita una statua della Madonna, che rappresenta la figura centrale della devozione del paese. La Chiesa della Consolazione è un punto di riferimento importante per la vita religiosa di San Valentino Torio, celebrando diverse festività durante l'anno, in particolare la festa della Madonna della Consolazione, prevista ogni 1 settembre, che attira numerosi fedeli ogni anno.

Il Santuario della Madonna della Consolazione o di Montemisio

In una piccola radura, ai piedi del Monte Ascensione, c’è il Santuario della Madonna della Consolazione o di Montemisio. La Chiesa fu realizzata dai monaci di Farfa, costruita sulle rovine di un tempietto pagano dedicato alla dea Artemide o Artemisia. Il culto passò prima per la venerazione della Vergine della Cintura, successivamente per la Madonna della Tempera (dell’acqua necessaria ai campi).

Una leggenda narra che, mentre la siccità minacciava i raccolti, si tenne una processione propiziatoria. La statua della Madonna si era appena messa in cammino, quando il cielo si oscurò e cadde la benefica pioggia. Nel XVIII secolo, dopo il restauro, la chiesa divenne luogo di culto della Madonna della Consolazione. Oggi il santuario è meta di numerosi pellegrinaggi. La festa tradizionale si svolge il 15 Agosto. La cappella presenta una sola navata, il pavimento in cotto e l’altare in travertino.

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