La Gioia della Domenica "Laetare"
La liturgia, con il canto d’ingresso, invita i fedeli alla gioia, facendo pregustare la letizia pasquale. Questa gioia è duplice: sia per il trionfo di Cristo, sia per il ritorno di tanti figli e figlie lontani dalla casa del Padre.

Le Letture Liturgiche della Domenica Laetare
Il Vangelo: Gesù e Nicodemo (Giovanni 3,14-21)
Nell’incontro con Nicodemo, Gesù tratteggia il mistero della sua Pasqua di morte e risurrezione. Egli ricorre all’episodio del Libro dei Numeri (21,4-9), quando Dio nell’Antico Testamento salvò dal morso dei serpenti chiunque fissasse gli occhi al serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto. Per il Vangelo di san Giovanni, quel simbolo di salvezza si compie ora pienamente nella Croce di Cristo, innalzata in mezzo all’umanità.
Proprio davanti alla Croce si produce la grande divisione tra gli uomini e si decide il destino della storia. Da un lato, il mondo che crede viene alla luce, opera in Dio e fa la verità: è salvato. Dall’altro, il mondo che non crede è già condannato, poiché dimorando nelle tenebre, odia la luce e compie azioni malvagie. Il Signore, comunque, a tutti i costi vuol recuperare il suo popolo. Come Mosè innalzò il serpente, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo.
Le Altre Letture
La Prima Lettura narra che, dopo aver punito il suo popolo con l’esilio a motivo delle sue colpe, Israele sarà risollevato mediante Ciro, re di Persia. San Paolo, scrivendo agli Efesini nella Seconda Lettura, amplia questo disegno di misericordia a beneficio degli uomini: nonostante la nostra indegnità, Dio ci ha fatti rivivere con Cristo.

Il Servizio Musicale e la Cappella della Basilica di Santa Maria
Il servizio musicale per le celebrazioni liturgiche è curato dalla Cappella Musicale della Basilica di S. M., che funge anche da organizzatore e partner. La Cappella offre un repertorio vasto e profondo, come dimostrato dai programmi di diverse domeniche.
- IV Domenica Ordinaria:
- Ordinario: Missa brevis “Venite a laudare” di M.
- Proprio: IN. OF. Preludio di L., CO. Ave verum corpus di C.
- V Domenica Ordinaria:
- Ordinario: Missa Brevis di B.
- Proprio: IN. OF. Ave Maria di F., CO. Panis Dei di S.
- VI Domenica Ordinaria:
- Ordinario: Missa brevis di A.
- Proprio: IN. OF. Exaudi Domine di F., CO. Ave verum corpus di P. D.
- VII Domenica Ordinaria:
- Ordinario: Mass for fives voices op.64 di L.
- Proprio: IN. OF. Intende vocis di O., CO. Caro mea di G. P.
- VIII Domenica Ordinaria:
- Ordinario: Mass for fives voices di W.
- Proprio: IN. OF. O sacrum convivium di A., CO. Intellige clamorem meum di G.
- I Domenica (Quella specifica, non ordinaria):
- Proprio: IN. OF. Cum facis eleemosynam di C., CO. Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai di C.
- II Domenica:
- Proprio: IN. OF. Faciamus hoc di C., CO. Questo è il mio figlio prediletto di C.
- III Domenica:
- Proprio: IN. OF. Frange esurienti di C., CO. Se non vi convertirete, perirete di C.
- IV Domenica:
- Proprio: IN. OF. Bonum est di C., CO. Rallegrati, figlio mio di C.
- V Domenica:
- Proprio: IN. OF. Iudica causam meam di C., CO. Donna, nessuno ti ha condannata? di C.
Il repertorio include anche il Canto della Passione in gregoriano, Offertori come "Popule meus" di G. P., e Comunioni come "Pater si non potest" di H. e "Christus factus est" di M. Vengono eseguiti anche i Responsori della Settimana Santa di T. L.
Figure di Riferimento e Calendario Liturgico nel Periodo
La Solennità di San Giuseppe (19 Marzo)
L’evangelista Matteo, nella Genealogia (1,1-17), dopo aver presentato gli antenati di Gesù, introduce il nome di Giuseppe, affermando che è «lo sposo di Maria» e da lei «è nato Gesù, chiamato Cristo» (1,16). Queste espressioni denotano che Gesù fu generato tramite un concepimento e un parto del tutto singolare: non come frutto dell’unione fra un uomo e una donna, ma come risultato del misterioso congiungimento fra Dio e una creatura umana, Maria. Per questo motivo non desta stupore che Giuseppe rimanga perplesso: da uomo giusto desiderava compiere la volontà di Dio, ma era di fronte a un fatto inatteso: Maria, sua sposa, attendeva un figlio!
Senza disonorarla, quindi in segreto, inizialmente intende applicare la legge mosaica, scrivendo un atto di ripudio perché potesse essere sciolta dal vincolo matrimoniale; tuttavia, mentre pondera il daffarsi, «stava considerando queste cose» (1,20), gli viene manifestato il disegno di Dio. L’apparizione dell’angelo in sogno e le sue parole lo confortano sul fatto che Maria non gli è stata infedele, ma lei stessa per prima ha accolto la volontà di Dio e ora Giuseppe ha il compito di custodire il figlio che nascerà. La maternità di Maria e la paternità di Giuseppe hanno nella Santa Famiglia due modalità differenti di esprimersi, ma per Gesù saranno autentici genitori, perché come lo Spirito ha generato in Maria il figlio, così il medesimo Spirito, chiamando Giuseppe a imporgli il nome, lo costituisce realmente suo padre ed educatore.
Il 19 marzo si celebra la Solennità di San Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria, con la certezza che «in eterno durerà la sua discendenza». Attraverso il matrimonio con Maria, l’uomo giusto Giuseppe è chiamato da Dio a dare la discendenza davidica a Gesù, assumendone la paternità legale (Letture: 2Sam 7,4-5a.12-14a.16; Sal 88,2-5.27.29; Rm 4,13.16-18.22; Mt 1,16.18-21.24a).

Padre Gabriele Maria Allegra (1907-1976): Un Esempio di Fede
Padre Gabriele Maria Allegra (San Giovanni La Punta 1907 - Hong Kong 1976), beatificato il 29 settembre 2012 ad Acireale, è una figura di spicco nel contesto religioso del 1976. Il suo tanto attivismo, l’amore per il prossimo e il coraggio nel difendere la Chiesa nel paese più comunista della storia, la Cina di Mao, non si comprendono se non si coglie il nucleo essenziale della sua vita interiore: l’ispirazione a san Francesco e un’appassionata, ardita dedizione all’Immacolata come “Corredentrice”, come lui stesso definiva la Madre di Cristo. Il suo grande amore verso la Parola di Dio lo spinse a tradurre la Bibbia in lingua cinese, un immane sforzo per il quale padre Allegra è ancora ricordato con gratitudine e ammirazione.

Altre Celebrazioni e Letture Quotidiane
Durante il periodo della Quaresima, che include la Domenica Laetare, il calendario liturgico propone altre significative celebrazioni e letture:
- 16 Marzo: "Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato." Viene contrapposta la fede di un pagano, che prega Gesù per la guarigione del figlio, alla diffidenza dei Galilei. (Ss. Ilario e Taziano; S. Eriberto; B. Giovanni Sordi. Is 65,17-21; Sal 29,2.4-6.11-12a; Gv 4,43-54).
- 17 Marzo: "Dio è per noi rifugio e fortezza." Il paralitico, nell’impossibilità di cambiare la sua sorte, sembra rassegnato. È Gesù che prende l’iniziativa e lo guarisce. (S. Patrizio; S. Geltrude; B. Corrado. Ez 47,1-9.12; Sal 45,2-3.5-6.8-9; Gv 5,1-16).
- 18 Marzo: "Misericordioso e pietoso è il Signore." La guarigione del paralitico evidenzia l’identità divina di Gesù, che opera proprio di “sabato”, giorno esclusivo del Signore. (S. Cirillo di Gerusalemme. Is 49,8-15; Sal 144,8-9.13-14.17-18; Gv 5,17-30).
- 20 Marzo: "Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato." La presunzione di sapere è proprio quella che ci impedisce di conoscere veramente Gesù. (S. Martino di Braga; S. Cutberto. Sap 2,1a.12-22; Sal 33,17-22; Gv 7,1-2.10.25-30).
- 21 Marzo: "Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio." A quanti ritengono che Gesù sia “il Cristo”, i farisei ribattono che il Messia non proviene dalla Galilea, come Gesù, ma da Betlemme, luogo di origine di Davide. Gli stessi farisei però non sanno che Gesù è nato a Betlemme. (S. Nicola da Flüe).
Preghiere della Comunità
Fratelli e sorelle, salvati per grazia mediante la fede, rivolgiamo con fiducia al Padre le nostre preghiere. Preghiamo insieme e diciamo: A - Ascolta, o Padre, la nostra preghiera.
- Per la Chiesa, perché nella fedeltà al Vangelo illumini con il linguaggio della misericordia e nella carità il cammino dei cristiani. Preghiamo.
- Per le famiglie, perché nel dialogo quotidiano coltivino i valori dell’unità, dell’amore e della comprensione. Preghiamo.
- Per i giovani, perché non si scoraggino dinanzi alle difficoltà economiche del nostro tempo ma guardino con fiducia al futuro. Preghiamo.
- Per noi qui riuniti, perché dal Dio fedele all’alleanza impariamo la coerenza al comandamento dell’amore evitando divisioni con i fratelli. Preghiamo.
Tu, Signore, sei il nostro liberatore e noi cantiamo la tua lode, sperimentando la dolcezza della libertà dopo le durezze della schiavitù. Volgiamo lo sguardo verso di te, che ci inviti a tornare dal nostro esilio e a ricostruire la nostra città.
Donaci, Signore, la grazia di ascoltare con fede i tuoi insegnamenti per eliminare le tenebre del peccato e avvicinarci alla tua luce.
Santa Luisa de Marillac, nata nel 1591, fu figlia naturale di Luigi de Marillac, signore di Ferrières. Dopo la morte del padre, Luisa dovette guadagnarsi da vivere. I parenti non accolsero la sua richiesta di farsi religiosa e la sposarono ad Antonio Le Gras. Fu un matrimonio con tensioni superate grazie a san Francesco di Sales e a san Vincenzo de’ Paoli, con il quale fondò le Figlie della Carità. Morì il 15.3.1660 e venne canonizzata nel 1934.